# Object storage vs block storage

L’architettura basata su oggetti e a blocchi sono due architetture di archiviazione che differiscono notevolmente in termini di struttura, accesso e scopo d’uso. La differenza è che il primo memorizza i dati come oggetti con metadati tramite un’API, mentre il secondo divide i dati in blocchi indirizzabili gestiti direttamente dal sistema operativo.

## Cosa sono l’archiviazione basata su oggetti e a blocchi?

L’[archiviazione basata su oggetti (object storage)](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/cose-lobject-storage/) è un’architettura di archiviazione moderna in cui i dati vengono memorizzati come oggetti. Ogni oggetto è composto dai dati effettivi, dai metadati e da un identificativo univoco. Questi oggetti sono memorizzati in uno spazio dei nomi piatto. Ciò significa che **tutti gli oggetti memorizzati sono organizzati allo stesso livello**. Non esiste quindi una struttura gerarchica come cartelle o directory, come si conosce ad esempio dai file system. Gli oggetti nell’archiviazione basata su oggetti sono generalmente accessibili tramite un’[API](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/programmazione-del-sito-web/che-cose-unapi/) basata su HTTP.

L’[archiviazione a blocchi (block storage)](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/che-cose-il-block-storage/), come suggerisce il nome, suddivide i dati in **blocchi fissi di uguale dimensione**, ciascuno con un indirizzo univoco. Ogni blocco contiene solo i dati grezzi e nessun [metadato](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/programmazione-del-sito-web/cosa-sono-i-metadati/) aggiuntivo o informazioni contestuali. È compito del sistema che accede a questi dati (di solito un sistema operativo o una piattaforma di virtualizzazione) interpretare la struttura e il significato dei dati memorizzati. Dal punto di vista del sistema operativo, un’archiviazione a blocchi si comporta come un disco rigido fisico o un [SSD](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/cose-un-ssd/): può essere partizionato, formattato e utilizzato per applicazioni di qualsiasi tipo.

## L’archiviazione basata su oggetti e a blocchi in sintesi

Nella seguente tabella di riepilogo troverai le principali differenze tra l’archiviazione basata su oggetti e a blocchi messe direttamente a confronto.

<table>
  <thead>
    <tr>
      <th>Caratteristica</th>
      <th>Archiviazione basata su oggetti</th>
      <th>Archiviazione a blocchi</th>
    </tr>
  </thead>
  <tbody>
    <tr>
      <td><strong>Struttura dei dati</strong></td>
      <td>Oggetti con metadati</td>
      <td>Blocchi di dati senza contesto</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Accesso</strong></td>
      <td>HTTP(S) (API REST)</td>
      <td>Diretto attraverso il sistema operativo</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Latenza</strong></td>
      <td>Alta</td>
      <td>Bassa</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Scalabilità</strong></td>
      <td>Alta (adatta per il cloud)</td>
      <td>Limitata, per lo più locale o tramite SAN</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Metadati</strong></td>
      <td>Ampi, personalizzati</td>
      <td>Poco o per niente presenti</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Scenari di utilizzo</strong></td>
      <td>Backup, file multimediali, Big Data</td>
      <td>Database, sistemi operativi, dischi VM</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Costi</strong></td>
      <td>Più conveniente per TB con grandi quantità di dati</td>
      <td>Più costosa, in particolare nei sistemi ad alte prestazioni</td>
    </tr>
    <tr>
      <td><strong>Flessibilità</strong></td>
      <td>Buona per dati non strutturati, raramente utilizzati</td>
      <td>Buona per dati strutturati, frequentemente utilizzati</td>
    </tr>
  </tbody>
</table>

## Funzionamento

L’archiviazione basata su oggetti memorizza i dati come oggetti tripartiti:

- Dati effettivi (ad esempio un’immagine o un video)
- Metadati (informazioni aggiuntive come data di creazione, tipo di file o tag personalizzati)
- Chiave univoca che funge da indirizzo

Questi oggetti sono memorizzati in uno spazio dei nomi piatto. Tecnicamente, questo è **più semplice e scalabile** poiché non è necessario gestire una struttura di directory complessa. L’accesso avviene tramite il protocollo [HTTP](https://www.ionos.it/digitalguide/hosting/tecniche-hosting/protocollo-http/), di solito attraverso le API [REST](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/rest-la-soluzione-http-per-servizi-web/). Le applicazioni interagiscono con l’archiviazione come se fosse un servizio web. Molti servizi cloud, come Amazon S3 o Google Cloud Storage, si basano su questa tecnologia. L’archiviazione basata su oggetti può essere distribuita a livello globale, permettendo ai **dati di risiedere contemporaneamente in più sedi**. Ciò aumenta sia l’affidabilità che la disponibilità globale.

L’archiviazione a blocchi funziona più come un **drive** o un **disco fisso**. In questo caso, i dati vengono suddivisi in blocchi di dimensioni uguali, ciascuno dei quali assegnato a un indirizzo. Questi blocchi non contengono metadati. Ciò significa che il sistema operativo o un’applicazione sovrastante (ad esempio un file system o un database) è responsabile di sapere quali blocchi sono correlati tra loro. L’archiviazione a blocchi è spesso fornita tramite una [Storage Area Network (SAN)](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/salvare-dati-di-grandi-dimensioni-con-il-sistema-san/) o tramite il protocollo di rete iSCSI. **Allora, l’archiviazione appare al sistema operativo come un disco locale** e può essere partizionato, formattato e scritto normalmente.

## Object storage vs block storage: differenze e somiglianze

Sebbene l’archiviazione basata su oggetti e a blocchi siano entrambe destinate all’archiviazione dei dati, si differenziano fondamentalmente per struttura, modalità di accesso e utilizzo. La maggiore differenza risiede nel modo in cui i dati sono organizzati. In termini di latenza e prestazioni, l’archiviazione a blocchi offre alcuni vantaggi grazie alla possibilità di accessi rapidi ai blocchi. Invece, l’archiviazione basata su oggetti si distingue per la scalabilità e la memorizzazione a lungo termine dei dati.

Ciò che entrambe le forme di archiviazione hanno in comune è che sono **spesso utilizzate in ambienti [cloud](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/cose-un-cloud/)** e, grazie alle loro specificità, possono supportare efficacemente diversi carichi di lavoro. Entrambe possono far parte di un approccio di archiviazione ibrido. Anche per quanto riguarda l’affidabilità e la tolleranza ai guasti, le implementazioni moderne di entrambe le tecnologie offrono meccanismi importanti come la **replica e la ridondanza**. Mentre l’archiviazione a blocchi è più orientata alle prestazioni e al controllo diretto, l’archiviazione basata su oggetti offre una soluzione flessibile e conveniente per grandi quantità di dati. Nelle infrastrutture IT moderne, entrambi i tipi di archiviazione vengono spesso combinati per sfruttare al meglio i vantaggi di entrambi i modelli.

## Tipici ambiti di applicazione

### Casi d’uso per l’archiviazione basata su oggetti

L’archiviazione basata su oggetti viene spesso utilizzata per soluzioni di [backup](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/che-cose-un-backup/) e archivio. L’elevata scalabilità e l’archiviazione a basso costo rendono questa soluzione ottimale per la memorizzazione a lungo termine dei dati. Anche nelle [Content Delivery Network (CDN)](https://www.ionos.it/digitalguide/hosting/tecniche-hosting/cose-una-cdn-content-delivery-network/), questo tipo di archiviazione è popolare, poiché i file multimediali di grandi dimensioni possono essere distribuiti in modo semplice ed efficiente.

Un altro importante campo di applicazione è l’archiviazione dei [Big Data](https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/analisi-web/cosa-sono-i-big-data/), come ad esempio file di log, dati dei sensori o registrazioni video, poiché **gli oggetti possono essere archiviati ed elaborati indipendentemente**. Anche le moderne applicazioni web e le applicazioni mobili utilizzano l’object storage per l’archiviazione di file utente, immagini e documenti.

### Casi d’uso per l’archiviazione a blocchi

L’archiviazione a blocchi è la soluzione preferita per [database](https://www.ionos.it/digitalguide/hosting/tecniche-hosting/database/) e sistemi transazionali. La possibilità di accedere direttamente ai blocchi garantisce prestazioni elevate e una bassa latenza. Queste caratteristiche sono particolarmente importanti per **carichi di lavoro con molti accessi di lettura e scrittura simultanei**.

Le [macchine virtuali](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/macchine-virtuali/) e i sistemi operativi beneficiano anche dell’uso di un’archiviazione a blocchi, poiché dipendono da un’archiviazione veloce e affidabile. Anche nei data center tradizionali, dove è necessaria una performance deterministica, questo tipo di archiviazione rimane ampiamente diffuso.

N.B. Oltre all’architettura basata su oggetti e a blocchi, esiste un’altra architettura di archiviazione chiamata [archiviazione di file (file storage)](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/che-cose-il-file-storage/). In questa forma di archiviazione, i dati sono organizzati come di consueto in cartelle e file. L’archiviazione di file è particolarmente adatta per unità di rete condivise o file system classici.

## Vantaggi e svantaggi

Nel confronto tra l’archiviazione basata su oggetti e a blocchi i rispettivi vantaggi e svantaggi giocano un ruolo fondamentale.

L’archiviazione basata su oggetti si distingue per la sua **alta scalabilità**, facile integrazione tramite API web e la possibilità di archiviare metadati dettagliati per ogni oggetto. È quindi particolarmente adatta per dati non strutturati e applicazioni cloud native. Tuttavia, l’accesso è relativamente lento, quindi è meno indicata per le applicazioni in cui è importante una bassa latenza.

L’archiviazione a blocchi, invece, offre una latenza significativamente inferiore e **prestazioni notevoli**. Anche il collegamento diretto a macchine virtuali o container rende questo tipo di archiviazione la prima scelta per le infrastrutture IT classiche. Tuttavia, presenta costi più alti e una minore flessibilità nella gestione di grandi quantità di dati distribuiti.


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