Gli e-sport e i video Let’s play stanno gua­da­gnan­do sempre più fan. I giocatori di tutto il mondo amano guardarsi mentre giocano. Con Twitch è stata messa a di­spo­si­zio­ne della community una piat­ta­for­ma di live streaming: una sorta di vi­deo­con­fe­ren­za per gamer. Ma come funziona tutto questo? A quali giochi si può giocare? E si può gua­da­gna­re con la piat­ta­for­ma?

Lo sviluppo di Twitch

La storia di Twitch comincia con il laureato di Yale Justin Kan: nel 2007 Kan decise di fare uno streaming 24 ore su 24 della sua vita. Con una webcam puntata sul suo cap­pel­li­no da baseball e un computer nello zaino ha aperto le porte della sua vita, notte e giorno, agli in­te­res­sa­ti. Così ha visto la luce il primo canale della piat­ta­for­ma di streaming, chiamata Justin.tv, dal nome del suo creatore. Kan ha sollevato l’at­ten­zio­ne per i media con la sua idea insolita e qualche tempo dopo anche altri li­fe­ca­ster hanno deciso di pre­sen­tar­si su Internet. Così sono stati aggiunti altri canali alla rete.

A un anno dalla sua creazione l’azienda contava già 30.000 streamer re­gi­stra­ti. Piano piano alle categorie come sport, musica o notizie, è stata af­fian­ca­ta anche la sezione giochi. Qui gli utenti si filmavano mentre giocavano al PC o alla console. Proprio questa sezione ha raccolto sempre più consensi e così è stata separata nel 2011: questa data ha segnato la nascita di Twitch.tv.

Nel frattempo Justin.tv ha chiuso i battenti di modo che l’azienda si potesse con­cen­tra­re sul progetto derivato di maggiore successo. Nel 2014 Amazon ha rilevato la Twitch In­te­rac­ti­ve Inc. per 970 milioni di dollari.

Il raggio d’azione della piat­ta­for­ma di streaming è in continuo aumento e anche nel 2016 sono stati re­gi­stra­ti dei risultati da record, quali:

  • 292 miliardi di minuti di video vi­sua­liz­za­ti
  • 2,2 milioni di streamer attivi
  • 14,2 miliardi di messaggi inviati tramite la chat di Twitch.

Che cos’è Twitch?

Lo scopo prin­ci­pa­le di Twitch è di con­di­vi­de­re la propria espe­rien­za di gioco con gli altri utenti. Perciò i giocatori tra­smet­to­no l’immagine dei loro display alla community tramite la piat­ta­for­ma. Lo streaming video viene ampliato tramite alcune funzioni che da una semplice piat­ta­for­ma per tra­smis­sio­ni la tra­sfor­ma­no in una community attiva. Quindi cosa si può fare con Twitch e quale tec­no­lo­gia si nasconde dietro questa piat­ta­for­ma?

Funzioni

Twitch si concentra sulla tra­smis­sio­ne di vi­deo­gio­chi in tempo reale tramite screen­ca­st. Sin dagli albori dell’e-sport, molti giocatori re­gi­stra­no le loro sessioni. Nel gaming online, oltre all’azione vera e propria, anche i commenti tramite headset giocano un ruolo im­por­tan­te; ed è così anche su Twitch: oltre al match stesso gli spet­ta­to­ri sono in­te­res­sa­ti es­sen­zial­men­te alla per­so­na­li­tà del gamer. Perciò molti utenti uti­liz­za­no anche una webcam puntata su di loro, chiamata facecam. In modo simile ai par­ti­co­lar­men­te amati video Let’s Play su YouTube, le reazioni degli streamer ricoprono un ruolo im­por­tan­te per riuscire ad af­fa­sci­na­re gli spet­ta­to­ri.

L’immagine del giocatore viene so­vrap­po­sta, al video vero e proprio, in formato più piccolo. Per rendere questo tipo di vi­sua­liz­za­zio­ne par­ti­co­lar­men­te ac­cat­ti­van­te, molti giocatori siedono davanti un green screen e pro­iet­ta­no alle loro spalle la sessione di gioco grazie alla tecnica del chroma key. Visto che la loro immagine fa sempre parte della tra­smis­sio­ne, i giocatori/streamer possono co­struir­si una propria fan base. Sotto al video è presente un profilo che dà in­for­ma­zio­ni sui giocatori. Spesso questa è la sezione dove far ri­fe­ri­men­to all’hardware uti­liz­za­to o co­mu­ni­ca­re agli utenti i propri canali social. Per per­met­te­re agli spet­ta­to­ri di entrare in contatto con gli streamer, c’è una chat che si trova accanto al video.

Giochi

I giochi più seguiti su Twitch sono ov­via­men­te quelli mul­ty­player: la com­pe­ti­zio­ne genera anche tra gli spet­ta­to­ri en­tu­sia­smo o fru­stra­zio­ne, ana­lo­ga­men­te a quanto avviene durante le dirette di eventi sportivi. Nel 2016 il maggior sharing se l’è ag­giu­di­ca­to il classico Counter Strike, un gioco di tattica, che anche dopo oltre 15 anni e in­nu­me­re­vo­li novità rimane il preferito tra i vi­deo­gio­chi mul­ti­player. Ma anche giochi di ruolo e strategia, come League of Legends, World of Warcraft o Dota 2 en­tu­sia­sma­no un’ampia fetta di pubblico. Oltre a questi attirano anche il gioco di carte online Hear­th­sto­ne, l’hit Open World Grand Theft Auto V e na­tu­ral­men­te il gioco di culto Minecraft. Ma anche giochi più bizzarri come osu! (un vi­deo­gio­co musicale) o Farming Simulator (una si­mu­la­zio­ne del lavoro in una fattoria) sono molto amati. Anche i classici come Tetris rac­col­go­no molti consensi.

Canali ag­giun­ti­vi

Oltre ai canali per i giochi, Twitch offre anche canali che si occupano di altre tematiche:

  • IRL: nel co­sid­det­to canale “In Real Life” gli spet­ta­to­ri ac­com­pa­gna­no gli streamer nella vita di tutti i giorni. Così il servizio si rifà alla piat­ta­for­ma ori­gi­na­ria Justin.tv. Prin­ci­pal­men­te qui viene gestito il vlogging, si tratta quindi di una sorta di diario in formato video.

  • Talk show: in questo canale diversi streamer parlano di un tema in par­ti­co­la­re. In questa categoria c’è posto sia per la politica che per inezie.

  • Creative: con il canale “Creative” Twitch supporta la vena artistica dei suoi utenti. Qui gli streamer si filmano da soli mentre disegnano, dipingono o fanno del bricolage. Ma anche gli show di cucina hanno un loro seguito.

  • Music: qui viene dato spazio alla musica au­to­pro­dot­ta. So­prat­tut­to i DJ pre­sen­ta­no i loro set, ma anche i can­tau­to­ri mettono a di­spo­si­zio­ne degli streaming sulla piat­ta­for­ma per con­di­vi­de­re la loro musica con la community.

Eventi di e-sport

Una grande fetta della community di Twitch proviene dagli e-sport. Per questo motivo le com­pe­ti­zio­ni tra vi­deo­gio­ca­to­ri svolgono un ruolo molto im­por­tan­te al­l'in­ter­no della piat­ta­for­ma, che trasmette re­go­lar­men­te eventi in diretta (a volte persino in esclusiva). Così, a dif­fe­ren­za degli streaming privati, ci si dedica persino ad avere una regia: vengono con­trap­po­ste diverse pro­spet­ti­ve e più cameramen si occupano delle riprese sul posto. Com­men­ta­to­ri in­di­pen­den­ti e in­ter­vi­ste tra­sfor­ma­no lo streaming in un evento che si avvicina alle tra­smis­sio­ni sport in TV.

Fatto

Negli eventi di e-sport i gamer giocano per ag­giu­di­car­si mon­te­pre­mi che possono arrivare anche a milioni di euro.

Tec­no­lo­gia uti­liz­za­ta

Per tra­smet­te­re il proprio schermo molti utenti di Twitch uti­liz­za­no Xsplit o la soluzione open source Open Broa­d­ca­ster Software. Quest’ultimo supporta oltre ai sistemi Windows, anche quelli macOS e Linux. Entrambi i programmi di­spon­go­no di un col­le­ga­men­to a Twitch e si possono perciò integrare fa­cil­men­te nella piat­ta­for­ma. La maggior parte dei giochi odierni da console (PS4 o Xbox One) hanno già integrata la funzione di tra­smis­sio­ne nel sistema. Oltre al software, per riuscire a tra­smet­te­re un video di qualità gli streamer di Twitch hanno bisogno anche di un buon hardware:

  • PC, Mac o console: per per­met­te­re agli spet­ta­to­ri di be­ne­fi­cia­re dello streaming, il computer uti­liz­za­to dovrebbe disporre di un pro­ces­so­re adatto e di una buona scheda grafica. Infatti una grafica nitida senza immagini mosse è decisiva per il successo di uno streaming. Si deve anche tenere in con­si­de­ra­zio­ne che già solo tramite streaming vengono usate le risorse della CPU. Nel caso di una console ciò non si verifica: qui l’hardware e il software sono coor­di­na­ti tra loro.

  • Con­nes­sio­ne Internet: se volete pre­sen­ta­re su Internet dei video di alta qualità e senza ritardi, dovreste avere a di­spo­si­zio­ne una con­nes­sio­ne veloce. Per uno streaming in Full HD efficace è richiesta una velocità in upload di almeno 6 Mbit/s. Il video può essere compresso di­ret­ta­men­te con molti programmi di streaming, cosa che di­mi­nui­sce l’utilizzo delle risorse al momento dell’upload. Inoltre i vi­deo­gio­ca­to­ri online do­vreb­be­ro tenere presente che il gioco stesso va a gravare sulla con­ne­sio­ne Internet.

  • Vi­deo­ca­me­ra: la facecam mostra i gamer mentre giocano, ri­pren­den­do­ne la mimica e i gesti. La vi­sua­liz­za­zio­ne dei giocatori è l’at­trat­ti­va di Twitch. Perciò anche qui la tec­no­lo­gia non è una questione ac­ces­so­ria: se si vuole una tra­smis­sio­ne dello schermo di alta qualità, si dovrebbe anche investire sulla vi­deo­ca­me­ra per dare una visione d’insieme equi­li­bra­ta.

  • Green screen: l’utilizzo di un green screen è opzionale. Tramite la funzione chroma key del software di streaming il gamer può pro­iet­ta­re la sessione di gioco alle proprie spalle, in­te­gran­do­si ele­gan­te­men­te nel video. Lo spazio in cui viene ef­fet­tua­ta la ripresa è so­li­ta­men­te piuttosto limitato (quasi tutti i gamer giocano rimanendo seduti), quindi come sfondo spesso può bastare un piccolo telo verde. Si può però anche investire in una soluzione specifica per i gamer: con pochi soldi si acquista un backdrop, ovvero uno sfondo, che si può ripiegare e riporre co­mo­da­men­te dopo lo streaming. Tuttavia alcuni streamer si filmano sem­pli­ce­men­te con dietro lo sfondo della loro camera, che dovrebbe perlomeno sembrare ordinata.

  • Microfono: l’in­te­ra­zio­ne con gli spet­ta­to­ri è molto im­por­tan­te. Perciò i gamer do­vreb­be­ro uti­liz­za­re un microfono suf­fi­cien­te­men­te buono per la tra­smis­sio­ne in modo che i commenti siano com­pren­si­bi­li. Molti giocatori scelgono i classici headset uti­liz­za­ti per i giochi online, ma si vedono anche spesso degli streamer che usano dei microfoni pro­fes­sio­na­li. In questo caso si dovrebbe fare at­ten­zio­ne al fatto di non so­vra­mo­du­la­re il suono. Perciò da una parte è im­por­tan­te la giusta im­po­sta­zio­ne, dall’altra si dovrebbe evitare di urlare di­ret­ta­men­te nell’ap­pa­rec­chio. Ciò può fare in­ner­vo­si­re in fretta gli spet­ta­to­ri, che sen­ti­ran­no solo un suono distorto.

  • Hardware di ac­qui­si­zio­ne: chi fosse in­te­res­sa­to a offrire streaming di qualità pro­fes­sio­na­le, può investire in specifici hardware di ac­qui­si­zio­ne. Con queste in­ter­fac­ce il video segnale (dal PC e dalla vi­deo­ca­me­ra) viene trasmesso a un altro computer, che ha l’unico compito di elaborare il video e caricarlo in rete. Questo metodo ga­ran­ti­sce pre­sta­zio­ni ottimali, dal momento che la CPU del proprio computer non viene so­vrac­ca­ri­ca­ta e il gioco e lo streaming non si ral­len­ta­no a vicenda.

Costi

Es­sen­zial­men­te Twitch è un servizio com­ple­ta­men­te gratuito. Gli spet­ta­to­ri non hanno bisogno di re­gi­strar­si e anche gli streamer devono pre­oc­cu­par­si solo di pro­cu­rar­si gli strumenti in­di­spen­sa­bi­li per la tra­smis­sio­ne. Da quando Amazon ha ac­qui­sta­to la piat­ta­for­ma gli utenti si possono re­gi­stra­re anche su Twitch Prime, una variante speciale di Amazon Prime. Oltre ai soliti servizi ag­giun­ti­vi di Amazon, come Prime Video, Prime Music e la spe­di­zio­ne premium, sono di­spo­ni­bi­li per Twitch anche extra, esten­sio­ni (skin, cha­rac­ters, buoni in-game, ecc.) e funzioni bonus per la chat.

Qual è il target di Twitch?

Il target della piat­ta­for­ma di streaming è composto prin­ci­pal­men­te dai fan dei vi­deo­gio­chi. Infatti, la fascia d’età prin­ci­pa­le è quella tra i 16 e i 24 anni: il 37% degli utenti ha meno di 25 anni. Con l’aumentare dell’età l’interesse verso il portale di streaming e per i vi­deo­gio­chi in generale di­mi­nui­sce dra­sti­ca­men­te. Secondo un co­mu­ni­ca­to ufficiale di Twitch la maggior parte degli utenti sono di sesso maschile. Dando una rapida occhiata agli streamer si può però notare come le donne, per quanto sot­to­rap­pre­sen­ta­te, sono in grado di rac­co­glie­re seguiti con­si­sten­ti. Legato alla grande dif­fu­sio­ne dei servizi di streaming, come Twitch, YouTube o Netflix, è anche il concetto di cord-cutting, che indica il distacco dalla classica offerta TV. Il termine inglese fa ri­fe­ri­men­to sia al taglio di un cavo che a quello del cordone om­be­li­ca­le. So­prat­tut­to i giovani si al­lon­ta­na­no dalla tv, pre­di­li­gen­do invece le offerte di streaming. Visto che questo gruppo è difficile da rag­giun­ge­re con le misure di marketing adatte per i tra­di­zio­na­li canali tv, Twitch diventa sempre più in­te­res­san­te per i marketer. Accanto ai banner pub­bli­ci­ta­ri e agli spot è anche possibile uti­liz­za­re per scopi di marketing degli streamer famosi come in­fluen­cer, ov­via­men­te previo accordo. Inoltre anche l’in­te­rat­ti­vi­tà offre degli in­te­res­san­ti spunti per il marketing: ad esempio il marchio di cosmetica “Old Spice” ha or­ga­niz­za­to un gioco in­te­rat­ti­vo di Life Action, dove un uomo dotato di webcam è stato ab­ban­do­na­to in un bosco. Gli utenti Twitch potevano decidere tramite chat quale strada avrebbe dovuto prendere e in quali compiti avrebbe dovuto ci­men­tar­si. L’azienda ha in questo modo ri­chia­ma­to l’at­ten­zio­ne sui suoi profumi, ispirati agli odori della natura.

Si può gua­da­gna­re con Twitch?

Gli streamer attivi hanno tramite Twitch la pos­si­bi­li­tà di gua­da­gna­re con i loro live streaming. Per la maggior parte delle opzioni è però ne­ces­sa­ria una part­ner­ship. Per iniziarne una, gli streamer devono sod­di­sfa­re delle precise linee guida, dove per can­di­dar­si non bisogna compilare nessun for­mu­la­rio pre­im­po­sta­to, ma ogni can­di­da­tu­ra viene ve­ri­fi­ca­ta sin­go­lar­men­te in base a:

  • Contenuto: Twitch seleziona per il suo programma di part­ner­ship utenti che con i loro contenuti possono dare un prezioso con­tri­bu­to alla community. La forma del con­tri­bu­to sarà decisa ogni volta per ogni can­di­da­tu­ra da Twitch. Ov­via­men­te l’utente non deve in­fran­ge­re le con­di­zio­ni di utilizzo della piat­ta­for­ma o violare il copyright.

  • Community: i po­ten­zia­li partner devono già disporre di molti fan. Tuttavia Twitch non rivela le cifre esatte. Inoltre al momento della va­lu­ta­zio­ne degli streamer non viene con­si­de­ra­to solo il numero di follower sulla piat­ta­for­ma: infatti chi è già famoso su YouTube o in altri social media, ha più pos­si­bi­li­tà di vedersi accettata la can­di­da­tu­ra su Twitch.

  • Re­go­la­ri­tà: per il programma di part­ner­ship vengono con­si­de­ra­ti solo gli streamer che si di­mo­stra­no re­go­lar­men­te attivi sulla piat­ta­for­ma e ciò significa almeno tre volte a settimana, stando ai co­mu­ni­ca­ti di Twitch. Quindi solo chi è disposto ad occupare una parte si­gni­fi­ca­ti­va della sua vita con la rete di streaming, può sperare di avere degli introiti, come del resto succede anche con gli altri lavori.

Ab­bo­na­men­ti premium

I fan possono abbonarsi ai partner di Twitch. Questo tipo di ab­bo­na­men­to è a pagamento: gli streamer e la piat­ta­for­ma si dividono poi gli introiti. Lo spet­ta­to­re riceve così un badge di­stin­ti­vo e delle piccole immagini speciali messe a di­spo­si­zio­ne dagli streamer, che appaiono nella chat. Inoltre gli streamer possono impostare che gli abbonati non debbano più vi­sua­liz­za­re la pub­bli­ci­tà sul loro canale. Ge­ne­ral­men­te la sot­to­scri­zio­ne viene intesa come donazione per il proprio giocatore preferito. Per rin­gra­zia­re i propri fan, alcuni streamer pro­met­to­no anche una maggiore in­te­ra­zio­ne con gli abbonati, come ad esempio delle con­ver­sa­zio­ni private.

Twitch Ads

Come YouTube, anche Twitch realizza la maggior parte dei suoi introiti tramite la vi­sua­liz­za­zio­ne della pub­bli­ci­tà. I partner ne prendono così parte. Gli introiti pro­ve­nien­ti dagli spot pub­bli­ci­ta­ri sul canale partner vengono in parte devoluti allo streamer. Perciò il partner può decidere au­to­no­ma­men­te quanta pub­bli­ci­tà deve essere attivata. Mentre la prima vi­sua­liz­za­zio­ne dopo essere entrati in un canale è ob­bli­ga­to­ria, lo streamer può ag­giun­ge­re ogni 8 minuti un’altra in­ter­ru­zio­ne pub­bli­ci­ta­ria. I guadagni non sono costanti, ma in media i partner ricevono 2 dollari per vi­sua­liz­za­zio­ne ogni 1000 spet­ta­to­ri.

Affiliate Marketing

Tramite il programma di af­fi­lia­zio­ne di Twitch o tramite offerte esterne gli streamer possono generare altri guadagni. Se gli utenti comprano un articolo (ad esempio su Amazon) dopo che hanno cliccato su un link di af­fi­lia­zio­ne, lo streamer riceve una prov­vi­gio­ne. Il focus qui è ov­via­men­te su vi­deo­gio­chi e hardware (per gamer).

Donazioni

Ogni streamer che gestisce il suo canale in modo se­mi­pro­fes­sio­na­le ha integrato un pulsante per le donazioni nel profilo, collegato tramite un relativo servizio con l’account personale. Nel caso in cui un fan non volesse impostare una donazione mensile tramite ab­bo­na­men­to, è così libero di procedere con un pagamento una tantum. Per ri­com­pen­sa­re il donatore del suo regalo, gli streamer li rin­gra­zia­no spesso per­so­nal­men­te in diretta. La donazione viene spesso ef­fet­tua­ta tramite Paypal, perciò è possibile una reazione in tempo reale (in parte au­to­ma­tiz­za­ta au­to­ma­ti­ca­men­te tramite bot).

Altre fonti di introito

Se il giocatore in­te­ra­gi­sce davvero con gli spet­ta­to­ri e cura il suo canale, si crea un legame forte: gli streamer di successo hanno una comunità di fan che si comporta sotto molti aspetti in maniera simile ai so­ste­ni­to­ri dei musicisti o degli sportivi. Perciò può risultare anche sensato offrire degli articoli di mer­chan­di­sing. Se viene fuori che lo streamer è diventato una vera star del settore, anche i pro­dut­to­ri dei giochi mo­stre­ran­no interesse: in questo caso è possibile anche la spon­so­riz­za­zio­ne. Ad alcuni giocatori viene dato, ad esempio, in dotazione l’hardware e questi lo men­zio­na­no nel loro profilo.

I gamer che non giocano solo per puro piacere, ma hanno tra­sfor­ma­to questa loro attività in una pro­fes­sio­ne, hanno ancora altre pos­si­bi­li­tà per fare soldi. Sugli e-sport che giocano un ruolo im­por­tan­te su Twitch ci si possono ag­giu­di­ca­re mon­te­pre­mi dalle cifre elevate. Inoltre la par­te­ci­pa­zio­ne a un torneo simile si converte anche in pub­bli­ci­tà per il proprio canale. Una volta che ci si è affermati come esperti, si possono anche fare soldi con le proprie co­no­scen­ze, in­di­pen­den­te­men­te dalla piat­ta­for­ma: ad esempio offrendo corsi online a pagamento, dove si spiega come mi­glio­ra­re in un gioco specifico.

Come anche altri fornitori di contenuti in rete (come i blogger o i podcaster), alcuni streamer pub­bli­ca­no una lista dei desideri su Amazon: qui segnalano dei prodotti che vor­reb­be­ro avere. Gli utenti che non vogliono fare delle donazioni possono quindi far arrivare al loro streamer preferito uno di questi prodotti. Inutile dire che ciò rafforza ancora di più il legame tra lo streamer e il fan.

Ge­ne­ral­men­te vale la regola che raramente solo una delle fonti di introito citate è suf­fi­cien­te per riuscire a mantenere un tenore di vita adeguato. Unendo però tutte queste opzioni ne derivano delle somme maggiori. Tuttavia in nessun caso si tratta di un guadagno facile: infatti se non si fa streaming re­go­lar­men­te e senza una continua in­te­ra­zio­ne con la community, non si avrà successo su Twitch.

Con­clu­sio­ne: Twitch è in­te­res­san­te sia per i gamer che per i marketer

Senza dubbio Twitch è un prodotto di nicchia perché non tutti amano i vi­deo­gio­chi. No­no­stan­te ciò la piat­ta­for­ma di streaming è in­te­res­san­te anche dal punto di vista economico per due motivi.

Il primo motivo riguarda il suo legame con l’industria del gaming: con introiti in­ter­na­zio­na­li di oltre 90 miliardi di dollari il settore batte da molto tempo per profitti l’industria dei film. Gli eventi di e-sport o le ma­ni­fe­sta­zio­ni del settore come la E3 a Los Angeles o la Gamescom a Colonia attirano molte persone. È vero che i giochi sono so­prat­tut­to popolari tra i giovani, ma spesso questi portano avanti la loro passione anche da adulti. Perciò quello dei giochi per computer rimarrà anche in futuro un mercato si­cu­ra­men­te rilevante.

Il secondo motivo è collegato allo sviluppo dei media: non è tanto decisivo il fatto che i contenuti vengano sempre più diffusi su Internet invece che sui comuni mezzi di tra­smis­sio­ne; sono molto più im­por­tan­ti fattori come l’aumento della varietà, la spe­ri­men­ta­zio­ne dell’offerta e la crescita dell’in­te­ra­zio­ne tra pro­dut­to­ri di contenuti e con­su­ma­to­ri. Le pro­du­zio­ni in rete sono so­li­ta­men­te più con­ve­nien­ti e devono ri­spet­ta­re meno obblighi rispetto alla radio, alla tv o ai giornali, lasciando così più spazio alle spe­ri­men­ta­zio­ni. Le opinioni del pubblico arrivano in parte ai pro­dut­to­ri in tempo reale e con­sen­to­no una reazione diretta: il contenuto e i suoi de­sti­na­ta­ri sono stret­ta­men­te collegati tra di loro. In questo modo ogni utente ha la pos­si­bi­li­tà di diventare blogger, podcaster, YouTuber o streamer. Twitch con­tri­bui­sce sotto un certo punto di vista anche alla de­mo­cra­tiz­za­zio­ne dei media e molto pro­ba­bil­men­te co­de­ter­mi­ne­rà il futuro del panorama mediatico.

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