Il cro­w­d­fun­ding è un metodo di fi­nan­zia­men­to moderno e molto amato per i progetti privati e le start-up. Tramite una campagna di cro­w­d­fun­ding si invita a donare una cifra a scelta, im­po­stan­do anche un obiettivo di fi­nan­zia­men­to e un sistema di ri­com­pen­sa per i donatori. Grazie al cro­w­d­fun­ding sono già stati rea­liz­za­ti molti in­te­res­san­ti progetti nei più diversi ambiti, come ini­zia­ti­ve per or­ga­niz­za­zio­ni benefiche, lo sviluppo e la creazione di oggetti d’uso comune, oltre che beni di consumo e artistici, ma anche progetti ama­to­ria­li di singole persone.

Il vantaggio es­sen­zia­le del cro­w­d­fun­ding risiede nel fatto che ci si affida a un gran numero di privati in­te­res­sa­ti, la “crowd”, invece che a grandi in­ve­sti­to­ri. Se le con­di­zio­ni generali quadrano, all’interno di questa community si può svi­lup­pa­re una dinamica positiva, che accelera il pro­se­gui­men­to e la po­po­la­ri­tà del progetto e con­tri­bui­sce a renderlo possibile. La tra­spa­ren­za e la co­mu­ni­ca­zio­ne con la base di donatori sono fattori es­sen­zia­li che de­ter­mi­na­no il successo di una campagna di cro­w­d­fun­ding.

La po­po­la­ri­tà crescente di questa forma di fi­nan­zia­men­to ha portato a una grande offerta di piat­ta­for­me di cro­w­d­fun­ding, in cui si possono pre­sen­ta­re e gestire le proprie campagne, oltre che rac­co­glie­re fondi. La piat­ta­for­ma più famosa a livello mondiale è Kick­star­ter.com, tuttavia nel corso degli anni si è svi­lup­pa­ta sempre più una forte con­cor­ren­za con spe­cia­liz­za­zio­ni molto diverse.

Per scegliere un sito di cro­w­d­fun­ding ap­pro­pria­to, bisogna tenere conto di diversi fattori: se vi pre­sen­ta­te come privati o come start-up, in quale settore operate, a quale target volete ri­vol­ger­vi, quale modello di cro­w­d­fun­ding applicate e quanto è grande il vostro progetto. De­ter­mi­nan­ti sono inoltre le con­di­zio­ni e le com­mis­sio­ni delle diverse piat­ta­for­me, nonché la modalità di gestione dei progetti falliti e delle donazioni sottratte in­de­bi­ta­men­te.

N.B.

Con il vostro progetto non dovete scegliere per forza solo una piat­ta­for­ma di cro­w­d­fun­ding. Spesso è utile rac­co­glie­re fondi su più siti. Non sot­to­va­lu­ta­te però l’impegno ne­ces­sa­rio per portare avanti le campagne di cro­w­d­fun­ding!

Piat­ta­for­me in­ter­na­zio­na­li

L’idea del cro­w­d­fun­ding in sé è re­la­ti­va­men­te vecchia. Già nel 19esimo secolo, ad esempio, i libri venivano stampati grazie alle donazioni degli in­te­res­sa­ti e persino la statua della libertà a New York è stato co­fi­nan­zia­ta dalle donazioni della po­po­la­zio­ne, che ha versato com­ples­si­va­men­te 160.000 dollari per finire i lavori del pie­di­stal­lo. Il “cro­w­d­fun­ding” in senso stretto è nato però con l’avvio delle piat­ta­for­me sta­tu­ni­ten­si Indiegogo (2008) e Kick­star­ter (2009), che pro­po­ne­va­no un modello di fi­nan­zia­men­to fa­cil­men­te ac­ces­si­bi­le basandosi sulla struttura collegata a livello globale e sociale del web 2.0. Da allora si sono aggiunte mol­tis­si­me altre piat­ta­for­me, anche se i siti con una platea in­ter­na­zio­na­le rimangono quelli di maggior successo.

Kick­star­ter

L’azienda Kick­star­ter è entrata in funzione nel 2009 e l’omonimo sito si è affermato ve­lo­ce­men­te come la piat­ta­for­ma di cro­w­d­fun­ding più co­no­sciu­ta e di maggior successo. Dopo la re­gi­stra­zio­ne sul sito si possono impostare progetti su una propria pagina per­so­na­liz­za­bi­le. Su Kick­star­ter è ne­ces­sa­rio indicare un obiettivo di fi­nan­zia­men­to, anche se il progetto può essere sup­por­ta­to anche dopo averlo raggiunto. Gli in­te­res­sa­ti possono par­te­ci­pa­re con una donazione di almeno un dollaro, non appena si sono re­gi­stra­ti. Una volta raggiunto l’obiettivo della campagna, il pagamento delle donazioni avviene tramite Stripe. Se non si riesce ad arrivarci entro i termini stabiliti, non si riceve nessuna donazione e la campagna è da con­si­de­rar­si fallita. Kick­star­ter procede quindi secondo il principio “all or nothing” (“tutto o niente“).

Kick­star­ter.com sostiene i re­spon­sa­bi­li dei progetti negli USA, in Canada, nel Regno Unito, in Germania, in Francia e in Giappone; non è ancora presente una versione in italiano. Nel caso in cui il fi­nan­zia­men­to vada a buon fine, Kick­star­ter esige una com­mis­sio­ne del 5 percento della somma raggiunta. Di solito si aggiunge un’altra com­mis­sio­ne che va dal 3 al 5 percento, in quanto viene usato il servizio di pagamento Stripe per la li­qui­da­zio­ne delle donazioni. Kick­star­ter non detiene in nessun caso diritti di proprietà sui progetti, tuttavia ogni progetto viene ar­chi­via­to per­ma­nen­te­men­te e rimane visibile sulla pagina. Inoltre Kick­star­ter si esime da ogni re­spon­sa­bi­li­tà nei confronti dei donatori che vengono truffati o ingannati dai re­spon­sa­bi­li dei progetti. Per questo i donatori sono invitati ad affidarsi al proprio giudizio.

Kick­star­ter si concentra so­prat­tut­to su progetti di creativi e start-up, che mirano a fornire beni culturali o oggetti d’uso comune in­no­va­ti­vi. Ciò viene già suggerito dalla sud­di­vi­sio­ne dei progetti in categorie (vedi screen­shot), ma anche da uno sguardo alle campagne di maggior successo che si trovano su Kick­star­ter: tra questi ultimi ci sono progetti che pro­muo­vo­no oggetti d’uso comune, come lo smart­watch “Pebble Time”, il freezer “Coolest Cooler”, la giacca da viaggio “Baubax World”, il gioco di carte “Exploding kittens” e la console di vi­deo­gio­chi “OUYA”. Tra i prodotti di maggior rilievo lanciati su Kick­star­ter rientrano i film “The Veronica Mars Movie Project“ e “Wish I Was Here“, il vi­deo­gio­co “Broken Age“ e la serie web “Video Game High School”.

Come modello di cro­w­d­fun­ding si è affermato su Kick­star­ter il fi­nan­zia­men­to col­let­ti­vo per ri­com­pen­sa (reward cro­w­d­fun­ding). In questo caso i donatori vengono ri­com­pen­sa­ti in­di­vi­dual­men­te in base all’importo della donazione e in cambio i re­spon­sa­bi­li del progetto pro­met­to­no spesso di nominarli nei rin­gra­zia­men­ti. I donatori più generosi ricevono il più delle volte un bonus di preordine sul prodotto finale, spesso come rin­gra­zia­men­to vengono inviati anche articoli di mer­chan­di­se, come t-shirt e cappelli. Su Kick­star­ter sono tipici anche i così chiamati Stretch Goals, ovvero gli obiettivi di fi­nan­zia­men­to che superano quelli fissati ini­zial­men­te. I donatori attivano per così dire altre “feature” del prodotto finito perché il re­spon­sa­bi­le del progetto ha a di­spo­si­zio­ne più capitale.

Le pagine del progetto su Kick­star­ter sono eleganti e chiare. Nell’header Kick­star­ter indica quanti fondi sono già stati raccolti per il progetto, quanti donatori unici hanno già con­tri­bui­to e quanto tempo è rimasto per rag­giun­ge­re l’obiettivo di fi­nan­zia­men­to. Alla voce “Campaign” il re­spon­sa­bi­le presenta il proprio progetto e definisce le ri­com­pen­se, gli Stretch Goals e gli altri dettagli im­por­tan­ti della campagna. Su “FAQ” si possono inserire le risposte alle domande poste più fre­quen­te­men­te. Su “Updates” informate i donatori e gli in­te­res­sa­ti riguardo al progresso del progetto nella timeline. Alla voce “Comments” gli utenti re­gi­stra­ti possono formulare richieste, critiche ed elogi.

La sezione “Community“ mostra in­for­ma­zio­ni in­te­res­san­ti e im­por­tan­ti per i re­spon­sa­bi­li del progetto in merito ai donatori e alla loro pro­ve­nien­za geo­gra­fi­ca. Qui inoltre vengono nominati alcuni supporter che hanno già raggiunto un certo grado di po­po­la­ri­tà all’interno della community di Kick­star­ter. Infatti fa una buona pub­bli­ci­tà al progetto se viene sostenuto anche da in­ve­sti­to­ri com­pe­ten­ti e in parte famosi.

Un problema che affligge in generale la community di cro­w­d­fun­ding, e che non può essere risolto neanche da Kick­star­ter, sono i progetti fi­nan­zia­ti con successo, ma comunque falliti. Anche su kick­star­ter.com sono già evaporati molti soldi perché il re­spon­sa­bi­le del progetto si è al­lon­ta­na­to dall’idea originale dopo un cro­w­d­fun­ding di successo senza risarcire il capitale versato. In alcuni casi non ci sono stati più ag­gior­na­men­ti su de­ter­mi­na­ti progetti che sono stati poi dati per morti e i donatori sono stati sem­pli­ce­men­te piantati in asso. I motivi si ritrovano nel fatto che il cro­w­d­fun­ding è sempre un in­ve­sti­men­to rischioso. Inoltre sembra che Kick­star­ter non ricerchi at­ti­va­men­te una soluzione al problema, infatti le regole formulate in maniera ab­ba­stan­za lapidaria offrono ben poco con­tri­bu­to alla causa.

In aggiunta Kick­star­ter si espone alla critica costante di in­fluen­za­re troppo il successo dei progetti, che possono essere ordinati come “Staff Pick” (scelti dallo staff), quindi sono indicati come sug­ge­ri­men­ti del sito. Così Kick­star­ter può con­trol­la­re in modo mirato su quali progetti attirare mag­gior­men­te l’at­ten­zio­ne. Rimane poco tra­spa­ren­te come un progetto si possa ag­giu­di­ca­re il badge dello staff.

Anche la na­vi­ga­zio­ne del sito non è sempre sod­di­sfa­cen­te. Se si vogliono vedere tutti i progetti di una categoria, sono spesso necessari fino a quattro clic e fino a quando non si sono compiuti tutti questi passaggi viene pre­sen­ta­ta sempre solo una scelta di progetti, ad esempio quelli che sono prossimi a rag­giun­ge­re l'o­biet­ti­vo di fi­nan­zia­men­to o hanno già generato molta at­ten­zio­ne. Si presume che molti vi­si­ta­to­ri non vedano buona parte dei progetti, se non vogliono navigare nel vasto sito. Il metodo più efficace rimane quello di dif­fon­de­re la propria pagina del progetto sui social network.

Vantaggi Svantaggi
Grazie al principio “all or nothing”, i soldi vengono realmente versati soltanto se la campagna ha successo,… …per questo motivo molti re­spon­sa­bi­li del progetto impostano vo­lu­ta­men­te un obiettivo di fi­nan­zia­men­to basso.
Kick­star­ter richiede solo in caso di progetti fi­nan­zia­ti com­ple­ta­men­te una com­mis­sio­ne del 5 % del­l'in­te­ra somma,... … tuttavia ci sono altri costi da sostenere per le ope­ra­zio­ni.
Pagine del progetto molto chiare e in­for­ma­ti­ve,… …ma l'in­gom­bran­te na­vi­ga­zio­ne del sito rende la ricerca tra i progetti inu­til­men­te com­pli­ca­ta.
De­ter­mi­na­ti progetti vengono messi in rilievo con un ordine “Staff Pick“,… …ma i criteri risultano poco tra­spa­ren­ti e la piat­ta­for­ma esercita troppa influenza sul successo delle campagne.
Adatto per privati e start-up, che si con­cen­tra­no ten­den­zial­men­te su progetti creativi,… …mentre non c'è spazio sulla piat­ta­for­ma per progetti benefici. 
La messa in rilievo di progetti che hanno quasi raggiunto il loro obiettivo crea attesa e riesce ad attirare l'ultimo briciolo di at­ten­zio­ne su di sé,... …tuttavia le sezioni "Featured projects" e "Projects we love" vengono ag­gior­na­te in maniera molto ir­re­go­la­re.

GoFundMe

Il sito GoFundMe rientra tra le piat­ta­for­me di cro­w­d­fu­ding più popolari, che si è spe­cia­liz­za­ta sin dal­l'i­ni­zio nel settore della be­ne­fi­cien­za e del non profit. Le campagne su GoFundMe rac­col­go­no per la maggior parte fondi per eventi sociali e progetti benefici. GoFundMe ha iniziato la sua attività nel 2010 e fino al 2017 sono stati generati oltre 5 miliardi di dollari. Le campagne pre­ve­de­va­no es­sen­zial­men­te una com­mis­sio­ne del 5 percento per ogni donazione ricevuta, tuttavia per i re­spon­sa­bi­li del progetto che pro­ve­ni­va­no dall’Europa sorgevano costi ag­giun­ti­vi al momento di fare un ver­sa­men­to dal­l'e­ste­ro. Da maggio la politica della piat­ta­for­ma è cambiata e per l'Italia è ora prevista una com­mis­sio­ne totale del 2,9 percento più un importo fisso di 25 centesimi per donazione.

GoFundMe si con­trad­di­stin­gue per due ca­rat­te­ri­sti­che: a dif­fe­ren­za della maggior parte delle piat­ta­for­me di cro­w­d­fun­ding potete teo­ri­ca­men­te tenere tutte le donazioni, anche se non rag­giun­ge­te l'o­biet­ti­vo di fi­nan­zia­men­to, quindi i progetti su GoFundMe si possono fi­nan­zia­re almeno in parte. L’altra pe­cu­lia­ri­tà consiste nel fatto che non ci sono scadenze per il rag­giun­gi­men­to dell’obiettivo, quindi ogni campagna rimane online per tutto il tempo stabilito dal re­spon­sa­bi­le del progetto. Di con­se­guen­za nel lungo periodo si possono con­cre­tiz­za­re meglio i progetti creati, utile so­prat­tut­to per quelli che dipendono sempre dalla ricezione continua di donazioni. Questo modo di procedere di GoFundMe si adatta così molto bene per progetti con fini benefici.

La pagina in­di­vi­dua­le del progetto riunisce tutte le in­for­ma­zio­ni e le ini­zia­ti­ve ne­ces­sa­rie in un'unica pagina: là ci si può informare sui soldi già raccolti e su quanto manca per rag­giun­ge­re l'o­biet­ti­vo; viene dato ampio spazio anche al­l'im­ma­gi­ne prin­ci­pa­le, che dovrebbe attirare vi­si­va­men­te l'at­ten­zio­ne sul progetto.

Inoltre sono ben visibili anche i pulsanti dei social media tramite i quali si può con­di­vi­de­re subito il relativo progetto. GoFundMe ha ri­co­no­sciu­to presto la forza dei social network e la loro capacità di generare aspet­ta­ti­va e pub­bli­ci­tà virale, per cui sotto l’immagine prin­ci­pa­le si trova un grande banner per Twitter e Facebook, ben in vista, che viene persino posto prima del testo in­for­ma­ti­vo. I vi­si­ta­to­ri della pagina del progetto vengono invitati a par­te­ci­pa­re per tempo al­l'i­ni­zia­ti­va. Perciò su GoFundMe fare una donazione e con­di­vi­de­re il progetto sembrano avere lo stesso peso.

Le donazioni possono essere ef­fet­tua­te tramite carta di credito. Inoltre i donatori possono lasciare messaggi sulla pagina del progetto in base al tipo di campagna: ad esempio auguri di buon auspicio, post in­co­rag­gian­ti o inviti a fare altre donazioni. L'o­rien­ta­men­to di GoFundMe a progetti sociali si può desumere dalla ca­te­go­riz­za­zio­ne delle campagne: vengono prima di tutto pre­sen­ta­te le sezioni "Spese sco­la­sti­che", "Spese Mediche", "Be­ne­fi­cen­za", "Emergenza" e "Com­me­mo­ra­zio­ne", mentre le campagne comuni di cro­w­d­fun­ding come "Crea­ti­vi­tà" e "Azienda" ricoprono un ruolo se­con­da­rio.

GoFundMe convince anche per la sua as­si­sten­za clienti. Chi vuole può farsi con­si­glia­re dai co­sid­det­ti coaches che aiutano a pro­get­ta­re le pagine del progetto nel modo il più al­let­tan­te possibile. Su GoFundMe Aiuto ci sono inoltre guide re­la­ti­va­men­te det­ta­glia­te per l'uso della piat­ta­for­ma. Anche i donatori in­te­res­sa­ti si possono informare sulla li­qui­da­zio­ne delle donazioni e i loro diritti.

In caso di abusi GoFundMe mette a di­spo­si­zio­ne un modulo di contatto qualora una donazione debba essere risarcita. I gestori pro­met­to­no inoltre di con­trol­la­re e di garantire la li­qui­da­zio­ne dei fondi in maniera rigorosa, di modo che tutti i ver­sa­men­ti finiscano al giusto indirizzo. In caso di rifiuto delle misure di sicurezza, GoFundMe ac­con­sen­te persino a rim­bor­sa­re gli importi persi o a pagare la dif­fe­ren­za delle donazioni. Mancano però delle prove univoche che ga­ran­ti­sca­no l'ef­fi­ca­cia di queste misure.

Tuttavia GoFundMe ha un problema di immagine, in quanto troppi progetti insensati finiscono sulla piat­ta­for­ma. Molti progetti sul sito sono sfociati in piccoli scandali, poiché qui i privati si fanno fi­nan­zia­re i propri "desideri" e i "piani futuri". Innocue sono le richieste di donazioni di persone che si vogliono far fi­nan­zia­re il ma­tri­mo­nio o sem­pli­ce­men­te vogliono comprare qualcosa da mangiare. Ci sono anche progetti di­ver­ten­ti, come quelli di un americano che dopo aver perso i capelli chiedeva delle donazioni per comprare un cappello.

Ma a sollevare scalpore tra i media sono so­prat­tut­to campagne mo­ral­men­te di­scu­ti­bi­li, che dividono l'o­pi­nio­ne pubblica, oltre che progetti a sfondo religioso, se non ad­di­rit­tu­ra politico. Il controllo della qualità su GoFundMe non sembra quindi suf­fi­cien­te­men­te evoluto e lascia che i progetti validi si perdano nell’oceano delle mini campagne.

Vantaggi Svantaggi
La piat­ta­for­ma migliore per progetti a scopi benefici e sociali,... …che viene però usata im­pro­pria­men­te dagli utenti per rea­liz­za­re campagne piccole e senza senso.
GoFundMe promette una pro­te­zio­ne credibile per donatori e re­spon­sa­bi­li del progetto,... …anche se mancano delle prove ine­qui­vo­ca­bi­li che ga­ran­ti­sco­no l’efficacia di questi prov­ve­di­men­ti.
I progetti ottengono i fondi anche se non rag­giun­go­no com­ple­ta­men­te l'o­biet­ti­vo di fi­nan­zia­men­to,... …cosa che rende però più facile un uso improprio delle donazioni.
Gli obiettivi di fi­nan­zia­men­to non hanno una scadenza,... …in questo modo si perde un aspetto en­tu­sia­sman­te e motivante del cro­w­d­fun­ding.
Pagine del progetto chiare con focus com­pren­si­bi­le sul col­le­ga­men­to con i social network,... … che però offrono come opzioni solo Facebook e Twitter.
Si possono allegare alle donazioni dei brevi messaggi,... …anche se il ver­sa­men­to è ma­te­rial­men­te possibile solo tramite carta di credito.
Buone pagine di supporto e guide per i donatori e i re­spon­sa­bi­li del progetto.  

Indiegogo

Oltre a Kick­star­ter, anche Indiegogo è stato un pioniere nel settore del cro­w­d­fun­ding. All’inizio dell’attività nel 2008 Indiegogo si orientava solo sul modello di cro­w­d­fun­ding basato su ri­com­pen­se per i progetti di creativi e start-up, ma dal 2016 consente anche il modello basato su quote, l'"Equity based Cro­w­d­fun­ding" per gli in­ve­sti­to­ri com­mer­cia­li. Inoltre nel 2014 ha visto la luce anche il servizio Indiegogo Life (ora chiamato “Ge­ne­ro­si­ty“), concepito spe­cial­men­te per emergenze, spese mediche, com­me­mo­ra­zio­ni e altri scopi sociali.

Dando una prima occhiata su­per­fi­cia­le, Indiegogo as­so­mi­glia molto a Kick­star­ter e a GoFundMe: gli utenti creano una pagina del progetto e sta­bi­li­sco­no un obiettivo di fi­nan­zia­men­to, che a seconda della scelta tra “Fixed Funding“ e "Flexible Funding“ varia il pre­sup­po­sto per il fi­nan­zia­men­to del progetto o viene usato sem­pli­ce­men­te come valore di orien­ta­men­to.

La pagina prin­ci­pa­le del progetto è composta dalla de­scri­zio­ne dell'idea (tab "Story") e delle ri­com­pen­se (qui chiamate "Perks"), che si dif­fe­ren­zia­no a seconda del­l'im­por­to versato. Su "Updates" si informa dei progressi del progetto e su "Comments" gli utenti possono lasciare dei brevi messaggi. La tab "Backers" (i donatori) offre una cro­no­lo­gia completa delle donazioni. La pagina del progetto dispone di tutti i widget necessari per i social media, pro­get­ta­ti però in maniera meno fa­sti­dio­sa rispetto alla con­cor­ren­za.

Per quanto riguarda il design, Indiegogo convince con un mi­ni­ma­li­smo moderno e qui non va tra­scu­ra­ta la si­mi­li­tu­di­ne con Kick­star­ter. La struttura piuttosto sche­le­tri­ca del sito sposta l’at­ten­zio­ne sulle campagne. La na­vi­ga­zio­ne della piat­ta­for­ma è scor­re­vo­le e or­ga­niz­za­ta in maniera sensata, in par­ti­co­la­re risalta l’ordine dei progetti or­ga­niz­za­ti per tempo (ad esempio “Launching soon” e “Ending soon”, in italiano ri­spet­ti­va­men­te “Presto online” o “Sta per terminare”). Inoltre i progetti si possono ordinare in generale per po­po­la­ri­tà (pro­ba­bil­men­te derivata dal numero di clic) e filtrare le campagne che hanno rea­liz­za­to più guadagni. Per il resto sono suddivise nelle classiche categorie e sot­to­ca­te­go­rie.

Una par­ti­co­la­ri­tà di Indiegogo è che in qualità di re­spon­sa­bi­le del progetto ricevete subito buona parte delle donazioni. Dato che la maggior parte delle donazioni avviene tramite PayPal, non vi è un passaggio in­ter­me­dio a cui dover sot­to­sta­re. Indiegogo offre anche il pagamento tramite carta di credito; queste donazioni finiscono però sul vostro conto circa due settimane dopo la fine della campagna. La piat­ta­for­ma raccoglie per ogni donazione la com­mis­sio­ne solita del 5 percento, se si paga con carta di credito si aggiunge una com­mis­sio­ne del 3 percento più un fisso di 30 centesimi di dollari.

Indiegogo fissa vo­lu­ta­men­te poche regole per i vostri progetti. I re­spon­sa­bi­li del progetto sotto i 18 anni hanno bisogno dell’au­to­riz­za­zio­ne di un tutore per avviare una campagna. Inoltre vengono eliminati i progetti che vor­reb­be­ro rac­co­glie­re fondi per attività illegali o quelli la cui idea di base è assurda o ir­rea­li­sti­ca. In merito alle ri­com­pen­se non vanno fatte promesse di natura fi­nan­zia­ria o proposte droghe, armi e giochi d’azzardo. Infine le campagne non devono invitare alla violenza fisica o psichica.

A parte queste regole Indiegogo non pone limite ai progetti ed è molto tol­le­ran­te rispetto alla con­cor­ren­za. Perciò mancano anche alcuni filtri che im­pe­di­sco­no che sulla piat­ta­for­ma finiscano progetti insensati e immorali. In ultimo, a causa della mancanza di controlli, Indiegogo è la piat­ta­for­ma con più progetti, ma il fatto che chiunque possa con­tri­bui­re porta in media a una qualità bassa delle campagne. Ciò comporta che le campagne che sono state rifiutate dalle altre piat­ta­for­me finiscano spesso su Indiegogo.

Tuttavia i creatori si di­stan­zia­no chia­ra­men­te dalle singole campagne e non si assumono nessuna re­spon­sa­bi­li­tà in caso di frodi. Il programma di pro­te­zio­ne “Trust & Safety” si basa es­sen­zial­men­te su un rapporto di fiducia tra i membri della community. In caso di problemi la piat­ta­for­ma mette a di­spo­si­zio­ne un servizio speciale che si può con­tat­ta­re 24 ore su 24. Per il resto Indiegogo si basa sul proprio senso di re­spon­sa­bi­li­tà: gli utenti vengono sol­le­ci­ta­ti ad ana­liz­za­re esat­ta­men­te il proprio progetto prima di iniziare con le donazioni, a porre domande e a esprimere i propri dubbi. I re­spon­sa­bi­li del progetto vengono così pregati di garantire la massima tra­spa­ren­za, di co­mu­ni­ca­re re­go­lar­men­te con i donatori e di trattare il progetto in modo serio.

Queste linee guida generali sono dei consigli ben pensati che però sono ben lungi dallo sco­rag­gia­re i ma­lin­ten­zio­na­ti. Anche su Indiegogo si nota che la pro­te­zio­ne dei donatori e dei re­spon­sa­bi­li del progetto si basa es­sen­zial­men­te sulla buona fede e su un rapporto di fiducia.

Da sot­to­li­nea­re po­si­ti­va­men­te è l’esaustivo Education Center, che fornisce in­for­ma­zio­ni, tutorial e webinar a chi si approccia per la prima volta al cro­w­d­fun­ding. Restano dei dubbi se il servizio venga ef­fet­ti­va­men­te uti­liz­za­to dalla maggior parte dei re­spon­sa­bi­li dei progetti.

Vantaggi Svantaggi
La com­mis­sio­ne del 5 % è pro­por­zio­nal­men­te bassa,… …in caso però di utilizzo della carta di credito si aggiunge un ulteriore importo.
I fondi arrivano al re­spon­sa­bi­le del progetto di­ret­ta­men­te tramite PayPal,… …cosa che dà però campo libero ai ma­lin­ten­zio­na­ti.
Regole minime per la creazione dei progetti,… …in questo modo però finiscono sulla piat­ta­for­ma tante campagne insensate e di dubbia natura.
Design mi­ni­ma­li­sta e pagine del progetto chiare,… …che non for­ni­sco­no però sta­ti­sti­che sulla base dei donatori e pagine FAQ.
Buone pagine di supporto per donatori e re­spon­sa­bi­li del progetto,… …che però non possono so­sti­tui­re una pro­te­zio­ne completa contro l’ap­pro­pria­zio­ne indebita delle donazioni.

Patreon

Patreon occupa un posto speciale nell’ambito del cro­w­d­fun­ding: il fi­nan­zia­men­to dei progetti si basa su ab­bo­na­men­to e dà la pos­si­bi­li­tà ai re­spon­sa­bi­li del progetto di ricevere un introito mensile. Patreon è par­ti­co­lar­men­te amato tra gli YouTuber, ai quali le entrate derivate dalla piat­ta­for­ma video non sono suf­fi­cien­ti per garantire l’esistenza dei loro progetti. Così si so­sten­go­no con donazioni regolari e ri­com­pen­sa­no i loro donatori, ad esempio, con contenuti esclusivi o estra­zio­ni.

Sebbene la maggior parte degli utenti di Patreon siano YouTuber, la piat­ta­for­ma è celebre anche tra artisti di fumetti web, autori, creatori di podcast e musicisti. Patreon ha con­sen­ti­to a molti artisti di poter sbarcare il lunario. Per le donazioni è prevista una com­mis­sio­ne del 5 percento, perciò Patreon risulta più con­ve­nien­te per i re­spon­sa­bi­li del progetto rispetto alla maggior parte delle altre piat­ta­for­me comuni di cro­w­d­fun­ding.

Per quanto riguarda il design Patreon non si discosta di molto dalle altre piat­ta­for­me più popolari di cro­w­d­fun­ding. Anche qui i re­spon­sa­bi­li del progetto ge­sti­sco­no le pagine su cui pro­muo­vo­no il loro contenuto. Inoltre potete sud­di­vi­de­re i vostri supporter in base all’importo mensile versato, di modo che i “patreons” più generosi ottengano ad esempio accesso a contenuti esclusivi o entrino a far parte di un “club” di elite. Inoltre i patreons vengono quasi sempre nominati dal re­spon­sa­bi­le del progetto una volta che il prodotto è stato rea­liz­za­to, ad esempio nei rin­gra­zia­men­ti del video.

Patreon ha iniziato l’attività nel 2013 ed è quindi una piat­ta­for­ma giovane rispetto alle altre, ma cio­no­no­stan­te non bisogna affatto sot­to­va­lu­tar­ne l’influenza sulla community di YouTube. Per i creativi che pub­bli­ca­no più o meno re­go­lar­men­te le loro opere e che di­spon­go­no di una solida base di fan, Patreon è spesso più van­tag­gio­sa della con­cor­ren­za, dato che il modello di ab­bo­na­men­to consente una raccolta costante di fondi. Tuttavia dovreste mostrarvi il più possibile tra­spa­ren­ti e indicare dove finiscono le donazioni. Patreon ri­com­pen­sa la tra­spa­ren­za e i post frequenti con una solida base di fan, così da per­met­ter­vi di dedicarvi a tempo pieno alla vostra arte e di investire i fondi ricevuti per l’acquisto di un immobile, degli attrezzi necessari del mestiere o sem­pli­ce­men­te uti­liz­zar­li per il vostro so­sten­ta­men­to.

I progetti vengono suddivisi in diverse categorie a seconda del tipo di contenuto, ad esempio “Music” e “Games”. Le stesse pagine del progetto offrono accanto a una de­scri­zio­ne del progetto anche in­for­ma­zio­ni sulle ri­com­pen­se per i donatori e sul numero dei “patreons”, quindi le persone che fanno già una donazione mensile. Potete anche indicare quanti soldi ricevete men­sil­men­te, ma non siete obbligati a rendere l’in­for­ma­zio­ne di pubblico dominio.

Pure gli obiettivi di fi­nan­zia­men­to non devono essere sempre tra­spa­ren­ti, infatti molti re­spon­sa­bi­li dei progetti segnalano solo con una per­cen­tua­le quanto sono vicini a rag­giun­ge­re l’obiettivo fissato per il progetto. Dato che rispetto ad altre forme di cro­w­d­fun­ding gli introiti di un patreon si av­vi­ci­na­no a quelli di uno stipendio, si consiglia di non divulgare la somma realmente ricevuta, anche se la decisione spetta al re­spon­sa­bi­le del progetto.

Oltre a una donazione fissa mensile, Patreon offre anche un metodo di pagamento che si avvicina a un “classico” ab­bo­na­men­to. Così il re­spon­sa­bi­le del progetto può stabilire di ricevere sempre un bonifico con una somma fissa dai suoi patreons, una volta che rende di­spo­ni­bi­le un prodotto, ad esempio quando carica un nuovo video. Ov­via­men­te i donatori possono in qualsiasi momento decidere di mo­di­fi­ca­re l’importo versato o in­ter­rom­pe­re del tutto i ver­sa­men­ti. I patreons aumentano spesso l’importo versato ogni mese se il re­spon­sa­bi­le definisce un nuovo obiettivo e lo riconduce a de­ter­mi­na­te promesse, come la pub­bli­ca­zio­ne ancora più regolare di contenuti.

Al­tri­men­ti i patreons cessano spesso il loro supporto se i re­spon­sa­bi­li del progetto non for­ni­sco­no il prodotto promesso o non pre­sen­ta­no dei contenuti sod­di­sfa­cen­ti. Patreon è perciò una piat­ta­for­ma che può reagire molto re­pen­ti­na­men­te alle modifiche, dando la pos­si­bi­li­tà a voi di motivare i vostri patreons e a loro la facoltà di mettervi sotto pressione.

Tramite la formula di ab­bo­na­men­to l’aspetto della community viene par­ti­co­lar­men­te svi­lup­pa­to sulla piat­ta­for­ma. Gli abbonati vi ga­ran­ti­sco­no delle entrate regolari, ma ricoprono anche il ruolo di con­su­ma­to­ri. L’in­te­ra­zio­ne con questa community è perciò ancora più im­por­tan­te e de­ter­mi­nan­te rispetto alle altre piat­ta­for­me, che si basano su donazioni versate una volta sola.

Infine venite con­ti­nua­men­te sup­por­ta­ti dai patreons, che creano un legame personale sempre più forte con il vostro progetto grazie ai ver­sa­men­ti mensili. Ciò significa che su Patreon il lavoro della community è l’aspetto più im­por­tan­te se volete ricevere fi­nan­zia­men­ti per molto tempo. Mettete quindi in conto un impegno costante per il progetto.

Questa piat­ta­for­ma di cro­w­d­fun­ding è per ora di­spo­ni­bi­le solo in inglese e i gestori si di­mo­stra­no re­la­ti­va­men­te tol­le­ran­ti per quanto riguarda il contenuto inserito. Sono uf­fi­cial­men­te vietati solo contenuti violenti e quelli clas­si­fi­ca­ti come por­no­gra­fi­ci. Patreon sembra avere alcuni principi morali, che però non sono co­mu­ni­ca­ti in modo esaustivo. È risultata con­tro­ver­sa l’eli­mi­na­zio­ne di un progetto di uno YouTuber a luglio 2017, che chiedeva donazioni per la sua attività nel gruppo “Defend Europe” per do­cu­men­ta­re quello che hanno definito “il blocco violento” delle navi ONG. Patreon ha difeso l’eli­mi­na­zio­ne con la mo­ti­va­zio­ne di non voler sostenere nessun progetto che metta a rischio la vita umana.

Ha sollevato mol­tis­si­me critiche anche l’eli­mi­na­zio­ne di Patreon di un progetto di un gruppo di anarchici. Da allora si at­tri­bui­sce a Patreon il pre­giu­di­zio di una doppia morale: viene elogiato, ma dovrebbe mi­glio­ra­re le sue linee guida e i processi di va­lu­ta­zio­ne.

Vantaggi Svantaggi
La formula di ab­bo­na­men­to si adatta par­ti­co­lar­men­te bene per creativi che rea­liz­za­no re­go­lar­men­te contenuti,… …tuttavia il forte legame con la base di donatori mette più sotto pressione i re­spon­sa­bi­li del progetto.
Introiti regolari possono per­met­te­re di dedicarsi alla propria arte a tempo pieno,… …tuttavia le entrate dipendono dalla qualità del prodotto e la perdita di patreons può mettere a rischio il proprio so­sten­ta­men­to.
L’in­cre­men­to di patreons come “super fan“ può motivare e l’in­te­ra­zio­ne con loro può portare al nascere di idee nuove,… …tuttavia la pre­sun­zio­ne di alcuni patreons può portare a richieste fa­sti­dio­se di co­par­te­ci­pa­zio­ne e limitare la libertà creativa dei re­spon­sa­bi­li del progetto.
Patreon lascia al re­spon­sa­bi­le del progetto la scelta di tener nascosta o meno la somma effettiva degli introiti mensili ricevuti,… …tuttavia un buon cro­w­d­fun­fing per durare nel tempo e mantenere il suo successo richiede la massima tra­spa­ren­za e la pub­bli­ca­zio­ne delle proprie spese.
Patreon è molto tol­le­ran­te verso i re­spon­sa­bi­li del progetto,… …cosa che porta a una minore qualità delle pagine.
Sud­di­vi­sio­ne dei progetti in categorie ampie e sensate,… …tuttavia sarebbe anche utile l’aggiunta di categorie come “YouTube“, “Twitch“, ecc.
Il design di Patreon si presenta elegante e le pagine del progetto sono pro­get­ta­te bene e in modo in­for­ma­ti­vo,… …tuttavia la ricerca dei patreons potrebbe essere mi­glio­ra­ta e il sito tradotto in altre lingue.

Piat­ta­for­me italiane

Spo­stan­do­ci sul versante italiano, sono molte le piat­ta­for­me made in Italy svi­lup­pa­te per fi­nan­zia­re i più svariati progetti. Il pro­li­fe­ra­re di queste piat­ta­for­me risulta so­prat­tut­to utile per sondare il mercato e valutare con­cre­ta­men­te se la propria idea sia buona. Per questo sono in par­ti­co­lar modo le start-up a iniziare progetti su queste piat­ta­for­me per rac­co­glie­re fondi da uti­liz­za­re nella rea­liz­za­zio­ne della loro idea. Non mancano tuttavia anche isti­tu­zio­ni ed enti pubblici come uni­ver­si­tà e comuni che si appellano quindi al senso civico e all’aiuto di tutti i cittadini.

Il vantaggio di ap­pog­giar­si a una piat­ta­for­ma di cro­w­d­fun­ding italiana risiede so­prat­tut­to nel target: infatti in questo modo ci si rivolge esclu­si­va­men­te a un pubblico italiano, aspetto im­por­tan­te spe­cial­men­te per isti­tu­zio­ni ed enti pubblici, ma anche per aziende che hanno sede solo sul ter­ri­to­rio nazionale. Se l’obiettivo della propria raccolta fondi si adatta però anche a in­ve­sti­to­ri esteri, può risultare vincente attivare due campagne, una su una piat­ta­for­ma italiana e un’altra su una in­ter­na­zio­na­le, di modo da trovare consensi e fondi in un pubblico il più ampio possibile.

DeRev

La piat­ta­for­ma più co­no­sciu­ta in Italia, giudicata anche da un rapporto della Com­mis­sio­ne europea tra le 5 migliori piat­ta­for­me di cro­w­d­fun­ding in Europa, è DeRev. Si rivolge in par­ti­co­la­re a start-up, ma anche a chiunque voglia rac­co­glie­re fondi per progetti creativi e in­no­va­ti­vi. Anche le as­so­cia­zio­ni non profit possono uti­liz­za­re questo mezzo per ricevere fi­nan­zia­men­ti continui da parte di persone a cui sta a cuore il loro operato.

È stata creata nel 2013 e da allora oltre 20.000 utenti hanno chiesto fi­nan­zia­men­ti per i propri progetti, per­met­ten­do così alla piat­ta­for­ma di rag­giun­ge­re ben oltre 3 milioni di euro di fondi. I ri­co­no­sci­men­ti non sono mancati e persino Microsoft ha incluso DeRev tra i Digital Democracy Leaders, ovvero chi è attento alle in­no­va­zio­ni digitali. Tra i progetti di maggior rilievo si an­no­ve­ra­no i fondi raccolti per la ri­co­stru­zio­ne della Città della Scienza a Napoli.

Il sito è diviso in sezioni che com­pren­do­no l’arte, la cultura, il civic cro­w­d­fun­ding, il non profit, lo sport, la tec­no­lo­gia e le start-up, ma si presenta anche come un luogo per spe­ri­men­ta­re idee, testare prodotti, ottenere feedback e sug­ge­ri­men­ti (come riportato sul loro sito). Così si possono rea­liz­za­re campagne in maniera semplice e si verrà guidati in ogni passaggio.

In­te­res­san­te è che si può scegliere tra tre diversi modelli di fi­nan­zia­men­to: “all or nothing”, che prevede la re­sti­tu­zio­ne dei fondi se non viene raggiunto o superato l’obiettivo posto in un massimo di 90 giorni; “keep it all”, che permette l’accredito di tutti i fondi entro un massimo di 90 giorni, anche se non si raggiunge l’obiettivo; “fun­drai­sing”, una formula in cui non sono previsti limiti temporali e neanche obiettivi da rag­giun­ge­re e si indirizza a or­ga­niz­za­zio­ni non profit, a partiti politici ed enti pubblici che hanno bisogno di introiti continui. Per ciascun modello vengono applicate com­mis­sio­ni diverse, partendo da un minimo del 4 percento per il fun­drai­sing fino a un massimo del 9 percento per il modello “keep it all”.

Una nota di merito va anche all’at­ten­zio­ne par­ti­co­la­re mostrata per la con­di­vi­sio­ne sui social network, così da tentare di far diventare virali i propri contenuti tramite la pro­mo­zio­ne sulle pagine social di DeRev stesso. Infine tutto appare chiaro sulla piat­ta­for­ma e ar­ric­chi­to da guide, supporto gratuito, oltre che dalla DeRev Academy che indirizza gli utenti a una corretta gestione della campagna sulla piat­ta­for­ma, aiu­tan­do­li così in tutte le fasi.

Vantaggi Svantaggi
Piat­ta­for­ma italiana che si indirizza a un pubblico nazionale,… …ma inadatta per chi vorrebbe coin­vol­ge­re anche un target in­ter­na­zio­na­le.
Tre diversi modelli di cro­w­d­fun­ding che per­met­to­no all’utente di scegliere quello che più si avvicina alle sue esigenze,… …ma le com­mis­sio­ni richieste non sono sempre tra le più eco­no­mi­che.
Con­di­vi­sio­ne e messa in evidenza di ini­zia­ti­ve da parte del team di DeRev,… …tuttavia non si sa quali siano esat­ta­men­te i criteri di scelta e si corre il rischio di in­fluen­za­re gli utenti.
Largo spazio a idee di diversi settori creativi e in­no­va­ti­vi,… …tuttavia le campagne non sono ancora molto estese su tutto il ter­ri­to­rio.
Supporto gratuito, linee guida chiare e una speciale DeRev Academy,… …tuttavia non si ha certezza che gli utenti uti­liz­zi­no davvero questi mezzi e la piat­ta­for­ma sem­bre­reb­be fare molto af­fi­da­men­to sul senso di re­spon­sa­bi­li­tà degli utenti al momento della gestione dei progetti.
I più svariati metodi di pagamento tra cui anche bonifico bancario… …ma non è presente la pos­si­bi­li­tà di pagare con PayPal.

StarsUp

Nato nel 2014, StarsUp si propone come piat­ta­for­ma di cro­w­d­fun­ding pro­fes­sio­na­le e si rivolge esclu­si­va­men­te alle aziende in­no­va­ti­ve. Inoltre è il primo portale au­to­riz­za­to uf­fi­cial­men­te dalla Consob per la raccolta di capitali. Lo scopo del portale è quello di aiutare start-up e PMI ad avviare e svi­lup­pa­re validi progetti im­pren­di­to­ria­li o anche sociali. Offre perciò molti link ufficiali da con­sul­ta­re per capire meglio come muoversi in questo campo.

Questa piat­ta­for­ma si basa sull’equity cro­w­d­fun­ding, vale a dire che gli in­ve­sti­to­ri comprano delle quote dell’azienda e ne con­di­vi­do­no così il rischio d’impresa. Spetta quindi all’azienda pre­sen­ta­re un’offerta con­vin­cen­te corredata di tutti i documenti necessari; infatti è ob­bli­ga­to­rio seguire la normativa in materia e leggere at­ten­ta­men­te le in­di­ca­zio­ni fornite sul sito. Sia gli in­ve­sti­to­ri sia le start-up e PMI in­no­va­ti­ve devono re­gi­strar­si sul sito ri­spet­ti­va­men­te per fi­nan­zia­re la campagna o per avviarla. I costi sono a carico di chi crea la campagna e variano a seconda del capitale raccolto e dell’offerta, tuttavia anche gli in­ve­sti­to­ri po­treb­be­ro dover pagare delle com­mis­sio­ni bancarie.

Rispetto ad altre piat­ta­for­me, StarsUp si con­trad­di­stin­gue per l’alto valore in­for­ma­ti­vo, in quanto informa l’azienda di tutte le age­vo­la­zio­ni possibili e fornisce sta­ti­sti­che relative al cro­w­din­ve­sting, oltre a proporre link utili che aiutano le aziende a muoversi in questo par­ti­co­la­re settore. Anche da questo aspetto emerge la sua natura pro­fes­sio­na­le che impone quindi solo a dei veri pro­fes­sio­ni­sti di pub­bli­ca­re le offerte su questo portale. Anche il design del sito è pret­ta­men­te pro­fes­sio­na­le, ma risulta difficile navigare tra le varie offerte al di fuori di quelle presenti sull’homepage.

Dal punto di vista pro­mo­zio­na­le, la StarsUp S.r.l, che gestisce il portale, assume una posizione super partes senza perciò in­tro­met­ter­si nelle campagne ed evitando ogni coin­vol­gi­men­to. Al contrario di DeRev, le offerte non vengono pub­bli­ca­te sulle piat­ta­for­me social dell’azienda, ma la pro­mo­zio­ne è in­te­ra­men­te a carico di chi gestisce il progetto.

Vantaggi Svantaggi
Piat­ta­for­ma in­di­riz­za­ta a start-up e PMI in­no­va­ti­ve, quindi presenta un carattere molto specifico,… …tuttavia non si rivolge ancora a un pubblico in­ter­na­zio­na­le, cosa che potrebbe risultare utile per chi gestisce i progetti.
Costi fles­si­bi­li a seconda del progetto,… …anche se possono su­ben­tra­re delle com­mis­sio­ni bancarie per gli in­ve­sti­to­ri e non si sa esat­ta­men­te a quanto ammontino le com­mis­sio­ni per i re­spon­sa­bi­li.
Design pro­fes­sio­na­le,… …anche se risulta difficile navigare tra le varie proposte. Manca una specifica funzione di ricerca.
Link, sta­ti­sti­che e molte in­for­ma­zio­ni per avviare la propria campagna,… …anche se ciò pre­sup­po­ne che non tutti possano fa­cil­men­te proporre il proprio progetto uti­liz­zan­do questa piat­ta­for­ma.

Le piat­ta­for­me di cro­w­d­fun­ding a confronto

Piat­ta­for­ma Anno di creazione Lingue Numero di membri secondo dati ufficiali Com­mis­sio­ni Modelli di cro­w­d­fun­ding Adatto per
Kick­star­ter 2009 Tedesco, inglese, spagnolo, francese, giap­po­ne­se 14,5 milioni 5 % + 3–5 % di com­mis­sio­ni per la tran­sa­zio­ne Reward Based/cro­w­d­fun­ding classico basato sul principio “all or nothing“, il re­spon­sa­bi­le del progetto riceve i fondi circa 2 settimane dopo la con­clu­sio­ne della campagna, se è andata a buon fine Artisti, inventori, start-up
GoFundMe 2010 Tedesco, inglese, spagnolo, francese, italiano, olandese, por­to­ghe­se 50 milioni di donatori singoli (nessun dato sul numero di re­gi­stra­zio­ni) Per l’Italia 2,9 % + 25 centesimi per donazione Cro­w­d­fun­ding basato sulle donazioni (senza ri­com­pen­sa); tutte le donazioni vengono versate in­di­pen­den­te­men­te dal successo della campagna As­so­cia­zio­ni benefiche e non profit, donatori privati, emergenze
Indiegogo 2008 Tedesco, inglese, spagnolo, francese 9 milioni 5 % + 3 % + 30 centesimi di dollari per tran­sa­zio­ne Rewar Based/ cro­w­d­fun­ding classico (le donazioni finiscono nelle tasche dei re­spon­sa­bi­li del progetto) Artisti, inventori, start-up, as­so­cia­zio­ni benefiche e non profit (“Indiegogo Ge­ne­ro­si­ty”)
Patreon 2013 Inglese 1 milione 5 % Rewar Based/ cro­w­d­fun­ding classico (formula di ab­bo­na­men­to) Artisti, Content Producer (in par­ti­co­la­re YouTuber)
DeRev 2013 Italiano 20.000 persone hanno con­tri­bui­to almeno a un progetto sulla piat­ta­for­ma 4 % per il fun­drai­sing, 5 % per “All or nothing” e 9 % per “Keep it all” Fi­nan­zia­men­to per ri­com­pen­sa/donazione (secondo i principi “All or nothing”, “Keep it all” o “Fun­drai­sing”) Artisti, inventori, start-up, as­so­cia­zio­ni benefiche e non a scopo di lucro, enti e isti­tu­zio­ni pubbliche
StarsUp 2014 Italiano 455 in­ve­sti­to­ri e 592 sot­to­scri­zio­ni Variabile a seconda del progetto (per gli in­ve­sti­to­ri po­treb­be­ro su­ben­tra­re costi bancari) Equity cro­w­d­fun­ding (raccolta di capitali di rischio) Start-up e PMI in­no­va­ti­ve
Consiglio

Per saperne di più sul­l'ar­go­men­to "Impostare un pulsante per le donazioni sul proprio sito web", date un'oc­chia­ta alla Digital Guide.

Vai al menu prin­ci­pa­le