# Comando nohup su Linux: come mantenere i processi in esecuzione dopo la disconnessione

Con il [comando Linux](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/i-comandi-principali-di-linux-una-spiegazione/ "I comandi principali di Linux: una spiegazione") nohup, il sistema ignora il comando di sospensione HUP (dall’inglese “hangup”). In questo modo, un processo può continuare a essere eseguito in background. Il suo output viene reindirizzato al file *nohup.out* o a un altro file a scelta.

## Che cos’è nohup su Linux?

Per capire cos’è il comando Linux nohup, è opportuno dare un’occhiata a SIGHUP. Si tratta di un segnale che viene generato su [Linux](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/linux-lalternativa-conveniente-a-windows/ "Linux, l’alternativa conveniente a Windows"), tra l’altro, quando si verifica un’interruzione della connessione su una linea dati tra il [sistema operativo](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/cose-un-sistema-operativo/ "Cos’è un sistema operativo?") e un’altra applicazione. In alcune circostanze, tuttavia, è necessario che questo **segnale non venga inviato**. Ciò avviene soprattutto se un’applicazione deve continuare a funzionare anche se l’utente si è disconnesso dal sistema. Il comando nohup viene quindi utilizzato per sopprimere il segnale e **permettere ai programmi di continuare a funzionare in background**.

## Come funziona il comando nohup su Linux?

Il programma nohup è incluso in tutte le più comuni [distribuzioni Linux](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/distribuzioni-linux/ "Distribuzioni Linux"), come [Debian](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/debian-il-sistema-operativo-universale/ "Debian: il sistema operativo universale") e [Ubuntu](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/ubuntu-il-sistema-linux-per-tutti/ "Ubuntu: il sistema Linux per tutti"), e non è quindi necessario installarlo separatamente. È possibile utilizzarlo per istruire il sistema ad avviare un determinato **programma in background**, separandolo così dalla shell di login. Qualsiasi output viene automaticamente reindirizzato alla cartella *nohup.out*. Soprattutto nel caso di processi lunghi, ciò costituisce un vantaggio perché è possibile disconnettersi senza interrompere il processo.

## Qual è la sintassi di nohup su Linux?

La sintassi di base del comando Linux nohup è sempre la stessa. Di seguito la sua struttura:

```bash
$ nohup [comando] [argomento] [&]
```

“\[Comando\]” e “\[argomento\]” sono parametri che possono essere regolati e specificati. Per consentire ai processi di continuare a girare in background dopo la disconnessione, usate “\[&amp;\]”.

## Quali opzioni ha il comando nohup?

Il comando nohup su Linux non accetta alcuna opzione, tranne le due standard “-h” o “--help” e “-v” o “--version”. Solo se non inserite un parametro per “\[comando\]” è consentita l’opzione “-p” o “-parent”.

## Esempi per il comando nohup su Linux

Per aiutarvi a capire ancora meglio come funziona il comando, concludiamo mostrandovi alcuni esempi del suo utilizzo.

```bash
$ nohup bash esempio.sh
```

Questo fa sì che il comando venga eseguito in primo piano. L’output viene automaticamente reindirizzato al file *nohup.out*.

```bash
$ nohup bash esempio.sh > output.txt
```

In questo modo ci si assicura che l’output venga reindirizzato al documento *output.txt*.

```bash
$ nohup bash esempio.sh &
```

Questo inserimento fa sì che il comando continui a essere eseguito in background. Se desiderate annullare questa operazione e riportare il comando in primo piano, fg è la scelta giusta.


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