# Che cos’è un plug-in e per cosa si utilizza?

Se non esistessero i plug-in, il world wide web, così come lo conosciamo e lo utilizziamo ogni giorno, non sarebbe probabilmente lo stesso. Molte funzioni che utilizziamo senza pensarci troppo esistono solo **perché c’è un plug-in che lavora in background**. Ogni volta che clicchiamo su un video o apriamo un documento nel browser, le pratiche espansioni del browser utilizzato fanno sì che le informazioni richieste arrivino realmente a noi. Ma cos’è esattamente un plug-in?

## Che cos’è un plug-in?

I plug-in sono piccoli **programmi aggiuntivi** che ampliano le funzioni delle applicazioni web e dei programmi desktop. Quando si installa un plug-in, il rispettivo software viene generalmente arricchito di una **nuova funzione** di cui prima non disponeva. La maggior parte degli utenti conosce certamente i plug-in dei [browser web](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/programmazione-del-sito-web/cosa-sono-i-browser/ "Cosa sono i browser").

Se, ad esempio, si vuole visualizzare con questi client dei documenti in formato PDF, è dapprima necessario installare un plug-in per Adobe Acrobat Reader (o per un altro programma PDF), poiché altrimenti il browser non è in grado di elaborare i dati.

Tuttavia, i plug-in **non vengono utilizzati solo nei browser web**, ma si sono affermati per tutte le possibili tipologie di programmi e applicazioni. Il funzionamento è comunque sempre lo stesso: quando si installa un plug-in, il software esistente viene ampliato con una nuova funzione senza dover riscrivere l’intero programma.

L’utilizzo dei plug-in viene reso possibile attraverso interfacce di programmazione standardizzate, le cosiddette **[Application Programming Interfaces (APIs)](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/programmazione-del-sito-web/che-cose-unapi/ "Che cos’è un’API?")**. Le API standardizzano il trasferimento dei dati tra le diverse parti del programma, attingendo a librerie condivise.

Semplificando un po’, possiamo dire che un plug-in utilizza determinati elementi del programma principale senza modificarne il [codice sorgente](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/programmazione-del-sito-web/codice-sorgente-cosa-si-nasconde-dietro-a-un-sito-web/ "Codice sorgente: cosa si nasconde dietro a un sito web?"). Per questo può essere installato senza problemi anche in un secondo momento.

N.B. I plug-in sono stati utilizzati per la prima volta negli anni ‘70, tra gli altri negli editor di testi come Hypercard o il software di publishing QuarkXPress sul computer Macintosh di Apple. L’azienda Silicon Beach utilizzava i plug-in per ampliare le funzionalità dei programmi di grafica come Digital Darkroom e SuperPaint. Contestualmente fu coniato anche il termine “plug-in”, che in italiano significa all’incirca “inserire” o “collegare”.

## Quali sono le funzioni di un plug-in?

Lo scopo di un plug-in è ampliare le applicazioni web o i programmi informatici con **funzioni aggiuntive**. Se, ad esempio, un’azienda desidera codificare il traffico di e-mail al proprio interno, può sviluppare e installare uno speciale plug-in qualora il client di posta elettronica non supporti di default questa funzione. Poiché i plug-in si limitano ad **ampliare** programmi già esistenti, non possono **in nessun caso essere utilizzati da soli**, ma sempre e solo in associazione a un programma principale.

Un vantaggio dei plug-in consiste nel fatto che aggiungono senza difficoltà nuove funzioni a programmi e applicazioni **senza aumentare in misura significativa le dimensioni dell’applicazione principale**. Il codice di programma con le nuove funzionalità viene collocato nel plug-in, così che la disinstallazione dell’estensione ripristina automaticamente lo stato originario. Inoltre, in questo modo anche i fornitori terzi possono ampliare un programma esistente senza dover apportare modifiche al codice sorgente vero e proprio.

## Quali tipologie di plug-in esistono?

Ad oggi esistono plug-in per quasi qualunque ambito software e per tutti i tipi di programmi. Molti utenti conoscono i plug-in soprattutto in riferimento ai browser Internet come Firefox o Chrome. Utilizzando determinati plug-in per browser o **add-on** (termine inglese per “componente aggiuntivo”) è possibile personalizzare l’aspetto del browser, ad esempio aggiungendo toolbar o funzioni di ricerca aggiuntive.

I plug-in per i browser vengono inoltre utilizzati per riprodurre determinate informazioni o media aggiuntivi nel browser. Tra i plug-in più noti figurano ad esempio il **Flash Player** per i video in formato Flash oppure l’**Acrobat Reader** per la visualizzazione dei file PDF. Attualmente la maggior parte dei browser supporta tuttavia i più diversi formati di file. Ne deriva che molti plug-in per browser noti in passato rivestono oggi un ruolo perlopiù marginale.

Oltre ai plug-in per browser Internet, esistono molte altre tipologie di plug-in, come mostra l’elenco seguente:

- **Plug-in audio**: i plug-in audio vengono utilizzati negli studi di registrazione digitali per produrre determinati effetti sonori o simulare strumenti musicali. Mentre gli studi di registrazione veri e propri devono acquistare apparecchiature o strumenti specifici, nell’ambito degli studi di registrazione virtuali è sufficiente installare un plug-in.
- **Plug-in per grafiche e video**: i programmi di grafica come Photoshop utilizzano i plug-in per ottenere nuovi effetti oppure per supportare determinati formati di file e immagini. I plug-in video vengono utilizzati perlopiù nei media player e fanno sì che il lettore [video e file di un determinato formato](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/web-design/formati-video/) possa riprodurre i file (ad esempio MPEG, AVI, WMV ecc.).
- **Plug-in social**: queste estensioni possono essere integrate nel proprio sito web e garantiscono il collegamento e l’integrazione dei social network più amati come Facebook o Twitter. Con i [plug-in social](https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/social-media/plug-in-social-piu-interattivita-per-il-vostro-sito-web/) è ad esempio possibile integrare funzioni per mettere i like, condividere e commentare sul proprio sito web.
- **Plug-in per ambienti di sviluppo integrati**: grazie ai plug-in vengono resi disponibili ulteriori linguaggi di programmazione in ambienti di sviluppo integrati (IDE). Alcuni IDE, come Microsoft Visual Studio, possono essere essi stessi totalmente integrati in altri programmi attraverso i plug-in.
- **Plug-in e-mail**: i plug-in e-mail vengono utilizzati di frequente per arricchire i client di posta elettronica con processi di cifratura aggiuntivi, funzioni di tracking o template predefiniti.
- **Plug-in CMS**: i sistemi di gestione dei contenuti come WordPress devono buona parte della propria popolarità alle migliaia di plug-in disponibili. Per quasi qualunque funzione immaginabile esiste un plug-in specifico che permette anche ai principianti di creare rapidamente un sito web personalizzato. Gli utenti avanzati possono persino [sviluppare un proprio plug-in WordPress](https://www.ionos.it/digitalguide/hosting/blog/come-sviluppare-un-plug-in-per-wordpress/).

Consiglio In un articolo di approfondimento abbiamo raccolto una panoramica dei [migliori plug-in per WordPress](https://www.ionos.it/digitalguide/hosting/blog/migliori-plugin-per-wordpress/ "Migliori plugin per WordPress").

## Quanto sono sicuri i plug-in?

L’utilizzo dei plug-in è sempre associato a un certo **rischio per la sicurezza**, in quanto in linea generale gli hacker possono sfruttare le estensioni come porta d’ingresso per un attacco. Soprattutto negli ultimi anni si osserva che i criminali informatici tendono a prendere di mira i plug-in (in particolare gli add-on per browser) per diffondere codice dannoso e richiedere l’accesso non autorizzato.

I motivi sono molteplici: da una parte, l’**ampia base di utenti**. I plug-in più noti vengono spesso installati da milioni di utenti. Se un hacker riesce a sfruttare una falla nella sicurezza, ha la possibilità di raggiungere moltissime potenziali vittime. A questo si aggiunge il fatto che i plug-in possono essere utilizzati in molti ambiti diversi e hanno un **campo di applicazione molto ampio**. Il rischio non è quindi limitato a un determinato gruppo target di utenti.

Un altro problema fondamentale è il fatto che molti plug-in (ad esempio i plug-in per WordPress) vengono sviluppati da singoli utenti o **programmatori amatoriali**. Spesso per l’utente finale non è possibile né facile capire quanto il codice sia effettivamente pulito e se presenta eventuali **punti deboli** che potrebbero essere sfruttati dalla criminalità informatica. Ancor più problematici sono i plug-in che vengono programmati specificamente per diffondere **malware, spyware e altri software dannosi.**

In generale, l’utilizzo di un plug-in dovrebbe sempre essere attentamente ponderato. Prestate soprattutto attenzione a procurarvi i plug-in da **fonti serie** e a non installare semplicemente il primo plug-in che incontrate soltanto perché le nuove funzioni sembrano interessanti. Infine, i plug-in possono rappresentare un rischio anche qualora vengano soltanto installati, ma non attivati. Inoltre, è buona norma mantenere i plug-in sempre aggiornati installando i relativi **aggiornamenti**, così da eliminare le falle di sicurezza note.

N.B. Naturalmente i plug-in non sono, di per sé, poco sicuri. In particolare nelle aziende che prendono in considerazione l’idea di utilizzare dei plug-in per servizi online, per la propria rete aziendale o per siti web, è tuttavia consigliabile effettuare un’**accurata analisi dei rischi** dell’infrastruttura server e IT esistente. Un eventuale attacco potrebbe infatti colpire non solo dati aziendali sensibili, ma anche potenziali clienti. L’utilizzo dei plug-in all’interno delle aziende dovrebbe pertanto essere sempre monitorato da specialisti IT qualificati.


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