Se cercate un nuovo hosting per il vostro progetto, magari perché avete bisogno di maggiori pre­sta­zio­ni, de­si­de­ra­te una maggiore fles­si­bi­li­tà in termini di sca­la­bi­li­tà o sem­pli­ce­men­te volete cambiare provider, una domanda in par­ti­co­la­re affiora subito alla mente: cosa succede con i dati, le strutture e le im­po­sta­zio­ni esistenti? E si fa presto a trovare una risposta: con le co­no­scen­ze ne­ces­sa­rie, la pia­ni­fi­ca­zio­ne opportuna e il software specifico, tra­sfe­ri­te i dati de­si­de­ra­ti fa­cil­men­te sul nuovo server. Questo passaggio da un sistema ad un altro viene anche indicato come tra­sfe­ri­men­to dei dati (dal latino migratio = “Tra­sfe­ri­men­to”). Così il grado di dif­fi­col­tà del processo di mi­gra­zio­ne aumenta in base alla com­ples­si­tà e alle di­men­sio­ni del progetto. Inoltre è im­por­tan­te tenere in con­si­de­ra­zio­ne se migrate i vostri dati su un server dello stesso tipo o se il nuovo server presenta un’ar­chi­tet­tu­ra com­ple­ta­men­te nuova. Nel nostro articolo scoprite a cosa dovreste as­so­lu­ta­men­te prestare at­ten­zio­ne nel tra­sfe­ri­men­to dei dati del vostro server e come funziona la mi­gra­zio­ne del server da IONOS.

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Migrare i dati su un nuovo server: pia­ni­fi­ca­re nel modo giusto

Affinché il tra­sfe­ri­men­to completo dei dati del vostro server vada a buon fine, dovreste chiarire pre­li­mi­nar­men­te alcune con­di­zio­ni generali im­por­tan­ti. Prima di tutto è ne­ces­sa­rio scegliere il server di de­sti­na­zio­ne ap­pro­pria­to: ad esempio, se pia­ni­fi­ca­te un cambio di provider, ri­ca­dran­no sulle vostre spalle altri compiti che non dovete af­fron­ta­re nel caso di tra­sfe­ri­men­ti all’interno dello stesso provider. Inoltre c’è dif­fe­ren­za, se tra­sfe­ri­te i vostri dati da un server dedicato ad un altro o se la nuova ar­chi­tet­tu­ra server si basa su cluster e comprende diversi sistemi.

Per evitare di trovarsi a dover gestire un impegno spro­por­zio­nal­men­te elevato, dovreste quindi porvi la domanda se il processo di mi­gra­zio­ne pia­ni­fi­ca­to è adeguato e se possa ri­flet­ter­si po­si­ti­va­men­te nel lungo periodo sullo sviluppo del vostro sito. Nel caso di un cam­bia­men­to dell’ar­chi­tet­tu­ra server, non potrete evitare di apportare modifiche alle con­fi­gu­ra­zio­ni, sia per via di un altro sistema operativo, di versioni software diverse o di un altro pannello di controllo. Anche se passate ad un server più per­for­man­te dello stesso tipo, dovete con­fi­gu­ra­re ap­po­si­ta­men­te le ap­pli­ca­zio­ni e i servizi per sfruttare i vantaggi offerti da una RAM ag­giun­ti­va, dalle migliori pre­sta­zio­ni della CPU o dall’aumento della capacità di memoria.

Consiglio

In­di­pen­den­te­men­te che optiate per un semplice upgrade della per­for­man­ce o per un cam­bia­men­to completo dell’ar­chi­tet­tu­ra server, dovreste creare pre­li­mi­nar­men­te le con­di­zio­ni ottimali per il tra­sfe­ri­men­to. Tra questi rientrano fattori quali una memoria suf­fi­cien­te, un’adeguata potenza del computer, a cui si aggiunge un buffer dal 30 al 40 % e quindi un piano di sca­la­bi­li­tà più det­ta­glia­to, ma serve anche una con­nes­sio­ne di rete veloce.

Quando è utile fare una mi­gra­zio­ne del server e dei suoi dati?

Ci sono mol­te­pli­ci motivi che spingono a tra­sfe­ri­re i dati su un nuovo server. Nella maggior parte dei casi è però la necessità di capacità ag­giun­ti­ve che co­sti­tui­sce il fattore decisivo per la mi­gra­zio­ne. Se con l’hardware a di­spo­si­zio­ne non è previsto un aumento delle pre­sta­zio­ni e non è possibile fare un upgrade, non rimane altra al­ter­na­ti­va che tra­sfe­ri­re i propri dati su un nuovo server.

Ana­lo­ga­men­te, nella si­tua­zio­ne inversa, può anche essere utile migrare i dati su un server più piccolo, se la potenza del computer messa a di­spo­si­zio­ne è di gran lunga superiore a quanto realmente serve. In questo caso è de­ter­mi­nan­te so­prat­tut­to il costo, che spesso è anche la causa di un cambio provider.

Chi si affida a risorse server di un hosting, non deve guardare solo i costi del servizio, ma anche le con­di­zio­ni del contratto po­treb­be­ro influire sulla decisione di cambiare provider. Per quanto riguarda la di­spo­ni­bi­li­tà, la sicurezza dei dati o il supporto offerto, i diversi provider di­spon­go­no di pacchetti dif­fe­ren­ti, perciò vale la pena di ef­fet­tua­re un confronto tra più servizi. Un altro motivo per tra­sfe­ri­re i propri dati può derivare dal desiderio di al­leg­ge­ri­re la mole di lavoro del proprio reparto IT. In questo caso la scelta ricade su una soluzione di managed server, così che il provider non solo metta a di­spo­si­zio­ne l’hosting, ma si occupi anche di man­te­ner­lo in funzione e ag­gior­na­to.

Preparare il server attuale per la mi­gra­zio­ne

Per or­ga­niz­za­re la con­fi­gu­ra­zio­ne e l’avvio di un nuovo server nella maniera più facile possibile, risulta utile sistemare pre­li­mi­nar­men­te il server at­tual­men­te in uso. Così facendo, la mi­gra­zio­ne dei dati diventerà anche il momento ottimale per eliminare pagine ormai datate e ri­pe­ti­ti­ve, backup, account e-mail o account utente. In questo modo, da una parte ridurrete al minimo la quantità di dati che deve essere tra­sfe­ri­ta e dall’altra ri­ce­ve­re­te valori si­gni­fi­ca­ti­vi per stabilire le risorse ne­ces­sa­rie sul server di de­sti­na­zio­ne.

Inoltre dovreste svi­lup­pa­re un piano temporale preciso per la di­sat­ti­va­zio­ne dei processi server attivi, di modo che in seguito non sorgano com­pli­ca­zio­ni e non si rischi, nel peggiore dei casi, di perdere dei dati. Stabilite un orario in cui devono essere arrestate le modifiche ai file, agli script e alle con­fi­gu­ra­zio­ni, e bloccate tem­po­ra­nea­men­te, se possibile, l’accesso ai database. Al­tri­men­ti potete anche ag­gior­na­re i vostri dati in un secondo momento. Nella maggior parte dei casi il tra­sfe­ri­men­to dei dati viene ef­fet­tua­to at­tin­gen­do ad un backup del server completo (che dovreste as­so­lu­ta­men­te in­tra­pren­de­re, anche se mirate a mettere in atto un’altra strategia di mi­gra­zio­ne).

Come funziona la mi­gra­zio­ne dei dati per il server?

La soluzione più facile per migrare i vostri dati consiste nel servirsi come base di una copia perfetta dei vostri dati attuali, che tra­sfe­ri­te sull’hardware del nuovo server, prima di procedere con le im­po­sta­zio­ni e gli ag­giu­sta­men­ti necessari, testando infine la fun­zio­na­li­tà. Come ultima cosa adeguate le im­po­sta­zio­ni DNS, cioè dell’IP, grazie alle quali d’ora in poi potete mettere online il vostro progetto web sul nuovo sistema. Anche se questa procedura richiede so­li­ta­men­te il supporto degli am­mi­ni­stra­to­ri di sistema, rimane comunque facile da pia­ni­fi­ca­re ed ef­fet­tua­re. Tuttavia, ne consegue anche una paralisi totale del server attuale, causando così che il vostro sito non sia rag­giun­gi­bi­le e quindi uti­liz­za­bi­le per tutta la durata della mi­gra­zio­ne dei dati.

Se quindi offrite un servizio che richiede un accesso costante al database, fareste meglio ad optare per una soluzione di mi­gra­zio­ne ibrida, grazie alla quale il server attuale continua ad essere attivo. In un caso simile stabilite che il database attuale sul server sia quello “master”, al quale verrà su­bor­di­na­to il nuovo database che assumerà il ruolo, in base alla con­fi­gu­ra­zio­ne, di “slave”. In questo modo potete sin­cro­niz­za­re in tempo reale entrambe le ap­pli­ca­zio­ni. Se entrambi i database di­spon­go­no degli stessi dati, invertite i ruoli di modo che il nuovo database diventi quello prin­ci­pa­le, quindi “master”. Così facendo, il vostro progetto rimarrà di­spo­ni­bi­le anche durante la mi­gra­zio­ne dei dati.

Inoltre questa strategia offre, come effetto col­la­te­ra­le positivo, la pos­si­bi­li­tà di accedere ogni volta che volete al vostro vecchio database (che dispone ancora dei dati ag­gior­na­ti), qualora ci fossero delle com­pli­ca­zio­ni sul nuovo server. Per testare la fun­zio­na­li­tà di un web server o di un ap­pli­ca­tion server, senza dover di­sat­ti­va­re la vecchia versione, avete a di­spo­si­zio­ne anche un load balancer: rein­di­riz­zan­do prima di tutto il traffico del vostro progetto web solo par­zial­men­te su un nuovo server, notate se questo è con­fi­gu­ra­to cor­ret­ta­men­te e se funziona come previsto. Così ap­pro­fit­ta­te del fatto che non sorgono in­sta­bi­li­tà e state tran­quil­li in caso di com­pli­ca­zio­ni.

Quali strumenti sono a di­spo­si­zio­ne per una mi­gra­zio­ne dei dati su un nuovo server?

Esistono diversi tool e servizi che fa­ci­li­ta­no no­te­vol­men­te la mi­gra­zio­ne del server. Se ad esempio volete in­tra­pren­de­re un tra­sfe­ri­men­to semplice dei vostri dati, senza che dobbiate adeguare il sistema operativo e gli altri software, non dovreste ri­nun­cia­re all’utilizzo di un pannello di controllo. Un simile programma di gestione per il server vi supporta nel creare backup dei vostri dati e infine vi aiuta a tra­sfe­rir­li su un nuovo server. L’impegno richiesto per la con­fi­gu­ra­zio­ne è quindi minimo. I CMS come WordPress si possono tra­sfe­ri­re anche con semplici ap­pli­ca­zio­ni FTP e di backup e offrono spesso alcuni plug-in per la mi­gra­zio­ne dei dati collegati, che au­to­ma­tiz­za­no il processo per buona parte. 

Nel caso di progetti complessi, è sempre utile disporre dei permessi di root: tramite accesso SSH tra­sfe­ri­te su un nuovo server, at­tra­ver­so la riga di comando, i database completi com­pren­si­vi di tutti i permessi e i dati degli utenti. Inviate, ad esempio, i database MySQL grazie all’ap­pli­ca­zio­ne MySQLdump come copia al sistema di de­sti­na­zio­ne. Gli utenti del server Microsoft SQL possono accedere anche ad altre funzioni integrate. 

Potete anche affidare la mi­gra­zio­ne dei dati del vostro server a persone esterne: molti provider mettono a di­spo­si­zio­ne dei loro clienti non solo software specifici per eseguire ma­nual­men­te il tra­sfe­ri­men­to dei dati del server, ma offrono anche un supporto attivo per la mi­gra­zio­ne dei dati. Inoltre, in­di­pen­den­te­men­te che si tratti di un semplice passaggio da un server condiviso ad un altro, che sia previsto un cambio provider o che si miri a passare ad un cluster, esistono dei servizi che sono spe­cia­liz­za­ti nella mi­gra­zio­ne di progetti web e offrono quindi un servizio completo.

Quali problemi possono sorgere nel caso di una mi­gra­zio­ne del server?

Affinché i dati del server vengano trasmessi come de­si­de­ra­ti, è ne­ces­sa­ria una con­nes­sio­ne ad Internet per­ma­nen­te. Perciò non sorprende che i problemi di con­nes­sio­ne rientrino tra le fonti di errori più frequenti durante la mi­gra­zio­ne del server. Infatti una con­nes­sio­ne in­ter­rot­ta può com­por­ta­re l’arresto completo della tra­smis­sio­ne e, in un caso simile, sarà ne­ces­sa­rio riavviare il processo dall’inizio. Però spesso non ci si accorge dei problemi tem­po­ra­nei di con­nes­sio­ne e non sempre ne consegue un blocco del processo di mi­gra­zio­ne. In alcuni casi può però succedere che non tutti i dati vengono tra­sfe­ri­ti sul server di de­sti­na­zio­ne, perciò si rischia di dan­neg­gia­re la fun­zio­na­li­tà delle ap­pli­ca­zio­ni migrate.

Se il tra­sfe­ri­men­to di alcuni file sul nuovo server non va a buon fine, dietro questa in­ter­ru­zio­ne si possono na­scon­de­re altri re­tro­sce­na. Così, spe­cial­men­te in caso di cambio del sistema operativo, sorgono problemi di com­pa­ti­bi­li­tà, se precisi formati di file, linguaggi di pro­gram­ma­zio­ne, e così via non sono sup­por­ta­ti di base. Inoltre anche i permessi o una password sul computer di partenza e su quello di de­sti­na­zio­ne sono sempre causa di com­pli­ca­zio­ni. In più si ve­ri­fi­ca­no degli errori nella mi­gra­zio­ne dei dati, se il sistema di de­sti­na­zio­ne non dispone dello spazio ne­ces­sa­rio per i dati o le im­po­sta­zio­ni DNS non sono state cambiate cor­ret­ta­men­te. 

Mi­gra­zio­ne del server: check list

Tra­sfe­ri­re il proprio progetto su un nuovo server, a seconda delle di­men­sio­ni del progetto e della nuova ar­chi­tet­tu­ra a di­spo­si­zio­ne, può diventare un processo molto complesso e di­spen­dio­so che dovrebbe essere ben pro­gram­ma­to ed eseguito ac­cu­ra­ta­men­te. La seguente check list riassume le domande più im­por­tan­ti per la mi­gra­zio­ne di un server:

  • Di quale tipo di ar­chi­tet­tu­ra deve disporre il nuovo server?
  • L’ar­chi­tet­tu­ra scelta si adatta al vostro progetto?
  • Sono già a di­spo­si­zio­ne i mezzi fi­nan­zia­ri e i di­pen­den­ti necessari per la mi­gra­zio­ne e la suc­ces­si­va con­fi­gu­ra­zio­ne del server?
  • L’hardware scelto è fles­si­bi­le quanto basta per lo sviluppo futuro del vostro progetto?
  • La mi­gra­zio­ne deve avvenire man­te­nen­do il servizio attivo o tutte le attività verranno in­ter­rot­te per l’intera durata del processo?
  • Il server rimasto in funzione è ben calibrato sulla base delle risorse collegate e dell’aumentare della com­ples­si­tà?
  • Quali altri passaggi si possono compiere per mantenere la stabilità del server?
  • Come può venire garantita l’integrità e l’ag­gior­na­men­to dei record del database?
  • Come viene testata la fun­zio­na­li­tà del nuovo server?
  • Cosa succede quando delle ap­pli­ca­zio­ni non fun­zio­na­no più dopo la mi­gra­zio­ne dei dati?
Consiglio

Vuoi tra­sfe­ri­re il tuo server nel cloud di IONOS? Scopri quali sono i vantaggi della mi­gra­zio­ne del server!

La mi­gra­zio­ne del server su IONOS: come creare e importare le immagini del server at­tra­ver­so il pannello del cloud

Tutti gli utenti che uti­liz­za­no IONOS Cloud Server hanno la pos­si­bi­li­tà di migrare i dati su un nuovo server tramite il pannello del cloud di IONOS. A questo scopo può venire creata un’immagine ISO del server ori­gi­na­rio e venire uti­liz­za­ta per la con­fi­gu­ra­zio­ne del nuovo server. I file immagine di questo tipo vengono creati per il vostro progetto, in alcune cir­co­stan­ze, persino au­to­ma­ti­ca­men­te ad in­ter­val­li regolari, nel caso in cui abbiate caricato nel pannello un piano di backup cor­ri­spet­ti­vo.

Sia che si tratti della creazione au­to­ma­ti­ca, che di quella manuale, il server a di­spo­si­zio­ne non può venir elaborato durante il processo. Inoltre ogni immagine del server non può superare le di­men­sio­ni di 500 GB. I possibili formati delle immagini sono:

  • .vdi
  • .qcow
  • .qcow2
  • .vhd
  • .vhdx
  • .vmdk
  • .iso

Generare un’immagine ISO

Se non avete a di­spo­si­zio­ne un backup di un’immagine creato au­to­ma­ti­ca­men­te, è ne­ces­sa­rio prima di tutto creare un’immagine server per ef­fet­tua­re la mi­gra­zio­ne dei dati pia­ni­fi­ca­ta. Per svolgere questo passaggio, avete due pos­si­bi­li­tà: potete uti­liz­za­re un software separato o prendere in con­si­de­ra­zio­ne una funzione integrata nel pannello del cloud per avviare il processo di copia.

Per la prima soluzione nominata, con­si­glia­mo i tool Disk2vhd e QEMU. Disk2vhd è stato svi­lup­pa­to spe­ci­fi­ca­ta­men­te per i sistemi operativi Windows e consente la creazione di file immagine nel formato di Microsoft per macchine virtuali VHD (Virtual Hard Disk), mentre l’altro è un com­po­nen­te della maggior parte dei re­po­si­to­ry Linux, di­spo­ni­bi­le anche per macOS e Windows. QEMU supporta i formati di immagine .vmdk, .vhdx, .qcow, .qcow2 e .vdi.

Se, invece, volete uti­liz­za­re la funzione integrata nel pannello del cloud, aprite sem­pli­ce­men­te la sezione “In­fra­strut­tu­ra”. Là se­le­zio­na­te alla voce “Immagini” il pulsante “Crea” e cliccate infine su “Crea immagine”. Dopo che avete scelto il server da copiare, con un click con­clu­si­vo su “Crea” avviate il processo.

Importare l’immagine

Dopo che avete in­stal­la­to un’immagine del server di partenza, potete uti­liz­zar­la per creare un nuovo server con questi dati allo stato attuale. L’opzione cor­ri­spon­den­te la trovate di nuovo nella sezione “In­fra­strut­tu­ra” -> “Immagini” del pannello di controllo del cloud.

  1. Per migrare grazie ad un’immagine i dati sul nuovo server, cliccate prima di tutto sul pulsante “Crea” e date un nome ap­pro­pria­to alla copia nel pannello.

  2. Scegliete l’opzione “Importa immagine” e inserite nel campo “Sistema operativo” il sistema operativo dell’immagine del server.

  3. Nella riga “URL” copiate ora l’indirizzo della cartella in cui è me­mo­riz­za­to il file di immagine.

  4. Nelle im­po­sta­zio­ni avanzate potete infine scegliere alla voce “Mostra” il data center che volete uti­liz­za­re.

  5. Cliccando su “Crea”, avviate il processo di im­por­ta­zio­ne.
Consiglio

Dopo l’in­stal­la­zio­ne di un’immagine importata CentOS 7, è ne­ces­sa­rio creare una nuova immagine del kernel. Una copia di un server Windows richiede l’at­ti­va­zio­ne del con­trol­ler LSI_SAS.

Importare l’ISO

Per uti­liz­za­re le copie ISO del server di partenza, è di­spo­ni­bi­le un pulsante di im­por­ta­zio­ne apposito nella sezione “Immagini” del pannello di controllo del cloud. Inoltre avete la pos­si­bi­li­tà di indicare il sistema operativo del server o di co­mu­ni­ca­re che si tratta di un ISO di un’ap­pli­ca­zio­ne.

  1. Nel primo passaggio generate tramite “Crea” una nuova voce server e date un nome ap­pro­pria­to all’immagine del server.
     
  2. Dopo scegliete l’opzione “Importa ISO” e spe­ci­fi­ca­te se si tratta di un’immagine di un’ap­pli­ca­zio­ne o di un sistema operativo.
  1. Nel campo suc­ces­si­vo è ne­ces­sa­rio inserire l’URL, dove può venir scaricata l’immagine ISO.

  2. Alla voce “Altre im­po­sta­zio­ni” potete ancora impostare con un click su “Mostra” il data center preferito, prima di co­min­cia­re con l’im­por­ta­zio­ne del file ISO, cliccando su “Crea”.
Consiglio

Dopo aver concluso il pro­ce­di­men­to di im­por­ta­zio­ne, potete vedere dal menu generale le di­men­sio­ni com­ples­si­ve delle immagini integrate.

Vai al menu prin­ci­pa­le