# PPPoE: Protocollo per DNS

In linea di principio Internet è solo una rete di computer molto grande e per molti aspetti non differisce dalla rete domestica [Local Area Network (LAN)](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/lan/ "LAN"). Tuttavia, ciò non è del tutto vero: a causa delle dimensioni e della posizione degli Internet provider e dei loro server, anche la rete globale ha bisogno della propria tecnologia. Una di queste tecnologie è il Point-to-Point Protocol over Ethernet (PPPoE). Qual è esattamente lo scopo di questo protocollo?

## A cosa serve il Point-to-Point Protocol over Ethernet?

Per stabilire una connessione a Internet il PC di casa (o un altro terminale analogo) deve utilizzare il router. L’accesso è reso disponibile da un Internet Provider (ISP), che deve anche verificare se il client possiede l’autorizzazione di accesso. Quando Internet è entrato nelle abitazioni private, al tempo ancora tramite ISDN, per questo controllo si utilizzava il Point-to-Point-Protocol (PPP). Al tal fine il supporto di accesso remoto (modem o router) stabilisce una connessione diretta al **punto d’interscambio dell’Internet Provider**, che verifica i dati e consente la navigazione su Internet.

Per gli Internet provider PPP aveva il vantaggio che il protocollo non controllava solo l’autorizzazione di accesso, ma anche la quantità di dati trasferiti e il tempo di connessione. Dato che all’epoca era ancora consuetudine pagare prezzi al minuto per l’utilizzo di Internet, i fornitori hanno tratto un gran beneficio dal protocollo. Con l’**avvento della tecnologia DSL** e in considerazione della tendenza che spesso più di un dispositivo per famiglia è online contemporaneamente, era necessaria una nuova tecnologia.

Il protocollo PPPoE offre gli stessi vantaggi del protocollo PPP, ma consente alla tecnologia di funzionare su [Ethernet](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/ethernet/ "Ethernet"). Questa tecnologia di rete è ora standard ovunque e consente connessioni rapide e complesse. **In tale contesto** la nota **parte PPP del pacchetto dati viene integrata nel frame Ethernet**.

Fatto Il protocollo PPPoE è stato definito per la prima volta nel 1999 nella [RFC 2516](https://tools.ietf.org/html/rfc2516 "Definizione ufficiale di&nbsp;PPPoE").

## Struttura e funzionamento di PPP over Ethernet

PPPoE fa parte della [suite di protocolli TCP/IP](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/presentazione-dei-protocolli-tcpip/ "Presentazione dei protocolli TCP/IP") e si trova sul livello più basso, l’accesso alla rete. Il protocollo opera in due diverse fasi, che influiscono a loro volta sulla struttura. Si inizia innanzitutto con il **PPPoE Discovery**. In questa fase il protocollo comunica l’indirizzo MAC del nodo, che consentirà l’utilizzo di Internet. Questa ricerca funziona tramite un [broadcast](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/indirizzo-di-broadcast/ "Indirizzo di broadcast"): i pacchetti di dati vengono quindi inviati alla rete senza una destinazione specifica. Il nodo, chiamato anche Point of Presence (PoP), risponde e stabilisce così un livello di comunicazione tra i due utenti di rete.

Successivamente inizia la seconda fase, la **PPPoE Session**, in cui vengono prima negoziati i dettagli, ad esempio il nodo controlla l’autorizzazione di accesso del client. Poi segue l’utilizzo effettivo di Internet, che fa ancora parte della fase della PPPoE Session.

È possibile riconoscere di quale fase si tratta nel campo tipo del [frame Ethernet](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/frame-ethernet/ "Frame Ethernet"), dove è indicato 0x8863 per il Discovery oppure 0x8864 per la sessione. Il **frame** **PPPoE**, incapsulato nell’area dati del frame Ethernet, segue il campo tipo. La parte PPPoE può a sua volta essere suddivisa in diverse sezioni. Innanzitutto viene trasferita la versione di PPPoE. Tuttavia, poiché esiste soltanto una versione del protocollo, qui è possibile trovare solo il valore 1. Segue poi il tipo PPPoE, che è sempre impostato su 1.

Mentre le prime due parti occupano ciascuna solo 4 bit, ora segue un **campo di codice** a 1 byte (8 bit), che è importante soprattutto per la fase PPPoE Discovery e indica in quale fase sono attualmente i due partecipanti alla comunicazione. Se si è già nella fase della sessione, il campo ha semplicemente il valore 0x00. Invece nella fase di Discovery sono possibili 5 valori diversi:

- **0x09**: PPPoE Active Discovery Initiation (PADI)
- **0x07**: PPPoE Active Discovery Offer (PADO)
- **0x19**: PPPoE Active Discovery Request (PADR)
- **0x65**: PPPoE Active Discovery Session-confirmation (PADS)
- **0xa7**: PPPoE Active Discovery Termination (PADT)

La fase di Discovery inizia dunque con il broadcast (**PADI**). In questa fase il client trasmette anche il proprio indirizzo MAC per poter ricevere una risposta. Nel successivo pacchetto dati del PoP il client comunica il proprio indirizzo MAC e il suo nome (**PADO**). È molto probabile che più nodi rispondano al broadcast del client. Il computer di casa o il router deve quindi selezionare, mediante il nome, il PoP da contattare e lo comunica al nodo attraverso un’altra trasmissione (**PADR**). Successivamente, il PoP contatta nuovamente l’utente di rete, conferma quindi la connessione e assegna al dispositivo un ID di sessione (**PADS**). La connessione Internet è ora stabilita. Se uno degli utenti desidera terminare la connessione, lo comunica all’altro dispositivo con un pacchetto dati conclusivo (**PADT**).

Dopo che la connessione è stata stabilita e il Point of Presence ha assegnato un ID di sessione, intervengono gli altri campi all’interno del frame. Innanzitutto qui si inserisce l’**ID di sessione**. Sarà così possibile identificare tutti i successivi pacchetti di dati. A questo punto si specifica la **lunghezza** del campo del payload finale. Grazie a questa precisazione è possibile garantire che nessuna informazione sia andata persa durante la trasmissione. Il seguente **campo protocollo** indica quale protocollo si utilizza per il payload, ad esempio IPv4 o IPv6. Questi tre campi hanno ciascuno una lunghezza di 2 byte. Infine, i dati effettivi previsti per la trasmissione sono contenuti nel **campo del payload**. Questa sezione può avere una lunghezza variabile (precedentemente riportata) e chiude il frame PPPoE.

## Vantaggi di PPPoE

Il Point-to-Point Protocol over Ethernet è strettamente legato allo sviluppo della tecnologia DSL e alla diffusione generale di Internet. Il precedente protocollo PPP era concepito per le linee dial-up come la ISDN. Con il DSL anche lo standard Ethernet ha trovato la sua strada ovunque, per cui il vecchio protocollo, che aveva avuto molto successo fino a quel momento, doveva essere adattato. Ethernet consente inoltre **a diversi dispositivi di condividere la stessa linea** per accedere a Internet. Anche questo non era possibile con il comune Point-to-Point Protocol.

Nella maggior parte dei casi un router prende contatto diretto con l’Internet provider e quindi stabilisce anche l’accesso a Internet. Con PPPoE, tuttavia, è anche possibile che un singolo dispositivo comunichi con il PoP stesso. A tal fine nel router deve essere attivato il cosiddetto **passthrough PPPoE**. Il router consente quindi la richiesta di connessione del dispositivo. La sequenza completa di Discovery e Session si svolge quindi tra (ad esempio) il PC e il PoP.

Inoltre PPPoE presenta un aspetto positivo, che anche PPP aveva: l’autorizzazione d’accesso del client può essere richiesta in modo relativamente semplice tramite il protocollo. Al riguardo sono disponibili vari metodi: il modo più semplice è richiedere una password utilizzando il **Password Authentication Protocol** (PAP). Il client deve fornire una password segreta. Anche se, in linea di principio, questa tecnica funziona bene, non è più completamente sicura, poiché la trasmissione della password non è crittografata e potrebbe quindi essere letta da terzi.

Il **Challenge Handshake Authentication Protocol** (CHAP) offre maggior sicurezza. Qui si scambia una combinazione crittografata di password e valore specifico. Poiché la password è nota al server dell’operatore di rete, quest’ultimo può di nuovo decodificare la combinazione e quindi controllare l’autorizzazione. Una terza opzione per l’autenticazione è l’**Extensible Authentication Protocol** (EAP), un tipo di framework che offre varie opzioni di autenticazione.

N.B. Nel contesto di PPPoE anche il termine [DHCP](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/dhcp-una-panoramica-del-protocollo-client-server/ "DHCP – una panoramica del protocollo client server") compare ripetutamente, poiché entrambi sono meccanismi specificati dall’Internet provider per connettersi a Internet. Tecnicamente parlando si tratta di due protocolli diversi. Mentre PPPoE serve per creare un tunnel verso il nodo, DHCP si utilizza per assegnare dinamicamente un indirizzo IP.


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