Per accertare guadagni o perdite e poter de­ter­mi­na­re le tasse alla fine dell’anno fi­nan­zia­rio, un’azienda deve tenere un registro. La con­ta­bi­li­tà registra tutte le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li di una società e co­sti­tui­sce la base per il conteggio dei profitti e delle perdite, nonché per la pre­pa­ra­zio­ne del bilancio. Il conto economico (profitti e perdite), insieme allo stato pa­tri­mo­nia­le, al ren­di­con­to fi­nan­zia­rio e alla nota in­te­gra­ti­va, compone il bilancio d’esercizio di un’impresa. Lo stato pa­tri­mo­nia­le, in par­ti­co­la­re, è as­si­mi­la­bi­le a una fo­to­gra­fia istan­ta­nea dell’impresa, ed è molto utile anche per l’azienda stessa. Ma che cos’è esat­ta­men­te lo stato pa­tri­mo­nia­le e come si redige?

Che cosa include lo stato pa­tri­mo­nia­le?

Lo stato pa­tri­mo­nia­le è previsto dal Codice civile agli art. 2423 e 2424, che ne chia­ri­sco­no anche la struttura. Si tratta di una tabella dove a sinistra si trova l’attivo e a destra il passivo:

  • il lato attivo fornisce in­for­ma­zio­ni qua­li­ta­ti­ve e quan­ti­ta­ti­ve sui beni, nonché sulla di­stri­bu­zio­ne di fondi e in­ve­sti­men­ti della società, come terreni, crediti, liquidità e altri beni;
     
  • il lato passivo, invece, elenca le fonti di risorsa della società. Qui sono indicate le origini dei fondi e dei fi­nan­zia­men­ti, il capitale proprio e fornito da terzi, i debiti.

Una delle regole fon­da­men­ta­li del bilancio di esercizio, e anche dello stato pa­tri­mo­nia­le, è che deve essere sempre in pareggio. Leggendo lo stato pa­tri­mo­nia­le, infatti, ci si rende im­me­dia­ta­men­te conto che ad una certa quantità di spese ef­fet­tua­te deve cor­ri­spon­de­re la stessa quantità di fondi per poter sostenere le spese elencate. Ecco uno schema espli­ca­ti­vo delle voci che com­pon­go­no la colonna “Attivo” e “Passivo” dello stato pa­tri­mo­nia­le:

N.B.

Con il decreto le­gi­sla­ti­vo 139/2015, a partire dal primo gennaio 2016 sono state apportate alcune modifiche, tra cui:

  • le azioni proprie detenute non vanno più elencate nelle im­mo­bi­liz­za­zio­ni, ma vanno a ridurre di­ret­ta­men­te il pa­tri­mo­nio netto;
  • i conti d'ordine non si trovano più in calce allo stato pa­tri­mo­nia­le, bensì in nota in­te­gra­ti­va.

La finalità dello stato pa­tri­mo­nia­le è di informare riguardo alla si­tua­zio­ne e allo sviluppo di un’impresa. Inoltre, documenta il rispetto delle normative legali. Il conto economico, insieme allo stato pa­tri­mo­nia­le, è parte del bilancio e viene quindi redatto prima della pre­sen­ta­zio­ne del bilancio stesso.

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Redigere lo stato pa­tri­mo­nia­le: come si fa?

La com­pi­la­zio­ne dello stato pa­tri­mo­nia­le avviene seguendo sempre lo stesso schema. I valori delle singole voci dello stato pa­tri­mo­nia­le sono tratti dai dati contabili uti­liz­za­ti per re­gi­stra­re tutte le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li dell’esercizio in corso. Ad esempio, se l’acquisto di un mac­chi­na­rio è fi­nan­zia­to da un prestito, il mac­chi­na­rio va ad aumentare il lato attivo, ma aumenta anche il passivo per via del prestito. Per questo motivo, come indicato sopra, lo stato pa­tri­mo­nia­le risulterà sempre in pareggio. Il de­prez­za­men­to del mac­chi­na­rio, gli interessi pagati sul prestito e via dicendo sono rilevati nella voce di bilancio “Pa­tri­mo­nio netto”, dal lato del passivo.

Il lato attivo dello stato pa­tri­mo­nia­le

Il lato attivo rende conto fon­da­men­tal­men­te di come sono state investite le risorse a di­spo­si­zio­ne. È suddiviso in quattro voci prin­ci­pa­li:

  • i crediti verso i soci, ovvero le quote di par­te­ci­pa­zio­ne dovute dai soci all’azienda;
     
  • le im­mo­bi­liz­za­zio­ni, cioè l’elenco degli in­ve­sti­men­ti a lungo termine. Si dividono in im­ma­te­ria­li (come ad esempio i costi di sviluppo, brevetti etc), materiali (come fab­bri­ca­ti e at­trez­za­tu­re) e fi­nan­zia­rie (crediti, par­te­ci­pa­zio­ni, azioni);
     
  • l’attivo cir­co­lan­te, dove sono indicati i beni che appunto “circolano”, come ad esempio materiali che devono essere uti­liz­za­ti, ma anche crediti nei confronti dei clienti e di­spo­ni­bi­li­tà liquide;
     
  • infine i ratei e risconti attivi, che fanno ri­fe­ri­men­to a entrate relative a uno o più esercizi seguenti.

Proprietà, impianti e at­trez­za­tu­re, come ad esempio una flotta di veicoli, rap­pre­sen­ta­no beni a lungo termine ac­qui­sta­ti per uso aziendale. I costi di ac­qui­si­zio­ne di tali in­ve­sti­men­ti sono am­mor­tiz­za­ti su base pro­por­zio­na­le durante il periodo di utilizzo, che varia ov­via­men­te a seconda dell’oggetto, at­tra­ver­so una sud­di­vi­sio­ne in per­cen­tua­le del loro am­mor­ta­men­to annuale e quindi re­gi­stra­ti a bilancio per il ri­spet­ti­vo valore contabile.

Gli in­ve­sti­men­ti a breve termine, come le materie prime, non sono am­mor­tiz­za­ti. I costi del loro acquisto vengono detratti per intero, perché servono allo scopo del profitto corrente. Il valore della materia prima indicato nello stato pa­tri­mo­nia­le deriva dalla rimanenza di merce alla chiusura dell’esercizio, de­ter­mi­na­to uti­liz­zan­do l’in­ven­ta­rio annuale.

Il lato passivo dello stato pa­tri­mo­nia­le

Il lato passivo indica la pro­ve­nien­za del capitale uti­liz­za­to per ac­qui­sta­re le risorse indicate nel lato attivo:

  • il pa­tri­mo­nio netto, che include il capitale proprio o il totale delle con­tri­bu­zio­ni dei soci, le riserve e le eventuali perdite o guadagni;
  • i fondi per rischi e oneri, cioè somme destinate a far fronte a spese già pre­ven­ti­va­te;
  • trat­ta­men­to di fine rapporto di lavoro su­bor­di­na­to (dovuto ai di­pen­den­ti al termine della col­la­bo­ra­zio­ne la­vo­ra­ti­va);
  • debiti di diverso genere nei confronti di terzi (banche, clienti, fornitori);
  • infine i ratei e risconti passivi, ovvero costi relativi a uno o più esercizi suc­ces­si­vi.

In generale, la pre­pa­ra­zio­ne di uno stato pa­tri­mo­nia­le e di un bilancio richiede una certa co­no­scen­za ed espe­rien­za. Si consiglia di ri­vol­ger­si a un com­mer­cia­li­sta per preparare i ren­di­con­ti fi­nan­zia­ri annuali, anche perché in questo modo si evitano errori che possono costare multe salate.

Fatto

lo stato pa­tri­mo­nia­le è un’istan­ta­nea del momento in cui è stato emesso e la  si­tua­zio­ne può cambiare in pochi minuti, in quanto la società è attiva.

Vi preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

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