Il metodo agile è un approccio or­ga­niz­za­ti­vo aziendale sempre più diffuso. Nel giro di pochi anni è diventato una questione centrale nell’ambito della gestione main­stream ed è con­si­de­ra­to il metodo aziendale più efficace per ri­spon­de­re con successo alle sfide poste dalla di­gi­ta­liz­za­zio­ne. Su quali principi si basa la me­to­do­lo­gia agile? È così semplice come sembra, oppure è opportuno che i dirigenti ne prendano in con­si­de­ra­zio­ne i rischi e gli svantaggi? Scopriamo come è nato l’approccio agile, come funziona e quali pro­spet­ti­ve offre alle aziende.

Che cos’è la me­to­do­lo­gia agile?

Il termine “agilità” deriva dal latino agilis, che viene tradotto come “agile, veloce, attivo”. Nell’uso comune attuale per “agilità” s’intende la “capacità di adattarsi in modo fles­si­bi­le, rapido e pro­po­si­ti­vo ai cam­bia­men­ti”.

Il concetto di agilità nell’ambiente la­vo­ra­ti­vo risulta meno chiaro. Il termine viene uti­liz­za­to in ambito scien­ti­fi­co fin dagli anni ‘50, ma con si­gni­fi­ca­ti diversi. Talcott, ad esempio, ha descritto lo schema AGIL, acronimo di Adaptation (funzione adattiva), Goal At­tai­ne­ment (rag­giun­gi­men­to degli obiettivi), Inte­gra­tion (funzione in­te­gra­ti­va) e Latency (man­te­ni­men­to del modello latente), come strumento di analisi di qualsiasi sistema sociale autonomo.

Anche nei contesti ma­na­ge­ria­li italiani, il metodo agile è diventato un im­pe­ra­ti­vo, una vera e propria necessità per vincere le sfide che mettono sempre di più alla prova le aziende. La let­te­ra­tu­ra e la do­cu­men­ta­zio­ne prodotte sull’argomento, pur seguendo le varie tra­sfor­ma­zio­ni e i progressi dell’approccio agile nel tempo e nei diversi contesti, ne fanno emergere quattro ca­rat­te­ri­sti­che prin­ci­pa­li: velocità, capacità di adat­ta­men­to, at­ten­zio­ne al cliente e mentalità agile.

De­fi­ni­zio­ni più concrete si possono trovare in dizionari o glossari spe­cia­li­sti­ci online, come il di­zio­na­rio di au­to­ma­zio­ne. Qui il concetto di agile viene descritto come processo di sviluppo software e Project Ma­na­ge­ment che enfatizza la sod­di­sfa­zio­ne del cliente at­tra­ver­so la fornitura continua di software fun­zio­nan­te. I metodi agili si con­trap­pon­go­no al modello a cascata e ad altri processi software tra­di­zio­na­li, pro­po­nen­do un approccio meno strut­tu­ra­to e fo­ca­liz­za­to sull’obiettivo di con­se­gna­re al cliente, in tempi brevi e di frequente (early delivery/frequent delivery), software fun­zio­nan­ti e di qualità.

La me­to­do­lo­gia agile prevede piccoli team in­ter­di­sci­pli­na­ri, cicli in­for­ma­ti­vi brevi, pre­sta­zio­ni iterative e sviluppo in­cre­men­ta­le, nonché gerarchie piatte.

Il Manifesto Agile ha rap­pre­sen­ta­to la for­ma­liz­za­zio­ne dei principi su cui si basano i metodi agili. È stato pub­bli­ca­to in seguito ad uno sviluppo software, ma i quattro principi in esso pre­sen­ta­ti possono essere con­si­de­ra­ti uni­ver­sa­li:

  1. Gli individui e le in­te­ra­zio­ni sono più im­por­tan­ti dei processi e degli strumenti
  2. È più im­por­tan­te avere un software fun­zio­nan­te che do­cu­men­ta­zio­ne
  3. La col­la­bo­ra­zio­ne diretta con il cliente offre risultati migliori dei rapporti con­trat­tua­li
  4. Bisogna essere pronti a ri­spon­de­re ai cam­bia­men­ti oltre che aderire alla pia­ni­fi­ca­zio­ne
De­fi­ni­zio­ne

Metodo agile: il metodo agile, essendosi svi­lup­pa­to nel corso della di­gi­ta­liz­za­zio­ne, non ha una de­fi­ni­zio­ne univoca. Può essere con­si­de­ra­to come metodo di lavoro ca­rat­te­riz­za­to da un approccio veloce, fles­si­bi­le e proattivo, ri­sul­tan­te da una mentalità agile. Questa a sua volta è ca­rat­te­riz­za­ta da valori quali la cen­tra­li­tà del cliente, il net­wor­king, la fiducia e l’auto-or­ga­niz­za­zio­ne

Storia della me­to­do­lo­gia agile

L’approccio agile ha avuto origine nello sviluppo software e nella gestione di progetti IT. Le prime forme di tale metodo sono comparse già all’inizio degli anni Novanta. Con la pub­bli­ca­zio­ne del Manifesto Agile nel 2001, i principi si sono ini­zial­men­te diffusi nei settori IT e nel Project Ma­na­ge­ment, ambiti in cui l’in­no­va­zio­ne è parte in­te­gran­te dell’attività aziendale quo­ti­dia­na.

Nel frattempo, la di­gi­ta­liz­za­zio­ne ha invaso ogni settore in­du­stria­le e ogni area di business aziendale facendo del cam­bia­men­to una costante del quo­ti­dia­no e portando tali metodi e principi a (dover) essere applicati in contesti sempre nuovi. Dal 2000 il metodo agile è andato sempre più af­fer­man­do­si come nuovo standard nella cultura ma­na­ge­ria­le e or­ga­niz­za­ti­va.

Dai principi agili ai metodi concreti

Le aziende che vogliono or­ga­niz­za­re il proprio lavoro secondo i principi agili hanno la pos­si­bi­li­tà di scegliere tra diverse modalità. I framework più co­no­sciu­ti sono Scrum e Kanban.

Su Kanban l’at­ten­zio­ne è fo­ca­liz­za­ta sul flusso di lavoro. L’obiettivo è quello di creare un flusso di lavoro quanto più possibile scor­re­vo­le e omogeneo per portare a termine i progetti in modo ef­fi­cien­te. I compiti sono limitati e vi­sua­liz­za­ti su una scheda che riflette l’andamento del progetto. Il metodo può essere uti­liz­za­to sia in team, sia da utenti singoli nell’or­ga­niz­za­zio­ne di piccoli o grandi progetti.

Scrum è un metodo più completo che si basa su ruoli definiti; all’uni­for­mi­tà del flusso di lavoro, predilige sprint brevi al fine di fornire prodotti creativi at­tra­ver­so sviluppi in­cre­men­ta­li e mi­glio­ra­men­ti continui sui risultati.

Nella realtà i metodi vengono spesso adattati, combinati o sem­pli­fi­ca­ti rispetto al contesto in questione, mirando sempre all’obiettivo finale.

Vantaggi della me­to­do­lo­gia agile nella realtà aziendale

Il metodo agile è stato svi­lup­pa­to per superare il tra­di­zio­na­le modello a cascata in cui i progetti vengono rea­liz­za­ti fase per fase in modo lineare. Questo metodo prevede poca fles­si­bi­li­tà, perché tutto è diretto verso un risultato finale definito dall’inizio. Ne consegue che gli errori si notano solo in ritardo e anche l’utile sul capitale investito si per­ce­pi­sce solo in seguito al com­ple­ta­men­to finale. Con il ritmo veloce della di­gi­ta­liz­za­zio­ne e la crescente pressione com­pe­ti­ti­va globale, un modello così rigido e lento diventa inef­fi­ca­ce.

Nei metodi agili si definisce una direzione o un obiettivo prov­vi­so­rio invece di un obiettivo de­fi­ni­ti­vo, vista la necessità aziendale di reagire ra­pi­da­men­te ai cam­bia­men­ti. Ma non basta: per avere successo in un’economia mondiale glo­ba­liz­za­ta, le aziende devono stabilire tendenze e svi­lup­pa­re in­no­va­zio­ni evitando di rimanere dietro alla con­cor­ren­za. L’approccio agile permette di an­ti­ci­pa­re i cam­bia­men­ti e quindi di ottenere un vantaggio com­pe­ti­ti­vo.

Oltre a questi fattori che in­fluen­za­no molte aziende dall’esterno tanto da indurle a mettere in di­scus­sio­ne i loro modelli di lavoro abituali, l’azienda che adotta la me­to­do­lo­gia agile cambia anche a livello interno. Con­cre­ta­men­te cambiano i desideri dei la­vo­ra­to­ri, i quali inoltre vengono sempre più presi in carico dal punto di vista di­ri­gen­zia­le, anche in con­si­de­ra­zio­ne dei cam­bia­men­ti de­mo­gra­fi­ci e della con­se­guen­te carenza di la­vo­ra­to­ri qua­li­fi­ca­ti.

I di­pen­den­ti non vogliono più lavorare secondo gerarchie rigide, ma pre­ten­do­no un margine di gestione più ampio e una coo­pe­ra­zio­ne su un piano di parità. Inoltre, più l’ambiente diventa complesso, più si com­pli­ca­no anche i progetti. Le strutture tra­di­zio­na­li non sono più in grado di con­sen­ti­re un’im­po­sta­zio­ne la­vo­ra­ti­va efficace in un ambiente di questo tipo.

I principi agili ri­guar­da­no sia la direzione aziendale che i di­pen­den­ti: l’approccio agile non consente solo di mi­glio­ra­re i risultati, ma tiene anche conto, grazie alla mentalità agile, delle mutate esigenze dei di­pen­den­ti per una cultura aziendale più ri­spet­to­sa e un migliore work life balance.

Vantaggi in sintesi:

  • Reazioni tem­pe­sti­ve ai cam­bia­men­ti del mercato
  • Maggiore com­pe­ti­ti­vi­tà
  • Migliore ef­fi­cien­za
  • Mi­glio­ra­men­ti continui sul prodotto
  • Maggiore sod­di­sfa­zio­ne del cliente
  • In­no­va­zio­ne
  • At­trat­ti­va in qualità di datore di lavoro (pro­fes­sio­na­li­tà)
  • Elevata sod­di­sfa­zio­ne dei di­pen­den­ti

Svantaggi e rischi della me­to­do­lo­gia agile

In molti progetti e per molte aziende, il metodo agile è pro­ba­bil­men­te il miglior approccio metodico al momento, ma non è l’unico rimedio sempre possibile. Oltre ai numerosi vantaggi, un simile approccio comporta anche rischi e svantaggi di cui è opportuno essere con­sa­pe­vo­li.

Il fatto che il metodo di lavoro non abbia un risultato pre­de­fi­ni­to è uno dei suoi maggiori vantaggi, ma allo stesso tempo nasconde un pericolo fon­da­men­ta­le: i team rischiano di perdere il loro obiettivo con­cen­tran­do­si in sprint di lavoro ri­pe­ti­ti­vi e sui costanti mi­glio­ra­men­ti, perdendo di vista la finalità vera del progetto. Lavorare in cicli iterativi rende difficile misurare lo stato di avan­za­men­to del progetto.

Se non viene fissata una scadenza precisa, è facile che si verifichi un’impennata dei costi nell’ese­cu­zio­ne degli ordini dei clienti. Sul piano interno, invece, la fles­si­bi­li­tà dell’approccio complica all’inizio la pia­ni­fi­ca­zio­ne rea­li­sti­ca delle risorse, poiché non viene definito chia­ra­men­te il risultato del lavoro.

Rispetto all’approccio tra­di­zio­na­le, occorre dedicare molto più tempo alla co­mu­ni­ca­zio­ne, sia con il cliente, sia all’interno del team.

Anche l’in­se­ri­men­to di nuovi di­pen­den­ti durante il corso del processo di lavoro può risultare più com­pli­ca­to in sistemi di questo tipo. Ciò è dovuto al fatto che si dà meno rilievo alla do­cu­men­ta­zio­ne completa, mentre l’at­ten­zio­ne si concentra sui progressi concreti.

Rischi del metodo agile in sintesi:

  • Pericolo di un’eccessiva ot­ti­miz­za­zio­ne
  • Progresso difficile da misurare
  • Dif­fi­col­tà di una pia­ni­fi­ca­zio­ne rea­li­sti­ca delle risorse
  • Maggiore sforzo di co­mu­ni­ca­zio­ne
  • Minima do­cu­men­ta­zio­ne che rende difficile l’in­se­ri­men­to di nuovi di­pen­den­ti
  • Richiede un’elevata com­pe­ten­za sociale

In sintesi: l’utilità della me­to­do­lo­gia agile

L’approccio agile è stato e continua ad essere glo­ri­fi­ca­to da alcuni manager come eroe e garante del successo im­pren­di­to­ria­le nell’era digitale. Spesso sembra che con questo metodo si possano risolvere tutti i problemi con­se­guen­ti alla tra­sfor­ma­zio­ne digitale.

So­prat­tut­to all’inizio nacquero alcune con­tro­ver­sie tra i so­ste­ni­to­ri del vecchio modello a cascata e i rap­pre­sen­tan­ti del nuovo approccio, gli uni contrari agli altri ed entrambi convinti della propria posizione.

In molti casi, la me­to­do­lo­gia agile è la risposta migliore che si possa dare alle attuali sfide dell’or­ga­niz­za­zio­ne del lavoro, ma l’espres­sio­ne stessa fa intendere che non esiste un metodo univoco. Esistono di fatto diversi tipi di approccio agile che dif­fe­ri­sco­no chia­ra­men­te l’uno dall’altro. Sarà compito di ogni azienda in­te­res­sa­ta in­for­mar­si in modo ap­pro­fon­di­to e trovare con tentativi concreti l’approccio agile più consono alla propria attività.

La decisione di adottare un de­ter­mi­na­to metodo agile non esclude ne­ces­sa­ria­men­te gli altri. Nella realtà sono molti i modelli ibridi in cui le aziende combinano approcci tra­di­zio­na­li e agili e svi­lup­pa­no soluzioni per­so­na­liz­za­te in base alle proprie esigenze.

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