I di­pen­den­ti hanno diritto a ri­chie­der­lo al datore di lavoro durante o dopo la fine di un rapporto pro­fes­sio­na­le: si tratta dell’attestato di servizio o cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo o, ancora, cer­ti­fi­ca­to di lavoro. Tale documento deve fornire un’immagine la più accurata possibile circa il rapporto di lavoro in questione. A partire da un cer­ti­fi­ca­to di lavoro è infatti possibile risalire alle espe­rien­ze e com­pe­ten­ze acquisite nell’ambito di una specifica espe­rien­za pro­fes­sio­na­le.

Ma come si struttura un simile documento? E a chi potrebbe essere d’aiuto? In questo articolo vi spie­ghia­mo in quali occasioni vi potrebbe venire richiesto un attestato di servizio e vi il­lu­stria­mo come for­mu­lar­ne cor­ret­ta­men­te uno.

Cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo: quando e da chi è richiesto?

Un attestato di servizio è un documento che dimostra lo svol­gi­men­to di un’attività pro­fes­sio­na­le presso un datore di lavoro. La sua im­por­tan­za è indubbia: con un simile documento in mano, infatti, il di­pen­den­te ha la pos­si­bi­li­tà di provare la validità delle proprie com­pe­ten­ze acquisite durante uno specifico rapporto di lavoro.

In genere ciò può tornare utile nel momento in cui deve ri­chie­de­re un prestito o mutuo a un qual­si­vo­glia ente fi­nan­zia­rio (istituto fi­nan­zia­rio o banca). In al­ter­na­ti­va potrebbe essere un documento ne­ces­sa­rio da sot­to­por­re all’INPS se sono stati messi in dubbio de­ter­mi­na­ti periodi con­tri­bu­ti­vi. Un ultimo caso in cui ci si può servire di un cer­ti­fi­ca­to di lavoro è per con­se­gnar­lo al reparto delle risorse umane in allegato alla can­di­da­tu­ra a una posizione vacante presso una nuova azienda.

Qualsiasi sia il motivo che porti il di­pen­den­te a ri­chie­der­ne uno, il cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo è la prova ufficiale che egli lavora (o ha lavorato) per un de­ter­mi­na­to periodo di tempo presso un datore di lavoro, il quale lasciando la sua firma sul documento ne certifica l’atto. Al momento di preparare la richiesta di tale attestato per iscritto si possono inserire, oltre ai dati ob­bli­ga­to­ri, in­for­ma­zio­ni ag­giun­ti­ve ne­ces­sa­rie a seconda della de­sti­na­zio­ne d’uso della do­cu­men­ta­zio­ne. Per esempio potrebbe trattarsi della quota TFR ac­cu­mu­la­ta o di prov­ve­di­men­ti di natura di­sci­pli­na­re a carico del di­pen­den­te.

N.B.

Per ottenere il cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo il di­pen­den­te è tenuto a formulare una richiesta per iscritto al suo attuale o even­tual­men­te ex datore di lavoro oppure all’ufficio del personale, poiché questo genere di documento non è ri­la­scia­to in maniera au­to­ma­ti­ca.

Attestato di servizio: cosa deve contenere

Affinché chi riceva il documento possa avere un'im­pres­sio­ne completa delle pre­sta­zio­ni e del com­por­ta­men­to del soggetto, nel cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo è ne­ces­sa­rio includere de­ter­mi­na­ti elementi. Non ci sono norme o standard per la struttura e il contenuto, tuttavia tutti i documenti del genere hanno in comune alcuni punti. La struttura di un attestato di servizio so­li­ta­men­te segue infatti un certo standard e contiene le in­for­ma­zio­ni es­sen­zia­li riguardo alla pro­fes­sio­ne e alla durata del­l'im­pie­go.

Struttura standard

I contenuti centrali includono:

  • In­te­sta­zio­ne: a seconda del tipo di cer­ti­fi­ca­to va scelta l’in­te­sta­zio­ne ap­pro­pria­ta (come ad esempio “attestato di servizio”, “cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo”, “cer­ti­fi­ca­to di lavoro”)
  • In­tro­du­zio­ne: i dati ana­gra­fi­ci del di­pen­den­te, la durata del rapporto di lavoro, la funzione e posizione al­l'in­ter­no del­l'a­zien­da
  • Breve de­scri­zio­ne dell’azienda: i dati es­sen­zia­li dell’azienda
  • De­scri­zio­ne della pro­fes­sio­ne: il settore di attività e le attività svolte, lo sviluppo pro­fes­sio­na­le, il tipo di contratto
  • Va­lu­ta­zio­ne delle pre­sta­zio­ni e del com­por­ta­men­to sociale: le co­no­scen­ze spe­cia­li­sti­che e le qua­li­fi­che, il com­por­ta­men­to tenuto nei confronti di superiori e colleghi
  • Motivo del li­cen­zia­men­to: solo previo consenso del di­pen­den­te. Le formule comuni di ri­so­lu­zio­ne del contratto com­pren­do­no “su richiesta propria”, “per ragioni operative” o “di comune accordo”
  • Formula con­clu­si­va e auguri per il futuro: rin­gra­zia­men­ti
  • La data e la firma del datore di lavoro con timbro aziendale

Le attività svolte devono essere descritte in modo tale che i po­ten­zia­li futuri datori di lavoro o creditori siano in grado di capire chia­ra­men­te l'e­spe­rien­za pro­fes­sio­na­le del candidato. Per la stesura di un simile documento si rac­co­man­da di essere per prima cosa onesti: in questo modo si ga­ran­ti­sce che le in­for­ma­zio­ni contenute siano veritiere. Inoltre con­si­glia­mo di mantenere un tono benevolo nella for­mu­la­zio­ne della cer­ti­fi­ca­zio­ne. La va­lu­ta­zio­ne dovrebbe infatti fare ri­fe­ri­men­to alle pre­sta­zio­ni effettive ed en­fa­tiz­za­re il più possibile i punti di forza dell’ex di­pen­den­te.

Citazione

L’articolo 2124 del Codice civile segnala ciò che deve essere contenuto all’interno del cer­ti­fi­ca­to di lavoro: Se non è ob­bli­ga­to­rio il libretto di lavoro, all'atto della ces­sa­zio­ne del contratto, qualunque ne sia la causa, l'im­pren­di­to­re deve ri­la­scia­re un cer­ti­fi­ca­to con l'in­di­ca­zio­ne del tempo durante il quale il pre­sta­to­re di lavoro è stato occupato alle sue di­pen­den­ze e delle mansioni eser­ci­ta­te.

Come valutare le attività svolte e il com­por­ta­men­to sociale

Nel corso della va­lu­ta­zio­ne delle pre­sta­zio­ni si risponde alla domanda se il di­pen­den­te abbia svolto in modo sod­di­sfa­cen­te i compiti assegnati e in che misura. È par­ti­co­lar­men­te im­por­tan­te valutare in che misura sono state svi­lup­pa­te de­ter­mi­na­te com­pe­ten­ze. Di norma in un attestato di servizio si valutano le seguenti com­pe­ten­ze:

  • Di­spo­ni­bi­li­tà: de­ter­mi­na­zio­ne, senso del dovere, en­ga­ge­ment, impegno, proat­ti­vi­tà
  • Qua­li­fi­che: giudizio, re­si­sten­za allo stress, ri­fles­sio­ne, com­pren­sio­ne, capacità di lavorare sotto pressione, fles­si­bi­li­tà
  • Metodo e stile di lavoro: re­spon­sa­bi­li­tà personale, coscienza, me­to­do­lo­gia, in­di­pen­den­za, af­fi­da­bi­li­tà
  • Risultati e successo: qualità, quantità, com­pe­ten­ze, intensità, pro­dut­ti­vi­tà
  • Com­pe­ten­ze e co­no­scen­ze speciali: successi e risultati speciali
  • Com­pe­ten­ze di lea­der­ship: stile di lea­der­ship, sod­di­sfa­zio­ne dei di­pen­den­ti, capacità di mo­ti­va­zio­ne
  • Va­lu­ta­zio­ne della per­for­man­ce com­ples­si­va: sod­di­sfa­zio­ne generale rispetto alle attività svolte dal di­pen­den­te

Oltre alle pre­sta­zio­ni, il cer­ti­fi­ca­to di servizio ri­la­scia­to dal datore di lavoro valuta anche il com­por­ta­men­to sociale del di­pen­den­te. L'at­ten­zio­ne si concentra sulle com­pe­ten­ze sociali e le co­sid­det­te soft skills. La va­lu­ta­zio­ne del com­por­ta­men­to sociale deve tenere conto di tre aspetti:

  • Com­por­ta­men­to verso l’interno: superiori, colleghi e di­pen­den­ti
  • Com­por­ta­men­to verso l'esterno: clienti e contatti esterni
  • Altri com­por­ta­men­ti e com­pe­ten­ze sociali: onestà, integrità, as­ser­ti­vi­tà o di­spo­ni­bi­li­tà al com­pro­mes­so

Attestato di servizio: cosa NON deve contenere

Nel cer­ti­fi­ca­to di lavoro è par­ti­co­lar­men­te im­por­tan­te che non ci sia alcun tipo di va­lu­ta­zio­ne negativa. Se ci sono state dif­fi­col­tà tra datore di lavoro e di­pen­den­te durante l'impiego, è meglio non do­cu­men­tar­le.

Non devono inoltre risultare dati sensibili soggetti al diritto alla ri­ser­va­tez­za riguardo al numero di assenze per malattia o l’ap­par­te­nen­za a un sindacato (interno o esterno all’azienda che sia) o a un partito politico. In­for­ma­zio­ni simili sono infatti tutelate dalla legge sulla privacy.

Inoltre nell’attestato di servizio non possono essere fornite in­for­ma­zio­ni rispetto ai seguenti argomenti:

- Diffide

- Consumo di alcol/stu­pe­fa­cen­ti

- Di­soc­cu­pa­zio­ne

- In­va­li­di­tà

- Attività con comitati aziendali/sindacati/partiti politici

- Importo del reddito

- Malattie e assenze

- Congedo parentale

- Dettagli della vita privata

- Reati

Esempio di cer­ti­fi­ca­to di lavoro

Checklist per un attestato di servizio: cos’è im­por­tan­te?

Il cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo deve contenere:

     In­te­sta­zio­ne (attestato di servizio/cer­ti­fi­ca­to di servizio la­vo­ra­ti­vo/cer­ti­fi­ca­to di lavoro)

     In­tro­du­zio­ne

     Breve de­scri­zio­ne dell’azienda

     De­scri­zio­ne delle mansioni

     Va­lu­ta­zio­ne delle pre­sta­zio­ni e del com­por­ta­men­to sociale

     Motivo della ri­so­lu­zio­ne del contratto

     Formula di chiusura e auguri per il futuro

     Data, firma e timbro aziendale

     Dati aziendali

Oltre a ciò deve essere ri­spet­ta­ta la cor­ret­tez­za della forma del cer­ti­fi­ca­to:

     Le in­for­ma­zio­ni devono essere veritiere e benevole

     Non devono esserci va­lu­ta­zio­ni sog­get­ti­ve

     La for­mat­ta­zio­ne è chiara

     L’or­to­gra­fia e la sintassi sono corrette

     La de­scri­zio­ne del lavoro è completa

     Le mansioni sono or­ga­niz­za­te per im­por­tan­za

     Il cer­ti­fi­ca­to è stato stampato su carta intestata, quindi indica i dati aziendali, la forma giuridica e l’indirizzo dell’azienda

     La data di emissione coincide con la data dell’ultimo giorno la­vo­ra­ti­vo

Vi preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

Vai al menu prin­ci­pa­le