La fatturazione elettronica è un sistema digitale per l’emissione, la trasmissione e la conservazione delle fatture. Introdotta per semplificare i processi amministrativi e contrastare l’evasione fiscale, la fattura elettronica deve essere trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. In Italia, è obbligatoria dal 2019 per la maggior parte dei titolari di partita IVA. Qui ti diamo maggiori informazioni al riguardo.

Fatturazione elettronica: che cos’è previsto

L’obbligo di fatturazione elettronica è stato introdotto per la prima volta con la legge finanziaria 2008 e dal 2014, in seguito a una direttiva UE, è diventato obbligatorio emettere una fattura elettronica verso la pubblica amministrazione. La PA accetta quindi solo fatture che rispondono agli standard tecnici definiti dalla Sogei, azienda facente capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le fatture devono essere emesse in formato XML, risultare inalterabili e immutabili e servirsi del Sistema di Interscambio (SdI). Dal 2019, in seguito alla Legge di Bilancio, anche tra privati è necessario emettere una fattura elettronica entro 12 giorni dalla prestazione lavorativa e registrarla poi entro il 15 del mese successivo.

A chi si estende l’obbligo di fatturazione elettronica?

L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda la quasi totalità dei titolari di partita IVA, comprese imprese, professionisti e lavoratori autonomi. Inizialmente erano previste alcune deroghe, in particolare per chi operava con regimi fiscali agevolati. Tuttavia, con l’articolo 18 del Decreto-legge n. 36/2022 (Decreto PNRR 2), l’obbligo è stato esteso anche ai contribuenti in regime forfettario, con un’introduzione graduale completata il 1° gennaio 2024. Da questa data, tutti i forfettari sono tenuti a emettere fattura elettronica, indipendentemente dal volume di ricavi o compensi.

Attualmente, le uniche categorie escluse dall’obbligo sono:

  • alcuni piccoli produttori agricoli che operano in regime speciale IVA;
  • soggetti non residenti o non stabiliti in Italia, se non obbligati alla fatturazione secondo la normativa italiana;
  • associazioni senza scopo di lucro per attività esenti e non commerciali, in determinati casi.

L’estensione della fatturazione elettronica ha l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale, semplificare la burocrazia e digitalizzare i processi amministrativi. La normativa è supportata da autorizzazioni europee che permettono all’Italia di derogare temporaneamente alle direttive IVA comunitarie, con una proroga attualmente prevista fino al 31 dicembre 2027.

Fatturazione elettronica: come funziona

Abbiamo spiegato in che cosa consiste la fatturazione elettronica, ma dobbiamo ancora chiarire come funziona questo processo. Chi deve emettere fattura elettronica deve servirsi innanzitutto di una piattaforma o un software apposito: ve ne sono svariati a disposizione sul mercato, sia gratis che a pagamento. Una volta emessa la fattura, dovrà provvedere all’invio per via telematica tramite il Sistema di Interscambio, premurandosi di conservare le fatture inviate in modo da non perderle. A tal proposito l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un servizio gratuito per conservare le fatture elettroniche, accessibile alla voce “Fatture e corrispettivi”. In questo modo tutte le fatture saranno automaticamente conservate per 15 anni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando ci si occupa di fatturazione elettronica, è indispensabile eseguire questi passaggi:

  1. Compilare la fattura elettronica
  2. Inserire la firma digitale e inviare la fattura tramite il Sistema di Interscambio
  3. Ricevere e registrare la fattura
  4. Conservare la fattura

Come scritto sopra, per redigere una fattura elettronica ci si può affidare a un software o procedere manualmente alla sua compilazione, l’importante è che il formato di esportazione sia quello XML. Una volta apposta la firma digitale e inviata la fattura tramite SdI, è necessario inviare il documento elettronico in conservazione sostitutiva. Con conservazione sostitutiva si intende un processo informatico che dà valore legale alla fattura elettronica equiparandola così a una classica fattura cartacea. Per legge le fatture elettroniche vanno conservate per 10 anni sia da chi le emette sia da chi le riceve.

I vantaggi della fatturazione elettronica

Il passaggio alla fatturazione elettronica porta con sé svariati vantaggi. Il più importante riguarda la lotta all’evasione fiscale. Infatti, con la sua introduzione sono possibili controlli in tempo reale in grado di aumentare l’efficacia dei processi di verifica del versamento dell’IVA, rendendo quindi possibile un’azione immediata nei confronti di operazioni sospette.

La fatturazione elettronica consente anche risparmi sulla spesa pubblica, in quanto i controlli sono più efficienti e si evitano sprechi di risorse, oltre a essere un ulteriore passo verso la dematerializzazione dei processi nelle aziende. In questo modo non è più necessario stampare le fatture, si abbattono i costi derivati dalla stampa e per la marca da bollo e tutto viene memorizzato in digitale, risparmiando anche sugli spazi fisici.

Il vantaggio risiede anche nel fatto che i processi sono automatizzati e si riduce considerevolmente il rischio di errore rispetto a un inserimento dei dati effettuato manualmente. Anche l’aspetto ambientale è molto rilevante: infatti l’obbligo di fatturazione elettronica si traduce anche in una netta riduzione dei consumi di carta.

Fatturazione elettronica: rischi e sanzioni in caso di irregolarità

La mancata emissione o l’errata compilazione della fattura elettronica può comportare sanzioni amministrative per il contribuente. In caso di omessa, tardiva o inesatta trasmissione della fattura tramite il Sistema di Interscambio (SdI), si applica una sanzione pari al 5% dell’importo non documentato, con un minimo di 500 euro. Se l’operazione non è soggetta a IVA, la sanzione varia da 250 a 2.000 euro. Tuttavia, in presenza di errori formali che non incidono sulla corretta liquidazione dell’imposta, l’Agenzia delle Entrate può non applicare la sanzione (cosiddetto principio di non punibilità per errori meramente formali).

Per i contribuenti forfettari e per i soggetti che hanno iniziato da poco l’attività, sono stati previsti periodi transitori con riduzione o sospensione delle sanzioni, ma oggi tali agevolazioni non sono più in vigore. È inoltre importante rispettare i termini di emissione: la fattura immediata deve essere trasmessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, mentre la fattura differita va emessa entro il 15 del mese successivo. Il mancato rispetto di queste scadenze può anch’esso comportare sanzioni.

Ti preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

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