Ogni società che opera sul ter­ri­to­rio italiano, ma anche le imprese in­di­vi­dua­li e in una certa misura il settore del non profit, sono tenuti ad applicare i principi contabili nazionali emessi dall’OIC (acronimo di “Organismo Italiano di Con­ta­bi­li­tà”). Gli stessi principi vanno anche seguiti, ad esempio, al momento della redazione del bilancio d’esercizio. Quindi questi principi si af­fian­ca­no a quelli contenuti nel Codice Civile.

Tuttavia questi non sono gli unici principi da ri­spet­ta­re, data l’adesione dell’Italia all’Unione Europea. In qualità di Stato Membro è sorta la necessità di pre­sen­tar­si a livello co­mu­ni­ta­rio con delle posizioni ben definite e proprio per questo è stata data vita a una fon­da­zio­ne privata nel 2011 con il nome di OIC. Il suo scopo è quello di pre­di­spor­re, ag­gior­na­re e re­vi­sio­na­re i principi contabili sia per la redazione dei bilanci d’esercizio che per la com­pi­la­zio­ne dei bilanci con­so­li­da­ti delle imprese, nonché dei bilanci pre­ven­ti­vi e con­sun­ti­vi delle aziende no profit e di tutte le am­mi­ni­stra­zio­ni pubbliche del ter­ri­to­rio.

Inoltre l’OIC coordina il suo lavoro con le attività degli altri organismi in materia a livello europeo e fornisce così supporto tecnico per l’ap­pli­ca­zio­ne in Italia dei principi contabili in­ter­na­zio­na­li. Tali principi risultano rilevanti in par­ti­co­la­re per le società che operano al di là dei confini nazionali e che espandono il loro mercato anche in ambito in­ter­na­zio­na­le.

Tra gli altri compiti dell’OIC rientrano ancora: l’as­si­sten­za al Le­gi­sla­to­re nazionale nell’ema­na­zio­ne delle norme in materia contabile e connesse per adeguare la di­sci­pli­na in materia di bilancio alle direttive europee e ai principi contabili in­ter­na­zio­na­li omologati dalla Com­mis­sio­ne Europea, la pro­mo­zio­ne della cultura contabile con la pub­bli­ca­zio­ne di documenti e ricerche in materia, nonché l’or­ga­niz­za­zio­ne di convegni, seminari e incontri di studio.

Fatto

Laddove non si applicano gli IAS, valgono i principi contabili nazionali dell’OIC, soggetti al parere della Banca d’Italia, della CONSOB, dell’ISVAP e dei Ministeri com­pe­ten­ti. In caso queste isti­tu­zio­ni esprimano un parere negativo, verrà pub­bli­ca­to anche il principio contabile approvato dal Comitato Esecutivo, organo dell’OIC.

Per ap­pro­fon­di­re nel dettaglio i principi contabili nazionali, si rimanda all’articolo apposito.

Che cosa sono i principi contabili?

Facciamo un passo indietro e spie­ghia­mo in generale che cosa sono in realtà i principi contabili. Si tratta di direttive nazionali o in­ter­na­zio­na­li relative a diversi settori della con­ta­bi­li­tà aziendale. L’obiettivo è quello di uni­for­ma­re la con­ta­bi­li­tà e il bilancio nel ri­spet­ti­vo periodo contabile tramite delle direttive imposte dalla legge, in modo da rendere così ve­ri­fi­ca­bi­le e com­pa­ra­bi­le la si­tua­zio­ne e lo sviluppo delle aziende, oltre che il suo utilizzo di mezzi fi­nan­zia­ri.

Di solito ad emanare i principi contabili sono gli organi pro­fes­sio­na­li e l’OIC, che rivede e completa i principi presente nel Codice Civile. Il processo di ag­gior­na­men­to e revisione è ne­ces­sa­rio per via dei cam­bia­men­ti della norma giuridica e dell’evo­lu­zio­ne della dottrina ra­gio­nie­ri­sti­ca.

Infine, come già accennato, ai principi contabili nazionali si af­fian­ca­no quelli in­ter­na­zio­na­li, rilevanti so­prat­tut­to per le aziende con sede in un altro paese dell’Unione Europea, che prendono il nome di In­ter­na­tio­nal Financial Reporting Standards (IFRS), disposti dall’In­ter­na­tio­nal Ac­coun­ting Standards Board (IASB).

Evo­lu­zio­ne dei principi contabili nazionali e ap­pli­ca­zio­ne negli altri paesi europei

I principi contabili hanno una lunga tra­di­zio­ne: già 5000 anni fa i com­mer­cian­ti in Egitto e in Me­so­po­ta­mia gestivano la loro attività grazie a libri contabili, inventari pa­tri­mo­nia­li e conti. Nell’Impero romano i banchieri erano obbligati a tenere una con­ta­bi­li­tà in modo si­ste­ma­ti­co. La co­sid­det­ta partita doppia, che oggi è il sistema solito per la re­gi­stra­zio­ne delle entrate e delle uscite della propria attività, ha le sue origini nel Nord Italia del di­cias­set­te­si­mo secolo. In tutta Europa si sono affermate delle pratiche per la con­ta­bi­li­tà tramite dinastie di com­mer­cian­ti, come ad esempio i Fugger in Germania. In Italia la con­ta­bi­li­tà moderna è entrata in vigore con l’ultimo Codice Civile del 1942, in­tro­dot­ta in par­ti­co­la­re nel Libro V. Con il tempo e con la creazione della CEE si è cercato di ar­mo­niz­za­re le le­gi­sla­zio­ni dei paesi membri, ma fino alla fine del ventesimo secolo la con­ta­bi­li­tà è stata ancora gestita dai singoli stati. Vediamo quindi bre­ve­men­te le in­for­ma­zio­ni prin­ci­pa­li riguardo i principi contabili nazionali e in­ter­na­zio­na­li dell’Italia e degli altri paesi europei:

I principi contabili in alcuni paesi dell’Unione Europea

Italia

Codice Civile I principi contabili nazionali sono regolati nell’articolo 2423 del Codice Civile, mentre un bilancio in forma ab­bre­via­ta è previsto nell’articolo 2435 bis. Principi contabili dell’OIC Qualora il Codice Civile non regoli alcune questioni o servano delle pre­ci­sa­zio­ni su alcuni temi, vengono applicati i principi contabili dell’Organismo Italiano di Con­ta­bi­li­tà (OIC). Se ci sono delle lacune nelle direttive nazionali è possibile ricorrere agli standard in­ter­na­zio­na­li (IFRS). IFRS Sono obbligati a redigere i bilanci secondo i principi contabili in­ter­na­zio­na­li le aziende quotate in borsa e i gruppi as­si­cu­ra­ti­vi. Le aziende non quotate in borsa hanno la pos­si­bi­li­tà di scegliere tra gli IFRS e i principi contabili nazionali.

Gran Bretagna

New UK GAAP Generally Accepted Ac­coun­ting Practice (New UK GAAP)

A partire da gennaio 2015 in Gran Bretagna è in vigore il nuovo standard contabile nazionale New UK GAAP. Il quadro per la con­ta­bi­li­tà si rivolge alle aziende i cui titoli non sono negoziati in mercati pubblici e comprende cinque standard da FRS 100 fino a FRS 105.

  • FRS 100 – Spie­ga­zio­ne in merito all’ap­pli­ca­zio­ne delle direttive contenute nell’in­for­ma­ti­va fi­nan­zia­ria: l’FRS 100 spiega il quadro unico per il bilancio finale che è stato creato secondo le leggi nazionali, le direttive di re­go­la­zio­ne e i principi contabili.

  • FRS 101 – Quadro unico per i bilanci finali con meno in­di­ca­zio­ni: l’FRS 101 prevede un bilancio ab­bre­via­to con cui i gruppi aziendali possono creare un bilancio con­so­li­da­to secondo le direttive in­ter­na­zio­na­li dell’IFRS, senza che debbano essere sod­di­sfat­te tutte le in­di­ca­zio­ni richieste dall’IFRS stesso.

  • FRS 102 – Standard per le in­for­ma­ti­ve fi­nan­zia­rie per la Gran Bretagna e la Re­pub­bli­ca d’Irlanda: con l’FRS 102 si sancisce uno standard per le in­for­ma­ti­ve fi­nan­zia­rie per la Gran Bretagna e la Re­pub­bli­ca d’Irlanda. L’in­for­ma­ti­va fi­nan­zia­ria è composta da 250 pagine e so­sti­tui­sce tutti i pre­ce­den­ti standard dell’Old UK GAAP.

  • FRS 103 – Direttive di bilancio per i contratti di as­si­cu­ra­zio­ne: l’FRS 103 comprende delle direttive di bilancio separate per le aziende che redigono dei contratti di as­si­cu­ra­zio­ne.

  • FRS 104 – Direttive per la creazione di bilanci intermedi: l’FRS 104 si basa sulle regole in­ter­na­zio­na­li per la redazione di bilanci intermedi IAS 34 e serve alle aziende, che impostano i bilanci secondo i principi contabili dell’FRS 101 o dell’FRS 102, come base per la creazione di bilanci intermedi.

  • FRS 105 – Standard per le in­for­ma­ti­ve fi­nan­zia­rie per le piccole aziende: l’FRS 105 è una versione adattata dell’FRS 102, di­ret­ta­men­te creato su misura sulle richieste e le esigenze delle piccole aziende.

Chi emana gli FRS è l’Ac­coun­ting Standards Board (ASB), un reparto del Financial Reporting Council (FRC).

IFRS

Anche in Gran Bretagna le aziende quotate in borsa devono fare il bilancio secondo le direttive in­ter­na­zio­na­li.

Francia

Plan comptable général (PCG)

In Francia vige il Comptable Général (PCG) come standard minimo per il bilancio delle aziende non quotate in borsa. Il re­go­la­men­to comprende i seguenti contenuti:

  • riepilogo sulla materia e i principi della con­ta­bi­li­tà, il conto dei profitti e delle perdite;
  • de­fi­ni­zio­ne dei concetti di base, come il bilancio, le ob­bli­ga­zio­ni, i fondi pa­tri­mo­nia­li, gli utili com­pren­si­vi di profitti e perdite;
  • rap­pre­sen­ta­zio­ne delle regole di con­ta­bi­li­tà e di va­lu­ta­zio­ne;
  • regole di gestione di conti e la relativa no­men­cla­tu­ra;
  • direttive sulla do­cu­men­ta­zio­ne;
  • direttive per con­ta­bi­li­tà separata
  • prese di posizione del Consiglio Nazionale della Con­ta­bi­li­tà (Conseil National de la Comp­ta­bi­li­té, CNC) e del Comitato d’Urgenza (Comité d’Urgence).

IFRS

Come tutti gli altri Stati Membri dell’UE, anche la Francia obbliga le aziende quotate in borsa a redigere i bilanci secondo gli IFRS.

Germania

Han­del­sge­se­tz­buch (HGB)

In Germania la base contabile per la gestione dei libri contabili e la creazione dei bilanci è regolata dall’Han­del­ge­se­tz­buch (HGB). Ogni com­mer­cian­te è quindi obbligato a rendere chiare le sue tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li e la si­tua­zio­ne del suo pa­tri­mo­nio basandosi sui principi della con­ta­bi­li­tà ordinaria (Grund­sä­tze­nord­nung­sge­mäßer Bu­ch­füh­rung, GoB). Tuttavia,  nell’Han­del­sge­stz­buch non si trovano in­di­ca­zio­ni su come questi principi si pre­sen­ti­no nel dettaglio. I GoB derivano quindi dalla scienza, dalla giu­ri­sdi­zio­ne, dai consigli delle as­so­cia­zio­ni fi­nan­zia­rie e dalla pratica generale ri­co­no­sciu­ta.

Deutsche Rech­nung­sle­gungs­stan­dards (DRS), i principi contabili tedeschi

Se a dover pre­sen­ta­re il bilancio sono dei gruppi in­du­stria­li, bisogna prestare at­ten­zio­ne ad altri principi contabili, chiamati Deutsche Rech­nung­sle­gungs­stan­dards (DRS), svi­lup­pa­ti su richiesta del Ministero della Giustizia tedesco dal Deutsche Rech­nung­sle­gungs Standards Committee (DRSC), ovvero una fon­da­zio­ne privata (ana­lo­ga­men­te all’OIC). I DRS in­ter­pre­ta­no le direttive dei principi, vengono applicati in caso di lacune e offrono così delle direttive più det­ta­glia­te per i gruppi in­du­stria­li. In al­ter­na­ti­va il bilancio di questi soggetti può essere creato vo­lon­ta­ria­men­te basandosi sugli IFRS (In­ter­na­tio­nal Financial Reporting Standards). Nel caso in cui si debba prestare at­ten­zio­ne a direttive ag­giun­ti­ve per le tran­sa­zio­ni com­mer­cia­li, i principi contabili in­ter­na­zio­na­li (IFRS) so­sti­tui­sco­no quelli nazionali.

In­ter­na­tio­nal Financial Reporting Standards (IFRS)

Le aziende quotate in borsa sono, invece, obbligate a redigere il bilancio basandosi sugli IFRS.

Svizzera

Codice delle ob­bli­ga­zio­ni (CO)

I principi minimi validi per legge per la con­ta­bi­li­tà in Svizzera sono contenuti nel Codice delle ob­bli­ga­zio­ni (CO). Le direttive ivi contenute sono vin­co­lan­ti per tutti i bilanci delle aziende e delle or­ga­niz­za­zio­ni che hanno l’obbligo di tenere la con­ta­bi­li­tà. Per le aziende che sono quotate in borsa nel SIX Swiss Exchange valgono, invece, delle regole più ferree. In questo caso sono pre­scrit­ti dei consigli spe­cia­li­sti­ci per la con­ta­bi­li­tà (Fa­chem­p­fe­hlun­gen zur Rech­nung­sle­gung, Swiss GAAP FER) o gli standard in­ter­na­zio­na­li (IFRS o US GAAP).

Swiss GAAP FER

Per le aziende svizzere che sono quotate nella SIX Swiss Exchange si applica lo Swiss GAAP FER. Le aziende non quotate in borsa possono scegliere li­be­ra­men­te se pre­sen­ta­re il bilancio secondo lo Swiss GAAP FER che comprende:

  • un quadro unico;
  • i FER prin­ci­pa­li;
  • altri standard su temi specifici;
  • lo Swiss GAAP FER 30 per i bilanci dei gruppi in­du­stria­li;
  • lo Swiss GAAP FER 31 per le aziende quotate in borsa.

Per le piccole aziende sussiste la pos­si­bi­li­tà di orien­tar­si solo al quadro unico e ad alcuni FER. Le or­ga­niz­za­zio­ni medio-grandi devono fare at­ten­zio­ne a tutti gli standard. I gruppi in­du­stria­li e le aziende quotate in borsa seguono ri­spet­ti­va­men­te lo Swiss GAAP FER 30 e lo Swiss GAAP FER 31, mentre per le as­si­cu­ra­zio­ni, gli istituti pre­vi­den­zia­li, le or­ga­niz­za­zio­ni no profit, le as­si­cu­ra­zio­ni sugli edifici e sulla vita valgono dei FER specifici di settore.

IFRS o US GAAP

Per le grandi aziende svizzere quotate in borsa è ob­bli­ga­to­rio dal 2005 redigere un bilancio secondo lo standard in­ter­na­zio­na­le (IFRS o US GAAP).

Spagna

Código de comercio (CCom) e il Ley de so­cie­da­des anónimas (LSA)

Anche in Spagna i com­mer­cian­ti e le società com­mer­cia­li sono obbligati a tenere dei libri contabili. Le direttive al riguardo sono contenute nel Codice di Commercio (Código de comercio, CCom) e nella Legge per le Società Anonime (Ley de so­cie­da­des anónimas, LSA), che si basano in larga parte sulle in­di­ca­zio­ni europee.

Plan general de con­ta­bi­li­dad

Un’ap­pli­ca­zio­ne concreta dei principi contabili è contenuta nel Piano Generale della Con­ta­bi­li­tà (Plan general de con­ta­bi­li­dad, PGC), approvato nel 2007 tramite il decreto regio 1514/2007, che rap­pre­sen­ta un adat­ta­men­to agli standard in­ter­na­zio­na­li IFRS. In accordo con il decreto 1515/2007 viene messo a di­spo­si­zio­ne delle piccole e medie imprese un piano di con­ta­bi­li­tà sem­pli­fi­ca­to.

IFRS

Le aziende spagnole con titoli sui mercati pubblici redigono il bilancio secondo gli IFRS, come avviene in tutti gli altri Stati Membri dell’UE.

Austria

Un­ter­neh­men­sge­se­tz­buch (UG)

In Austria i bilanci devono essere redatti secondo le direttive dell‘Un­ter­neh­men­sge­se­tz­buch (UG). Anche la legge austriaca fa ri­fe­ri­men­to ai principi della con­ta­bi­li­tà ordinaria.

IFRS

Le imprese fon­da­tri­ci di un gruppo in­du­stria­le possono scegliere se seguire i principi contabili nazionali o quelli in­ter­na­zio­na­li, mentre le aziende con titoli nei mercati pubblici devono redigere i bilanci secondo le regole imposte dall’UE.

IAS-IFRS: i principi contabili in­ter­na­zio­na­li

Per comparare i bilanci anche oltre i confini nazionali, da anni si lavora sul piano in­ter­na­zio­na­le a un’ar­mo­niz­za­zio­ne delle norme com­mer­cia­li. Lo scopo è quello di mettere a di­spo­si­zio­ne delle aziende, che operano a livello in­ter­na­zio­na­le, un re­go­la­men­to unitario per i bilanci. Parlando di principi contabili in­ter­na­zio­na­li ci si riferisce agli standard dell’In­ter­na­tio­nal Ac­coun­ting Standards Board (IASB) che prendono il nome di IAS (In­ter­na­tio­nal Ac­coun­ting Standards), emanati in pre­ce­den­za dall’In­ter­na­tio­nal Ac­coun­ting Standards Com­mit­teed (IASC), so­sti­tui­ti ora dagli IFRS (In­ter­na­tio­nal Financial Reporting Standards).

Di rilevanza in­ter­na­zio­na­le, spin­gen­do­si oltre i confini europei, è anche lo US GAAP (United States Generally Accepted Ac­coun­ting Prin­ci­ples), ovvero i principi contabili sta­tu­ni­ten­si, emessi dal Financial Ac­coun­ting Standards Board (FASB).

Principi contabili in­ter­na­zio­na­li

IFRS

Gli In­ter­na­tio­nal Financial Reporting Standards (IFRS) vengono emessi dall‘In­ter­na­tio­nal Ac­coun­ting Standards Board (IASB) e rap­pre­sen­ta­no i principi contabili da seguire per le aziende. L’obiettivo è un’ar­mo­niz­za­zio­ne mondiale della con­ta­bi­li­tà.

Il re­go­la­men­to è composto da tre parti:

  • Framework: il framework IFRS co­sti­tui­sce la base teorica del re­go­la­men­to, in qualità di quadro unico. Descrive gli obiettivi e le premesse di base delle direttive in­ter­na­zio­na­li, oltre che le richieste qua­li­ta­ti­ve da sod­di­sfa­re per il bilancio secondo gli IFRS. Inoltre il framework fornisce de­fi­ni­zio­ni dei concetti prin­ci­pa­li come attivo, passivo, profitti o spese.

  • Standard (IAS/IFRS): le direttive di bilancio e di va­lu­ta­zio­ne vere e proprie sono presenti sotto forma di standard singoli. Com­pren­do­no sia gli IFRS dell’IASB sia gli IAS (In­ter­na­tio­nal Ac­coun­ting Standards) della pre­ce­den­te or­ga­niz­za­zio­ne IASC (Ac­coun­ting Standards Committee).

  • In­ter­pre­ta­zio­ni: per uni­for­ma­re l’in­ter­pre­ta­zio­ne delle direttive in­ter­na­zio­na­li, la terza parte del re­go­la­men­to comprende le in­ter­pre­ta­zio­ni ufficiali degli standard, che vengono pub­bli­ca­ti dall’In­ter­na­tio­nal Financial Reporting Standards In­ter­pre­ta­tions Committee (IFRIC).

Ap­pli­can­do gli IFRS vale la regola che in si­tua­zio­ni con­flit­tua­li gli standard e le in­ter­pre­ta­zio­ni degli IFRS, in qualità di regole speciali, sono mag­gior­men­te vin­co­lan­ti rispetto alle in­di­ca­zio­ni generali del framework. Il framework in sé non ha alcuno status standard.

A partire dal 2015 tutte le società di capitali con sede in Europa sono obbligate a redigere il bilancio secondo gli IFRS.

US GAAP

Nei United States Generally Accepted Ac­coun­ting Prin­ci­ples (US GAAP) si tratta dei principi contabili sta­tu­ni­ten­si, emessi dal Financial Ac­coun­ting Standards Board (FASB). Con­se­guo­no lo stato equi­pa­ra­to alla legge con il ri­co­no­sci­men­to da parte del SEC (Se­cu­ri­ties and Exchange Com­mis­sion), l’ente federale sta­tu­ni­ten­se per la vigilanza della borsa valori, e dell’AICPA (American Institute of Certified Public Ac­coun­tan­ts), la più grande as­so­cia­zio­ne dei com­mer­cia­li­sti sta­tu­ni­ten­si.

Lo US GAAP possiede anche a livello in­ter­na­zio­na­le un valore elevato, perché per essere elencato nella borsa sta­tu­ni­ten­se prevede un resoconto in con­for­mi­tà alle direttive del SEC. Fino al 2007 era perciò ob­bli­ga­to­rio anche per le aziende straniere, che volevano coprire il fab­bi­so­gno di capitali sul mercato sta­tu­ni­ten­se, redigere un bilancio conforme allo US GAAP o avere un col­le­ga­men­to contabile in base agli standard sta­tu­ni­ten­si. Questa direttiva è stata sop­pian­ta­ta dall’ac­cet­ta­zio­ne degli IFRS da parte del SEC il 21 dicembre 2007.

Dif­fe­ren­ze tra principi contabili nazionali e in­ter­na­zio­na­li

I principi contabili nazionali e in­ter­na­zio­na­li pre­sen­ta­no alcune dif­fe­ren­ze. In primis si rivolgono a soggetti diversi, perché infatti laddove si applicano i principi contabili in­ter­na­zio­na­li non si fa più ri­fe­ri­men­to a quelli nazionali. Come già accennato in pre­ce­den­za, hanno l’obbligo di seguire gli IAS-IFRS le società quotate, le società aventi strumenti fi­nan­zia­ri diffusi presso il pubblico, banche e in­ter­me­dia­ri fi­nan­zia­ri, e le imprese di as­si­cu­ra­zio­ne. Tutte queste imprese devono pre­sen­ta­re il bilancio d’esercizio e il bilancio con­so­li­da­to, ad eccezione delle as­si­cu­ra­zio­ni che pre­sen­ta­no il bilancio d’esercizio solo se quotate e nel caso in cui non redigano il bilancio con­so­li­da­to.

Le società non quotate possono scegliere li­be­ra­men­te il tipo di principio da adottare, mentre sono tas­sa­ti­va­men­te escluse dagli IAS-IFRS le società che redigono il bilancio in forma ab­bre­via­ta e le imprese di as­si­cu­ra­zio­ne non quotate per il bilancio d’esercizio. Tutti gli altri soggetti fanno ri­fe­ri­men­to ai principi contabili italiani, cioè quelle aziende che sono radicate esclu­si­va­men­te sul ter­ri­to­rio nazionale e non prevedono l’apertura del loro commercio sui mercati esteri.

Un altro aspetto di di­ver­gen­za tra questi due principi è la dif­fe­ren­te natura dei principi:

  • i principi contabili nazionali hanno lo scopo di tutelare e misurare il pa­tri­mo­nio aziendale, ser­ven­do­si così del bilancio d’esercizio come strumento di analisi;

  • i principi contabili in­ter­na­zio­na­li mirano prin­ci­pal­men­te a fornire un’in­for­ma­ti­va agli in­ve­sti­to­ri nei mercati fi­nan­zia­ri.

Inoltre mentre con i principi contabili nazionali ci si concentra sul principio della prudenza, con gli IAS-IFRS si applica un approccio di tipo pro­spet­ti­co, mettendo in evidenza le capacità future dell’impresa di produrre utili e dividendi.

A ciò si legano i principi cardine dell’IAS:

  • il fair value, usato come criterio di va­lu­ta­zio­ne per misurare il valore di mercato e che serve quindi per misurare le capacità red­di­tua­li di un’azienda;

  • la pre­va­len­za della sostanza e della forma volta a va­lo­riz­za­re l’effettivo contenuto economico rispetto alla sua con­fi­gu­ra­zio­ne giuridico formale.

Adottando il criterio del fair value, gli IAS-IFRS non sono legati al costo storico e quindi non si muovono sulla base del principio della prudenza, che rinuncia a comparare i bilanci nel tempo. Al contrario, una com­pa­ra­zio­ne dei bilanci è possibile con gli IAS-IFRS.

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