# HTTP/2 – come la nuova versione ottimizza il trasferimento dei dati in rete

Internet si trova in uno stato di continua evoluzione, condizionato da tecnologie sempre più avanzate, da nuovi contenuti e dalle esigenze crescenti degli utenti. I siti semplici del passato si contrappongono alle pagine web complesse di oggi che si adattano perfettamente alle esigenze dei visitatori e ai dispositivi in uso. I tempi di caricamento e il trasferimento dei dati svolgono un ruolo sempre più importante per la corretta visualizzazione dei siti moderni e per il loro facile utilizzo. Per questo non sorprende che ora sia disponibile una nuova versione implementata del vecchio protocollo di rete HTTP/1.1, che riduce notevolmente i tempi di caricamento di una pagina.

## Cos’è l’HTTP?

Per richiamare una pagina vengono utilizzati innumerevoli protocolli di rete che sono ordinati per livelli e che regolano l’invio e il trasferimento dei dati richiesti. Il **protocollo di trasferimento di un ipertesto** (HTTP) è un protocollo del livello superiore (chiamato livello di applicazione), che consente la comunicazione tra le applicazioni del browser e il rispettivo server web dell’hosting su cui si trova il sito web richiesto. Per questo motivo il protocollo HTTP trasferisce al browser l’ipertesto del sito, convertendolo in testi, immagini e video.

[![Immagine: Cos’è l’HTTP?](https://www.ionos.it/digitalguide/fileadmin/_processed_/a/b/csm_EN-https_c0143100d2.webp "Cos’è l’HTTP?")](https://www.ionos.it/digitalguide/fileadmin/DigitalGuide/Hosting/EN-https.png) Cos’è l’HTTP? Tecnicamente ogni messaggio di richiesta HTTP è composto solitamente da tre parti: la riga di richiesta, in inglese “request line”, la sezione intestazione, chiamata “[header HTTP](https://www.ionos.it/digitalguide/hosting/tecniche-hosting/http-header/ "HTTP Header")”, e il corpo del messaggio, detto anche “message body”. Le parti più importanti sono le prime due che contengono il metodo da utilizzare per la richiesta e le informazioni circa l’host, il tipo di browser utilizzato, ecc., mentre nel corpo opzionale del messaggio sono presenti ulteriori dati da elaborare.

Così come per i due pilastri del **World Wide Web** (URL e HTML), lo sviluppo del protocollo HTTP è cominciato presso il Centro Europeo di Ricerca Nucleare (CERN) nel 1989. La richiesta di pubblicazione del [RFC 1945](https://tools.ietf.org/html/rfc1945 "RFC 1945") (Request for Comments) è stata resa nota per la prima volta nel maggio 1996 con il nome di HTTP/1.0. La prima versione è stata sostituita nel giugno 1999 dall’HTTP/1.1, ancora in uso. Ora ha cominciato a diffondersi il suo successore HTTP/2. Nel maggio 2015 nel [RFC 7540](https://tools.ietf.org/html/rfc7540 "RFC 7540") l’HTTP/2 è stato annunciato come il successore ufficiale e da allora ha rivoluzionato il trasferimento dei dati in rete.

## Lo sviluppo dell’HTTP/2

Nel 2009 Google ha presentato la sua alternativa all’HTTP/1.1, cioè SPDY. Il punto più critico della vecchia versione HTTP era ed è ancora oggi il fatto che il protocollo di trasferimento rallenta inutilmente i siti complessi più moderni. Infatti, utilizzando il protocollo HTTP/1.1, per ogni singolo file deve essere instaurata una nuova connessione TCP/IP. Con il protocollo SPDY Google ha risolto questa problematica tramite la **multiplazione delle trasmissioni**. In questo modo, sfruttando una connessione TCP/IP, possono essere inviati molti tipi di documenti. La Internet Engineering Task Force (IETF) ha iniziato a lavorare allo sviluppo dell’HTTP/2 nel 2012, basandosi sul protocollo SPDY di Google. Dato che le implementazioni del protocollo SPDY contengono numerosi errori e soprattutto falle di sicurezza, sono state apportate delle modifiche importanti e ciò ha portato l’HTTP/2 a distanziarsi notevolmente dal protocollo SPDY.

## Le novità dell’HTTP/2

Una caratteristica peculiare dell’HTTP/1.1 è stata già menzionata: ogni volta deve essere stabilita e di nuovo conclusa una connessione TCP/IP separata per trasferire al client/browser diversi elementi della pagina come immagini, JavaScript o file CSS. Invece, l’HTTP/2 applica, come il suo modello SPDY, un **processo di multiplazione**, in modo che il sito web completo venga caricato in un’unica connessione. Inoltre, ora il server ha la possibilità di re-inoltrare i dati previsti di risposta al client senza che vengano richiesti (server push). Ancora, utilizzando il protocollo HTTP/2, i pacchetti dei componenti del sito web vengono inviati in base alla priorità, per esempio vengono trasmessi per primi gli elementi responsabili per la struttura del sito. L’header HTTP/2 viene inviato notevolmente **compresso** rispetto all’HTTP/1.1, così da non venire comunicate informazioni inutili. Un’ulteriore novità è l’utilizzo del codice binario (al posto di file di testo) per la comunicazione, cosa che lo semplifica e lo rende più sicuro. Qui tutte le novità dell’HTTP/2 in sintesi:

- Un’unica connessione stabilita tra un browser (client) e un sito
- Processo di multiplazione per scambiare i dati raccolti
- Scambio di informazioni sfruttando un codice binario
- Header HTTP notevolmente compresso
- Server push nel caso di richieste di risposta prevedibili
- Priorità agli elementi della pagina più importanti

I motivi che hanno portato alla nascita di HTTP/2 vengono illustrati in questo video di [Akami Technologies](https://www.akamai.com/it/it/ "Akami"):

## HTTP/2: supporto dei browser

Dal rilascio dell’HTTP/2 sono cambiate molte cose e ora molti browser e server supportano il nuovo protocollo di rete. Ad esempio, su Mozilla Firefox è stato già implementato dalla versione 36, rilasciata a febbraio 2015. Considerando tutte le versioni precedenti, venivano caricati rispettivamente solo i siti con protocollo HTTP/2 al posto di quelli in TLS, cioè la variante crittografata del protocollo di trasferimento.

Fatto Già l’80% dei browser supporta il protocollo HTTP/2, che è supportato nelle versioni del browser recenti a partire da Opera Mini, il browser utilizzato sugli smartphone Blackberry, IE Mobile e il browser UC per Android (dati aggiornati a marzo 2017). Trovate una panoramica di tutte le versioni del browser supportate su [questa pagina](https://caniuse.com/#feat=http2 "Panoramica dei browser che supportano il protocollo HTTP/2").

Il numero dei siti che già utilizzano il nuovo protocollo di trasferimento sono notevolmente ridotti rispetto al numero di browser che lo supportano. Nonostante tutto, in un anno il loro numero è aumentato fino alla fine di settembre nel 2016, dall’1,2% a quasi il 10%. Nel marzo del 2017 almeno il 12,7% di tutti i siti utilizzavano il protocollo HTTP/2. Trovate una panoramica aggiornata sul suo uso su [questa pagina](https://w3techs.com/technologies/details/ce-http2/all/all "https://w3techs.com/technologies/details/ce-http2/all/all"). Finora solo i gestori di siti con un alto numero di visitatori come Google e Twitter hanno effettuato il passaggio al protocollo HTTP/2. Tuttavia, considerando i vantaggi e il crescente supporto da parte di tutti i browser comuni, sarà solo una questione di tempo prima che la maggior parte dei siti utilizzi l’HTTP/2.

Consiglio Nei [pacchetti di hosting IONOS](https://www.ionos.it/hosting/web-hosting "Pacchetti Di Hosting IONOS") è già presente l’uso del protocollo HTTP/2 in una tariffa con certificato SSL incluso.

La panoramica seguente mostra quali browser supportano il protocollo HTTP/2:

<table>
  <tbody>
    <tr>
      <th>IE</th>
      <th>Edge</th>
      <th>Firefox</th>
      <th>Chrome</th>
      <th>Safari</th>
      <th>Opera</th>
      <th>iOS Safari</th>
      <th>Android Browser</th>
      <th>Chrome per Android</th>
    </tr>
  </tbody>
  <tbody>
    <tr>
      <td>11\*</td>
      <td>14</td>
      <td>50</td>
      <td>55</td>
      <td>10\*</td>
      <td>42</td>
      <td>9.3</td>
      <td>53</td>
      <td>55</td>
    </tr>
    <tr>
      <td></td>
      <td>15</td>
      <td>51</td>
      <td>56</td>
      <td>10.1\*</td>
      <td>43</td>
      <td>10.2</td>
      <td></td>
      <td></td>
    </tr>
    <tr>
      <td></td>
      <td></td>
      <td>52</td>
      <td>57</td>
      <td>TP\*</td>
      <td>44</td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
    </tr>
    <tr>
      <td></td>
      <td></td>
      <td>53</td>
      <td>58</td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
    </tr>
    <tr>
      <td></td>
      <td></td>
      <td>54</td>
      <td>59</td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
      <td></td>
    </tr>
  </tbody>
</table>

\*supporto parziale

## Uno sguardo al futuro

Non è obbligatorio utilizzare il protocollo HTTP/2, ma ci sono sicuramente dei vantaggi. Inoltre è da notare che la crittografia SSL/TLS è già dalla fine del 2014 un **fattore** importante **per il ranking di Google**, elemento da non trascurare per l’ottimizzazione SEO. Quindi se state pensando di fare certificare il vostro sito, riflettete bene e scegliete direttamente l’HTTP/2 al posto del TLS. L’utilizzo del protocollo HTTP/2 porterà anche altri due fattori che vi faranno ottenere un posizionamento migliore: tempi di caricamento brevi e scansioni regolari da parte di Google. Prima di tutto dei tempi di caricamento più brevi della vostra pagina vi permetteranno una valutazione migliore su Google e anche i visitatori trarranno vantaggio da una visualizzazione più rapida della pagina. Poi l’HTTP/2 vi garantirà dei tempi di caricamento del vostro sito sotto la soglia minima di 2 secondi stabilita da Google; se una pagina ha bisogno di più tempo per essere caricata, verrà scansionata meno. Quindi con l’HTTP/2 il vostro sito continuerà ad essere ispezionato regolarmente da Google e il nuovo contenuto sarà inserito più velocemente nell’indice.

Consiglio Cercate la massima sicurezza per il vostro sito web? Scoprite come funzionano i [certificati SSL di IONOS](https://www.ionos.it/sicurezza/certificato-ssl "certificati SSL di IONOS") e come possono aumentare l’affidabilità della vostra pagina.


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