# Creare un file server Proxmox: come funziona

Un file server Proxmox serve a **mettere a disposizione spazio di archiviazione centrale in rete** e a condividere i dati in modo efficiente tra diversi dispositivi o utenti. In questa guida scopri come configurare un file server di questo tipo con Proxmox VE. L’obiettivo è creare una soluzione sicura, performante e di facile manutenzione per backup, file multimediali o directory di lavoro condivise.

## Primo passaggio: scegli una variante per il file server Proxmox

In un primo passaggio devi decidere quale variante scegliere per realizzare il tuo [file server](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/file-server/) con Proxmox. In linea di principio hai a disposizione diverse possibilità: puoi gestire il file server come [macchina virtuale](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/macchine-virtuali/), come container [LXC](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/che-cose-lxc-linux-container/) oppure direttamente sull’hardware fisico. Ognuna di queste varianti ha i propri vantaggi e svantaggi rispetto a diversi aspetti come prestazioni, manutenzione e sicurezza.

In questa guida utilizziamo la variante con una **macchina virtuale basata su Debian e Samba**, perché è particolarmente semplice da configurare, offre un buon isolamento e può essere adattata in modo flessibile a requisiti diversi. In questo modo benefici della stabilità di un sistema Linux in combinazione con la potente [virtualizzazione](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/virtualizzazione/) di Proxmox.

N.B. Samba è un [software open source](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/il-concetto-di-open-source/), che consente di **condividere file tra sistemi Linux/Unix e computer Windows nella stessa rete**. Implementa il protocollo [SMB](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/server-message-block-smb/)/CIFS, utilizzato anche dalle condivisioni file di Windows.

## Secondo passaggio: verifica i prerequisiti

Prima di iniziare a configurare il tuo file server Proxmox, devi assicurarti che [Proxmox](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/proxmox/) VE sia già installato sul tuo server e pronto all’uso. Un’[installazione bare metal di Proxmox](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/installazione-di-proxmox-su-bare-metal/) garantisce **prestazioni ottimali e pieno controllo** sull’ambiente di virtualizzazione. Se Proxmox non è ancora installato, completa l’installazione prima di proseguire con la guida.

## Terzo passaggio: crea una macchina virtuale

Nel passaggio successivo crei una **macchina virtuale** su cui verrà eseguito il vero e proprio file server Proxmox.

A tal fine, apri l’interfaccia web di Proxmox e fai clic in alto a destra su “Create VM”(crea VM). Nella procedura guidata seguente esegui la configurazione della nuova VM:

- Seleziona il nodo su cui deve essere creata la VM. Quindi assegna un ID VM (che in seguito non potrà più essere modificato) e un nome significativo.
- Seleziona il supporto di installazione desiderato. Quindi imposta il tipo e la versione del sistema operativo.
- Ora viene creato il disco rigido virtuale. Seleziona dove devono essere salvati i dati della VM e imposta la dimensione del disco (consigliati almeno 50 GB).
- Nella sezione [CPU](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/cpu/) puoi stabilire quanti socket e core devono essere disponibili per la VM.
- Decidi se la [RAM](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/che-cose-la-memoria-ad-accesso-casuale-ram/) della VM viene gestita in modo statico o dinamico. Per un file server stabile si consiglia un’assegnazione fissa.
- Configura le impostazioni di rete della VM e seleziona l’interfaccia di rete tramite cui la VM deve comunicare, oltre al modello di rete.

Infine, riceverai un riepilogo di tutte le impostazioni selezionate. Controlla con attenzione la configurazione e quindi fai clic su “Finish” per creare la VM. Se non si verificano errori, la **nuova VM appare nell’elenco dei server della tua dashboard di Proxmox**. Ora puoi avviarla e gestirla tramite la console integrata o con accesso remoto, per poi installare il sistema operativo.

## Quarto passaggio: assegna un indirizzo IP statico

Dopo che il sistema operativo è stato installato correttamente, devi innanzitutto configurare la rete della macchina virtuale. Affinché il file server sia poi raggiungibile in modo affidabile, è consigliabile assegnare un [indirizzo IP](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/cose-un-indirizzo-di-ip/) statico. In questo modo l’indirizzo di rete del server non cambia a ogni riavvio, cosa particolarmente importante se altri dispositivi devono accedere in modo permanente al file server.

A tal fine, accedi alla VM appena installata direttamente tramite la console di Proxmox oppure via SSH. Quindi apri il file di configurazione della rete con il seguente comando del terminale:

```bash
sudo nano /etc/network/interfaces
```

In questo file viene definito come il sistema si connette alla rete. Inserisci qui le seguenti righe e adatta i valori alla tua rete:

```none
auto ens18
iface ens18 inet static
address IP_SERVER
gateway ROUTER_SERVER
dns-nameservers IP_DNS_SERVER
```

Sostituisci `IP_SERVER` con l’indirizzo IP che il server deve usare nella rete e `ROUTER_SERVER` con l’indirizzo del router o del dispositivo tramite cui il server ottiene l’accesso a internet. Inoltre, devi sostituire `IP_DNS_SERVER` con l’indirizzo del server DNS da usare per la risoluzione dei nomi. Dopo aver modificato il file, salvalo e chiudi l’editor.

## Quinto passaggio: assegna un nome host

Nel passaggio successivo assegni un nome host univoco, in modo che il tuo **server abbia nella rete un nome facilmente riconoscibile**. Puoi farlo con il comando seguente; nel nostro caso chiamiamo il server “fileserver”:

```bash
sudo hostnamectl set-hostname fileserver
```

Per rendere attive tutte le modifiche effettuate finora, riavvia la rete:

```bash
sudo systemctl restart networking
```

## Sesto passaggio: installa e configura Samba

Ora puoi occuparti del file server vero e proprio. Nella tua macchina virtuale esegui i comandi seguenti per ottenere la versione aggiornata degli elenchi dei pacchetti e poi **installare Samba**:

```bash
sudo apt update
sudo apt install samba -y
```

Dopo l’installazione, Samba viene eseguito di norma automaticamente come servizio in background che attende le richieste dalla rete. Prima di poter configurare una condivisione, ti serve una **directory che in seguito dovrà essere accessibile tramite la rete**. In questo esempio creiamo una cartella in `/srv/samba/shared`:

```bash
sudo mkdir -p /srv/samba/shared
```

Aggiungi inoltre una configurazione. Questa configurazione consente a tutti gli utenti di accedere alla cartella senza che siano necessari permessi specifici, il che si adatta bene per ambienti di test o reti private:

```bash
sudo chown -R nobody:nogroup /srv/samba/shared
sudo chmod -R 0775 /srv/samba/shared
```

In un ultimo passaggio devi indicare a Samba quale cartella desideri condividere nella rete. Per farlo, modifica il file di configurazione:

```bash
sudo nano /etc/samba/smb.conf
```

Scorri fino alla fine del file e aggiungi qui le seguenti righe:

```none
[shared]
path = /srv/samba/shared
browseable = yes
read only = no
guest ok = yes
```

La sezione `[shared]` definisce il nome della condivisione, con cui la cartella sarà poi visibile nella rete agli altri dispositivi. Con l’impostazione `path` viene indicata la posizione esatta della directory condivisa sul server.

L’opzione `browseable = yes` fa sì che la condivisione venga visualizzata nel browser di rete, ad esempio in Esplora file di Windows, e quindi sia facilmente individuabile da altri utenti. Con `read only = no` consenti agli utenti di creare, modificare o eliminare file all’interno della condivisione, in modo che la cartella non sia solo consultabile, ma possa essere utilizzata attivamente. L’impostazione `guest ok = yes` consente inoltre di accedere alla condivisione senza login, quindi in modo anonimo. Questo è particolarmente pratico nelle reti domestiche o di test, ma dovrebbe essere usato con cautela negli ambienti di produzione.

Dopo aver effettuato tutte le modifiche, salva le modifiche nel file. Per renderle attive, riavvia il servizio Samba:

```bash
sudo systemctl restart smbd
```

Ora il tuo server Samba è pronto all’uso.

Consiglio Se vorresti consentire l’accesso al tuo file server solo a determinati utenti, puoi innanzitutto creare un nuovo utente e assegnare loro una password Samba. Successivamente, adegua le autorizzazioni della cartella condivisa. Nel file di configurazione di Samba dovrai poi inserire l’utente nella condivisione come `valid user`.

## Settimo passaggio: testa l’accesso dal client

Dopo aver configurato il file server Samba, dovresti verificare che sia raggiungibile correttamente in rete. L’indirizzo IP indicato è l’IP statico che hai assegnato in precedenza alla tua macchina virtuale. In Windows apri Esplora file e inserisci l’indirizzo della condivisione, per esempio:

```none
\\IP_SERVER\shared
```

Se tutto è configurato correttamente, verrà visualizzata la cartella condivisa e potrai accedere ai file, crearne di nuovi o modificare quelli esistenti.

In Linux monti la condivisione tramite il terminale, ad esempio con:

```bash
sudo mount -t cifs //IP_SERVER/shared /mnt -o guest
```

Ora puoi visualizzare il contenuto della condivisione nella directory `/mnt` e accedervi.

Per gli ambienti di produzione è consigliabile utilizzare il file server insieme a un [server backup di Proxmox](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/server-backup-di-proxmox/), così da creare automaticamente backup regolari di tutti i dati.


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