I pre­pa­ra­ti­vi per un sistema di credito sociale statale in Cina, che dovrebbe essere ob­bli­ga­to­rio per tutti i cittadini e le imprese, sono ormai in corso dal 2014. Il lancio a livello nazionale, ori­gi­na­ria­men­te previsto per il 2020, dovrebbe ormai slittare. In ogni caso, già oggi esistono diverse liste di va­lu­ta­zio­ne e banche dati che tengono sotto stretta os­ser­va­zio­ne molte società cinesi ed estere re­gi­stra­te nel paese. Pertanto, le aziende che operano già in Cina o intendono farlo in futuro non do­vreb­be­ro attendere troppo a lungo per valutare l’impatto di questo sistema sulla loro attività.

Cos’è il sistema di credito sociale?

Un sistema di credito sociale (SCS) è un sistema digitale di mo­ni­to­rag­gio, re­gi­stra­zio­ne e va­lu­ta­zio­ne basato su dati che clas­si­fi­ca e valuta individui, fun­zio­na­ri pubblici, aziende, or­ga­niz­za­zio­ni e as­so­cia­zio­ni. Com­por­ta­men­ti non ammessi vengono di­sci­pli­na­ti e puniti. Chi invece dimostra un com­por­ta­men­to esemplare beneficia di alcuni vantaggi. Il sistema di va­lu­ta­zio­ne si basa sulla “Pia­ni­fi­ca­zio­ne della Creazione del Sistema di Credito Sociale (2014–2020)” adottato dal Consiglio di Stato cinese il 14 giugno 2014.

Ini­zial­men­te, il primo sistema di credito sociale nazionale e uni­ver­sal­men­te vin­co­lan­te doveva essere in­tro­dot­to in Cina a partire dal 2020. Finora, tuttavia, esistono soltanto test isolati e progetti pilota, alcuni dei quali per­se­guo­no diversi approcci a questo sistema a punteggio in Cina. Le in­for­ma­zio­ni di­spo­ni­bi­li su molti di questi progetti pilota, che secondo le stime oc­ci­den­ta­li ammontano a circa 70 a livello nazionale, sono limitate. L’at­ten­zio­ne si concentra sulle grandi città e sulle regioni den­sa­men­te popolate. Se e quando il sistema rag­giun­ge­rà anche le regioni rurali non è ancora chiaro.

I progetti pilota statali non sono gli unici a testare il credito sociale su larga scala in Cina. Anche le grandi aziende private cinesi rac­col­go­no espe­rien­ze in questo settore da anni, generando grandi quantità di dati. Secondo i media, i dati ottenuti nei progetti pilota e in quelli svolti pre­ce­den­te­men­te vengono raccolti cen­tral­men­te nel sistema di credito sociale nazionale cinese. È probabile che anche le tecniche di sor­ve­glian­za digitale, come la vi­deo­sor­ve­glian­za e il ri­co­no­sci­men­to facciale, faranno parte del sistema di credito sociale, come succede già in alcuni progetti singoli.

Qual è lo scopo del sistema di credito sociale cinese?

Il sistema nazionale di credito sociale at­tual­men­te in ela­bo­ra­zio­ne persegue diversi obiettivi. Il regime cinese vuole rilevare il com­por­ta­men­to di cittadini, imprese, autorità e or­ga­niz­za­zio­ni a livello politico, morale e sociale. Secondo le proprie di­chia­ra­zio­ni, lo Stato cinese punta so­prat­tut­to sulla funzione educativa del sistema di credito sociale. Ideal­men­te, dovrebbe favorire un au­to­con­trol­lo pre­ven­ti­vo che soffochi i com­por­ta­men­ti negativi sul nascere.

I cittadini do­vreb­be­ro orientare il proprio com­por­ta­men­to mag­gior­men­te verso il bene comune e com­por­tar­si in modo so­cial­men­te esemplare, ad esempio oc­cu­pan­do­si vo­lon­ta­ria­men­te di compiti ca­ri­ta­te­vo­li. Il sistema, sot­to­po­nen­do cittadini e imprese a una va­lu­ta­zio­ne vin­co­lan­te e uni­ver­sa­le, dovrebbe, inoltre, favorire l’onestà e la fiducia nella società. A livello economico, la lea­der­ship cinese spera nella funzione di go­ver­nan­ce e negli effetti di orien­ta­men­to del sistema di rating. Per quanto possibile, il governo si pone l’obiettivo di re­gi­stra­re pra­ti­ca­men­te tutti gli aspetti delle attività eco­no­mi­che e com­mer­cia­li at­tra­ver­so una re­go­la­men­ta­zio­ne completa del mercato basata su tec­no­lo­gie in­for­ma­ti­che e big data (Corporate SCS).

Altri obiettivi includono la pre­ven­zio­ne di scandali ali­men­ta­ri, la lotta all’on­ni­pre­sen­te cor­ru­zio­ne e l’aumento della sicurezza in­co­rag­gian­do i cittadini a ri­spet­ta­re le norme e le leggi. Lo Stato vuole mi­glio­ra­re la gestione fi­nan­zia­ria e del debito dei cittadini cinesi e ve­ri­fi­ca­re l’af­fi­da­bi­li­tà cre­di­ti­zia di milioni di cittadini che non hanno un conto corrente bancario. Anche i servizi pubblici do­vreb­be­ro essere ot­ti­miz­za­ti con questo sistema basato sui dati. Un altro aspetto che dovrebbe be­ne­fi­cia­re di un maggiore controllo e mo­ni­to­rag­gio è la tutela dell’ambiente. Infine, il governo spera che l’analisi digitale di enormi set di dati possa con­sen­ti­re la pre­vi­sio­ne del futuro com­por­ta­men­to sociale.

Come funziona il sistema di credito sociale cinese?

Poiché il sistema nazionale è ancora in co­stru­zio­ne e non vi è una di­chia­ra­zio­ne coerente del governo cinese, vi sono at­tual­men­te opinioni molto con­tra­stan­ti per quanto riguarda il fun­zio­na­men­to e la pro­get­ta­zio­ne precisa del sistema di credito sociale.

Si può presumere che il sistema esistente di liste, già molto diffuso, verrà ampliato ul­te­rior­men­te. Tali liste sono basate su una sorta di cer­ti­fi­ca­to di buona condotta. Nelle blacklist (liste nere) finiscono, ad esempio, quelle aziende e quegli individui che hanno violato le leggi, le regole e i re­go­la­men­ti di settore vigenti. Le redlist (liste rosse) riportano, invece, le aziende e le persone par­ti­co­lar­men­te ec­cel­len­ti, in termini di con­for­mi­tà al sistema. Le banche dati con liste sono già pub­bli­ca­men­te ac­ces­si­bi­li in Cina.

È possibile con­sul­ta­re blacklist e credito sociale attuali sulla National Credit In­for­ma­tion Sharing Platform e sul National En­ter­pri­se Credit In­for­ma­tion Publicity System. Su quest’ultima pagina (di­spo­ni­bi­le però solo in cinese), si può vi­sua­liz­za­re il rating aziendale facendo una ricerca con il nome dell’azienda o il relativo “Unified Social Credit Iden­ti­fier” (un numero a 18 cifre). Nel seguente articolo (in inglese) Corporate Social Credit system in China: how to check your status? trovate una piccola guida su come cercare la vostra azienda e ve­ri­fi­ca­re la vostra si­tua­zio­ne. Per una visione più ampia da un punto di vista europeo, potete invece con­sul­ta­re il relativo report (sempre in inglese) della Camera di Commercio europea in Cina.

Numerose agenzie di stampa so­sten­go­no che le liste saranno abbinate a un sistema a punti. Questo sistema di va­lu­ta­zio­ne basato su punti è già in via di spe­ri­men­ta­zio­ne per diversi progetti. Dal 2015, ad esempio, esiste il Sesame Credit System della Alibaba Ant Financial, che prevede una par­te­ci­pa­zio­ne vo­lon­ta­ria dei cittadini cinesi. Il sistema di va­lu­ta­zio­ne determina prin­ci­pal­men­te l’af­fi­da­bi­li­tà cre­di­ti­zia e calcola un relativo punteggio personale.

La raccolta dati, che coinvolge anche la piat­ta­for­ma B2B Alibaba.com e la casa d’aste online Taobao del Gruppo, memorizza anche in­for­ma­zio­ni su posizioni, il luogo di lavoro, la si­tua­zio­ne familiare, il pagamento delle bollette e l’utilizzo della carta di credito. Altri aspetti do­cu­men­ta­ti includono le di­chia­ra­zio­ni politiche e le abitudini di consumo sui social media.

Mentre il Gruppo Alibaba viene spesso equi­pa­ra­to ad Amazon, Tencent è la con­tro­par­te cinese di Facebook. Tencent Credit, che la società ha in­tro­dot­to da diversi anni, è un equi­va­len­te del sistema Sesame Credit System di Alibaba. Per generare dati, la società utilizza so­prat­tut­to WeChat, che era ori­gi­na­ria­men­te un servizio di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea (simile a WhatsApp), ampliato ormai con diversi altri servizi (come il sistema di pagamento mobile WeChat Pay, pa­ra­go­na­bi­le ad Apple e Google Pay).

Anche la città costiera cinese di Rongcheng adotta un sistema a punti per il suo sistema di credito sociale, che è in fase di prova dal 2014. Gli abitanti coinvolti sono 670.000. Questo punteggio deve essere pre­sen­ta­to, ad esempio, per domande di credito o al datore di lavoro per un’eventuale pro­mo­zio­ne.

Alla luce di questi e di altri progetti già eseguiti, molti esperti ipo­tiz­za­no un’imminente dif­fu­sio­ne di un sistema nazionale di credito sociale basato su punti, anche se questa opzione non è ancora stata uf­fi­cial­men­te con­fer­ma­ta dai vertici cinesi. Secondo questo concetto, tutti gli attori partono da un punteggio di partenza, pari a 1000 punti. Chi mostra un com­por­ta­men­to positivo accresce il suo punteggio (il massimo è di 1300 punti). Chi invece si distingue ne­ga­ti­va­men­te perde punti (il valore più basso è di 600 punti). Com­por­tan­do­si in maniera esemplare si può sperare in una ri­com­pen­sa. Nel peggiore dei casi, chi non agisce in con­for­mi­tà con i com­por­ta­men­ti positivi definiti dal governo, può finire in una lista nera (blacklist), chiamata uf­fi­cial­men­te “heavily di­stru­sted entities list”.

I pre­ce­den­ti sistemi di credito sociale cinesi sono basati su alcuni criteri di va­lu­ta­zio­ne, che molto pro­ba­bil­men­te ri­tro­ve­re­mo anche nel nuovo sistema nazionale.

L’af­fi­da­bi­li­tà cre­di­ti­zia e le abitudini di consumo (sia online che offline) sono at­tual­men­te im­por­tan­ti fattori di va­lu­ta­zio­ne per individui privati. Questa va­lu­ta­zio­ne è in­fluen­za­ta dalle attività e dalle vio­la­zio­ni delle regole sui social media, nonché dal com­por­ta­men­to quo­ti­dia­no e sociale di una persona. Chi si impegna nella pro­te­zio­ne della proprietà pubblica, promuove la coesione familiare e si prende cura dei genitori o dei familiari malati può aspet­tar­si effetti positivi sul punteggio. Altri aspetti rilevanti per il rating sono i pre­ce­den­ti penali, il com­por­ta­men­to nel traffico stradale (ad esempio viaggiare senza biglietto sui mezzi di trasporto pubblico, fumare in treno), il com­por­ta­men­to ali­men­ta­re e le va­lu­ta­zio­ni da parte di superiori e locatori.

I fattori di va­lu­ta­zio­ne specifici per le imprese includono, ad esempio, la qualità del prodotto, la pro­te­zio­ne dell’ambiente (con­for­mi­tà alle/vio­la­zio­ni delle spe­ci­fi­che di emissione), i prezzi e le licenze, nonché il trat­ta­men­to e il tra­sfe­ri­men­to di dati. Sulle va­lu­ta­zio­ni in­flui­sco­no inoltre l’importo dei pagamenti fiscali e il rispetto dei termini di pagamento. A questi si ag­giun­go­no anche le re­cen­sio­ni aziendali sui social media. Sul rating di un’intera società incide anche il com­por­ta­men­to dei suoi membri. Se un’impresa ha più filiali in Cina, la va­lu­ta­zio­ne di una singola sede può in­fluen­za­re il rating dell’intera azienda.

Tuttavia, non è chiaro come questi criteri vengano ponderati in un sistema di rating nazionale e se ogni in­fra­zio­ne abbia un immediato impatto negativo. Secondo gli esperti, tra cui Jeremy Daum, è più probabile che si debba prima ve­ri­fi­ca­re un grave incidente penale (frode, furto, evasione fiscale) e solo allora il profilo negativo verrebbe integrato da ulteriori com­por­ta­men­ti scorretti.

In questo momento non è nemmeno chiaro quando le va­lu­ta­zio­ni e le blacklist debbano essere ag­gior­na­te nel sistema nazionale. At­tual­men­te, un in­se­ri­men­to nella blacklist può essere con­ser­va­to per un periodo compreso tra un minimo di 6 mesi e un massimo di oltre 5 anni, in caso di una vio­la­zio­ne grave. Il processo può anche essere ac­ce­le­ra­to se i problemi sot­to­stan­ti vengono af­fron­ta­ti tem­pe­sti­va­men­te. Le imprese possono anche fare ricorso contro una va­lu­ta­zio­ne negativa uti­liz­zan­do una Credit Rescue Com­mit­ment Letter e materiale ap­pro­pria­to a prova del rating impreciso, ri­chie­den­do l’an­nul­la­men­to delle va­lu­ta­zio­ni negative. È inoltre possibile accedere a ulteriori vie legali e am­mi­ni­stra­ti­ve.

Tec­ni­ca­men­te, secondo quanto riportato dai media, il sistema cinese di credito sociale deve essere im­ple­men­ta­to mediante diversi database in rete, re­gi­stra­zio­ni digitali di audio e video, analisi di big data e data mining nonché metodi di in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le. Le va­lu­ta­zio­ni tecniche non si baseranno uni­ca­men­te sui dati di progetti e sistemi esistenti, ma uti­liz­ze­ran­no anche quelli forniti dal sistema di mo­ni­to­rag­gio digitale-elet­tro­ni­co nazionale, chiamato Skynet, che genererà ulteriore materiale in­for­ma­ti­vo. At­tual­men­te, questo sistema è composto da quasi 600 milioni te­le­ca­me­re di sor­ve­glian­za, che vengono uti­liz­za­te, tra l’altro, per il ri­co­no­sci­men­to facciale e, più re­cen­te­men­te, anche per il ri­co­no­sci­men­to dell’andatura.

Che impatto ha il sistema di credito sociale cinese?

Le con­se­guen­ze del credito sociale cinese sono al momento dif­fi­cil­men­te pre­ve­di­bi­li, con­si­de­ran­do che la sua in­tro­du­zio­ne è ancora in­com­ple­ta e molti dettagli sono at­tual­men­te sco­no­sciu­ti. I benefici di un com­por­ta­men­to esemplare, come già accennato, includono:

  • Pre­ce­den­za nelle am­mis­sio­ni sco­la­sti­che
  • Vantaggi nell’as­se­gna­zio­ne di posti di lavoro
  • Accesso fa­ci­li­ta­to al credito (anche per imprese)
  • Pre­ce­den­za negli appalti pubblici (spe­ci­fi­ca­men­te per le imprese)
  • Migliore as­si­sten­za sanitaria (ad esempio tempi di attesa più brevi negli ospedali, accesso gratuito alle strutture di fitness)
  • Riduzioni nei prezzi del trasporto pubblico e nel noleggio di auto e bi­ci­clet­te
  • Pro­mo­zio­ni più rapide
  • Tempi di attesa inferiori per alloggi pubblici
  • Age­vo­la­zio­ni e incentivi fiscali (anche per imprese)

I cittadini e le imprese che mostrano com­por­ta­men­ti esemplari e seguono le regole del regime possono trarre grande beneficio dal sistema. Chi invece si va a scontrare con i valori e gli standard del sistema statale di credito sociale deve aspet­tar­si, tra l’altro, le seguenti con­se­guen­ze:

  • Rifiuto di licenze e au­to­riz­za­zio­ni (anche per imprese)
  • Divieto per le società di emettere azioni
  • Nessuna attività com­mer­cia­le in alcuni segmenti di mercato (ad esempio nell’ambito della sicurezza)
  • Svantaggi nella con­ces­sio­ne di licenze di pro­du­zio­ne, espor­ta­zio­ne o im­por­ta­zio­ne
  • Le imprese non ricevono appalti pubblici
  • Dif­fi­col­tà nell’ot­te­ni­men­to di prestiti (anche per impese)
  • Elevati tassi di controllo sulle im­por­ta­zio­ni di merci (per imprese)
  • Sanzioni (per imprese)
  • Audit frequenti e senza preavviso (per imprese)
  • Svantaggi per viaggi (negata la pre­no­ta­zio­ne di voli o treni espressi; anche per imprese)
  • Dif­fi­col­tà nel be­ne­fi­cia­re di pre­sta­zio­ni sociali
  • Utilizzo limitato dei servizi pubblici
  • Im­pos­si­bi­li­tà di impiego nel settore pubblico
  • Accesso negato alle scuole private

Quando cittadini o imprese finiscono su una lista nera per i loro “crimini”, i loro nomi vengono, già oggi, oc­ca­sio­nal­men­te pub­bli­ca­ti online o su schermi in spazi pubblici. Sono state inoltre im­ple­men­ta­te già re­stri­zio­ni concrete. Nel 2018, 15 milioni di divieti hanno impedito alle persone con un punteggio basso di compiere viaggi a lunga distanza in treno o in aereo.

Quali sono le critiche al sistema di credito sociale?

In Cina, le critiche al sistema di credito sociale sono limitate. Sembra esserci una certa ac­cet­ta­zio­ne, in quanto molti cittadini ripongono speranze nell’in­tro­du­zio­ne del sistema e credono alle promesse del governo (più sicurezza, meno cor­ru­zio­ne, ecc.). Anche a livello tecnico appaiono più numerosi i vantaggi di una di­gi­ta­liz­za­zio­ne completa. La pro­te­zio­ne dei dati svolge un ruolo soltanto minore nel paese. La mancanza di op­po­si­zio­ne può, na­tu­ral­men­te, essere collegata al timore delle sanzioni, dal momento che lo Stato cinese non tollera ge­ne­ral­men­te critiche aperte.

I critici oc­ci­den­ta­li sot­to­li­nea­no che la Cina, con il sistema di credito sociale, si avvicina sempre più alla realtà di Stato di sor­ve­glian­za. Il governo vuole con­so­li­da­re il suo potere e ga­ran­tir­si un controllo integrale sui cittadini in ogni sfera della loro vita. La raccolta statale dei dati avviene a livello cen­tra­liz­za­to da diversi anni ed è criticata come troppo capillare e ampia. Gli attori politici in Cina hanno, inoltre, la pos­si­bi­li­tà di accedere a molti dati in modo cen­tra­liz­za­to e in­con­trol­la­to. I cittadini cinesi sono resi ancora più tra­spa­ren­ti dal mo­ni­to­rag­gio e dalla va­lu­ta­zio­ne digitali, che con­sen­to­no un col­le­ga­men­to completo dei dati. Il sistema di credito andrebbe, inoltre, a integrare i mec­ca­ni­smi di mo­ni­to­rag­gio e censura già esistenti, dato che anche la Cina, come ad esempio la Corea del Nord, controlla l’accesso a Internet. Nelle critiche sono frequenti i confronti con le ben note distopie di George Orwell (1984) e Aldous Huxley (Il mondo nuovo).

I critici vedono anche il pericolo di stigma sociale: in­di­vi­dua­li­sti, inap­pro­pria­ti e dis­sen­zien­ti vengono esclusi e svan­tag­gia­ti. Questo potrebbe portare alla creazione di cittadini e imprese di seconda classe, che farebbero molta fatica a uscire dalla spirale di­scen­den­te di liste nere e punteggi negativi.

In ogni caso, un mercato così con­trol­la­to e pilotato ha ben poco in comune con un’economia di libero mercato. Un’ambiente altamente re­go­la­men­ta­to viene inoltre clas­si­fi­ca­to come ostile all’in­no­va­zio­ne. Le imprese sono costrette a se­le­zio­na­re i loro partner com­mer­cia­li in modo molto preciso (in termini di norme e standard statali). In caso di va­lu­ta­zio­ne negativa o ad­di­rit­tu­ra di iscri­zio­ne in una blacklist, corrono il rischio di perdere partner com­mer­cia­li o di non essere accettati affatto come partner com­mer­cia­li di imprese cinesi.

Se un’azienda viene de­nun­cia­ta pub­bli­ca­men­te, la sua immagine viene ir­re­pa­ra­bil­men­te com­pro­mes­sa. Il punteggio e l’in­clu­sio­ne in una lista nera possono essere par­ti­co­lar­men­te fatali se le sva­lu­ta­zio­ni e la stig­ma­tiz­za­zio­ne sono in­giu­sti­fi­ca­te e basate su accuse, in­ter­cet­ta­zio­ni re­ci­pro­che o sup­po­si­zio­ni errate. Vi è anche il rischio che il sistema statale così poco tra­spa­ren­te e con­trol­la­to a livello centrale diventi su­scet­ti­bi­le di abusi e cor­ru­zio­ne. Persino il popolo cinese dubita che la promessa di certezza del diritto possa essere mantenuta.

Agli occhi dei critici, questo sistema opaco con­trad­di­reb­be un accordo europeo sulla pro­te­zio­ne dei dati, su­bor­di­na­to al Re­go­la­men­to generale sulla pro­te­zio­ne dei dati (GDPR). I critici con­si­de­ra­no par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­so il col­le­ga­men­to tra­sver­sa­le di in­for­ma­zio­ni e dati: se cittadini o imprese si con­trad­di­stin­guo­no ne­ga­ti­va­men­te in un’area di va­lu­ta­zio­ne, po­treb­be­ro scattare sanzioni anche in altri settori.

D’altro canto, troviamo anche voci che re­la­ti­viz­za­no il sistema. Alcuni articoli di stampa ed esperti della Cina sot­to­li­nea­no che le critiche espresse fret­to­lo­sa­men­te ri­flet­to­no i timori oc­ci­den­ta­li di uno Stato di sor­ve­glian­za e sot­to­li­nea­no che il sistema è ancora ai suoi albori. Non è ancora del tutto chiaro se sarà attuato in modo coerente in tutto il paese, se si ap­pli­che­rà equamente a tutti i cittadini e se fun­zio­ne­rà mai come un sistema di controllo on­ni­com­pren­si­vo. Inoltre, so­prat­tut­to in ambito aziendale (Corporate SCS), piuttosto che di un sistema di controllo, si trat­te­reb­be di un sistema di in­cen­ti­va­zio­ne. Mediante l’au­to­re­go­la­men­ta­zio­ne, le imprese possono con­tri­bui­re in modo si­gni­fi­ca­ti­vo e attivo a un credito sociale positivo.

Jeremy Daum, esperto della Cina e ri­cer­ca­to­re presso il Paul Tsai China Center della Yale Law School, sot­to­li­nea che il sistema di credito sociale è prin­ci­pal­men­te uno strumento di pro­pa­gan­da. Gli obiettivi centrali sono quelli di di­sci­pli­na­re i cittadini con gesti mi­nac­cio­si e di intimarli all’onestà. La sor­ve­glian­za tec­no­lo­gi­ca, spesso invocata in Occidente, è am­pia­men­te so­prav­va­lu­ta­ta. Secondo Daum, infatti, molte te­le­ca­me­re di sor­ve­glian­za non sono neanche fun­zio­nan­ti e “super algoritmi” e tecniche di in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le non sono ancora stati uti­liz­za­ti.

Inoltre viene sot­to­li­nea­to il fatto che, al di là della Cina, dilaga una tendenza globale verso sistemi di credito e va­lu­ta­zio­ne affamati di dati. In Germania troviamo l’esempio della Schufa, un istituto centrale che facilita lo scambio di dati sul credito e permette di ef­fet­tua­re controlli sull’af­fi­da­bi­li­tà cre­di­ti­zia. In realtà diverse da quella cinese, il credito sociale non è in mano allo Stato, ma sono i privati a ser­vir­se­ne, come nel caso dei social media. Che sia una soluzione migliore per i dati personali è talvolta oggetto di dubbi. Un episodio che ha minato gra­ve­men­te la fiducia nella pro­te­zio­ne dei dati in ambienti privati è stato l’ampio accesso a dati con­fi­den­zia­li di Facebook durante la campagna elet­to­ra­le sta­tu­ni­ten­se. I critici oc­ci­den­ta­li do­vreb­be­ro inoltre ri­spet­ta­re una con­ce­zio­ne di pro­te­zio­ne dei dati che vede nello Stato un posto più sicuro per i dati rispetto alle aziende orientate al profitto.

Un approccio più equi­li­bra­to dovrebbe anche esaminare più da vicino gli effetti positivi del sistema: le imprese po­treb­be­ro infatti be­ne­fi­cia­re di una lotta ot­ti­miz­za­ta contro la cor­ru­zio­ne, di un’efficace re­go­la­men­ta­zio­ne del mercato e di partner com­mer­cia­li che hanno di­mo­stra­to la loro integrità e asten­sio­ne da pratiche com­mer­cia­li dubbie.

Con­clu­sio­ni: pre­pa­ra­zio­ne e mo­ni­to­rag­gio degli sviluppi

A causa delle mol­te­pli­ci in­cer­tez­ze e di va­lu­ta­zio­ni estre­ma­men­te con­tra­stan­ti anche tra gli esperti, è difficile giudicare ac­cu­ra­ta­men­te il sistema di credito sociale nazionale cinese. Le aziende do­vreb­be­ro si­cu­ra­men­te co­min­cia­re a elaborare una strategia su come muoversi in futuro in un mercato sempre più re­go­la­men­ta­to e lavorare in modo mirato su un rating positivo.

Le imprese do­vreb­be­ro inoltre in­for­mar­si sul com­por­ta­men­to da adottare in caso di in­clu­sio­ne in una lista nera e su come ottenere la can­cel­la­zio­ne di un rating negativo. Un aspetto im­por­tan­te da tenere presente è il fatto che le imprese in Cina vengono sot­to­po­ste a va­lu­ta­zio­ni molto ap­pro­fon­di­te, che coin­vol­go­no anche i relativi di­pen­den­ti.

Le verifiche nell’ambito del sistema di credito sociale nazionale po­treb­be­ro esten­der­si anche ai processi interni e ai partner com­mer­cia­li attuali e futuri. Andando avanti sarà vitale avere un certo grado di fles­si­bi­li­tà e rapidità d’azione, poiché non si possono escludere cam­bia­men­ti per­ma­nen­ti e repentini nel sistema di va­lu­ta­zio­ne. Data la si­tua­zio­ne attuale, è fon­da­men­ta­le mo­ni­to­ra­re co­stan­te­men­te e con at­ten­zio­ne lo sviluppo del sistema di credito sociale in Cina.

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