Cash flow: il principio del flusso di cassa spiegato in maniera semplice

Il mese di maggio non è certo una passeggiata per le aziende, che solitamente si trovano a dover affrontare la tanto temuta chiusura di bilancio. Volgendo al termine del periodo amministrativo, l’Agenzia delle Entrate necessita infatti di ricevere una documentazione trasparente riguardo alla situazione patrimoniale e finanziaria, e al risultato economico dell’esercizio. In generale per la gestione delle liquidità delle aziende, dunque, risulta utile applicare il concetto di cash flow. Ma cosa significa esattamente? E come si applica a livello concreto?

N.B.

I soggetti esonerati dalla redazione delle scritture contabili sono i piccoli imprenditori, nonostante svolgano attività commerciale. Inoltre esiste anche la possibilità di adottare un regime di contabilità semplificata per cassa, o meglio regime contabile delle imprese minori, i cui contribuenti sono esonerati dalla tenuta del libro giornale. Il regime è destinato ai seguenti soggetti: persone fisiche che esercitano attività commerciali in forma di ditta individuale, società di persone (s.n.c. e s.a.s.), enti non commerciali che esercitano un’attività commerciale in via non prevalente. I requisiti da rispettare per poter fruire di tale regime contabile sono un limite minimo di ricavi di 400.000 euro nel caso di attività di prestazioni di servizi e un limite massimo di ricavi di 700.000 euro nel caso di altre attività. Se questo limite massimo viene superato, le imprese rientrano nel regime contabile ordinario, che è comunque obbligatorio per determinate categorie di soggetti a prescindere dall’ammontare dei ricavi conseguiti.

Cosa si intende con “flusso di cassa”?

Il flusso di cassa, anche conosciuto come cash flow nella terminologia anglosassone, sta ad indicare le variazioni in positivo e in negativo della liquidità per effetto della gestione, con riferimento a un determinato periodo di tempo: si tratta infatti della ricostruzione dei flussi monetari, quindi della differenza tra tutte le entrate e le uscite monetarie di una società. È un dato che viene riportato ogni trimestre e può riferirsi a un’azienda o a un singolo progetto.

L’analisi dei flussi di cassa non è soggetta a regole contabili e molti investitori ne utilizzano i dati per valutare la solidità dell’azienda. Essenzialmente se il cash flow è positivo si rileva la disponibilità finanziaria per l’azienda all’interno del periodo di riferimento, mentre invece se il cash flow risulta negativo significa che sono state assorbite più risorse di quanto non ne siano entrate.

A cosa serve

Di base il cash flow può essere ritenuto uno strumento di analisi e di controllo della gestione finanziaria d’impresa, con il quale è possibile effettuare la scelta e la valutazione della convenienza degli investimenti, come ad esempio quando questi ultimi abbiano per oggetto nuove iniziative. Il concetto di flusso di cassa risulta utile per la persecuzione dei seguenti obiettivi:

  • Ottimizzazione della gestione della tesoreria: in questo modo si è in grado di prevedere impieghi migliori della liquidità presente, nonché una migliore raccolta di informazioni rispetto alle operazioni effettuate.

  • Migliore destinazione dei flussi finanziari destinati alle banche: ciò va permesso seguendo la logica della migliore efficienza ed economicità.

  • Migliore servizio di pianificazione e controllo verso le altre aree dell’azienda.

  • Sistema di misurazione delle performance finanziarie: questo sistema va messo a disposizione perché possa evidenziare con efficacia tutti gli elementi da sottoporre a una valutazione.

Il flusso esamina le variazioni numerarie, che possono essere in entrata, e dunque si parlerà di cash inflow, oppure in uscita, per cui si parlerà invece di cash outflow.

Come è strutturato

Il flusso di cassa si può suddividere in tre diversi componenti principali:

  1. Flusso di cassa operativo (in inglese: Free Cash Flow Operations, FCFO), che si origina a partire dalla gestione caratteristica di un’azienda.

  2. Flusso di cassa per l’impresa (in inglese: Free Cash Flow to the Firm, FCFF), ovvero il flusso di cassa disponibile per tutti gli investitori dell’azienda.

  3. Flusso di cassa disponibile per gli azionisti (in inglese: Free Cash Flow to Equity, FCFE), il quale considera solamente i flussi di cassa che spettano agli azionisti, risultanti al netto di tutti i pagamenti effettuati e ricevuti anche dai detentori del capitale di debito.

Come si calcola

Prima di capire come va effettuato il calcolo del cash flow va innanzitutto evidenziata la differenza che intercorre tra il concetto di analisi dei flussi finanziari e l’utile d’esercizio. Nel primo si tratta dell’ammontare delle risorse finanziarie nette prodotte dall’impresa in un anno, che ricordiamo risultano come differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite generate. L’utile d’esercizio, invece, è la differenza tra i ricavi e i costi sostenuti durante l’anno, senza contare né l’effettivo incasso dei ricavi per le fatture emesse tantomeno l’effettivo pagamento dei costi per le fatture ricevute. Teoricamente a fine anno dovrebbe risultare una perfetta (o quasi) coincidenza tra l’utile d’esercizio e i soldi rimanenti a fine anno, ovvero il flusso di cassa generato.

Il punto di partenza per calcolare il cash flow è il capitale circolante netto: questa dinamica, infatti, va inevitabilmente a influenzare in maniera significativa l’equilibrio finanziario dell’impresa e la possibilità della stessa di poter, ad esempio, effettuare nuovi investimenti o semplicemente di poter distribuire degli utili o, ancora, di pagare le tasse. Inoltre si può considerare il flusso di cassa un componente molto importante dell’autofinanziamento aziendale (ovvero la capacità dell’impresa di coprire il fabbisogno finanziario generato dalla dilatazione degli investimenti richiesti dalla gestione, cercando di evitare o che cresca l’indebitamento, o perlomeno cercando di limitarlo): se un’impresa non è in grado di generare flussi di cassa adeguati, significa che va rivisto qualche passaggio della gestione.

In altri termini, il cash flow complessivo della gestione per un periodo si ricava sottraendo alla liquidità di fine periodo quella di inizio periodo. Perciò ne consegue che la liquidità finale si ottiene dalla somma della liquidità iniziale e del flusso di cassa del periodo, dove quest’ultimo si ottiene dalla sottrazione della liquidità iniziale a quella finale, come è possibile vedere nelle seguenti rappresentazioni grafiche:

In sintesi, per calcolare il flusso di cassa del periodo va effettuato un calcolo coinvolgendo tutte le tipologie di entrate e di uscite, come vediamo nella grafica qui sotto:

A chi è ancora alle prime armi, spieghiamo il calcolo del cash flow tramite un esempio. In particolare la tabella fa riferimento al flusso di cassa operativo, elemento che fa da perno e che aiuta a dividere la gestione aziendale dal finanziamento della stessa:

Nell’esempio viene presentato il calcolo in forma semplice, ma rappresenta già la base per elaborazioni molto più complesse; è inoltre un utile strumento analitico per l’impresa, che grazie ad esso può effettuare una stima del cash flow operativo generato dalla gestione ordinaria. Inoltre non va dimenticato che il calcolo può venire effettuato anche solo a partire dalle variazioni dei saldi dei conti dello stato patrimoniale tra due periodi di riferimento, ma in pratica viene usato anche il conto economico dell’impresa in ausilio alla determinazione delle poste che lo costituiscono.

Cash flow: perché è importante

Effettuare il calcolo del cash flow in combinazione con il monitoraggio costante dei flussi di cassa dell’impresa rappresenta la formula vincente per una gestione efficace della tesoreria, ed è utile per usufruire al meglio della liquidità a disposizione. Grazie alla capacità di generare cash flow e alla solvibilità finanziaria dell’azienda si ottiene fiducia dalle banche e dai fornitori, poiché simboleggia un certo controllo sulla propria attività: il calcolo del flusso di cassa è infatti un modo per rilevare le disponibilità effettive dell’azienda, dando la possibilità di fronteggiare imprevisti o di pianificare coerentemente il futuro dei progetti.

Vi preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

 


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