A po­chis­si­me persone piace pagare le tasse, tanto più quando si paga più del ne­ces­sa­rio, a causa di aumenti nascosti. Uno di questi aumenti ma­sche­ra­ti è il drenaggio fiscale. Un argomento sempre più dibattuto so­cial­men­te e po­li­ti­ca­men­te, anche se molti non se ne accorgono affatto: al momento il tema è prin­ci­pal­men­te ap­pan­nag­gio degli eco­no­mi­sti. Dal momento che però riguarda la realtà di ogni singolo con­tri­buen­te, si dovrebbe sapere cosa si nasconde dietro questa espres­sio­ne.

Che cos’è il drenaggio fiscale? Una de­fi­ni­zio­ne

Il concetto di drenaggio fiscale descrive la si­tua­zio­ne in cui i prezzi aumentano a causa dell’in­fla­zio­ne, ma le aliquote dell’imposta sul reddito non vengono abbassate per com­pen­sa­re. Ciò significa che, sebbene il potere di acquisto del reddito di­mi­nui­sca, la pressione fiscale rimane invariata. Tutti coloro che gua­da­gna­no devono pagare le tasse sul proprio reddito. Chi guadagna di più, paga più tasse: un reddito più elevato consente alle persone di con­tri­bui­re mag­gior­men­te al fi­nan­zia­men­to dei servizi statali. Il nostro sistema fiscale si basa quindi su un’aliquota pro­gres­si­va dell’imposta sul reddito. Ciò significa che chi guadagna di più paga un’aliquota fiscale media più alta rispetto a chi guadagna meno.

Fatto

Solo nei sistemi fiscali con tas­sa­zio­ne pro­gres­si­va sul reddito può ve­ri­fi­car­si un drenaggio fiscale. Nei sistemi in cui tutti i con­tri­buen­ti pagano la stessa aliquota di imposta fissa, ciò non può accadere in quanto un reddito più elevato non comporta un’aliquota d’imposta più elevata.

In­nan­zi­tut­to è ne­ces­sa­rio com­pren­de­re la di­stin­zio­ne tra reddito nominale e reddito reale. Il primo è la pura somma di denaro che finisce nel vostro conto. Il termine “reddito reale”, invece, tiene conto del potere d’acquisto di tale reddito. La domanda è quanto si possa ef­fet­ti­va­men­te ac­qui­sta­re per i soldi che si gua­da­gna­no. L’indice dei prezzi al consumo è uti­liz­za­to per calcolare il potere d’acquisto. Questo indice misura l’andamento medio dei prezzi dei beni e servizi più im­por­tan­ti e co­sti­tui­sce la base per il calcolo del tasso di in­fla­zio­ne. Si distingue tra il drenaggio fiscale in senso stretto e quello in senso lato.

Drenaggio fiscale in senso stretto

Il drenaggio fiscale in senso stretto si verifica sempre quando i redditi reali di­mi­nui­sco­no e lo stato non reagisce riducendo la pressione fiscale. I redditi reali possono diminuire anche se i redditi nominali aumentano. Come è possibile? Se l’aumento nominale del reddito è inferiore al tasso d’in­fla­zio­ne, si può ac­qui­sta­re meno con il proprio denaro rispetto al passato, quando l’in­fla­zio­ne era più bassa. In parole povere, il vostro stipendio ha meno valore. Il vostro reddito reale è in calo anche se il vostro reddito nominale è in aumento. Come se non bastasse, in questo processo, a causa dell’aumento del reddito nominale, si passa a un’aliquota d’imposta più elevata. Così si pagano più tasse, pur avendo minore potere d’acquisto.

Se il vostro reddito sup­ple­men­ta­re in un anno cor­ri­spon­de esat­ta­men­te al tasso di in­fla­zio­ne, allora il vostro reddito nominale e il vostro reddito reale sono identici. Tuttavia, l’aliquota pro­gres­si­va dell’imposta sul reddito aumenterà la pressione fiscale sulle vostre entrate.

N.B.

Anche se a prima vista può sembrare che il vostro reddito aumenti, ciò non può mai portare a un reddito nominale inferiore al netto delle imposte, no­no­stan­te il drenaggio fiscale e l’aumento dell’aliquota dell’imposta. Tuttavia, l’onere fiscale sul vostro reddito reale può aumentare. Questo accade quando il tasso di in­fla­zio­ne è superiore alla crescita del reddito.

Il drenaggio fiscale in senso lato

Il drenaggio fiscale in senso lato è ciò a cui le persone si ri­fe­ri­sco­no come aumento nascosto delle imposte. Non si tiene conto dell’aumento dei prezzi e si considera solo l’aumento del reddito dei con­tri­buen­ti. Se i redditi aumentano, la pressione fiscale sui cittadini aumenta. Le entrate fiscali dello Stato aumentano. La ragione di ciò è la suddetta aliquota di imposta pro­gres­si­va, che grava mag­gior­men­te sui soggetti che gua­da­gna­no di più.

Lo Stato può prevenire questo tipo di drenaggio fiscale solo riducendo l’onere fiscale in risposta agli aumenti del reddito (ad esempio, au­men­tan­do l’indennità di base e/o ab­bas­san­do le curve ta­rif­fa­rie). Se e come un tale drenaggio fiscale da parte dello Stato debba essere evitato, è motivo di di­scus­sio­ne tra gli esperti.

Imposta pro­gres­si­va vs drenaggio fiscale

Oltre al drenaggio fiscale bisogna con­si­de­ra­re anche l’imposta pro­gres­si­va. In realtà essa indica, come già spiegato, l’aliquota pro­gres­si­va dell’imposta sul reddito. Il fatto che i due concetti siano a volte pre­sen­ta­ti come opposti è dovuto ai diversi effetti: l’imposta pro­gres­si­va è con­sa­pe­vol­men­te or­ga­niz­za­ta in modo tale che le persone che gua­da­gna­no di più subiscano una maggiore pressione fiscale, anche per evitare dif­fe­ren­ze di reddito troppo marcate nella società.

La pro­gres­sio­ne a freddo, invece, colpisce in par­ti­co­la­re le persone con redditi bassi e medi. Questo gruppo di persone è più colpito da aumenti di reddito che non sono ac­com­pa­gna­ti da un calo dell’imposta sul reddito. Os­ser­van­do l’evo­lu­zio­ne della pro­gres­sio­ne a freddo su un periodo di tempo più lungo, si nota che la pressione fiscale sui redditi bassi è sempre più allineata a quella sui redditi più alti. In questo modo si con­trad­di­ce di fatto l’idea stessa di imposta pro­gres­si­va.

Calcolo del drenaggio fiscale con esemp

Gli effetti del drenaggio fiscale possono essere calcolati con una formula. Ci si basa sempre sui valori di va­ria­zio­ne, cioè non sul reddito assoluto, ma sulla va­ria­zio­ne del reddito.

ΔER = va­ria­zio­ne relativa del reddito reale

ΔEaTax = va­ria­zio­ne relativa del reddito dopo il pagamento delle tasse

ΔP = va­ria­zio­ne relativa dei prezzi

Poiché si tratta di va­ria­zio­ni nel tempo, bisogna prendere in con­si­de­ra­zio­ne due diversi momenti.

Esempio: sup­po­nia­mo che un’im­pren­di­tri­ce raggiunga un reddito annuo di 60.000 € nel primo anno. Nel secondo anno aumenta i propri prezzi del 2% per com­pen­sa­re con un reddito sup­ple­men­ta­re l’aumento generale dei prezzi del 2%, che si ri­per­cuo­te anche su di lei. Nel corso del secondo anno l’im­pren­di­tri­ce raggiunge così un reddito di 61.200 € com­pen­san­do l’in­fla­zio­ne, anche se al lordo delle imposte.

A causa dell’aumento del reddito, esso è ora sot­to­po­sto a un’aliquota sul reddito più elevata (28,15% anziché 28,01%). Alla fine dei conti, la donna d’affari ha un aumento che cor­ri­spon­de a circa 1,8% al netto delle imposte, un aumento che va da 43.195 € a 43.972 €. Se si tiene conto dell’aumento dei prezzi, il risultato è ancora peggiore:

Il reddito reale è inferiore di circa lo 0,2% rispetto all’anno pre­ce­den­te. Se l’im­pren­di­tri­ce non avesse aumentato il proprio reddito, dovrebbe ad­di­rit­tu­ra contare su un calo del reddito reale di circa il 2%. Se si considera questo ra­gio­na­men­to su una scala temporale più ampia, il drenaggio fiscale in senso stretto con un aumento annuo dei prezzi del 2% ha il seguente andamento, sempre che il salario aumenti di pari passo con i prezzi:

Anno 2014 2015 2016 2017 2018
Reddito annuale (al lordo delle imposte) 57.624 € 58.800 € 60.000 € 61.200 € 62.424 €
Pressione fiscale media sul reddito 27,70 % 27,95 % 28,01 % 28,15 % 28,19 %
Imposte sul reddito 15.963 € 16.434 € 16.805 € 17.228 € 17.596 €
Reddito annuale (al netto delle imposte) 41.661 € 42.366 € 43.195 € 43.972 € 44.828 €
Va­ria­zio­ne del reddito (al netto delle imposte)   +1,69 % +1,96 % +1,80 % +1,95 %
Va­ria­zio­ne dei prezzi +2 % +2 % +2 % +2 % +2 %
Va­ria­zio­ne del reddito reale   -0,31 % -0,04 % -0,20 % -0,05 %

Dalla pressione fiscale media delle imposte sul reddito dell’im­pren­di­tri­ce si può fa­cil­men­te com­pren­de­re quanto il drenaggio fiscale in senso lato la riguardi. Con l’aumento delle entrate viene infatti anche cor­ri­spon­den­te­men­te colpita da una maggiore pressione fiscale.

Effetti del drenaggio fiscale

Il drenaggio fiscale ha una notevole influenza sul gettito fiscale. Finché lo Stato non re­go­la­men­ta il sistema fiscale, saranno pagate più tasse del previsto. Alla fine dei conti, si tassano mag­gior­men­te aumenti di reddito che hanno il solo scopo di com­pen­sa­re le perdite dovute all’in­fla­zio­ne.

Il termine “aumento nascosto dell’imposta” deriva dal fatto che lo Stato non ha bisogno di mo­di­fi­ca­re alcuna le­gi­sla­zio­ne per farlo. I critici lamentano quindi che questa forma di aumento delle imposte è al di fuori del controllo di qualsiasi par­la­men­to. Aumento che è in grado di portare alle casse dello Stato quantità ingenti di denaro in pochi anni.

Si discute sempre più come e se agire nei confronti del drenaggio fiscale. Di fatto alcuni Stati, come la Germania, stanno già provando ad attuare delle misure per contenere questo effetto, ma non esiste ancora una procedura si­ste­ma­ti­ca per con­tra­sta­re il drenaggio fiscale. Per evitarlo si potrebbe istituire un mec­ca­ni­smo di ade­gua­men­to per collegare l’aumento dell’aliquota dell’imposta sul reddito all’aumento dei prezzi. Il livello dell’imposta si ade­gue­reb­be così au­to­ma­ti­ca­men­te all’in­fla­zio­ne.

Un’altra soluzione, almeno a livello teorico, potrebbe essere quella di eliminare l’imposta pro­gres­si­va e basarsi su una singola aliquota. In questo modo, non si può ve­ri­fi­ca­re una pro­gres­sio­ne a freddo perché non vi è alcuna aliquota fiscale più elevata nella quale incappare: tutti do­vreb­be­ro cedere la stessa per­cen­tua­le del proprio reddito, in­di­pen­den­te­men­te dal reddito stesso. Tuttavia questo metodo è poco attento alle esigenze della società, per cui non viene con­si­de­ra­to.

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