Compilare correttamente una ricevuta è più facile di quanto si pensi: ti basta utilizzare il giusto fac-simile. Come si presenta esattamente un modello di ricevuta fiscale e chi è tenuto a emetterla? Ti spieghiamo come emettere una ricevuta e quali sono le informazioni obbligatorie da non dimenticare in nessun caso.

Ricevuta fiscale: cos’è?

La ricevuta fiscale è un documento che certifica l’avvenuto pagamento da parte di un soggetto debitore nei confronti di un altro soggetto, il creditore. È emessa in alternativa alla fattura, principalmente da commercianti, artigiani e professionisti che non sono obbligati all’emissione della fattura (salvo richiesta specifica del cliente), come previsto dall’art. 22 del D.p.r. 633/1972.

Fatto

Dal 2019, con l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica e dello scontrino elettronico, la ricevuta fiscale è stata di fatto sostituita dalla fattura elettronica o dallo scontrino telematico. Tuttavia, alcuni professionisti e categorie specifiche possono ancora utilizzarla.

Chi deve emetterla?

Le categorie di esercenti che rilasciano la ricevuta di pagamento sono i commercianti e gli artigiani, o meglio chi si occupa di commercio al minuto e di attività assimilate, di cui fanno parte:

cessioni di beni

  • in locali aperti al pubblico,
  • in spacci interni,
  • mediante apparecchi di distribuzione automatica,
  • per mezzo di vendita al dettaglio,
  • per corrispondenza,
  • a domicilio o in forma ambulante;

prestazione di servizi in locali aperti al pubblico quali:

  • alberghi;
  • ristoranti;
  • bar;
  • parrucchieri;
  • falegnami;
  • imprese che esercitano nell’abitazione dei clienti o in forma ambulante;
  • imprese che effettuano trasporto di persone, veicoli e bagagli al seguito;
  • istituti di credito per servizi di custodia di titoli e altri servizi;
  • altre categorie di artigiani che si pongono in rapporto immediato e diretto con il privato.

Chi è esonerato?

Esattamente come per la fattura e per lo scontrino fiscale, la legge prevede anche un esonero dall’emissione della ricevuta per determinati soggetti. Si tratta perlopiù di:

  • tabaccai;
  • edicole;
  • apparecchi automatici;
  • benzinai;
  • alcune categorie di venditori ambulanti che esercitano il commercio di beni di valore minimo senza l’aiuto di attrezzature (sono quindi esclusi quelli operanti nei mercati rionali);
  • autoscuole;
  • trasporti pubblici collettivi;
  • ciabattini, ombrellai, arrotini;
  • parcheggi coperti o scoperti con pagamento mediante apparecchi automatici;
  • traghettatori, gondolieri;
  • rammendatori, impagliatori e riparatori di sedie, riparatori di biciclette, ciabattini solo senza collaboratori o dipendenti.

Quando va rilasciata la ricevuta fiscale?

La ricevuta di pagamento non viene necessariamente rilasciata a fronte di un effettivo pagamento, bensì anche in caso di:

  • cessioni a titolo gratuito, campionatura o simili;
  • prestazioni continue con conseguente fattura riepilogativa;
  • mancato pagamento, con dicitura che lo indica (“non pagato”).
In sintesi

La ricevuta fiscale certifica il pagamento di un bene o servizio e consente al venditore di registrare correttamente i propri incassi ai fini fiscali. Può sostituire la fattura, salvo richiesta del cliente, e offre una descrizione chiara della transazione. Spesso questo documento va conservato per la garanzia o per eventuali resi. Per il cliente, può essere utile per rimborsi o detrazioni fiscali.

Scontrino, ricevuta fiscale o fattura: qual è il documento fiscale giusto?

Quando arriva il momento di effettuare un pagamento non a tutti è chiaro quale documento fiscale vada richiesto. Quale dei seguenti documenti va rilasciato e in quali casi: scontrino fiscale, ricevuta fiscale o fattura? La prima cosa da sapere è che ricevuta fiscale e scontrino fiscale sono di fatto la stessa cosa a livello di certificazione, cambia solamente la forma: si tratta di due documenti fiscali alternativi che sono di fatto equivalenti. È dunque totalmente a discrezione del soggetto emittente ricorrere a uno piuttosto che a un altro. Per maggiori informazioni, leggi il nostro articolo di approfondimento sullo scontrino fiscale.

A questo punto sorge spontanea la domanda di quale sia la differenza che intercorre tra ricevuta fiscale e fattura: la prima viene emessa a seguito di prestazioni effettuate per soggetti privati, mentre la seconda si rilascia per i soggetti titolari di partita IVA. Scopri tutto quello che c’è da sapere sulle fatture nel nostro articolo.

Come si compila una ricevuta fiscale?

Il documento va compilato a mano in duplice copia su degli appositi modelli prestampati, i quali sono dotati di numerazione progressiva. Di solito è possibile acquistare tali modelli in blocchi dai rivenditori autorizzati. Al momento dell’acquisto va presentato il proprio numero di partita IVA e, se sei un commerciante o un artigiano, anche la tua visura camerale. Il blocco di ricevute sarà poi già intestato a tuo nome ed è composto da un certo numero di fogli a coppia, di cui uno è l’originale e l’altro la copia in carta carbone. Al cliente va consegnato l’originale, mentre all’emittente rimane la copia da consegnare poi al commercialista.

Ogni ricevuta deve riportare tutti i riferimenti fiscali del soggetto emittente (impresa o ditta individuale). Inoltre, il documento deve contenere la descrizione dettagliata del bene venduto o della prestazione effettuata e del corrispettivo ricevuto ma non va riportato né lo scorporo dell’Iva né i riferimenti di chi ha effettuato il pagamento. È indispensabile tenere in considerazione tutti i seguenti passaggi:

numerazione in ordine progressivo per anno solare di tutti i fogli del blocco di ricevute; inserimento della data di emissione, ovvero la data in cui si riceve il pagamento; inserimento dei dati identificativi relativi all’attività emittente (non quelli del soggetto pagante):

  • nome,
  • cognome,
  • eventuale ragione sociale,
  • codice fiscale,
  • partita IVA,
  • indirizzo del luogo in cui sono conservate le ricevute fiscali;

indicazione di natura, qualità e quantità dei beni ceduti o delle prestazioni svolte; indicazione dell’importo totale del pagamento (lordo).

Infine, in caso di prestazioni esenti da IVA, com’è il caso per quanto riguarda le prestazioni mediche, va apportata una marca da bollo da 2 € a carico dell’emittente, che in seguito si riaddebita al cliente.

N.B.

I soggetti che emettono la ricevuta fiscale hanno la facoltà, se richiesto dal cliente, di fare una fattura al posto della ricevuta. In tal caso basterà spuntare la casella corrispondente “fattura” (e non quella “ricevuta”) e procedere secondo le regole di compilazione della fattura.

Non sempre però viene pagato il totale dell’importo al momento della cessione del bene. Ci sono infatti altre situazioni che possono presentarsi, come le seguenti:

a. L’acconto è stato incassato prima dell’ultimazione della prestazione: in tal caso al momento dell’incasso va rilasciata una ricevuta fiscale pari all’anticipo. b. Le prestazioni sono state ultimate ma il relativo corrispettivo non è ancora stato determinato, pertanto va comunque rilasciato un documento (scontrino o ricevuta) che attesti il fatto con la dicitura “corrispettivo non pagato”. Una volta saldato il conto si procederà a emettere un altro documento con gli estremi del documento precedente.

Fac-simile di ricevuta fiscale da scaricare

A seconda del numero di ricevute che si devono emettere ogni giorno, può essere utile ricorrere a una soluzione digitale invece che ai blocchi cartacei disponibili presso i rivenditori autorizzati. In questo modo la compilazione sarà facile e veloce: ti basterà inserire tutti i dati necessari nei relativi campi obbligatori.

Se desideri emettere una ricevuta fiscale puoi servirti di questo modello:

Immagine: Modello di ricevuta fiscale
L’immagine riporta un esempio di un fac-simile di ricevuta fiscale.
modele-de-recu.docx

Ti preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

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