# Doxing: il pericolo di una pubblicazione eccessiva

Quanto può essere pericoloso divulgare informazioni personali su Internet? I politici e le celebrità si trovano sempre più spesso di fronte a questo inconveniente. Criminali, bulli online e persone con intenzioni diffamatorie raccolgono e pubblicano informazioni private, causando danni sostanziali alla persona. Si dice che gli aggressori “doxxano” le loro vittime. Cosa significa e perché lo fanno?

## Che cos’è il doxing? Definizione e spiegazione di questi attacchi informatici

Definizione: Doxxing Quando i criminali informatici vogliono doxxare le loro vittime, ne raccolgono i dati personali ricavati da svariate fonti online e li diffondono in rete, causando gravi danni morali. Le ostilità che ne derivano possono estendersi fino ad atti di violenza fisica.

Gli hacker svolgono un ruolo importante in molti attacchi informatici: programmano i virus, sfruttano le lacune tecniche di sicurezza e realizzano attacchi basati su software. In questi casi, si tratta di specialisti con conoscenze informatiche e di programmazione di altissimo livello. Nel caso del doxing, invece, gli aggressori **non necessitano di conoscenze specialistiche**. Tutto ciò che conta è la costanza, la motivazione e un forte spirito criminale.

Gli attacchi di doxing si svolgono sempre in due fasi: **la raccolta e la pubblicazione.** Nella prima fase gli aggressori raccolgono tutte le informazioni disponibili della vittima: indirizzi privati, compresi gli indirizzi e-mail, numeri di telefono, nomi di familiari, account social media, foto private e talvolta anche coordinate bancarie. Tanto diversificati sono i dati, quanto molteplici sono le fonti.

- **Social media**: le persone pubblicano foto e spesso anche informazioni personali su social media liberamente accessibili.
- **Siti web**: la sigla editoriale di un sito web o di un blog contiene dati concreti sugli indirizzi di persone e aziende.
- **Indirizzi ed elenchi telefonici**: i database con indirizzi e numeri di telefono possono essere cercati anche online.
- **Database craccati**: gli aggressori craccano le memorie cloud o i database di fatto protetti e ne ottengono informazioni sensibili. I dati così dirottati possono essere acquisiti anche dagli aggressori di doxing nel dark web.
- **[Social Engineering](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/ingegneria-sociale-le-falle-di-sicurezza-sul-livello-8/)**: gli aggressori si pongono come persone affidabili su Internet e manipolano le vittime e i loro familiari in modo tale che questi consegnino volontariamente le informazioni.

Molti attacchi di doxing si basano esclusivamente su **informazioni liberamente accessibili**. Combinando i dati e il contesto in cui sono pubblicati, la vittima viene danneggiata.

Nella seconda fase le informazioni raccolte vengono pubblicate ovunque possibile. A tal fine, gli aggressori creano account falsi sui social media e depositano le informazioni su piattaforme anonime. L’obiettivo è che il maggior numero possibile di persone raccolga e diffonda le informazioni in modo che il danno sia più ampio possibile. Spesso la stessa **pubblicazione è associata a minacce** che vengono raccolte anche da altri utenti, andando addirittura oltre i confini della rete.

Fatto Il termine “doxing” deriva dalla parola inglese *documents* o in breve *docs*.

## Perché si viene doxxati? Motivi, vittime e conseguenze

Il doxing avviene raramente per ricattare le persone; gli aggressori difficilmente lo fanno per soldi e le informazioni raccolte spesso non sono così delicate. Nella maggior parte dei casi gli aggressori vogliono infliggere un danno morale alle vittime per **vendetta**, **giustizia personale** o per **danneggiare** gli oppositori politici. Infatti le vittime sono per lo più politici, giornalisti o personalità di spicco che si sono espressi politicamente. Anche gli scontri personali spesso diventano oggetto di doxing e servono a rivelare come si è comportato il nemico.

L’**odio** è quindi la principale forza motrice: gli autori non vogliono arricchirsi, ma semplicemente danneggiare la vittima. La pubblicazione dei dati esercita una vera e propria **pressione sulle vittime**; non è raro, infatti, che queste siano disposte a ricorrere a mezzi illegali per risolvere la situazione. Si nutre la speranza che anche altre persone siano disposte a prendere ulteriori provvedimenti contro le lettere di minaccia, lo swatting (raggirare un servizio d’emergenza basandosi sulla falsa segnalazione di un incidente) e persino veri e propri atti di violenza. Gli aggressori mirano ad intimidire le vittime al punto di indurle a non comparire più pubblicamente.

Gli autori di doxing spesso cercano di ottenere un **riconoscimento** in quello che hanno fatto. Non è raro che si vantino delle proprie azioni, naturalmente dietro uno pseudonimo.

## Come ci si può proteggere dal doxing?

Potenzialmente ogni utente della rete potrebbe essere vittima di un attacco di doxing. Soprattutto le persone coinvolte in discussioni politiche su Internet o che esprimono una propria opinione politica su blog, video o post di social media possono attirare l’odio degli aggressori. Anche i fautori di una campagna di mobbing possono ricorrere al doxing.

Ma siccome alcune vittime sono selezionate a caso, ogni utente di Internet dovrebbe avere l’accortezza di pubblicare su Internet le informazioni personali veramente indispensabili e prestare attenzione alla cosiddetta **economia dei dati**. Se gli aggressori non trovano dati sensibili, le possibilità di attacco si riducono notevolmente.

Se si è vittima di doxing e si arriva a minacce e insulti, bisogna rivolgersi alla polizia e sporgere denuncia. È inoltre possibile accedere in modo proattivo alle piattaforme su cui sono state pubblicate le informazioni e chiedere la cancellazione dei dati. Tuttavia, se s’intende sporgere denuncia, può essere utile [fare uno screenshot](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/screenshot-su-windows/ "Screenshot su Windows").


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