Siete bravi a scrivere o sapete usare bene un certo software? Queste sono com­pe­ten­ze e qua­li­fi­che che potete di­mo­stra­re con attestati, cer­ti­fi­ca­zio­ni e prove di lavoro e che rientrano nelle hard skills. Ma che dire di tutte quelle com­pe­ten­ze che vi di­stin­guo­no come persona e come la­vo­ra­to­re? Le soft skills di solito non sono cer­ti­fi­ca­te, ma de­ter­mi­na­no si­gni­fi­ca­ti­va­men­te il vostro carattere.

Nelle procedure di can­di­da­tu­ra, queste com­pe­ten­ze "soft” sono richieste si­ste­ma­ti­ca­men­te con le domande seguenti: siete par­ti­co­lar­men­te propensi al lavoro di squadra? Siete ambiziosi? Avete spirito critico, empatico, co­mu­ni­ca­ti­vo? Siete in grado di or­ga­niz­zar­vi? Sapete essere pro­dut­ti­vi, gestire il vostro tempo di lavoro, imparare nuove com­pe­ten­ze e lavorare in modo autonomo? Vi con­si­de­ra­te re­si­lien­ti, curiosi, au­to­ri­fles­si­vi? Vi sentite dediti al lavoro? Quasi tutti i datori di lavoro pongono queste domande quando cercano nuovi di­pen­den­ti. Ecco perché è im­por­tan­te capire cosa sono le soft skills e quali tipi esistono per af­fron­ta­re con successo il mercato del lavoro.

Cosa sono le soft skills e in cosa dif­fe­ri­sco­no dalle hard skills?

A dif­fe­ren­za delle hard skills, che sono facili da ve­ri­fi­ca­re, le com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li di solito non possono essere provate con cer­ti­fi­ca­zio­ni, qua­li­fi­che e prove di lavoro, se non in­di­ret­ta­men­te. Le abilità e le com­pe­ten­ze tecniche in genere si possono di­mo­stra­re o ve­ri­fi­ca­re e svolgono un ruolo pre­mi­nen­te nel processo di can­di­da­tu­ra. All’eventuale mancanza di com­pe­ten­ze tecniche si può fa­cil­men­te supplire con la capacità di acquisire ve­lo­ce­men­te nuove co­no­scen­ze. Le com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li entrano in gioco piuttosto alla fine del processo di selezione dei candidati, dopo i colloqui, so­prat­tut­to quando ci sono più candidati con com­pe­ten­ze simili.

Le soft skills sono prin­ci­pal­men­te capacità mo­ti­va­zio­na­li e di squadra, ma in senso lato anche tutti quei tratti ca­rat­te­ria­li che ca­rat­te­riz­za­no la persona. Le com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li si sud­di­vi­do­no ap­pros­si­ma­ti­va­men­te in tre categorie: com­pe­ten­ze personali, sociali e me­to­do­lo­gi­che. In sostanza, in queste aree vengono poste le seguenti domande: come vi com­por­ta­te dal punto di vista dell’autonomia? E in qualità di essere sociale? Come af­fron­ta­te le sfide del quo­ti­dia­no?

Perché le soft skills sono così im­por­tan­ti?

Anche se siete in possesso di hard skills straor­di­na­rie, senza com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li suf­fi­cien­te­men­te spiccate, troverete molto difficile af­fron­ta­re la vita la­vo­ra­ti­va moderna. Posizioni di lavoro che pre­di­li­go­no esperti altamente qua­li­fi­ca­ti a discapito delle com­pe­ten­ze di tipo sociale sono piuttosto rare. La pro­pen­sio­ne al lavoro di squadra, la capacità di co­mu­ni­ca­zio­ne e il talento or­ga­niz­za­ti­vo, cioè quelle qualità che de­ter­mi­na­no for­te­men­te l'ambiente di lavoro, sono sempre più richieste.

Alcuni contesti ri­chie­do­no prin­ci­pal­men­te un lavoro di squadra; altri pre­sen­ta­no nuove sfide quasi ogni giorno e ri­chie­do­no quindi un alto grado di in­di­pen­den­za e fles­si­bi­li­tà, mentre lavori più ri­pe­ti­ti­vi esigono un alto livello di re­si­sten­za psi­co­lo­gi­ca e di­sci­pli­na. Im­pos­si­bi­le dire, dunque, quali com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li siano più im­por­tan­ti di altre, ma un certo insieme di com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li è utile in ogni lavoro.

Come rendere note le proprie soft skills?

Mentre un elenco delle hard skills è fattibile nel Cur­ri­cu­lum Vitae, non è così semplice stilare una lista delle soft skills. E anche se doveste pos­se­der­ne una, non potreste comunque affermare di essere una persona di­spo­ni­bi­le o dall’ap­pren­di­men­to rapido senza fornire alcuna prova. Ideal­men­te, dovreste chiarire im­pli­ci­ta­men­te già nella lettera di pre­sen­ta­zio­ne quali sono le vostre com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li. Ecco alcuni esempi:

  • Nella for­mu­la­zio­ne della lettera di pre­sen­ta­zio­ne fate emergere il vostro lato simpatico, creativo, de­ter­mi­na­to, ecc.
  • Con la pre­sen­ta­zio­ne della can­di­da­tu­ra evi­den­zia­te le vostre ca­rat­te­ri­sti­che personali. Un design originale, ad esempio, può esprimere fiducia in se stessi e crea­ti­vi­tà.
  • Il fatto di aver già lavorato durante i vostri studi può ri­flet­te­re un’elevata tol­le­ran­za allo stress e au­to­di­sci­pli­na. A seconda del tipo di attività, può denotare la vostra abilità di squadra.
  • Se nel vostro CV di­chia­ra­te un’attività di vo­lon­ta­ria­to, di­mo­stra­te di essere una persona so­cial­men­te com­pe­ten­te e di possedere un alto grado di au­to­mo­ti­va­zio­ne.
  • Un CV include spesso anche hobby e interessi. Uno sport di squadra, ad esempio, promuove le vostre capacità sociali. L'in­te­res­se per i giochi di strategia vi valorizza per quel che riguarda l’ambito del problem solving.
  • Inoltre, anche la foto della can­di­da­tu­ra dice molto sulla vostra persona. Se riuscite a far emergere il vostro carattere senza per questo apparire poco pro­fes­sio­na­le, saprete di­stin­guer­vi po­si­ti­va­men­te. In ogni caso, potrebbe essere opportuno investire in un fotografo per un’immagine adeguata.
Consiglio

Nei nostri Consigli per il colloquio di lavoro potete ap­pren­de­re come ri­co­no­sce­re i vostri punti di forza, che includono le soft skills, e come renderli noti nel colloquio di lavoro.

Quali sono i tipi di soft skills?

Nessuna lista di soft skills può con­si­de­rar­si davvero completa; basti pensare a quanto può essere variegato il carattere umano e a quanto sia spesso difficile con­cet­tua­liz­zar­ne alcuni aspetti. Inoltre, molti dei tratti elencati qui di seguito coe­si­sto­no in modo co­strut­ti­vo. Le soft skills "re­si­lien­za" e "re­si­sten­za allo stress” spesso si so­vrap­pon­go­no, così come le "capacità di analisi" e l’"au­to­ri­fles­sio­ne". Pertanto è im­por­tan­te non soltanto possedere un certo numero di com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li, ma anche saperle combinare insieme.

N.B.

Nessuno è perfetto. Nessuno si aspetta che si pa­dro­neg­gi­no tutte le soft skills in maniera perfetta. A seconda del profilo pro­fes­sio­na­le, dei colleghi, del contesto la­vo­ra­ti­vo e così via, ci saranno alcune com­pe­ten­ze più im­por­tan­ti di altre. In un caso una de­ter­mi­na­ta com­pe­ten­za può essere im­pre­scin­di­bi­le, mentre un’altra può svolgere un ruolo minore. Non con­si­de­ra­te quindi questa lista come una guida da seguire in maniera completa e de­fi­ni­ti­va, piuttosto come un glossario di possibili e im­por­tan­ti soft skills.

Come accennato in pre­ce­den­za, le soft skills possono essere suddivise in tre categorie:

Com­pe­ten­ze personali

Le com­pe­ten­ze personali includono tutte quelle abilità che vi con­trad­di­stin­guo­no come individuo. Molte di esse s’in­trec­cia­no con quelle delle altre categorie, ad esempio per una persona sicura di sé e au­to­ri­fles­si­va può essere più facile con­vin­ce­re nell’in­te­ra­zio­ne con gli altri. Le persone motivate e dedite, invece, sono spesso più disposte ad acquisire o ampliare le com­pe­ten­ze me­to­do­lo­gi­che.

Re­si­lien­za

Lavorate molto, ma raramente vi sentite so­praf­fat­ti. In periodi di maggiori aspet­ta­ti­ve, riuscite a sod­di­sfar­le senza subire in seguito un calo delle pre­sta­zio­ni. Af­fron­ta­te eventi e cam­bia­men­ti im­pre­vi­sti con de­ter­mi­na­zio­ne e con un'elevata tol­le­ran­za allo stress. Per questa ragione siete un esempio per i colleghi meno re­si­lien­ti. Ogni datore di lavoro apprezza i di­pen­den­ti af­fi­da­bi­li in grado di resistere anche nelle fasi più tur­bo­len­te.

Re­spon­sa­bi­li­tà

Svolgete per­fet­ta­men­te il vostro lavoro in autonomia, siete in grado di valutare cor­ret­ta­men­te le con­se­guen­ze delle vostre azioni, ac­cet­tar­le e uti­liz­zar­le in fasi suc­ces­si­ve. Le persone con re­spon­sa­bi­li­tà personale si mettono a di­spo­si­zio­ne; sono mature e au­to­de­ter­mi­na­te, ma anche solidali. La propria re­spon­sa­bi­li­tà non esclude l'as­sun­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà nei confronti degli altri. Grazie a questa ca­rat­te­ri­sti­ca queste persone sono in grado di pa­dro­neg­gia­re le sfide del quo­ti­dia­no

e inoltre di ri­co­no­sce­re i propri errori, di assumersi la re­spon­sa­bi­li­tà per i danni even­tual­men­te causati e di ripararli per quanto possibile.

Dedizione

Siete pronti a lasciare la vostra zona di sicurezza, ad af­fron­ta­re nuove sfide e ad uti­liz­za­re le vostre capacità per scopi da cui non traete un profitto diretto. Le persone che mostrano dedizione investono tempo ed energie per aiutare gli altri, ad esempio lavorando su progetti sociali. Sul lavoro, dedizione significa non solo fare il proprio lavoro, ma anche dare più di quanto ci si aspetti. I di­pen­den­ti così impegnati hanno spesso un effetto positivo sul­l'in­te­ro ambiente di lavoro. Inoltre la dedizione fa parte di quelle com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li che possono aiutarvi a far pro­gre­di­re la vostra carriera la­vo­ra­ti­va.

Mo­ti­va­zio­ne

Siete fon­da­men­tal­men­te disposti e de­ter­mi­na­ti a rag­giun­ge­re obiettivi pre­fis­sa­ti e a svolgere bene i vostri compiti. La mo­ti­va­zio­ne è la vostra spinta interiore che vi rende la­vo­ra­to­ri af­fi­da­bi­li e sod­di­sfat­ti. Per questo è ne­ces­sa­rio che il vostro lavoro vi piaccia, perché la vera mo­ti­va­zio­ne viene dal­l'in­ter­no. Molte persone si motivano ponendosi un obiettivo rea­li­sti­co e col­le­gan­do­lo a una ri­com­pen­sa. A volte basta l'ap­prez­za­men­to di colleghi e superiori, la sicurezza fi­nan­zia­ria della famiglia o sem­pli­ce­men­te sapere di potersi rilassare dopo il lavoro. Ogni persona trova a suo modo la mo­ti­va­zio­ne. La cosa fon­da­men­ta­le è motivarsi sempre.

Curiosità

La persona curiosa ha un desiderio interiore di spe­ri­men­ta­re cose nuove e di conoscere l'ignoto. Le in­for­ma­zio­ni nascoste vi at­trag­go­no tanto quanto gli interessi altrui che vi sono sfuggiti finora. La curiosità nella nostra società non è sempre connotata in modo positivo; spesso le persone troppo curiose sono con­si­de­ra­te fa­sti­dio­se. Una sana curiosità è comunque una mo­ti­va­zio­ne im­por­tan­te per le persone nel ricercare nuove sfide e toccare ambiti ancora sco­no­sciu­ti. Sul posto di lavoro ciò si traduce nell’interesse per mansioni e com­pe­ten­ze che ini­zial­men­te hanno poco o nulla a che fare con il vostro profilo pro­fes­sio­na­le.

Au­to­di­sci­pli­na

Avete controllo su voi stessi e sul vostro com­por­ta­men­to. Dif­fi­cil­men­te vi distraete dai vostri compiti prin­ci­pa­li. Reagite con sicurezza a eventi im­pre­vi­sti e non perdete di vista il vostro obiettivo. L’au­to­di­sci­pli­na vi consente di gestire alcune fasi del vostro lavoro quo­ti­dia­no che ri­chie­do­no at­ten­zio­ne e con­cen­tra­zio­ne. La base per un'au­to­di­sci­pli­na efficace è un processo continuo di au­to­con­trol­lo.

Mettendo sempre in di­scus­sio­ne il proprio com­por­ta­men­to e basandosi su una scala di priorità, si raggiunge un alto livello di au­to­di­sci­pli­na. Sul lavoro ciò significa dare la giusta priorità ai compiti da svolgere e con­trol­la­re con efficacia i fattori di di­stra­zio­ne come interessi privati e pigrizia.

Au­to­ri­fles­sio­ne

Sapete valutare cri­ti­ca­men­te voi stessi e il vostro lavoro e imparare dai vostri errori. Sapete ugual­men­te ri­co­no­sce­re quando avete svolto un buon lavoro. L’au­to­ri­fles­sio­ne fa parte di quelle com­pe­ten­ze personali che agiscono per lo più dentro di noi, ma che allo stesso tempo hanno un impatto esterno notevole: le persone au­to­ri­fles­si­ve imparano in fretta e crescono nel loro lavoro. Questo vuol dire anche saper valutare cosa non si è in grado di fare. Ecco perché alcuni compiti (come la ma­nu­ten­zio­ne del server o la pro­gram­ma­zio­ne back-end) sono rivolti, per ottime ragioni, ad esperti e non do­vreb­be­ro essere eseguiti da di­let­tan­ti. Le persone au­to­ri­fles­si­ve tendono meno a so­prav­va­lu­tar­si e con­se­guen­te­men­te a causare danni.

Fiducia in se stessi

Mentre l'au­to­ri­fles­sio­ne richiede di essere con­sa­pe­vo­li delle proprie debolezze, la fiducia in se stessi implica il ri­co­no­sci­men­to e la messa in pratica dei propri punti di forza. Le persone sicure di sé conoscono esat­ta­men­te il loro valore e non si sot­to­va­lu­ta­no mai. Una forte fiducia in se stessi si diffonde in molte altre com­pe­ten­ze e ambiti di vita, perché le persone sicure di sé hanno un carattere solido, non hanno paura di nuove sfide, né di esprimere il proprio parere.

Com­pe­ten­ze sociali

Le soft skills indicano spesso la capacità sul posto di lavoro di coin­vol­ge­re colleghi e superiori, quindi il contesto sociale per­ti­nen­te. Per molti datori di lavoro, ad esempio, è im­por­tan­te che il candidato sia propenso al lavoro di squadra o che durante il colloquio mostri delle capacità co­mu­ni­ca­ti­ve. Le com­pe­ten­ze sociali non possono so­sti­tui­re le qua­li­fi­che pro­fes­sio­na­li, ma possono va­lo­riz­zar­le e, in caso di dubbio, fare la dif­fe­ren­za; a seconda del profilo pro­fes­sio­na­le, possono essere un pre­re­qui­si­to in­di­spen­sa­bi­le.

Nel processo di can­di­da­tu­ra, i datori di lavoro cercano di farsi un'im­ma­gi­ne sod­di­sfa­cen­te delle com­pe­ten­ze sociali del candidato. E viceversa, le vostre com­pe­ten­ze sociali indicano quanto vi sentite a vostro agio nel posto di lavoro e come vi inserite nelle relazioni in­ter­per­so­na­li che la maggior parte dei lavori prevede, anche in uffici con po­sta­zio­ni di lavoro al computer.

Sen­si­bi­li­tà/Empatia

La persona empatica s’im­me­de­si­ma nella posizione dei colleghi, sia in caso di successo che di in­suc­ces­so. L’intuito sociale permette anche di reagire con sen­si­bi­li­tà e rispetto di fronte a si­tua­zio­ni im­ba­raz­zan­ti dei colleghi. Si può trattare anche di cir­co­stan­ze al di fuori del luogo di lavoro. Se, ad esempio, un di­pen­den­te mostra un calo di pre­sta­zio­ne perché sta at­tra­ver­san­do un momento difficile nella vita privata, la persona empatica mostra com­pren­sio­ne. L'empatia sul posto di lavoro è im­por­tan­te per non perdere il rapporto umano in caso di pressioni sul ren­di­men­to e com­pe­ti­ti­vi­tà.

Capacità d’in­te­gra­zio­ne

Non è così semplice in­tro­dur­si in strutture sociali con­so­li­da­te. Quando s’inizia un nuovo lavoro, tuttavia, è quasi naturale inserirsi in ambienti sociali esistenti e com­ple­tar­li at­ti­va­men­te. In poco tempo si smette di essere quello ‘nuovo’ e si diventa parte in­te­gran­te del tessuto sociale del posto di lavoro. I colleghi ini­zial­men­te sco­no­sciu­ti diventano presto co­no­scen­ti o ad­di­rit­tu­ra amici. In­te­gra­zio­ne non significa sem­pli­ce­men­te ri­spet­ta­re le con­ven­zio­ni vigenti, ma adattarsi all’ambiente e divenire in poco tempo parte in­di­spen­sa­bi­le della struttura sociale.

Capacità co­mu­ni­ca­ti­ve

La capacità di co­mu­ni­ca­re in modo con­vin­cen­te è una delle com­pe­ten­ze più im­por­tan­ti per molte aziende. Le persone brave nel co­mu­ni­ca­re formulano pensieri in modo conciso e sono degli in­ter­lo­cu­to­ri piacevoli. Questo vale spesso anche per le piat­ta­for­me digitali nelle quali si è soliti usare un tono ami­che­vo­le (ad esempio in chat o via e-mail). Siete inoltre in grado di in­ter­pre­ta­re cor­ret­ta­men­te i segnali e com­pren­de­re le consegne, e di co­mu­ni­ca­re in totale sicurezza anche eventuali pro­ble­ma­ti­che. La vostra capacità co­mu­ni­ca­ti­va sarà messa alla prova anche durante il colloquio.

Spirito critico

La persona dotata di spirito critico, ha la capacità (piuttosto rara) di criticare se stesso. Questo significa che non reagite alla critica né im­pul­si­va­men­te né emo­ti­va­men­te, ma trovate in essa la mo­ti­va­zio­ne per potervi mi­glio­ra­re. La critica coglie spesso im­pre­pa­ra­ti e mette in crisi la fiducia in se stessi; di fronte a una critica ci si sente attaccati e spinti fuori dalla propria zona di sicurezza. Tuttavia, la critica ge­ne­ral­men­te è giu­sti­fi­ca­ta; coloro che sanno come af­fron­tar­la e uti­liz­zar­la in modo co­strut­ti­vo ten­de­ran­no ad avere più successo.

Co­no­scen­za della natura umana

La co­no­scen­za della natura umana è un concetto piuttosto vago che descrive prin­ci­pal­men­te la capacità di valutare le persone nel modo più corretto possibile sulla base di alcuni indizi. Come co­no­sci­to­re del genere umano con molta pro­ba­bi­li­tà rag­giun­ge­re­te il risultato de­si­de­ra­to grazie al vostro com­por­ta­men­to sociale. Allo stesso tempo, an­ti­ci­pe­re­te ac­cu­ra­ta­men­te le azioni e le reazioni delle altre persone. Questa com­pe­ten­za è par­ti­co­lar­men­te utile nella vita quo­ti­dia­na. Un alto livello di istinto sulle persone è par­ti­co­lar­men­te van­tag­gio­so nei settori pro­fes­sio­na­li in cui si lavora di­ret­ta­men­te con clienti, pazienti o assistiti.

Capacità di lavoro in team

Lavorare in team è la ca­rat­te­ri­sti­ca prin­ci­pa­le di molti luoghi di lavoro. In qualità di membro del team potrete occuparvi di divisione del lavoro, co­mu­ni­ca­zio­ne di gruppo, autorità e di molti altri aspetti im­por­tan­ti quando si lavora con altre persone. Qui viene naturale tra­smet­te­re la propria com­pe­ten­za. La capacità di lavorare in team prevede inoltre la pos­si­bi­li­tà di fare un uso proficuo di altre com­pe­ten­ze sociali. Le persone che sono in grado di lavorare in team di solito portano con sé tutta una serie di com­pe­ten­ze tra­sver­sa­li che potranno applicare in ogni ambito la­vo­ra­ti­vo. Nel moderno mondo del lavoro, la capacità di lavorare in gruppo è una delle com­pe­ten­ze più richieste, per le quali i candidati vengono con­sa­pe­vol­men­te testati.

Capacità di in­te­ra­zio­ne

La gestione dei rapporti, o l’approccio con gli altri, delinea il vostro modo in­trin­se­co di trattare le persone. Ci sono persone che scherzano spesso creando un'at­mo­sfe­ra distesa, correndo il rischio tuttavia di non essere prese sul serio. D'altra parte ci sono persone che agiscono molto se­ria­men­te sul posto di lavoro e at­tri­bui­sco­no grande im­por­tan­za ad una co­mu­ni­ca­zio­ne orientata agli obiettivi; nel migliore dei casi appaiono pro­fes­sio­na­li, nel peggiore dei casi risultano rigidi.

Una 'buona’ gestione dei rapporti sta in una giusta via di mezzo: mostrarsi com­pe­ten­ti e af­fi­da­bi­li, senza risultare noiosi o rigidi. Il vostro modo di gestire i rapporti determina in larga misura il vostro impatto sugli altri.

Com­pe­ten­ze me­to­do­lo­gi­che

Questa categoria si avvicina di più alle "hard skills" perché le com­pe­ten­ze me­to­do­lo­gi­che si ma­ni­fe­sta­no spesso in com­pe­ten­ze concrete. Tuttavia, queste com­pe­ten­ze non sono così semplici da di­mo­stra­re: spesso sono il pre­re­qui­si­to di base per l'ac­qui­si­zio­ne di hard skills ve­ri­fi­ca­bi­li. Ad esempio, le ‘tecniche di pre­sen­ta­zio­ne’ (soft skill) sono una base es­sen­zia­le per "Po­wer­Point” (Hard Skill), così come essere abili nel problem solving è ne­ces­sa­rio per l'ap­pren­di­men­to dei linguaggi di pro­gram­ma­zio­ne.

Le com­pe­ten­ze me­to­do­lo­gi­che (come la re­si­sten­za allo stress) si so­vrap­pon­go­no inoltre spesso alle com­pe­ten­ze personali (come la re­si­lien­za). Tuttavia, le com­pe­ten­ze me­to­do­lo­gi­che ap­par­ten­go­no ad una categoria a parte perché non coprono soltanto lo spettro personale, ma sup­por­ta­no o ad­di­rit­tu­ra de­fi­ni­sco­no com­pe­ten­ze pro­fes­sio­na­li più immediate.

Capacità di analisi

Ana­liz­za­re significa scoprire i mec­ca­ni­smi che stanno dietro a fatti complessi e scomporli nelle loro com­po­nen­ti più im­por­tan­ti. Le capacità ana­li­ti­che fanno di una persona un os­ser­va­to­re attento che mette in pratica le co­no­scen­ze acquisite e migliora co­stan­te­men­te se stesso, il suo metodo e il suo team. So­prat­tut­to in caso di fal­li­men­ti, è im­por­tan­te uti­liz­za­re le proprie capacità ana­li­ti­che, perché solo così si possono trarre in­se­gna­men­ti dalle sconfitte. Un certo grado di au­to­ri­fles­sio­ne e di capacità co­mu­ni­ca­ti­ve potranno esservi d’aiuto.

Capacità or­ga­niz­za­ti­ve

La vita pro­fes­sio­na­le di tutti i giorni ci mette spesso di fronte a molti compiti diversi che non possono essere com­ple­ta­ti tutti allo stesso tempo. La capacità di or­ga­niz­za­re mol­te­pli­ci compiti in maniera in­tel­li­gen­te vi rende una persona af­fi­da­bi­le. Con un talento or­ga­niz­za­ti­vo spiccato, potete dare priorità alle cose in maniera con­ve­nien­te e strut­tu­ra­re il vostro lavoro quo­ti­dia­no e quello dei vostri eventuali di­pen­den­ti in modo che risulti il più ef­fi­cien­te possibile. La capacità or­ga­niz­za­ti­va è una soft skill che diventa tanto più im­por­tan­te quanto più si lavora in modo in­di­pen­den­te e quanto più ampia è la gamma dei propri compiti.

Capacità di pre­sen­ta­zio­ne

Avete un por­ta­men­to sicuro e uno stile di­scor­si­vo coin­vol­gen­te e siete pertanto in grado di fare delle pre­sen­ta­zio­ni ec­cel­len­ti. Che si tratti di una pre­sen­ta­zio­ne in Po­wer­Point per il­lu­stra­re un progetto specifico o di una sintesi sullo stato di avan­za­men­to di un lavoro, in una riunione di gruppo, le vostre tecniche di pre­sen­ta­zio­ne as­si­cu­ra­no che i fatti siano co­mu­ni­ca­ti in modo com­pren­si­bi­le. Questa soft skill ac­qui­si­sce im­por­tan­za man mano che ci si sposta verso l'alto nella gerarchia aziendale.

Capacità di problem solving

Questa soft skill è stret­ta­men­te correlata alle capacità ana­li­ti­che. La ri­so­lu­zio­ne dei problemi richiede una strategia ap­pro­pria­ta e per trovarla è ne­ces­sa­rio aver compreso e ana­liz­za­to bene il problema. In qualità di ri­so­lu­to­re di problemi com­pe­ten­te, af­fron­te­re­te qualsiasi cam­bia­men­to con at­ten­zio­ne e, a volte, con crea­ti­vi­tà. A pre­scin­de­re dal problema, trovate la sua origine, ne ri­co­no­sce­te le con­se­guen­ze e svi­lup­pa­te una strategia adeguata per ri­sol­ver­lo. Questa abilità può essere allenata fa­cil­men­te in modo ludico, ad esempio at­tra­ver­so giochi per computer o sport mentali.

Re­si­sten­za allo stress

La capacità di af­fron­ta­re lo stress si basa prin­ci­pal­men­te sulle vostre capacità personali. La re­si­lien­za, la re­spon­sa­bi­li­tà personale e la mo­ti­va­zio­ne con­sen­to­no insieme di af­fron­ta­re in modo af­fi­da­bi­le le sfide spesso im­pre­ve­di­bi­li della vita quo­ti­dia­na. Ci sono molte tecniche per af­fron­ta­re lo stress, ma la re­si­sten­za a questo deriva da un carattere forte. In questa com­pe­ten­za me­to­do­lo­gi­ca rientra anche la capacità di stroncare il possibile stress sul nascere at­tra­ver­so un alto grado di di­sci­pli­na, auto-or­ga­niz­za­zio­ne e au­to­ri­fles­sio­ne.

Gestione nuovi media

Il paesaggio digitale di oggi offre molte pos­si­bi­li­tà, ma anche molti pericoli. La sapiente e sensibile gestione dei co­sid­det­ti nuovi media (social network, piat­ta­for­me online, business network, ecc.) è un'im­por­tan­te soft skill per pre­sen­ta­re al mondo esterno non solo se stessi, ma anche gli altri e l'azienda. Una gestione scon­si­de­ra­ta di questi media può causare danni si­gni­fi­ca­ti­vi, ad esempio se rivelate segreti aziendali su account privati o vi lamentate del vostro posto di lavoro nei social network. Siate con­sa­pe­vo­li che so­prat­tut­to i social network hanno so­stan­zial­men­te cambiato il modo in cui ci pre­sen­tia­mo al pubblico. Usateli quindi in modo da non dan­neg­gia­re la vostra re­pu­ta­zio­ne, né quella della vostra azienda. In generale, dovreste svi­lup­pa­re una sen­si­bi­li­tà mediatica che vi consenta di uti­liz­za­re le vostre abilità personali e sociali in modo proficuo anche online.

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