# Clickbait: che cos’è?

Avete mai cliccato in Internet su un articolo o un video perché il titolo vi prometteva qualcosa di **straordinario e spettacolare**? Siete poi rimasti delusi perché il contenuto dietro al titolo accattivante si è rivelato poco interessante? Allora il trucco del **clickbait** ha funzionato anche su di voi. Nel clickbait chi pubblica, soprattutto i marketer, cercano di raccogliere clic (scritto anche click) attraverso frasi e titoli sensazionalistici per aumentare il traffico e con questo anche gli introiti pubblicitari della propria azienda.

[![Immagine: Clickbaiting](https://www.ionos.it/digitalguide/fileadmin/_processed_/e/8/csm_cliffhanger-c_1495cb27d9.webp "Clickbaiting")](https://www.ionos.it/digitalguide/fileadmin/DigitalGuide/Online-Marketing/cliffhanger-c.jpg) Clickbaiting ## Clickbait: definizione e obiettivi

Il termine clickbait descrive sostanzialmente l’uso online di titoli ad effetto, in particolare nei social media, che dovrebbero spingere gli utenti a **cliccare su un articolo**. Si lavora con diversi mezzi stilistici in contemporanea: spesso vengono preannunciate novità incredibili o inaspettate, poiché chi scrive vuole lasciare in lettori in sospeso, scioccarli o incuriosirli. Questa pratica trova uso soprattutto nel giornalismo online: blog, siti di news o online magazine vogliono aumentare il numero dei clic di un singolo articolo e quindi anche **migliorare il traffico del sito web in generale**.

## Il clickbait nei portali online

Il clickbait (letteralmente “esca da clic”) consiste nel lanciare un’*esca* servendosi di un titolo esagerato o sensazionale. In questo modo si vuole creare quello che in inglese si definisce ***curiosity gap*** (cioè suscitare curiosità), offrendo ai lettori solo un piccolo indizio sull’informazione presentata. Per soddisfare la propria curiosità, l’utente deve cliccare. Questo espediente è usato anche nei film e in TV e si chiama ***cliffhanger*** (letteralmente “rimanere appesi a un precipizio”). Chi scrive crea suspense e lascia il finale aperto così che solo chi vede il tutto il film o l’episodio successivo, scopre il finale.

## Clickbait: solo promesse vuote

Il clickbait compare in tutti i generi di giornalismo, sia online che anche in quello sulla carta stampata. La buzzword clickbait è diventata popolare grazie a siti come Huffington Post, Per Davvero e BuzzFeed. Soprattutto sugli ultimi due si trovano principalmente quelle che in inglese si chiamano listicle (in sostanza degli elenchi), gallerie fotografiche o video, contenuti spesso realizzati senza molti sforzi e che hanno anche poco valore informativo. Va detto, però, che anche siti di news come Focus Online usano **frasi ad effetto** per diffondere i loro articoli o video. Particolarmente bene funzionano i temi emozionali come bambini, animali o malattie. Di solito, poi, si tratta spesso di contenuti poco spettacolari o interessanti rispetto a quanto promesso dal titolo.

## Le critiche al clickbait

Il clickbait è **oggetto di critiche da parte dei media e dei giornalisti seri,** che si distanziano in maniera sempre più chiara dalle pratiche sopra descritte. Il rimprovero generale è che i giornalisti online, che lavorano con metodi di clickbait, vogliano solo e unicamente **suscitare attenzione e curiosità** per generare clic sul loro sito web e quindi migliorare gli introiti pubblicitari. Il fatto che gli articoli di regola non contengano **alcun valore aggiunto**, alcuna presentazione del prodotto o informazione utile diventa chiaro all’utente solo dopo il clic. In questo chi critica vede un modo di procedere manipolativo, nel quale il numero dei clic è più importante del contenuto informativo.

## Alcuni esempi di clickbait

Un utente esperto può riconoscere un clickbait a prima vista, perché i portali utilizzano sempre lo **stesso modello e le stesse parole chiave**. Tutti gli elementi, siano strutture, tono o scelta delle parole, mirano a una **reazione emozionale dell’utente**. Vengono citati temi controversi, si parla di persone che attraggono l’attenzione e si usano temi comuni sui quali la maggior parte delle persone ha un’opinione. Ogni notizia è fortemente emotiva e le parole chiave usate sono spesso simili: aggettivi forti, superlativi, cliffhanger, slang comuni in rete come WOW o LOL e naturalmente le suggestive *call to action* dominano i canali social che fanno uso del clickbait. In concreto, ecco alcuni esempi:

- QUESTO **non dovreste perdervelo per nessun motivo**
- I 10 migliori XY. Il numero 6 **ti commuoverà**
- Questa storia è **incredibile**!
- Quello che è successo qui è davvero **sconcertante**!
- Questo è il **migliore/il più grande/incredibile**…
- Questa donna stava passeggiando quando improvvisamente **qualcosa di incredibile è successo**
- **OMG**! Questo video è incredibile!
- **SHOCK**! Quello che questa donna ha visto, l’ha fatta gridare!
- Era una normalissima ragazza ma poi qualcosa è cambiato…
- **XY** oggi non ha più lo stesso aspetto

## Si può usare il clickbait nella propria strategia di online marketing?

Il tema del clickbait è decisamente controverso, soprattutto perché alcuni portali oltrepassano sempre più spesso il confine del buon gusto e per questo raccolgono critiche severe. Ad esempio, degno di nota è il caso del portale tedesco TV Movie che annunciò in un post con un’anteprima che un conduttore televisivo conosciuto avrebbe dovuto ritirarsi presto a causa di un cancro: nel titolo non si citava alcun nome, ma nell’anteprima si poteva vedere un fotomontaggio di quattro conduttori. Così i numerosi lettori temendo per la morte di uno dei loro personaggi televisivi preferiti, cliccarono sull’articolo per scoprire chi dei quattro era davvero ammalato. A causa di episodi di questo tipo i portali che usano il clickbait sono accusati dai loro lettori di manipolazione volontaria. Un’altra critica comune è che spesso vengono proposti agli utenti anche post senza alcun valore aggiunto o alcuna utilità. Naturalmente, ci sono anche quelli che ritengono il clickbait parte del **fenomeno della comunicazione online moderna**. Anche da un punto di vista di marketing, il clickbait può essere interessante, in particolare quando contribuisce ad **aumentare i guadagni** di un sito web. Se si desidera [guadagnare con il proprio sito o blog](https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/vendere-online/guadagnare-con-il-proprio-blog/), si ha bisogno di molti clic e di un volume di traffico alto per poter comprare spazi pubblicitari davvero redditizi. E i siti web, che lavorano principalmente con il clickbait, hanno spesso un buon numero di clic. Spesso, però, la qualità di questi siti è davvero bassa, cosa che potrebbe allontanare un target attento, visto che i contenuti altro non sono che *content aggregation*, immagini, video o post copiati da social media di altri utenti, accompagnati da con poche righe o commenti, condivisi poi sul proprio sito.


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