Il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne è una delle due opzioni per la pre­pa­ra­zio­ne del conto economico. L’altra consiste nella struttura per natura, che rap­pre­sen­ta lo schema tra­di­zio­na­le. La dif­fe­ren­za prin­ci­pa­le tra i metodi è il criterio di ri­par­ti­zio­ne delle voci.

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Che cos’è il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne?

Il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne (co­no­sciu­to anche come costo del venduto) è una modalità di redazione del conto economico in cui i costi operativi vengono di­ret­ta­men­te con­trap­po­sti ai ricavi di vendita rea­liz­za­ti. Questo metodo è previsto dai principi contabili in­ter­na­zio­na­li (come gli IFRS), ma può essere adottato anche nel bilancio italiano secondo lo schema previsto dall’art. 2425 del Codice civile.

Con questo approccio, vengono sottratti dai ricavi solo i costi di­ret­ta­men­te connessi alla pro­du­zio­ne e alla vendita dei beni o servizi. Le spese per il personale, la logistica, la di­stri­bu­zio­ne ecc. vengono rag­grup­pa­te secondo le relative funzioni aziendali (come am­mi­ni­stra­zio­ne o marketing), senza essere pre­sen­ta­te in dettaglio. La prin­ci­pa­le dif­fe­ren­za rispetto al più diffuso metodo dei costi per natura consiste nel fatto che quest’ultimo elenca di­stin­ta­men­te le varie voci di costo, le va­ria­zio­ni delle rimanenze di magazzino e le im­mo­bi­liz­za­zio­ni per lavori interni.

Come funziona il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne?

Uno schema del metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne può pre­sen­tar­si così:

Conto economico secondo il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne
Ricavi netti di vendita
- Costo del dovuto
= Margine lordo in­du­stria­le
- Costi di di­stri­bu­zio­ne
- Costi di am­mi­ni­stra­zio­ne
+ Altri ricavi tipici
- Altri costi operativi
= Reddito operativo (EBIT)
+/- Risultato economico della gestione fi­nan­zia­ria
+/- Risultato economico della gestione ac­ces­so­ria
= Risultato economico della gestione ordinaria
- Risultato economico della gestione straor­di­na­ria
= Risultato economico al lordo delle imposte
- Imposte d‘esercizio
= Reddito d‘esercizio

In­nan­zi­tut­to, si sottrae il costo del venduto, ovvero l’insieme delle spese di­ret­ta­men­te sostenute per l’al­lo­ca­zio­ne sul mercato di un prodotto o di un servizio, dal ricavato delle relative vendite. Il risultato è il co­sid­det­to margine lordo in­du­stria­le, a cui vengono suc­ces­si­va­men­te sottratti/sommati i costi generali di am­mi­ni­stra­zio­ne/di­stri­bu­zio­ne e altri ricavi tipici. L’importo così generato è il reddito operativo lordo, indicato anche con l’acronimo inglese EBIT (Earnings Before Interests and Taxes). Esso rap­pre­sen­ta una voce molto im­por­tan­te con­si­de­ran­do che mostra chia­ra­men­te se il core business di un’impresa sia red­di­ti­zio o meno, ma è vi­sua­liz­za­to nel conto economico solo dopo la ri­clas­si­fi­ca­zio­ne di quest’ultimo.

Nell’ultima fase si tiene conto dei ricavi e dei costi in­di­pen­den­ti dal processo operativo, ad esempio quelli derivanti da in­ve­sti­men­ti, interessi o imposte. A questo punto, il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne non dif­fe­ri­sce più da quello dei costi per natura. Alla fine, il risultato mostra se l’azienda abbia generato un’eccedenza o un deficit.

Esempio del metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne

Per com­pren­de­re meglio il fun­zio­na­men­to e la struttura del metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne, vediamo un esempio pratico.

Un’azienda tessile ha prodotto, nel corso di un esercizio, 12.000 magliette e 6.000 felpe con cappuccio, vendendo 10.500 magliette e 5.800 felpe.

  • I costi di pro­du­zio­ne e materiali ammontano a 5 euro per maglietta e 12,50 euro per felpa.
  • Il prezzo di vendita è di 10 euro per maglietta e 25 euro per felpa.
  • A fine esercizio rimangono in giacenza 1.500 magliette e 200 felpe.
  • I costi ag­giun­ti­vi legati ai prodotti venduti sono: spese di di­stri­bu­zio­ne 13.000 euro, costi generali di am­mi­ni­stra­zio­ne 18.000 euro, altri costi operativi 48.500 euro.
  • L’azienda ha inoltre rea­liz­za­to altri ricavi per un importo pari a 8.000 euro.

Ap­pli­can­do questi dati allo schema del metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne, otteniamo il seguente calcolo:

Immagine: Esempio di conto economico secondo il metodo dei costi per destinazione
Nel­l'e­sem­pio, il conto economico è chia­ra­men­te redatto secondo il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne e viene calcolato un reddito operativo di 53.500 euro.

Questo esempio mostra chia­ra­men­te come la di­stri­bu­zio­ne dei costi renda meno tra­spa­ren­te la com­po­si­zio­ne det­ta­glia­ta delle singole voci come pro­du­zio­ne, di­stri­bu­zio­ne o am­mi­ni­stra­zio­ne. Dal solo conto economico non è possibile capire esat­ta­men­te come si com­pon­ga­no tali costi, né iden­ti­fi­ca­re fa­cil­men­te eventuali aree di mi­glio­ra­men­to.

Vantaggi e svantaggi dei costi per de­sti­na­zio­ne

Il metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne presenta una serie di vantaggi e svantaggi, che variano a seconda dell’obiettivo del bilancio e dell’ambito di ap­pli­ca­zio­ne. Di seguito trovi un riepilogo dei prin­ci­pa­li punti di forza e delle criticità di questo metodo.

Vantaggi del metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne

  • At­tri­bu­zio­ne chiara dei ricavi in base ai costi: i costi sono associati di­ret­ta­men­te ai ricavi di vendita, con­sen­ten­do una rap­pre­sen­ta­zio­ne più precisa della per­for­man­ce aziendale.
  • Metodo ri­co­no­sciu­to a livello in­ter­na­zio­na­le: il metodo è am­pia­men­te uti­liz­za­to secondo i principi contabili in­ter­na­zio­na­li (come gli IFRS) e risulta par­ti­co­lar­men­te adatto per le imprese attive sui mercati esteri.
  • Buona analisi dell’ef­fi­cien­za operativa: poiché i costi sono suddivisi per funzione (pro­du­zio­ne, di­stri­bu­zio­ne, am­mi­ni­stra­zio­ne), l’ef­fi­cien­za delle singole aree aziendali può essere ana­liz­za­ta con pre­ci­sio­ne.
  • Facilità di confronto: la struttura fun­zio­na­le facilita il confronto tra imprese o tra diversi esercizi della stessa azienda, poiché vengono mi­ni­miz­za­ti gli effetti delle va­ria­zio­ni.

Svantaggi del metodo dei costi per de­sti­na­zio­ne

  • Scarsa vi­si­bi­li­tà sui dettagli dei costi: non viene fornita una sud­di­vi­sio­ne det­ta­glia­ta per tipologia di costo (come materie prime o ma­no­do­pe­ra), rendendo più difficile la va­lu­ta­zio­ne delle singole voci.
  • Le va­ria­zio­ni di magazzino non vengono con­si­de­ra­te: le va­ria­zio­ni nelle rimanenze di prodotti finiti o se­mi­la­vo­ra­ti non in­flui­sco­no di­ret­ta­men­te sul conto economico, un limite per le imprese ma­ni­fat­tu­rie­re.
  • Struttura fun­zio­na­le complessa: la ri­le­va­zio­ne e l’al­lo­ca­zio­ne dei costi per funzione ri­chie­do­no un notevole sforzo or­ga­niz­za­ti­vo e contabile.

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