# Anonymous: cosa c’è dietro il collettivo di hacker?

Anonymous ha reso noto il cosiddetto “**hacktvismo**”, ossia l’hacking spinto da motivi sociali o politici. Il termine deriva dalla fusione delle due parole inglesi “hacker” e “activism” (attivismo in italiano). All’inizio, però, il collettivo faceva parlare di sé soprattutto per via di scherzi di massa. Quali azioni sono attribuibili ad Anonymous, quale obiettivi persegue oggi il collettivo e qual è il significato della maschera tipica che indossano?

## Chi c’è dietro Anonymous?

Anonymous (termine che deriva dal greco antico e significa, appunto, “anonimo” o “senza nome”) è un collettivo di attivisti che ha iniziato a sensibilizzare l’opinione pubblica dal 2008 con **azioni di protesta** per la libertà di parola e l’indipendenza di Internet, nonché contro la legge sul diritto d’autore. I bersagli possono essere scrittori, organizzazioni, autorità statali e corporazioni globali varie. I mezzi d’azione sono principalmente [attacchi informatici](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/attacchi-informatici/ "Attacchi informatici") e manifestazioni pubbliche, e in entrambi i casi gli **attivisti coinvolti restano anonimi**. Di conseguenza, le persone specifiche che operano nel collettivo non sono note né al pubblico né alle autorità penali che cercano di indagare sulle azioni illegali.

Solo singoli casi, in cui le indagini sono andate a buon fine e hanno portato a degli arresti, hanno dato ad Anonymous un volto quantomeno parziale. Probabilmente la rivelazione più nota di alcuni membri del gruppo è quella che risale al **gruppo hacker LulzSec**, esposto nel 2012: sia il co-fondatore **Hector Monsegur** che i due membri **Jeremy Hammond** e **Mustafa al-Bassam** furono identificati come appartenenti ad Anonymous.

## Quali obiettivi persegue il collettivo di hacker?

Gli obiettivi che persegue Anonymous con le sue azioni sono vari e diversificati. All’inizio, per esempio, le azioni di protesta miravano a **bandire la setta di Scientology**, le sue strutture e le sue pratiche. In questo caso, il collettivo combinò [attacchi DoS e DDoS](https://www.ionos.it/digitalguide/server/know-how/dos-e-ddos-schemi-di-attacco-a-confronto/ "DoS e DDoS: schemi di attacco a confronto") ai siti web dell’organizzazione a scherzi telefonici e proteste pubbliche. Come in questo esempio, Anonymous si preoccupa specificatamente di **danneggiare il bersaglio scelto in modo diretto**, usando spesso le capacità informatiche del collettivo per rubare o far trapelare dati sensibili. Per certi casi si parla anche di [doxing](https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/social-media/doxing/ "Doxing").

Anonymous stesso cita come obiettivi più importanti dei suoi attacchi tutti i **violatori di diritti umani**, i **dittatori** e i **censori**. Tuttavia, la struttura decentralizzata del gruppo di hacker fa anche sì che non possa venir formulata una linea morale chiara o un’ideologia. Per questo motivo, negli ultimi anni Anonymous ha dovuto più volte **prendere le distanze da varie azioni** che sono state condotte in nome del collettivo, pur non ottenendo l’approvazione interna.

N.B. Anonymous usa siti web come il blog italiano [anonitaly.org](https://anonitaly.blackblogs.org/ "Anonymous Italia: Blog ufficiale") come piattaforma di comunicazione attraverso la quale gli interessati possono tenersi aggiornati sulle loro azioni.

## Come, quando e perché è stato fondato Anonymous?

Il nome Anonymous fa riferimento all’anonimato con cui gli utenti pubblicano foto, video e post sul web. L’idea di usare il termine nel senso di un’**identità comune** è iniziata sulle **image board** (forum su Internet per lo scambio anonimo di messaggi e file), specialmente su quella più nota, **4chan**. Qui, nel **2004**, un amministratore ha attivato un protocollo “Forced\_Anon” che firmava automaticamente tutti i post come “Anonymous”. In pochissimo tempo, l’idea inizialmente scherzosa del **singolo individuo** dietro a questo profilo si è sviluppata in un popolare [meme](https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/social-media/cosa-sono-i-meme/ "Cosa sono i meme?").

Nei tre anni successivi, attraverso la **sezione /b/** sulla bacheca di 4chan, gli utenti si unirono sempre più spesso a scherzi di massa o attacchi ad altri siti web (chiamati anche “raid”). Questi attacchi erano principalmente rivolti a siti web e persone considerate bersagli facili; non era ancora possibile discernere un’ideologia o una motivazione concreta nel collettivo. Ciononostante, quelle azioni congiunte hanno costituito la pietra angolare dell’Anonymous di oggi, che **dal 2008 è apparso sempre più in veste politicizzata**.

N.B. I suddetti raid non giocano più un ruolo nelle azioni odierne di Anonymous. Quando il collettivo intende **sovraccaricare i server di certi siti web**, non fa più affidamento sui computer dei singoli membri, ma su dispositivi dirottati che vengono raggruppati nelle cosiddette [botnet](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/cose-una-botnet/ "Cos’è una botnet?").

## Che significato ha la tipica maschera?

Nei video o nelle manifestazioni pubbliche, i manifestanti di Anonymous appaiono sempre con delle **maschere di Guy Fawkes**, ispirandosi alla graphic novel ***V per Vendetta*** di Alan Moore, pubblicata per la prima volta nel 1982. Il libro tratta dell’eredità storica di Guy Fawkes (1570 – 1606), un ufficiale cattolico e cospiratore del Regno d’Inghilterra. V, il protagonista della graphic novel, indossa la maschera modellata sul volto dello **storico rivoluzionario** nella sua lotta contro il partito al potere. I disegni del fumettista britannico David Lloyd servirono poi da modello per la versione cinematografica del fumetto, uscita nel 2006, attraverso la quale la maschera di Guy Fawkes e il suo **significato simbolico** raggiunsero fama mondiale.

## Quali importanti azioni vengono attribuite ad Anonymous?

La sopracitata azione contro Scientology, conosciuta anche come **Progetto Chanology**, ha segnato l’inizio ufficiale delle attività di Anonymous nel 2008. Da allora, il collettivo si è esposto regolarmente con nuovi **attacchi e fughe di notizie** che hanno causato un tumulto mondiale per via delle loro **implicazioni politiche e sociali**. Di seguito vi indichiamo alcune delle loro “operazioni” più importanti, come Anonymous ama chiamare i propri progetti.

### Operazione Payback

Nel 2010, con Operation Payback (letteralmente “operazione risarcimento”), Anonymous si è vendicato, sotto forma di **attacchi DDoS**, contro le associazioni internazionali che detengono i diritti d’autore, quali la RIAA o l’IFPI, e che perseguono le violazioni del diritto d’autore sui siti web Torrent. Alla fine dell’anno, l’operazione si è concentrata su aziende come **Visa** e **Mastercard**, perché queste avevano terminato i loro rapporti commerciali con la piattaforma di divulgazione **WikiLeaks**. Nell 2011, il collettivo si è scagliato contro la polizia e la procura olandesi per aver arrestato due persone coinvolte nell’operazione.

### Operation Ice ISIS e Operation Paris

Nel 2014, Anonymous ha lanciato la sua campagna di guerra informatica contro lo Stato Islamico (IS). Da allora, Operation Ice ISIS ha perseguito l’obiettivo di **limitare l’influenza dell’organizzazione terroristica sui canali di social media**. Migliaia di account sospetti su Facebook e Twitter sono stati quindi rilevati, trapelati o resi inutilizzabili. Dopo gli attacchi terroristici di Parigi (2015), di cui l’IS ha rivendicato la responsabilità, il collettivo ha intensificato i suoi sforzi nell’ambito dell’Operation Paris. Ad oggi, il **successo** di entrambe le operazioni, alcune delle quali considerate controproducenti anche all’interno di Anonymous, è **limitato**.

### Operazione 13

Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutta Europa nel 2019 per **protestare** contro l’introduzione della riforma del diritto d’autore, in particolare contro l’articolo 17 (ex articolo 13) e di conseguenza i [filtri di upload](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/diritto-informatico/filtri-di-upload/ "Filtri di upload").

Come parte dell’Operazione 13, Anonymous in Italia ha fatto la sua parte per mobilitarsi contro l’imminente cambiamento della legge sotto forma di **appelli via Twitter e articoli di blog, meme e video**. A livello internazionale, c’è stata un’azione simile con l’operazione StopACTA2. **Gli sforzi sono stati in ogni caso vani**: la maggioranza degli eurodeputati ha votato infatti a favore della controversa proposta di riforma della legge europea sul copyright.

### Operazione lavoro

Agli inizi del **2019**, Anonymous ha dato il via all’**Operazione lavoro**, un’azione rivolta contro Camere del lavoro, sindacati ed enti pubblici operanti nel mondo del lavoro per protestare contro il basso **livello di sicurezza** e il numero elevato di morti sul lavoro in Italia. Nel comunicato dell’operazione, il collettivo segnalava come solo nei primi giorni di gennaio fossero morte già 9 persone a causa di infortuni sui luoghi di lavoro, mentre nel 2018 il numero delle “**morti bianche**” era aumentato in maniera impressionante.

### Operation Russia

Il collettivo Anonymous è stato coinvolto anche nella guerra russo-ucraina alla fine di febbraio del 2022, per dimostrare ciò che pensa della guerra dichiarata da Putin. In brevissimo tempo, il collettivo ha inondato di attacchi DDoS **diverse centinaia di siti web di banche e aziende statali russe** come Sberbank e Gazprom, di pagine media come Russia Today (RT) e di siti del governo russo. Grazie a questi attacchi, molti di questi siti sono stati temporaneamente chiusi.

Con l’attacco al Ministero della Difesa russo, Anonymous è stato anche in grado di far trapelare una serie di dati per un totale di 1,3 GB. Il 7 marzo 2022, il collettivo è persino riuscito a **dirottare** la **televisione di Stato russa** e alcuni **fornitori di streaming** per interrompere la regolare programmazione e mostrare invece immagini della guerra in Ucraina.

## Consigli per proteggersi dagli hacker

Come normali utenti del web, teoricamente non verrete presi di mira da Anonymous. Ma, ovviamente, il collettivo politicamente impegnato non è l’unico pericolo in agguato sulla rete. Con i trucchi giusti, potete armarvi contro i criminali informatici e mantenere i vostri dati al sicuro a lungo termine:

- **Proteggere i login**: che si tratti di social media, servizi cloud, centro clienti o banche online, assicuratevi sempre di [proteggere i dati sensibili con una password sicura](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/proteggere-informazioni-sensibili-con-una-password-sicura/).
- **Proteggere il vostro sito web**: se gestite un sito web, non dipendete solo dal suo buon funzionamento, ma siete anche responsabili dei dati dei vostri utenti. I nostri [consigli per la sicurezza di un sito web](https://www.ionos.it/digitalguide/siti-web/creare-siti/consigli-per-un-sito-web-piu-sicuro/) vi aiuteranno a realizzare un progetto web sicuro.
- **Server sicuro**: gestite un server che è accessibile online? Assicuratevi che i criminali informatici non abbiano alcuna possibilità nemmeno qui, [proteggendo il server con la giusta configurazione](https://www.ionos.it/digitalguide/server/configurazione/configurazione-sicura-del-server-linux-co-come-fare/). Tra le altre cose, avete la possibilità di [configurare Fail2ban](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/proteggere-il-server-con-il-framework-fail2ban/) per prevenire [attacchi col metodo forza bruta](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/metodo-forza-bruta-definizione-e-misure-preventive/).
- **Proteggere il traffico e-mail**: la posta elettronica è ancora uno dei mezzi di comunicazione più importanti. Pertanto, utilizzate la [crittografia e-mail](https://www.ionos.it/digitalguide/e-mail/sicurezza-e-mail/email-cifrate-con-ssl/) per proteggere i vostri messaggi. Inoltre, esistono servizi web con i quali potrete controllare regolarmente [se avete subito un attacco hacker all’e-mail](https://www.ionos.it/digitalguide/e-mail/sicurezza-e-mail/attacco-hacker-alla-mail-i-tool-che-ci-aiutano-a-verificarlo/).
- **Proteggere il cloud**: oggi, molti servizi vengono eseguiti tramite cloud, dove è importantissimo fare attenzione alla sicurezza. In particolare, le aziende che lavorano con dati sensibili dovrebbero informarsi su come utilizzare i loro [servizi cloud in sicurezza](https://www.ionos.it/digitalguide/server/sicurezza/come-rendere-sicuro-laccesso-al-cloud/).


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