Nell’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, un modello di in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le viene ad­de­stra­to uti­liz­zan­do dati eti­chet­ta­ti per fare pre­vi­sio­ni o clas­si­fi­ca­zio­ni di nuovi dati sco­no­sciu­ti. Continua a leggere per saperne di più sull’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to.

L’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to in sintesi

L’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co consiste nel ri­co­no­sci­men­to di schemi e regole da parte dei computer. Invece di reagire uni­ca­men­te all’input di un utente umano, le macchine devono essere in grado di prendere decisioni in modo autonomo sulla base delle regole apprese. Gli algoritmi possono, ad esempio, imparare a ri­co­no­sce­re cor­ret­ta­men­te lo spam o a com­pren­de­re il contenuto di un’immagine.

Svi­lup­pa­to­ri e scien­zia­ti uti­liz­za­no diversi metodi per l’ad­de­stra­men­to e il su­per­vi­sed learning, o ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, è pro­ba­bil­men­te quello più diffuso. Secondo questo metodo, gli svi­lup­pa­to­ri e le svi­lup­pa­tri­ci for­ni­sco­no infatti agli algoritmi una serie preparata di dati come fonte di ap­pren­di­men­to. Il risultato è quindi già noto. Il compito degli algoritmi è solo quello di ri­co­no­sce­re il modello: perché queste in­for­ma­zio­ni ap­par­ten­go­no alla categoria A e non alla categoria B?

L’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to si utilizza quindi per algoritmi che hanno lo scopo di ca­te­go­riz­za­re dati naturali (foto, cal­li­gra­fie, lingue, ecc.). Un altro campo di ap­pli­ca­zio­ne tipico per l’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to sono i co­sid­det­ti problemi di re­gres­sio­ne. In questo caso, il compito degli algoritmi è quello di fare pre­vi­sio­ni, ad esempio sull’andamento dei prezzi o sulla crescita dei clienti.

L’ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to è invece una forma mista. Con questo metodo di ap­pren­di­men­to si etichetta solo una parte del set di dati. I dati restanti, non ca­te­go­riz­za­ti, vengono assegnati dagli algoritmi in modo in­di­pen­den­te. Un esempio è il ri­co­no­sci­men­to facciale di Facebook. Per iden­ti­fi­ca­re gli amici basta ag­giun­ge­re i loro nomi ad alcune foto e l’algoritmo li in­di­vi­due­rà au­to­no­ma­men­te in quelle restanti.

Esempio di ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to

Sup­po­nia­mo, ad esempio, che desideri ad­de­stra­re algoritmi a di­stin­gue­re le immagini dei gatti da quelle dei cani. Gli svi­lup­pa­to­ri e le svi­lup­pa­tri­ci pre­pa­re­reb­be­ro quindi un ampio insieme di dati proprio a questo scopo che conterrà immagini, tutte già provviste di un’etichetta, cioè assegnate a una categoria. Potremmo im­ma­gi­na­re tre diversi gruppi: cane, gatto, altro. Un altro fattore im­por­tan­te è che la raccolta di dati sia suf­fi­cien­te­men­te variegata. In poche parole: se hai solo foto di gatti neri nel tuo set di ad­de­stra­men­to, l’algoritmo pre­sup­por­rà che tutti i gatti siano neri. L’insieme di dati dovrebbe quindi rap­pre­sen­ta­re tutte le va­ria­zio­ni possibili di una categoria.

Durante l’ad­de­stra­men­to, l’algoritmo riceve prima i contenuti (non ordinati), prende au­to­no­ma­men­te una decisione e la confronta con l’output spe­ci­fi­ca­to dagli svi­lup­pa­to­ri e dalle svi­lup­pa­tri­ci. Il sistema verifica il proprio risultato con quello corretto e ne trae le con­clu­sio­ni, che in­fluen­za­no le va­lu­ta­zio­ni suc­ces­si­ve durante l’ad­de­stra­men­to. L’ad­de­stra­men­to continua fino al momento in cui la macchina non si avvicina ab­ba­stan­za ai risultati corretti con le proprie va­lu­ta­zio­ni.

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Pro e contro dell’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to

Quale metodo di ap­pren­di­men­to scegliere dipende for­te­men­te dalle funzioni che l’algoritmo deve svolgere. Per i problemi di ca­te­go­riz­za­zio­ne e re­gres­sio­ne, l’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to è più indicato rispetto ad altri metodi. In generale, esso può essere uti­liz­za­to per ad­de­stra­re spe­ci­fi­ca­men­te gli algoritmi per un de­ter­mi­na­to campo di ap­pli­ca­zio­ne. Man­te­nen­do il pieno controllo sul materiale di ad­de­stra­men­to, basta fornire input e tempo suf­fi­cien­ti per impostare cor­ret­ta­men­te gli algoritmi. L’elemento chiave è chia­ra­men­te l’input, i cui contenuti devono essere il più variegati e rap­pre­sen­ta­ti­vi possibile. Poiché l’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to prevede inoltre che ogni elemento sia eti­chet­ta­to, richiede anche un par­ti­co­la­re sforzo da parte di svi­lup­pa­to­ri e svi­lup­pa­tri­ci.

Sebbene si tratti di un impegno re­la­ti­va­men­te elevato, ha il vantaggio di rendere il metodo tra­spa­ren­te. Al contrario, l’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to è molto più ambiguo, poiché gli algoritmi fun­zio­na­no senza veri ri­fe­ri­men­ti; nell’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to il compito della macchina viene definito con pre­ci­sio­ne. Ma questo può rivelarsi anche uno svan­tag­gio: gli algoritmi appresi operano anche in base alle re­stri­zio­ni imposte. Quindi non devi aspet­tar­ti approcci creativi alle soluzioni.

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Dif­fe­ren­ze tra l’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to e l’ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to

Oltre all’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, esistono anche l’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to e l’ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to. Di seguito ti spie­ghia­mo le dif­fe­ren­ze tra questi due metodi di ap­pren­di­men­to e l’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to.

Ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to e ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to a confronto

Mentre l’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to utilizza insiemi di dati in cui sono noti sia gli input che gli output associati, nell’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to sono noti solo gli input. Di con­se­guen­za, l’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to, a dif­fe­ren­za di quello su­per­vi­sio­na­to, mira a scoprire modelli o strutture sco­no­sciu­te nei dati. L’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to è quindi adatto anche ad altri tipi di compiti rispetto all’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, ad esempio per il clu­ste­ring (rag­grup­pa­men­to di dati senza ordinarli in categorie).

Poiché nell’ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to i risultati del set di ad­de­stra­men­to non sono eti­chet­ta­ti, l’impegno di svi­lup­pa­to­ri e svi­lup­pa­tri­ci è molto minore rispetto all’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, ma sia il processo di ad­de­stra­men­to che il risultato finale sono molto meno chiari. È quindi difficile valutare le pre­sta­zio­ni e l’ac­cu­ra­tez­za dei modelli ad­de­stra­ti.

Ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to e ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to a confronto

Uno dei prin­ci­pa­li svantaggi dell’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to è la notevole quantità di tempo che gli svi­lup­pa­to­ri e le svi­lup­pa­tri­ci devono investire nell’eti­chet­ta­tu­ra dei dati. L’ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to utilizza sia dati eti­chet­ta­ti sia non eti­chet­ta­ti per com­pen­sa­re in qualche modo questo svan­tag­gio. Il modello impara prima dai dati eti­chet­ta­ti e poi migliora ul­te­rior­men­te uti­liz­zan­do i dati non eti­chet­ta­ti per ri­co­no­sce­re modelli e strutture.

Il vantaggio prin­ci­pa­le dell’ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to è l’ef­fi­cien­za, in quanto è ne­ces­sa­rio eti­chet­ta­re meno dati e il processo può comunque avere un’ac­cu­ra­tez­za re­la­ti­va­men­te elevata. L’ap­pren­di­men­to semi-su­per­vi­sio­na­to può quindi essere uti­liz­za­to per problemi di clas­si­fi­ca­zio­ne simili a quelli dell’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, ma cerca di ot­ti­miz­za­re l’impegno ne­ces­sa­rio per l’ad­de­stra­men­to. Tuttavia, la com­ples­si­tà della mo­del­la­zio­ne e del bi­lan­cia­men­to dei dati eti­chet­ta­ti e non eti­chet­ta­ti può rap­pre­sen­ta­re una sfida.

Ulteriori metodi di ap­pren­di­men­to

L’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to, non su­per­vi­sio­na­to e semi-su­per­vi­sio­na­to non sono gli unici metodi di ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co uti­liz­za­ti per ad­de­stra­re l’in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le.

L’ap­pren­di­men­to profondo è un processo di ap­pren­di­men­to in cui modelli già ad­de­stra­ti ap­pren­do­no dai loro input e con­ti­nua­no a svi­lup­par­si. Tali modelli si basano sulle reti neurali, che sono modellate sul cervello umano.

Esiste anche l’ap­pren­di­men­to per rinforzo, in base al quale un computer impara per tentativi ed errori quali sono le decisioni giuste. L’obiettivo è svi­lup­pa­re una “policy” che prenda le decisioni migliori per ottenere un risultato ottimale a lungo termine. Un esempio è rap­pre­sen­ta­to da un’in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le che impara a giocare a un vi­deo­gio­co. L’IA riceve un feedback su ogni decisione dall’ambiente di ad­de­stra­men­to e di con­se­guen­za sviluppa strategie di gioco.

In sintesi

L’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to è una variante così popolare per l’ad­de­stra­men­to degli algoritmi perché svi­lup­pa­to­ri e svi­lup­pa­tri­ci man­ten­go­no il pieno controllo. Mentre i risultati delle altre varianti di ad­de­stra­men­to rimangono spesso poco chiari, nel caso dell’ap­pren­di­men­to su­per­vi­sio­na­to è ab­ba­stan­za evidente il risultato finale del processo di ap­pren­di­men­to. Questo, però, richiede un elevato sforzo manuale da parte di chi sviluppa questi sistemi.

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