Multipass di Canonical, di­stri­bu­to­re di Linux, è una soluzione per la vir­tua­liz­za­zio­ne che consente agli utenti di creare e gestire macchine virtuali (VM) Ubuntu su diversi sistemi operativi.

Cos’è Multipass?

Multipass è un software di vir­tua­liz­za­zio­ne leggero, pro­get­ta­to per svi­lup­pa­to­ri e am­mi­ni­stra­to­ri di sistema che de­si­de­ra­no testare e uti­liz­za­re Ubuntu in un ambiente isolato. Grazie alla sua CLI (in­ter­fac­cia a riga di comando) semplice e immediata, Multipass permette di creare, avviare e gestire VM Ubuntu con il minimo sforzo. Il software è la scelta ideale per chi vuole impostare ra­pi­da­men­te un nuovo ambiente Ubuntu con un solo comando.

Rispetto ad altri software di vir­tua­liz­za­zio­ne, Multipass si distingue perché supporta solo Ubuntu e per la sua velocità nel creare macchine virtuali. Rispetto ad altre soluzioni di vir­tua­liz­za­zio­ne come KVM, spicca anche per il supporto nativo mul­ti­piat­ta­for­ma che consente di uti­liz­zar­lo su Windows, macOS e Linux.

Requisiti per l’uso di Multipass

Per poter uti­liz­za­re Multipass, il tuo PC deve sod­di­sfa­re i seguenti requisiti di sistema:

  • Sistema operativo: Multipass supporta Windows 10 (64 bit), macOS e le di­stri­bu­zio­ni Linux.
  • Hardware: per far fun­zio­na­re la macchina virtuale in modo efficace, si consiglia di usare un PC con pro­ces­so­re a 64 bit e almeno 4 GB di RAM.
  • Permessi di am­mi­ni­stra­to­re: per in­stal­la­re e far fun­zio­na­re Multipass sono necessari permessi di am­mi­ni­stra­to­re.

In­stal­la­zio­ne guidata di Multipass

Per in­stal­la­re Multipass è ne­ces­sa­rio seguire passaggi diversi a seconda del sistema operativo.

In­stal­la­zio­ne su Windows

Per in­stal­la­re Multipass su Windows è ne­ces­sa­rio usare un programma di in­stal­la­zio­ne specifico.

Primo passaggio: download del programma di in­stal­la­zio­ne

Visita il sito web officiale di Multipass e scarica il programma di in­stal­la­zio­ne per Windows.

Secondo passaggio: avviare il programma di in­stal­la­zio­ne

Durante questo passaggio as­si­cu­ra­ti che la tua rete locale sia privata. In caso contrario non sarà possibile avviare Multipass. Quindi fai doppio clic sul file appena scaricato per avviare il programma di in­stal­la­zio­ne e segui le istru­zio­ni dell’as­si­sten­te di in­stal­la­zio­ne.

Terzo passaggio: terminare l’in­stal­la­zio­ne

Una volta terminata l’in­stal­la­zio­ne puoi usare Multipass tramite il prompt dei comandi o Po­wer­Shell.

In­stal­la­zio­ne su macOS

Per in­stal­la­re Multipass su macOS è suf­fi­cien­te scaricare il pacchetto Homebrew. Se ancora non lo usi, prima devi procedere all’in­stal­la­zio­ne di Homebrew.

Primo passaggio: scaricare Homebrew

Prima di tutto apri il terminale ed esegui il comando qui sotto per ag­gior­na­re Homebrew e in­stal­la­re Multipass:

brew install --cask multipass
bash

Ora Homebrew sca­ri­che­rà e in­stal­le­rà Multipass au­to­ma­ti­ca­men­te.

Secondo passaggio: ve­ri­fi­ca­re l’in­stal­la­zio­ne

Una volta eseguita l’in­stal­la­zio­ne di Multipass puoi ve­ri­fi­ca­re che questa sia andata a buon fine digitando il comando multipass version nel terminale.

In­stal­la­zio­ne su Linux

Esistono vari metodi per in­stal­la­re Multipass su Ubuntu e sulle altre di­stri­bu­zio­ni di Linux.

Prima pos­si­bi­li­tà: in­stal­la­zio­ne su Ubuntu via APT

Aggiorna il sistema di gestione pacchetti APT e usa il seguente comando per in­stal­la­re Multipass su Ubuntu:

sudo apt update
sudo apt install multipass
bash

Seconda pos­si­bi­li­tà: in­stal­la­zio­ne su altre di­stri­bu­zio­ni via Snap

Se la tua di­stri­bu­zio­ne supporta la gestione del pacchetto Snap puoi in­stal­la­re Multipass eseguendo il comando sot­to­stan­te:

sudo snap install multipass
bash

Non importa quale variante decidi di usare per in­stal­la­re Multipass su Linux: suc­ces­si­va­men­te puoi ve­ri­fi­ca­re se lo strumento di vir­tua­liz­za­zio­ne è stato in­stal­la­to cor­ret­ta­men­te, digitando multipass version nel terminale.

Come si crea una macchina virtuale con Multipass?

Dopo aver in­stal­la­to Multipass, puoi iniziare a creare e gestire le macchine virtuali Ubuntu.

Primo passaggio: creare una macchina virtuale

Per creare una nuova macchina virtuale usa il comando launch. Questo comando consente di scaricare l’immagine Ubuntu più recente e avvia una nuova VM, che potrai de­no­mi­na­re con il parametro opzionale --name. Ti con­si­glia­mo di non saltare questo passaggio, al­tri­men­ti il programma genererà un nome casuale.

multipass launch --name test-vm
bash

Secondo passaggio: stabilire la versione di Ubuntu

Se desideri usare una de­ter­mi­na­ta versione di Ubuntu puoi usare questo comando per vi­sua­liz­za­re tutte le versioni di­spo­ni­bi­li:

multipass find
bash

Verrà vi­sua­liz­za­ta una lista con le varie versioni Ubuntu e i suoi alias. Se desideri ottenere più in­for­ma­zio­ni su una versione specifica usa il comando multipass info [versionname/alias]. Suc­ces­si­va­men­te puoi inserire la tua versione preferita nel comando launch. Nel nostro esempio viene in­stal­la­to Ubuntu 22.04 LTS:

multipass launch --name test-vm 22.04
bash

Terzo passaggio: ve­ri­fi­ca­re lo stato della VM

Per vi­sua­liz­za­re una lista di tutte le macchine virtuali attive puoi usare il comando qui sotto. Questo mostra tutte le macchine virtuali attive, il loro stato, l’indirizzo IP e altre in­for­ma­zio­ni rilevanti.

multipass list
bash

Quarto passaggio: col­le­gar­si a una macchina virtuale

Per poter accedere a una macchina virtuale attiva usa il comando shell:

multipass shell test-vm
bash

Questo comando avvia una sessione SSH relativa alla macchina virtuale spe­ci­fi­ca­ta, in modo che tu possa lavorare di­ret­ta­men­te con questa.

Quinto passaggio: gestire le macchine virtuali

Multipass offre una serie di comandi che con­sen­to­no di gestire le macchine virtuali:

  • Arrestare la VM: multipass suspend test-vm
  • Avviare una VM pre­ce­den­te­men­te arrestata: multipass start test-vm
  • Can­cel­la­re una VM: multipass delete test-vm
  • Eliminare tutte le VM can­cel­la­te: multipass purge (le macchine virtuali can­cel­la­te man­ten­go­no lo stato “can­cel­la­to” fino alla completa eli­mi­na­zio­ne)
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