Dopo il colloquio, l’attesa della risposta da parte dei datori di lavoro può essere un momento delicato. L’idea di farsi sentire per primi diventa quindi sempre più al­let­tan­te di giorno in giorno. Ma ciò non dovrebbe as­so­lu­ta­men­te avvenire spon­ta­nea­men­te e senza previa ri­fles­sio­ne: sarebbe infatti meglio attenersi a un modello.

Prima di inviare l’e-mail: cosa fare dopo il colloquio?

Prima ancora di inviare una richiesta via e-mail (una co­sid­det­ta e-mail di follow-up) ci sono altri modi per fare in modo che i datori di lavoro si ricordino di te.

  • Biglietto da visita: chiedi i biglietti da visita subito dopo il colloquio. Ciò ti porterà in vantaggio per due motivi: il primo è che potresti di­stin­guer­ti rispetto agli altri candidati e candidate. Inoltre, sarà più semplice scrivere l’e-mail dopo il colloquio, perché invece di con­tat­ta­re un anonimo reparto dell’ufficio del personale, potrai ri­vol­ger­ti di­ret­ta­men­te a un contatto specifico.
  • Domande sulla procedura: prima che la con­ver­sa­zio­ne si concluda e prima di lasciare la stanza, cogli l’occasione per chiedere come si svolgerà il processo di selezione. Pro­ba­bil­men­te ti verrà anche concesso un periodo di tempo per aiutarti a decidere se un’e-mail di follow-up è ap­pro­pria­ta dopo il colloquio. In più starai di­mo­stran­do ulteriore interesse.
  • E-mail di rin­gra­zia­men­to: un ami­che­vo­le grazie può senz’altro aiutare a far sì che si ricordino di te. Senza risultare pressante, cerca di farti ricordare con un’e-mail post colloquio. In questo modo farai una buona im­pres­sio­ne.
Consiglio

Spesso è difficile riuscire a emergere dalla massa di can­di­da­tu­re che ogni giorno approdano sul mercato del lavoro. Un modo creativo per mettersi in evidenza rispetto alla con­cor­ren­za è avere un sito internet per le can­di­da­tu­re. Nel nostro articolo “Creare un sito internet per le can­di­da­tu­re” trovi le istru­zio­ni per crearne uno fa­cil­men­te.

Trovare il momento perfetto

Non è sempre facile trovare il momento giusto. Di solito ci si sposta in una finestra temporale di cui non si conoscono i confini. Da un lato non si vuole scrivere troppo presto, correndo il rischio di in­fa­sti­di­re i re­spon­sa­bi­li delle decisioni del personale.

Poiché il tempo è una questione così delicata, vale la pena di in­for­mar­si in merito di­ret­ta­men­te sul posto. Se ti danno un periodo di tempo ap­pros­si­ma­ti­vo, puoi prenderlo come ri­fe­ri­men­to. Tuttavia, è scon­si­glia­to farsi sentire subito dopo che è trascorso il periodo di tempo spe­ci­fi­ca­to. Un processo di can­di­da­tu­ra può essere stres­san­te. Chi rispetta troppo pe­dis­se­qua­men­te le in­for­ma­zio­ni dategli, non fa una buona im­pres­sio­ne.

Se però non è stato dato un periodo di tempo specifico, dovresti fissare una scadenza au­to­no­ma­men­te. Dovresti pia­ni­fi­ca­re tra le due e le sei settimane. Occorre con­si­de­ra­re sia le ca­rat­te­ri­sti­che dell’azienda che le cir­co­stan­ze della domanda: le grandi aziende, ge­ne­ral­men­te, impiegano più tempo, in quanto sono re­la­ti­va­men­te molte le persone coinvolte nel processo de­ci­sio­na­le, il che comporta un elevato dispendio di tempo.

Scegliere il tono giusto

Pensa at­ten­ta­men­te a come vuoi espri­mer­ti: ricorda che ti trovi ancora in fase di can­di­da­tu­ra. Se ri­sul­te­rai troppo im­pa­zien­te o scortese, rischi di rovinare tutto quanto di buono hai fatto prima. In nessun caso si devono fare accuse, richieste o minacce.

No­no­stan­te il tuo desiderio di ricevere una risposta il prima possibile sia grande, devi pensare che è ancora più im­por­tan­te l’obiettivo finale, ovvero ottenere il posto di lavoro, e per quello dovresti essere pronto ad aspettare. Evita dunque di fare pressione sugli in­ter­lo­cu­to­ri perché prendano una decisione, ma limitati piuttosto a in­for­mar­ti sullo stato delle cose e sull’ulteriore pia­ni­fi­ca­zio­ne. In questo modo metti il tuo interesse in primo piano e non l’in­ten­zio­ne di far valere la tua volontà o ad­di­rit­tu­ra di esprimere la tua fru­stra­zio­ne.

Ciò che dovresti esprimere, invece, è la com­pren­sio­ne per l’altro. Questa in­tui­zio­ne ti sug­ge­ri­sce anche come scrivere l’e-mail di follow-up in modo sintetico.

Arriva ra­pi­da­men­te al punto e formula chia­ra­men­te ciò che vuoi sapere. Così fa­ci­li­te­rai la risposta da parte della persona a cui stai scrivendo.

Nella for­mu­la­zio­ne dell’e-mail, anche l’oggetto è im­por­tan­te: formulalo in modo tale che l’e-mail possa essere chia­ra­men­te associata alla tua can­di­da­tu­ra. Nel corpo del testo fai ri­fe­ri­men­to di­ret­ta­men­te al colloquio. A tal fine può essere utile af­fron­ta­re bre­ve­men­te i punti concreti ivi af­fron­ta­ti. Ciò di­mo­stre­rà at­ten­zio­ne e darà ai de­sti­na­ta­ri un altro indizio sulla natura del messaggio che stanno leggendo.

Consiglio

Una te­le­fo­na­ta è ancora più veloce di un’e-mail. Ma non sempre è la soluzione giusta. La tua chiamata potrebbe cogliere la persona di ri­fe­ri­men­to in un momento sbagliato o inop­por­tu­no. Nel caso di un’e-mail, la persona che la riceve ha la pos­si­bi­li­tà di scegliere da sé quando ela­bo­rar­la. Se però pre­fe­ri­sci fare una te­le­fo­na­ta, pensa prima a quello che vuoi dire e cerca di essere conciso.

Anche se si seguono tutti i consigli, non dovresti fare troppo af­fi­da­men­to su una risposta sod­di­sfa­cen­te. In totale sono quattro gli scenari possibili:

  1. Ricevi una risposta con una decisione: hai passato il turno oppure sei stato scartato.
  2. Ricevi un’in­di­ca­zio­ne temporale vin­co­lan­te: ora sai quanto sarà lunga l’attesa e sta a te decidere se ac­cet­tar­la o se optare per un’altra offerta di lavoro.
  3. La tua persona di ri­fe­ri­men­to ti chiede di pa­zien­ta­re ancora un po’: la si­tua­zio­ne è quindi immutata e dovrai aspettare.
  4. Non ricevi alcuna risposta: la persona che ha ricevuto la tua e-mail ignora del tutto la tua richiesta e si fa sentire per co­mu­ni­car­ti la decisione o non si fa proprio sentire.

Se non si riceve una risposta anche dopo un ra­gio­ne­vo­le periodo di attesa, vale la pena di cambiare il mezzo di co­mu­ni­ca­zio­ne e ri­pren­de­re i contatti te­le­fo­ni­ca­men­te. Se invece ti viene promesso un periodo di attesa o non ti viene indicata una data precisa, continua ad aspettare. Se l’azienda sta lasciando passare di nuovo troppo tempo, puoi nuo­va­men­te farti sentire, pur rimanendo cortese e gentile.

L’e-mail dopo un colloquio di lavoro: modello ed esempi

Al fine di renderti più facile la for­mu­la­zio­ne dell’e-mail di follow-up, abbiamo preparato diversi modelli a tua di­spo­si­zio­ne. Na­tu­ral­men­te vanno prima adattati alla tua si­tua­zio­ne. Dopo il colloquio di lavoro cerca di pro­get­ta­re l’e-mail di follow-up nel modo più personale possibile per stupire po­si­ti­va­men­te i tuoi de­sti­na­ta­ri.

Esempio 1

Oggetto: Re: Invito al colloquio di lavoro il 15.01.

Gentile [nome della persona di ri­fe­ri­men­to],

con la presente intendo rin­gra­ziar­La nuo­va­men­te per l’in­te­res­san­te colloquio per la posizione di [tipo di lavoro]. Ho avuto l’im­pres­sio­ne di essere adatto al team. Sono rimasto molto af­fa­sci­na­to anche dai vostri commenti sulla posizione - in par­ti­co­la­re per quanto riguarda gli aspetti relativi a [punto di di­scus­sio­ne speciale]. Ancora più di prima, vedo il mio futuro con [nome dell’azienda].

Vorrei pertanto in­for­mar­mi sullo stato attuale del processo. Può darmi una stima di quando verrà presa una decisione?

Se necessita di ulteriori in­for­ma­zio­ni sulla mia can­di­da­tu­ra, La prego di con­tat­tar­mi in qualsiasi momento, per e-mail o al numero [il tuo numero di telefono].

Le porgo i miei più cordiali saluti. [Il tuo nome]

L’esempio pre­sup­po­ne che tu non abbia già inviato un’e-mail di rin­gra­zia­men­to per il colloquio. Rispondi sem­pli­ce­men­te all’invito che hai ricevuto anche via e-mail. In questo modo è più facile per il de­sti­na­ta­rio assegnare cor­ret­ta­men­te l’utente all’e-mail ricevuta. Per evitare di dover far scorrere l’intera con­ver­sa­zio­ne, indica bre­ve­men­te nella prima frase di quale posizione si tratta. Se possibile, indirizza la tua e-mail alla persona di contatto specifica del colloquio. Proprio per questo risulta van­tag­gio­so ri­chie­de­re un biglietto da visita dopo il colloquio.

N.B.

As­si­cu­ra­ti di prestare at­ten­zio­ne all’indirizzo, spe­cial­men­te se stai ri­spon­den­do a un’e-mail ricevuta. Spesso si ricevono inviti dall’indirizzo del di­par­ti­men­to del personale; tuttavia, in questo momento il tuo obiettivo è scrivere a una persona specifica. Quindi so­sti­tui­sci l’indirizzo e sposta l’indirizzo e-mail dell’intero reparto nel campo CC.

A seguire, ringrazia per il colloquio, per­so­na­liz­za il messaggio inserendo del contenuto concreto trattato durante la con­ver­sa­zio­ne e conferma ancora una volta il tuo interesse per la posizione pub­bli­ciz­za­ta. Dopo questa breve in­tro­du­zio­ne, giungi alle tue reali pre­oc­cu­pa­zio­ni e offriti di sostenere il processo de­ci­sio­na­le at­tra­ver­so la tua di­spo­ni­bi­li­tà a co­mu­ni­ca­re.

Esempio 2

Oggetto: Richiesta di in­for­ma­zio­ni riguardo al colloquio per la posizione di [nome della pro­fes­sio­ne]

Gentile [nome della persona di ri­fe­ri­men­to],

La contatto nuo­va­men­te per quanto riguarda la mia can­di­da­tu­ra come [nome della pro­fes­sio­ne] e vorrei esprimere ancora una volta il mio grande interesse per questa posizione. [Nome dell’azienda] mi sembra essere il datore di lavoro perfetto per il mio futuro. Tanto più sono curioso di sapere se ci sono già ag­gior­na­men­ti sulla procedura di can­di­da­tu­ra. Potrebbe stimare quando posso aspet­tar­mi che verrà presa una decisione?

Mi può con­tat­ta­re anche per ulteriori domande o in­for­ma­zio­ni per telefono al [il tuo numero di telefono].

Cordiali saluti

[Il tuo nome]

In questo secondo esempio sup­po­nia­mo che tu abbia già con­tat­ta­to l’azienda con un messaggio di rin­gra­zia­men­to subito dopo il colloquio. Pertanto, il secondo modello è più corto del primo. In questo caso viene formulato un nuovo argomento che tuttavia chiarisce i fatti. No­no­stan­te la brevità, non è una cattiva idea riaf­fer­ma­re il tuo interesse per il lavoro. Infine, seguirà il motivo effettivo del messaggio. Tutto ciò rientra in un unico paragrafo e costerà poco sforzo e tempo per la lettura da parte della persona che riceve il messaggio.

Consiglio

Il tono dell’e-mail dovrebbe essere lo stesso del colloquio. Se, ad esempio, vi siete dati del tu, puoi man­te­ner­lo anche nella for­mu­la­zio­ne dell’e-mail di follow-up. Anche la decisione se iniziare l’e-mail con un formale “Gentile” o il più informale “Cara/o”, così come se usare solo il nome o anche il cognome, dipende dal tono del colloquio.

Cosa fare e non fare: a cosa prestare at­ten­zio­ne

Scrivere un’e-mail di follow-up dopo il colloquio è un’ini­zia­ti­va lodevole con cui puoi con­qui­sta­re molti punti, ma c’è sempre il rischio di fare delle gaffe.

Cosa fare

  • Dopo un tempo di attesa suf­fi­cien­te si può raf­for­za­re il proprio interesse per la posizione con un’e-mail di follow-up.
  • Un messaggio breve e conciso invita a dare una risposta immediata.
  • Un interesse e una com­pren­sio­ne sinceri per l’in­ter­lo­cu­to­re hanno un effetto positivo.
  • Fai ri­fe­ri­men­to alle formalità del colloquio di lavoro.
  • Dopo un suf­fi­cien­te tempo d’attesa puoi farti sentire con una te­le­fo­na­ta.

Cosa non fare

  • Scrivendo troppo presto alla persona di ri­fe­ri­men­to ri­sul­te­rai im­pa­zien­te e ag­gres­si­vo.
  • Scrivendo troppo e in maniera troppo indiretta il de­sti­na­ta­rio rimanderà l’ela­bo­ra­zio­ne della tua richiesta.
  • Con minacce e richieste spa­ven­te­rai l’in­ter­lo­cu­to­re e ti giocherai anche la pos­si­bi­li­tà di ottenere il lavoro.
  • Ignorando il tono del colloquio nelle tue formule scritte, of­fen­de­rai l’in­ter­lo­cu­to­re.
  • Se redigi il messaggio troppo in fretta in­clu­den­do degli errori, potresti mettere in cattiva la luce la tua can­di­da­tu­ra.
Consiglio

Non sei ancora stato invitato a un colloquio e aspetti una risposta alla tua can­di­da­tu­ra? Leggi il nostro articolo su come inviare una richiesta di in­for­ma­zio­ni sulla can­di­da­tu­ra.

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