I crediti in sospeso mi­nac­cia­no la sol­vi­bi­li­tà di un’azienda. Più le fatture dei clienti rimangono insolute, più sorgono problemi di liquidità. E dei crediti elevati non portano solo a si­gni­fi­ca­ti­ve perdite degli interessi. Se i pagamenti non saldati devono essere com­pen­sa­ti ri­chie­den­do dei prestiti, sorgono così dei costi ag­giun­ti­vi.

Le aziende si adoperano perciò per ri­scuo­te­re i fondi in sospeso per le pre­sta­zio­ni fornite. Ciò avviene so­li­ta­men­te ap­pog­gian­do­si a un pro­ce­di­men­to stra­giu­di­zia­le, che non ha quindi valore legale, in cui i clienti ri­tar­da­ta­ri o i partner com­mer­cia­li vengono ricordati del ritardo nel pagamento grazie all’invio di solleciti o pro­me­mo­ria di pagamento. Se i pro­ce­di­men­ti stra­giu­di­zia­li non portano al risultato sperato, alle aziende rimane la pos­si­bi­li­tà di far valere i propri diritti con un pro­ce­di­men­to giu­di­zia­le, e quindi in tribunale.

Di seguito vi in­di­chia­mo come sol­le­ci­ta­re in modo pro­fes­sio­na­le il pagamento delle fatture ancora da saldare. Già nei pro­ce­di­men­ti stra­giu­di­zia­li, seguire un pro­ce­di­men­to corretto è di vitale im­por­tan­za. Di norma il pro­me­mo­ria di pagamento è un primo requisito per procedere in seguito per vie legali. Inoltre è possibile evitare di adire le vie legali assumendo un com­por­ta­men­to serio e corretto nei pro­ce­di­men­ti stra­giu­di­zia­li.

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Come creare un sollecito di pagamento efficace

L’obiettivo del sollecito di pagamento come strumento di recupero crediti è quello di ridurre i crediti ed evitare le perdite. In questo senso tale pro­ce­di­men­to è anche mirato a non perdere il cliente. Tutto ciò si ri­spec­chia a sua volta nel tono uti­liz­za­to e nel numero di solleciti inviati.

I pro­ce­di­men­ti stra­giu­di­zia­li sono so­li­ta­men­te delle procedure che non pre­sup­pon­go­no azioni legali. Infatti le aziende non possono di­ret­ta­men­te ri­chie­de­re un pi­gno­ra­men­to dei beni, ma possono solo inviare altre lettere in cui si sollecita il pagamento entro una data precisa, mi­nac­cian­do di ricorrere alle vie legali se l’esito non dovesse essere quello sperato; questo vale anche nel caso in cui ci si rivolga a una società di recupero crediti. Da un punto di vista giuridico, le procedure per i pagamenti tra imprese e tra imprese e Pubblica Am­mi­ni­stra­zio­ne sono regolati dal decreto le­gi­sla­ti­vo 192/2012 che ha recepito la Direttiva 2011/7/UE.

Concetti chiave per avviare dei pro­ce­di­men­ti stra­giu­di­zia­li sono la scadenza e il ritardo.

Scadenza

Affinché possa in­tra­pren­der­si un pro­ce­di­men­to stra­giu­di­zia­le, deve sus­si­ste­re una si­tua­zio­ne di debito che legittima un creditore a esigere dal suo debitore una pre­sta­zio­ne, ad esempio un pagamento. So­li­ta­men­te un rapporto di questo tipo tra le due parti in causa sussiste tramite un contratto (ad esempio un acquisto). Es­sen­zial­men­te i pagamenti in sospeso possono essere re­cu­pe­ra­ti nel­l'am­bi­to di un pro­ce­di­men­to stra­giu­di­zia­le, quando se ne ha diritto e se il credito è in scadenza.

Essempio

Il signor Bianchi vuole arredare casa e compra in un negozio online dei mobili che pagherà tramite bonifico. Nel contratto di acquisto viene con­cor­da­to che il pagamento deve avvenire entro due settimane dalla data di consegna. Nel giro di una settimana il signor Bianchi riceve la merce dal negozio che ha così adempiuto ai termini del contratto da parte sua e quindi può esigere il pagamento nei tempi con­cor­da­ti. In questo modo si instaura un rapporto di credito tra il signor Bianchi, il debitore, e il negozio online di mobili, il creditore.

Se il debitore viene meno ai suoi doveri, quindi non paga la merce entro la data stabilita (per esempio entro 14 giorni dalla sua consegna), il creditore ha il diritto di esigere la somma dovuta.

In sintesi

Il concetto giuridico di scadenza descrive la data a partire dalla quale un creditore può esigere un pagamento in sospeso dal suo debitore. Il decorrere della scadenza è collegato con l'obbligo immediato da parte del debitore di saldare il conto.

Nel­l'e­sem­pio rap­pre­sen­ta­to sopra, una volta superato il termine di scadenza, il debitore risulta au­to­ma­ti­ca­men­te in ritardo. Così sussiste il diritto da parte del creditore di esigere il pagamento del debitore della somma insoluta.

Ritardo

Se un debitore risulta in ritardo con i pagamenti, il creditore ha il diritto di ri­chie­de­re il ri­sar­ci­men­to dei danni, sotto forma di interessi. Suc­ces­si­va­men­te, previa scadenza del pagamento e relativi solleciti di pagamento, il debitore può essere co­sti­tui­to in mora.

N.B.

Il sollecito di pagamento è uno strumento uti­liz­za­to nel­l'am­bi­to del recupero crediti e serve even­tual­men­te a co­sti­tui­re il debitore in mora.

Un cliente è moroso e gli può quindi essere richiesto il pagamento di interessi moratori non appena è scaduto il termine ultimo per il pagamento della fattura, che non può essere superiore ai 90 giorni e viene stabilito a seconda dei servizi e dei re­go­la­men­ti aziendali presi in con­si­de­ra­zio­ne.

Non vi è nessun obbligo di esigere un pagamento ri­cor­ren­do al sollecito di pagamento. Volendo si può sin da subito passare alle vie legali, ma è con­sue­tu­di­ne ri­chie­de­re il pagamento prima in maniera meno formale, ri­spar­mian­do così sui costi. So­li­ta­men­te si comincia con il chiamare il cliente, per poi passare ad altri solleciti di pagamento, prima di ri­vol­ger­si a un legale. La pratica non risulta comunque ob­bli­ga­to­ria e il pro­ce­di­men­to rimane quindi a di­scre­zio­ne dell’azienda.

Sollecito di pagamento: direttive formali

Come accennato prima, il pro­ce­di­men­to di inviare lettere di sollecito di pagamento non è ob­bli­ga­to­rio e quindi ognuno può decidere au­to­no­ma­men­te come procedere in caso di mancato pagamento. Tuttavia, si consiglia di ricorre a questo metodo e di optare per la forma scritta, perché in genere più efficace. Per raf­for­za­re ancora di più la validità di questo documento ed essere certi che arrivi a de­sti­na­zio­ne, bisogna inviare una rac­co­man­da­ta con ricevuta di ritorno.

Per far sì che da un pro­me­mo­ria di pagamento si possa risalire fa­cil­men­te alla fattura da saldare, devono essere chia­ra­men­te espli­ci­ta­ti i seguenti dati:

  • dati del creditore e del debitore;
  • data e numero della fattura;
  • importo da saldare;
  • in­di­ca­zio­ne del numero delle pre­ce­den­ti lettere di sollecito inviate.

In questo modo per il debitore è chiaro sulla base di quali pre­sta­zio­ni il creditore stia eser­ci­tan­do il proprio diritto di sollecito.

Ad essere im­por­tan­te non è tanto la forma di un sollecito di pagamento, quanto piuttosto il suo contenuto. Inoltre al sollecito può venire allegata una copia della fattura da pagare. Non è ob­bli­ga­to­rio inserire un termine ultimo di pagamento e neanche far ri­fe­ri­men­to ad altre azioni legali, qualora non venga saldato l’importo. Spesso però vengono annesse simili diciture per aumentare la pressione nei confronti del debitore.

Il pro­ce­di­men­to

So­li­ta­men­te si procede a inviare dei solleciti di pagamento per cercare di non perdere il cliente. Sono possibili fino a tre solleciti di pagamento prima di ri­vol­ger­si a un avvocato. Tuttavia, il pro­ce­di­men­to varia da azienda a azienda e non è ob­bli­ga­to­rio mandarne tre, molto spesso ci si limita a 2 lettere seguite, in caso, da una dell’avvocato che co­sti­tui­sce in mora il debitore.

Consiglio

Si scon­si­glia di inviare più di tre solleciti di pagamento, al­tri­men­ti si rischia che la faccenda non venga presa se­ria­men­te, visto che non seguono le azioni legali mi­nac­cia­te.

Non sempre gli importi aperti sono da imputare a mancanza di volontà o in­ca­pa­ci­tà di pagare del debitore. A volte i clienti si di­men­ti­ca­no sem­pli­ce­men­te che hanno dei pagamenti da saldare o la fattura non gli è proprio arrivata. Perciò per evitare di far ar­rab­bia­re i clienti ri­tar­da­ta­ri con un pro­ce­di­men­to giu­di­zia­le, si consiglia di ri­cor­dar­gli il pagamento in altri modi. Per creare dei solleciti di pagamento orien­ta­te­vi sui modelli messi a di­spo­si­zio­ne da IONOS.

Modelli per i solleciti di pagamento

Per co­mu­ni­ca­re con i clienti ri­tar­da­ta­ri basatevi su modelli di solleciti di pagamento pro­fes­sio­na­li. IONOS vi offre dei fac simile già formulati per il primo, il secondo e il terzo sollecito di pagamento da scaricare in formato Word o Excel.

Modello per il primo sollecito di pagamento

È il momento di inviare il primo sollecito di pagamento quando l’importo della fattura, malgrado la scadenza, non è stato saldato. Se il debitore non è stato già moroso in passato, si consiglia di scrivere il primo sollecito di pagamento sotto forma di un gentile pro­me­mo­ria di pagamento. Fate capire in maniera ami­che­vo­le ma ine­qui­vo­ca­bi­le che esigete il pagamento in sospeso. In questo modo stabilite chia­ra­men­te che il cliente è in ritardo con i pagamenti. Ancora non serve stabilire un termine preciso entro cui deve avvenire il pagamento e non è ne­ces­sa­rio lasciare intendere che si ricorrerà alle vie legali, se non si salda la fattura.

Un esempio di for­mu­la­zio­ne per il primo sollecito di pagamento potrebbe essere il seguente:

Primo sollecito di pagamento para Word
Primo sollecito di pagamento para Excel

Modello per il secondo sollecito di pagamento

Se malgrado il pro­me­mo­ria di pagamento, la fattura non ri­sul­tas­se ancora saldata dopo 10 – 14 giorni, si consiglia di inviare al debitore un secondo sollecito di pagamento. Qui il tono della co­mu­ni­ca­zio­ne deve essere più deciso, indicando che questo è il secondo sollecito e ri­chie­den­do un pagamento al più presto.

Secondo sollecito di pagamento para Word
Secondo sollecito di pagamento para Excel

Terzo e ultimo sollecito di pagamento

Se un debitore non salda l’importo neanche dopo il secondo sollecito, inviate un terzo e ultimo sollecito di pagamento. Qui dovreste indicare un chiaro termine entro il quale saldare la fattura e scrivere che se non si salda l’importo, si ricorrerà alle vie legali. Già questo stesso sollecito può avvenire da parte di un avvocato e co­sti­tui­sce la messa in mora del debitore.

Terzo sollecito di pagamento para Word
Terzo sollecito di pagamento para Excel
Consiglio

Evitate sempre di indicare i solleciti di pagamento come tali, nu­me­ran­do­li. Infatti un pro­me­mo­ria di pagamento con l’oggetto primo sollecito di pagamento dà l’im­pres­sio­ne che si sia già pronti a scrivere altri solleciti. Ciò potrebbe anche indurre i clienti ri­tar­da­ta­ri ad aspettare l’invio di altre lettere prima di procedere a saldare l’importo.

Come uti­liz­za­re i fac simile di sollecito di pagamento di IONOS

Con i modelli di IONOS create in soli tre passaggi dei solleciti di pagamento pro­fes­sio­na­li. Procedete come segue:

  1. Scaricate il modello: tutti i modelli sono a vostra di­spo­si­zio­ne come file Word o Excel.
    a. Formato: scegliete il modello adatto nel formato de­si­de­ra­to
    b. Download: cliccate sul link di download sotto l’immagine di anteprima del modello.
  1. So­sti­tui­te i se­gna­po­sto con le vostre in­for­ma­zio­ni: tutti i fac simile di sollecito di pagamento com­pren­do­no dei moduli di testo, ad esempio i campi per l’indirizzo, che svolgono la funzione di se­gna­po­sto. Questi dati di esempio servono a chiarirvi l’uso del modello e ad as­si­cu­rar­vi che il vostro sollecito comprenda tutte le in­for­ma­zio­ni più im­por­tan­ti. Scorrete il documento campo per campo e so­sti­tui­te il se­gna­po­sto nei seguenti riquadri con le vostre in­for­ma­zio­ni per­so­na­liz­za­te.

    a. In­te­sta­zio­ne:
    ogni modello di sollecito di pagamento comprende una sezione in­te­sta­zio­ne, dove sono contenuti i nomi dell’azienda, l’indirizzo del cliente a cui inviare il sollecito e il vostro indirizzo. So­sti­tui­te i se­gna­po­sto con i vostri dati.

    b. Data:
    as­si­cu­ra­te­vi che sul vostro sollecito sia inserita la data ag­gior­na­ta.

    c. Numero della fattura:
    so­sti­tui­te il numero della fattura di esempio con il numero esatto a cui si riferisce il sollecito.

    d. Data della fattura:
    so­sti­tui­te la data di esempio con la data della fattura che non è stata pagata.

    e. Numero cliente:
    inserite nel campo preposto per il numero cliente il numero del cliente ri­tar­da­ta­rio.

    f. Testo del sollecito:
    a seconda del modello i testi di sollecito già formulati com­pren­do­no dei dati e degli importi delle fatture. So­vra­scri­ve­te questi se­gna­po­sto con i vostri dati.

    g. Fattura:
    il terzo sollecito di pagamento comprende una fattura in cui sono sommati anche gli eventuali interessi moratori e i costi derivati dal sollecito. Inserite i vostri dati e co­mu­ni­ca­te l’importo com­ples­si­vo da pagare.

    h. Saluti:
    so­sti­tui­te la formula per i saluti con l’espres­sio­ne che più preferite. Si consiglia di riportare anche il nome del fir­ma­ta­rio scritto al computer, e non solo la sua firma.

    i. Piè di pagina: il piè di pagina del sollecito di pagamento comprende l’indirizzo completo dell’azienda, la sua partita IVA e le coor­di­na­te bancarie sulle quali deve essere ef­fet­tua­to il pagamento, com­pren­si­ve di nome della banca, IBAN ed eventuale BIC. Fate at­ten­zio­ne anche qui che il se­gna­po­sto del modello sia com­ple­ta­men­te so­vra­scrit­to con i vostri dati personali.
  1. Salvate il modello e stam­pa­te­lo: stampate il modello compilato e inviatelo al cliente ri­tar­da­ta­rio, dopo averlo firmato a mano. Ri­cor­da­te­vi sempre di ar­chi­via­re una copia del sollecito. Ciò può anche avvenire di­gi­tal­men­te, salvando il documento Word o Excel in una cartella apposita sul vostro sistema. In al­ter­na­ti­va stampate un altro esemplare e allegate la copia in cartaceo.

Cosa fare se non si ottiene il risultato sperato con i solleciti di pagamento?

Se il pro­ce­di­men­to stra­giu­di­zia­le non porta ai risultati sperati, non rimane altra scelta che re­cu­pe­ra­re il credito per vie legali. Se l’importo da saldare è inferiore ai 1.000 euro, ci si può rivolgere al Giudice di Pace; per un credito compreso tra i 1.000 e i 5.000 euro è sempre possibile ri­vol­ger­si al Giudice di Pace, ma ap­pog­gian­do­si anche alla con­su­len­za di un legale, mentre se il credito è superiore ai 5.000 euro non rimane altro da fare che con­sul­ta­re un avvocato e avviare così un pro­ce­di­men­to civile.

Vi preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

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