I termini “dare” e “avere”, nella con­ta­bi­li­tà, non sono nient’altro che le forme ab­bre­via­te di “deve dare” e “deve avere” e indicano ri­spet­ti­va­men­te le va­ria­zio­ni attive e passive dei conti fi­nan­zia­ri ed economici. Come im­pren­di­to­re, dovete essere in grado di pa­dro­neg­gia­re alla per­fe­zio­ne questi concetti, che sono centrali nella con­ta­bi­li­tà vera e propria, quella a partita doppia. Vediamo qui di seguito cosa si intende esat­ta­men­te con questi due termini.

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Dare e Avere nella partita doppia: di cosa si tratta? Una de­fi­ni­zio­ne

Le parole dare e avere in con­ta­bi­li­tà sono due concetti ap­par­te­nen­ti al metodo di re­gi­stra­zio­ne a partita doppia, come previsto anche dai principi contabili (OIC). Questi principi sono co­sti­tui­ti da norme giu­ri­di­che e regole informali e hanno lo scopo di garantire che i conti for­ni­sca­no a terzi una visione d’insieme delle ope­ra­zio­ni com­mer­cia­li e della si­tua­zio­ne dell’azienda entro un periodo di tempo ra­gio­ne­vo­le. In pratica, le ope­ra­zio­ni com­mer­cia­li devono poter essere seguite dalla loro origine alla loro con­clu­sio­ne. Ciò significa che la con­ta­bi­li­tà registra le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li di un’impresa in valori numerici, e questo deve avvenire senza errori né omissioni e all’interno dell’ordine temporale preposto. È ne­ces­sa­rio che tutte tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li siano de­bi­ta­men­te do­cu­men­ta­te.

Per “terzi” si intendono tutti coloro che possono avere un interesse giu­sti­fi­ca­to nelle tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li della ri­spet­ti­va società. Ciò include, ad esempio, gli azionisti della società, in de­ter­mi­na­te cir­co­stan­ze (ad esempio in caso di ban­ca­rot­ta) anche i partner com­mer­cia­li, e non ultimo lo Stato, so­li­ta­men­te rap­pre­sen­ta­to dal­l'A­gen­zia delle Entrate.

De­fi­ni­zio­ne

Con dare e avere nella con­ta­bi­li­tà com­mer­cia­le si fa ri­fe­ri­men­to ai lati sinistro e destro di un conto, in cui vengono re­gi­stra­ti i valori da elaborare. Separati dal loro si­gni­fi­ca­to originale, i due termini hanno in questo contesto un si­gni­fi­ca­to pre­va­len­te­men­te formale, che dipende dalla tipologia del conto a cui fanno ri­fe­ri­men­to.

La con­ta­bi­li­tà in partita doppia

Per questo tipo di procedura contabile oggi viene uti­liz­za­to il metodo della partita doppia, che segue il principio di duplice ri­le­va­zio­ne si­mul­ta­nea. Il suo scopo è de­ter­mi­na­re il reddito di uno specifico periodo am­mi­ni­stra­ti­vo, con­trol­lan­do quindi i movimenti monetari-fi­nan­zia­ri relativi alla gestione della propria attività.

Il metodo della partita doppia era già in uso tra i mercanti arabi fin dal VII secolo, ma acquisì piena po­po­la­ri­tà nel Quat­tro­cen­to, tra i mercanti e i banchieri di città Italiane come Firenze, Genova e Venezia. Nel 1949 il metodo venne infine descritto in maniera completa e ap­pro­fon­di­ta dal frate ma­te­ma­ti­co Luca Pacioli, nel libro “Summa de ari­th­me­ti­ca, geo­me­tri­ca, pro­por­tio­ni et pro­por­tio­na­li­ta”.

Perché “doppia”?

Il termine “partita doppia” deriva dal fatto che in questo metodo contabile i conti si tengono appunto in maniera doppia: ci sono infatti due sezioni, dette conti, con­tras­se­gna­te ri­spet­ti­va­men­te dalla dicitura “Dare” e da quella “Avere”.

Tuttavia, il concetto di dare e avere vuole anche che nella con­ta­bi­li­tà in partita doppia, a dif­fe­ren­za del­l'e­strat­to conto del vostro conto bancario, non ci siano valori negativi (almeno in linea di principio). Vengono re­gi­stra­ti solo gli importi positivi, a sinistra (Dare) o a destra (Avere).

Le an­no­ta­zio­ni vengono sempre eseguite con­tem­po­ra­nea­men­te, in sezioni opposte, e possono essere ef­fet­tua­te in più conti a sezioni divise o accostate. Il totale dei valori re­gi­stra­ti in Dare deve cor­ri­spon­de­re al totale dei valori in Avere.

Un’altra in­ter­pre­ta­zio­ne invece si basa sui due libri contabili di cui tale con­ta­bi­li­tà è es­sen­zial­men­te co­sti­tui­ta: nel Libro Giornale le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li sono re­gi­stra­te in ordine cro­no­lo­gi­co. Il Libro Mastro invece contiene i conti sui quali tali ope­ra­zio­ni sono re­gi­stra­te.

Una terza spie­ga­zio­ne del termine “con­ta­bi­li­tà in partita doppia” indica che ci sono due modi per misurare il successo di un'a­zien­da, ovvero:

  • il bilancio, che mostra se le attività della società sono aumentate o diminuite rispetto all'anno pre­ce­den­te
  • il conto economico, che mette a confronto ricavi e costi

Il bilancio d’esercizio come base

La base di ogni con­ta­bi­li­tà in partita doppia è un unico conto: il bilancio d’esercizio. Esso fornisce una pa­no­ra­mi­ca della si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria di un’azienda: a sinistra il pa­tri­mo­nio, a destra il capitale investito. A sinistra viene re­gi­stra­to come vengono uti­liz­za­ti i fondi di un’azienda, mentre a destra la loro pro­ve­nien­za. Tuttavia, i lati destro e sinistro del bilancio non si chiamano Dare e Avere, ma Attività e Passività.

Tra le Attività, da segnare sul lato sinistro, si an­no­ve­ra­no:

  • Attività im­ma­te­ria­li: licenze e simili nonché l'av­via­men­to della stessa attività
  • Immobili, impianti e mac­chi­na­ri: terreni e fab­bri­ca­ti nonché at­trez­za­tu­re tecniche e mac­chi­na­ri
  • Attività fi­nan­zia­rie: ad esempio par­te­ci­pa­zio­ni in altre imprese
  • Attività correnti: materie prime, sus­si­dia­rie, di consumo, prodotti in corso di la­vo­ra­zio­ne e prodotti finiti
  • Crediti: ad esempio da forniture e servizi

Tra le Passività, da segnare sul lato destro, si an­no­ve­ra­no:

  • Azioni e riserve, utile (o perdita) d'e­ser­ci­zio
  • Ac­can­to­na­men­ti per ob­bli­ga­zio­ni future
  • Debiti: prestiti bancari, ob­bli­ga­zio­ni, debiti com­mer­cia­li e altre passività

Le azioni, le riserve e l'utile d'e­ser­ci­zio co­sti­tui­sco­no il pa­tri­mo­nio netto della società. Tutte le passività che dovranno essere estinte in un futuro pre­ve­di­bi­le o che pro­dur­ran­no interessi (ossia crediti, ob­bli­ga­zio­ni, fatture in essere, ma anche ac­can­to­na­men­ti) sono riassunte sotto la voce capitale di terzi.

I periodi contabili

Come già indicato nella voce di bilancio utile netto (o disavanzo), nel bilancio di un’azienda viene applicato un ulteriore im­por­tan­te principio contabile: la pe­rio­di­ci­tà. A in­ter­val­li regolari (esercizi fi­nan­zia­ri), una società deve “redigere un bilancio”, o meglio, redigere un bilancio di apertura al­l'i­ni­zio del periodo e un bilancio di chiusura alla sua fine. L’andamento del­l'e­ser­ci­zio in questione viene poi de­ter­mi­na­to con­fron­tan­do questi due bilanci.

Stato pa­tri­mo­nia­le e conti economici

Esistono due prin­ci­pa­li classi di conti: i conti dello stato pa­tri­mo­nia­le i e i conti economici.

Lo stato pa­tri­mo­nia­le, come indica la de­no­mi­na­zio­ne, riguarda il pa­tri­mo­nio di una società. I conti del­l'at­ti­vo con­ten­go­no le im­mo­bi­liz­za­zio­ni, le rimanenze, le di­spo­ni­bi­li­tà liquide, ecc., che si trovano al­l'at­ti­vo dello stato pa­tri­mo­nia­le. I conti del passivo com­pren­do­no il capitale proprio (quote sociali, riserve, eccedenze annuali, ecc.) e il capitale preso a prestito (prestiti, fatture in essere e altre passività) del passivo dello stato pa­tri­mo­nia­le.

Il capitale proprio di una società ha una posizione speciale in questo caso: i conti economici sono sot­to­con­ti di questa area di bilancio, sempre suddivisi in conti dei ricavi e conti dei costi. I conti ricavi sono uti­liz­za­ti per re­gi­stra­re tutti i redditi che in­fluen­za­no il successo del­l'a­zien­da. Si tratta prin­ci­pal­men­te di ricavi dif­fu­sio­na­li, ma è inclusa anche la crescita del pa­tri­mo­nio, ad esempio grazie all’entrata di un nuovo socio. Nei conti dei costi sono re­gi­stra­te le spese che riducono il pa­tri­mo­nio aziendale: ad esempio materiali di consumo, affitti, interessi, salari e stipendi. I conti dei ricavi hanno la natura di conti passivi; i conti dei costi cor­ri­spon­do­no, invece, ai conti attivi.

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Ope­ra­zio­ni com­mer­cia­li che non incidono sul reddito

Ci sono anche processi aziendali che non hanno alcuna influenza sul successo di un’azienda, e sono quindi neutrali. Quando si re­gi­stra­no tali ope­ra­zio­ni non sono coinvolti conti profitti e perdite, ma solo conti di bilancio.

Ad esempio, quando un cliente paga una fattura, il saldo di cassa aumenta e i crediti di­mi­nui­sco­no di con­se­guen­za. In pratica non avviene alcun cam­bia­men­to. Altri esempi sono l'ac­qui­sto di un nuovo mac­chi­na­rio o di materie prime per la pro­du­zio­ne. A seconda che i beni siano pagati im­me­dia­ta­men­te o suc­ces­si­va­men­te, i saldi di cassa sul lato del­l'at­ti­vo del bilancio di­mi­nui­sco­no o i debiti sul lato del passivo aumentano. Tuttavia, l'aumento degli attivi dovuto ai beni ac­qui­sta­ti compensa di volta in volta questo fatto. Tra le spese che in­fluen­za­no il risultato aziendale e sono incluse nel conto economico vi sono anche l'am­mor­ta­men­to dei mac­chi­na­ri per l’usura e il consumo di beni.

Bilancio di fine anno: il pareggio contabile

Un altro principio completa la con­ta­bi­li­tà in partita doppia: alla fine dell’anno tutti i conti devono essere in pareggio. In altre parole, devono mostrare gli stessi totali di debito e credito. Ciò vale in primo luogo per il bilancio stesso, che deve essere sempre preparato in modo tale che i totali su entrambe le parti siano gli stessi.

Ma anche tutti gli altri conti devono essere in pareggio, se non già nel corso del­l'e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio, comunque alla sua fine. Per fare questo, si invia un bilancio alla chiusura di fine anno che saldi i due lati di un conto, al conto superiore suc­ces­si­vo, e lo si ripete fino ad arrivare a un conto speciale di bilancio in cui sono raccolti tutti i saldi. A partire da questo conto viene formato il bilancio effettivo.

La chiusura di tutti i conti, che co­sti­tui­sce una parte es­sen­zia­le dei conti annuali, assicura che tutti i valori iscritti nei vari conti durante l'e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio siano alla fine sempre inseriti nel bilancio.

Dare e avere nella partita doppia: re­gi­stra­re cor­ret­ta­men­te le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li

Ogni tran­sa­zio­ne com­mer­cia­le finisce per mo­di­fi­ca­re in qualche modo la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria di un’azienda, e tutti questi eventi devono essere do­cu­men­ta­ti (ed è proprio per questo che esiste la con­ta­bi­li­tà). Di seguito alcuni esempi di tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li tipiche:

  • Un’azienda acquista la merce in acconto con un termine di pagamento.
  • Un’azienda vende merci a clienti che pagano tramite bonifico bancario.
  • Un’azienda tra­sfe­ri­sce gli stipendi ai propri di­pen­den­ti.
  • Un’azienda acquista un nuovo mac­chi­na­rio, paga im­me­dia­ta­men­te in contanti una parte del prezzo d’acquisto e il resto alla data di pagamento della fattura.

Quando re­gi­stra­re sul lato di Dare e quando sul lato di Avere?

Lo schema “debit to credit” si applica a tutti i tipi di re­gi­stra­zio­ni. Ma in quali conti è ne­ces­sa­rio re­gi­stra­re una tran­sa­zio­ne com­mer­cia­le sul lato del Dare e quando sul lato dell’Avere? Non esiste una risposta univoca a questa domanda: a seconda del tipo di conto, le ricevute e le emissioni sono pub­bli­ca­te da un lato o dall’altro.

Tipo di conto Re­gi­stra­zio­ne in Dare Re­gi­stra­zio­ne in Avere
Conto dell’attivo Entrate Uscite
Conto del passivo Uscite Entrate
Conto dei ricavi Uscite Entrate
Conto dei costi Entrate Uscite

Attività che incidono sul conto economico e attività neutrali

Tra le attività che incidono sul conto economico vengono re­gi­stra­te le spese e gli utili che incidono sul capitale di un’impresa. I conti dei ricavi sono passivi:

  • Totale delle vendite: 500 € – la merce è stata ac­qui­sta­ta in contanti.
  • Crediti com­mer­cia­li: 1500 € – la merce è stata con­se­gna­ta in acconto con scadenza di pagamento.

E i conti dei costi attivi:

  • Affitto alla banca: 1200 € – la quota di affitto mensile è stata tra­sfe­ri­ta.
  • Consumo materiale delle scorte: 2000 € – le materie prime uti­liz­za­te per la pro­du­zio­ne.

Le re­gi­stra­zio­ni che non incidono sull’utile netto, invece, in­flui­sco­no solo sulle rimanenze di un’azienda, senza mo­di­fi­car­ne la si­tua­zio­ne pa­tri­mo­nia­le. Esempi tipici sono:

  • In­ven­ta­rio delle passività: 1000 € – la merce è stata ac­qui­sta­ta e deve essere pagata entro la scadenza di pagamento
  • At­trez­za­tu­re tecniche alla cassa: 5.000 € e passività 10.000 € – è stata ac­qui­sta­ta una macchina, che è stata in parte fi­nan­zia­ta con un credito com­mer­cia­le.

Esempio di tran­sa­zio­ne com­mer­cia­le

Con­sul­tan­do questo esempio (molto sem­pli­fi­ca­to) potete vedere come le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li si ri­flet­to­no nella pratica della con­ta­bi­li­tà. La tran­sa­zio­ne in questione è la seguente: avete ac­qui­sta­to nuovi monitor del valore di 5.000 euro per il vostro ufficio pagando con la vostra carta di credito.

In questo caso le re­gi­stra­zio­ni sono ef­fet­tua­te nei conti “Banca” e “At­trez­za­tu­re aziendali”. I due conti sono conti pa­tri­mo­nia­li in quanto entrambi rap­pre­sen­ta­no dei beni.

I saldi di apertura dei conti sono presi dal bilancio di apertura del­l'e­ser­ci­zio. In questo esempio un cliente ha ac­qui­sta­to un prodotto e ha pagato la somma di 10.000 euro tramite bonifico bancario. Di con­se­guen­za, 10.000 euro sono stati re­gi­stra­ti sul conto “Banca” sul lato del Dare. Nel conto “At­trez­za­tu­re aziendali” si rileva una perdita di valore di 3.000 euro per am­mor­ta­men­ti, re­gi­stra­ta nel conto dei costi (conto attivo).

L'ac­qui­sto dei monitor, pagato im­me­dia­ta­men­te, può ora essere con­ta­bi­liz­za­to nel caso più semplice di­ret­ta­men­te come un aumento del valore delle at­trez­za­tu­re aziendali a fronte della riduzione del saldo bancario, At­trez­za­tu­re aziendali a Banca: 5.000 €. Nella pratica, tuttavia, l'importo lordo pagato verrebbe diviso in importo netto come in­cre­men­to del valore delle at­trez­za­tu­re aziendali e del­l'im­po­sta a monte che l’Agenzia delle Entrate deve rim­bor­sa­re come credito e con­ta­bi­liz­za­re di con­se­guen­za.

Come chiudere i conti

Nel nostro esempio sem­pli­fi­ca­to entro la fine del­l'e­ser­ci­zio non devono essere ef­fet­tua­te ulteriori re­gi­stra­zio­ni nei due conti “Banca” e “At­trez­za­tu­re per ufficio”. Poi come ultimo passo si calcola il saldo, cioè la dif­fe­ren­za tra debito e credito, pa­reg­gian­do così i conti.

Il conto economico mostra i profitti e le perdite

I conti di natura economica sono riuniti nel conto economico, un in­di­ca­to­re diretto del successo di un'im­pre­sa, ai fini del loro bilancio. La voce fa parte del pa­tri­mo­nio netto della società.

La seguente tabella illustra i diversi tipi di conto. Permette anche di vedere cosa viene pub­bli­ca­to sui lati di Dare e di Avere di un conto. Le frecce rap­pre­sen­ta­no gra­fi­ca­men­te il processo di chiusura del conto.

I conti dell’attivo e del passivo sono ad­de­bi­ta­ti sul conto di chiusura del bilancio. A tale scopo, re­gi­stra­te il saldo del conto del­l'at­ti­vo (lato Avere) sul lato Dare del conto di chiusura del bilancio, e il saldo del conto del passivo (lato Dare) sul lato Avere del conto di chiusura del bilancio.

La chiusura dei conti avviene anche per i conti economici secondo il principio del dare e avere in partita doppia, cioè addebito a credito. Il conto profitto e perdite viene chiuso tramite il conto economico. Le re­gi­stra­zio­ni sono fatte qui come per i conti di bilancio. Il saldo del conto dei profitti e delle perdite può quindi essere re­gi­stra­to nel pa­tri­mo­nio netto. Infine, l'utile (o la perdita) del­l'e­ser­ci­zio può essere visto da questo conto; se ne­ces­sa­rio, tenendo conto di ulteriori va­ria­zio­ni del pa­tri­mo­nio netto.

Consiglio

Nel nostro articolo sulla chiusura dei conti profitti e perdite spie­ghia­mo le basi del conto economico e chiudiamo il conto profitti e perdite uti­liz­zan­do un esempio.

Con­clu­sio­ne

Dare e Avere nella con­ta­bi­li­tà a partita doppia sono i nomi delle due colonne di conto. Questo metodo, uti­liz­za­to e co­no­sciu­to in tutto il mondo, si basa sul principio della duplice ri­le­va­zio­ne si­mul­ta­nea e permette di pre­sen­ta­re in maniera chiara e com­pren­si­bi­le le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li e la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria di un’azienda in un periodo am­mi­ni­stra­ti­vo specifico. Quindi, quando si ef­fet­tua­no re­gi­stra­zio­ni e chiusure di conti, è molto im­por­tan­te seguire le regole fon­da­men­ta­li della con­ta­bi­li­tà in partita doppia:

  1. La sezione Dare è re­gi­stra­ta a sinistra del prospetto contabile, mentre la sezione Avere a destra.
  2. Il totale dei valori re­gi­stra­ti in Dare deve cor­ri­spon­de­re al totale dei valori in Avere.

Vi preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

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