No­no­stan­te al momento i Bitcoin non siano un elemento centrale della società, ci sono già diverse al­ter­na­ti­ve a questa prima crip­to­va­lu­ta. Bitcoin esiste già da circa 10 anni e le quo­ta­zio­ni crescono co­stan­te­men­te. In par­ti­co­la­re nel 2017 questa valuta digitale ha ef­fet­tua­to un balzo, rag­giun­gen­do un valore di oltre 10.000 USD per Bitcoin: le al­ter­na­ti­ve a Bitcoin cercano di prendere parte a questo successo. I motivi dello sviluppo di queste co­sid­det­te altcoin sono spesso da ri­cer­car­si in una presa di posizione ideo­lo­gi­ca: chiunque sviluppi una nuova al­ter­na­ti­va a Bitcoin o genera una co­sid­det­ta fork (una forbice), ritiene che il proprio metodo fun­zio­ne­reb­be in modo migliore.

Il successo di Bitcoin si può meglio com­pren­de­re tenendo conto del fatto che è stata la prima valuta nel proprio genere. Le altcoin d’altra parte offrono a volte tran­sa­zio­ni più veloci, con­sen­to­no una maggiore quantità di coin o or­ga­niz­za­no il mining di­ver­sa­men­te.

Ma quali al­ter­na­ti­ve a Bitcoin ci sono e quali sono i loro vantaggi e svantaggi?

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Consejo

Se è la prima volta che in­con­tra­te concetti come bloc­k­chain, mining e seed, sarebbe utile leggere in primo luogo il nostro articolo sui Bitcoin. In quella sede vi spie­ghia­mo det­ta­glia­ta­men­te come funziona la valuta virtuale Bitcoin e a che cosa può servire.

Le migliori al­ter­na­ti­ve a Bitcoin

Bitcoin, così come la maggior parte delle altcoin, ha origine da community open source par­ti­co­lar­men­te attive. Fin dall’inizio dello sviluppo delle crip­to­va­lu­te, i par­te­ci­pan­ti ri­te­ne­va­no im­por­tan­te che il codice sorgente fosse di­spo­ni­bi­le a tutti, in modo che ognuno potesse col­la­bo­ra­re al progetto o anche svi­lup­pa­re prodotti con­cor­ren­zia­li. Ciò che per gli spe­cu­la­to­ri può essere molto fa­sti­dio­so si rivela, dal punto di vista dello sviluppo, oltremodo pro­dut­ti­vo, perché le al­ter­na­ti­ve a Bitcoin con­tri­bui­sco­no all’ulteriore evo­lu­zio­ne delle valute virtuali. Al momento è possibile investire in oltre 1000 valute che fun­zio­na­no come Bitcoin. Come per la maggior parte delle spe­cu­la­zio­ni in borsa, si può però incorrere anche nel rischio di perdere denaro.

So­prat­tut­to per quanto riguarda le valute com­ple­ta­men­te sco­no­sciu­te, spesso non si può escludere che l’intero sistema crolli. Inoltre per quanto riguarda le altcoin par­ti­co­lar­men­te nuove e poco co­no­sciu­te sussiste anche il rischio di essere vittima di una truffa: con il concetto di “Pump and Dump” (basato su un uso delle azioni a scopo di frode) si indica per esempio il processo per cui si crea una propria valuta ac­cre­scen­do­ne ar­ti­fi­cial­men­te il valore per poi vendere tutte le proprie azioni non appena il valore è suf­fi­cien­te­men­te alto. In questo modo si arriva al crollo del mercato, ma soltanto dopo che il truf­fa­to­re ha già incassato i propri guadagni.

Tuttavia le altcoin pre­sen­ta­te qui hanno tutte una ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato piuttosto elevata. Ciò significa che la somma arit­me­ti­ca delle azioni è alta. Questo valore non si può comparare al prezzo della valuta: infatti esistono altcoin che hanno un prezzo davvero ridotto, ma che per la massa di coin in cir­co­la­zio­ne rag­giun­go­no una ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato elevata.

Ethereum

Il sistema de­cen­tra­liz­za­to di nome Ethereum è in uso dal 2015 e la sua valuta è diventata la seconda per im­por­tan­za nell’ambito delle valute virtuali. Negli aspetti fon­da­men­ta­li as­so­mi­glia molto a Bitcoin: Ethereum consiste in un network de­cen­tra­to peer-to-peer, basato sulla bloc­k­chain. Non c’è da stupirsi, dato che lo svi­lup­pa­to­re ori­gi­na­rio Vitalik Buterin ha col­la­bo­ra­to anche a Bitcoin prima di Ethereum. Questo nuovo sistema si chiama Ethereum perché la valuta stessa si chiama Ether e la sua sigla è l’ab­bre­via­zio­ne ETH. Questa al­ter­na­ti­va a Bitcoin non è in­te­res­san­te soltanto per il valore raggiunto, ma anche perché il sistema offre molte pos­si­bi­li­tà in più rispetto al puro tra­sfe­ri­men­to di denaro in modo anonimo e sicuro.

La piat­ta­for­ma Ethereum permette la sti­pu­la­zio­ne dei co­sid­det­ti Smart Contract: questi contratti in­tel­li­gen­ti sono script che eseguono le azioni decise nel contratto non appena vengono sod­di­sfat­te le con­di­zio­ni. Questo concetto può fun­zio­na­re per esempio per il cro­w­d­fun­ding: il denaro (sotto forma di Ether) verrà inoltrato a chi lo raccoglie soltanto quando sarà stato raggiunto il numero suf­fi­cien­te di in­ve­sti­to­ri. Il vantaggio rispetto al classico cro­w­d­fun­ding è l’eli­mi­na­zio­ne di in­ter­me­dia­ri. Le pos­si­bi­li­tà offerte da Ethereum hanno tutto il po­ten­zia­le per poter cambiare il mondo fi­nan­zia­rio a livello strut­tu­ra­le, anche se per il momento questi sono scenari fu­tu­ri­sti­ci. Ether comunque è già in cir­co­la­zio­ne, perché anche la valuta di Ethereum offre un vantaggio rispetto a Bitcoin.

Una delle critiche espresse in passato a Bitcoin ri­guar­da­va le impasse nel tra­sfe­ri­men­to di denaro. Invece dei dieci minuti che erano ini­zial­men­te previsti per l’ope­ra­zio­ne, una tran­sa­zio­ne può durare anche diverse ore, anche se si tratta di un tra­sfe­ri­men­to comunque più veloce rispetto a un classico bonifico bancario. Ether invece utilizza un pro­to­col­lo diverso, che dovrebbe abilitare le tran­sa­zio­ni nel giro di qualche secondo.

Consiglio

Con Ether si possono anche comprare Cryp­to­Kit­ties: anche questi pezzi da col­le­zio­ne si basano sulla bloc­k­chain. Si possono ac­cop­pia­re e in questo modo tra­smet­to­no i propri geni. At­tual­men­te tali “gattini virtuali” sono scambiati per un valore di 100.000 euro, anche se si prevede che la domanda non durerà a lungo.

Ma anche Ethereum non è esente dalla critica, infatti questo giovane sistema ha già dovuto af­fron­ta­re un grosso scandalo: all’interno di Ethereum si è svi­lup­pa­ta un’azienda at­tra­ver­so il cro­w­d­fun­ding ad oggi più grande del mondo (160 milioni di dollari americani in Bitcoin in sole due settimane). The DAO (De­cen­tra­li­zed Au­to­no­mous Or­ga­ni­za­tion) è appunto un’or­ga­niz­za­zio­ne autonoma de­cen­tra­ta dove i soci decidono de­mo­cra­ti­ca­men­te come investire il capitale in altre aziende, prin­ci­pal­men­te startup. Se uno degli in­ve­sti­to­ri dovesse essere contrario a una scelta presa de­mo­cra­ti­ca­men­te, ha la pos­si­bi­li­tà di ri­pren­de­re il proprio denaro e allocarlo in un sot­to­con­to.

Uno sco­no­sciu­to ha ap­pro­fit­ta­to proprio di questo processo ese­guen­do­lo diverse volte, e quindi ha prelevato un multiplo del proprio denaro dal fondo, dato che il sistema non aveva notato che le azioni erano già state scor­po­ra­te.

L’ag­gres­so­re ha ac­cu­mu­la­to azioni per un valore di 53 milioni di dollari americani. Per il momento questo è un problema soltanto per gli in­ve­sti­to­ri, tuttavia The DAO con il suo 17% è pro­ba­bil­men­te il più grande par­te­ci­pan­te alla bloc­k­chain e per questo motivo l’intera community dovette reagire. Si decise di attuare un’hard fork, per prendere de­fi­ni­ti­va­men­te distanza dal sistema. Questa azione si può equi­pa­ra­re a una riforma della valuta: con un update del software gli Ether vengono scambiati e collocati in un nuovo sistema.

La bloc­k­chain ori­gi­na­ria continua ad esistere, dato che non tutti i soci della community sono d’accordo sulla fork, e così viene ora a formarsi un ulteriore sistema che prende il nome di Ethereum Classic e che si affianca al suc­ces­so­re, che rimane invece con il nome di Ethereum.

Vantaggi Svantaggi
Più di una semplice valuta, offrendo funzioni ag­giun­ti­ve Ha diviso la community con l’hard fork
Smart Contracts  
Tran­sa­zio­ni veloci  
Alta ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato  

Bitcoin Cash

Anche Bitcoin stessa ha dovuto af­fron­ta­re un’im­por­tan­te fork: Bitcoin Cash. La scissione, nell’estate del 2017, è stata preceduta da una di­scus­sio­ne pro­trat­ta­si un anno intero. Il motivo di contesa all’interno della community è stato il limite di di­men­sio­ni del block posto dal prin­ci­pa­le svi­lup­pa­to­re Satoshi Nakamoto, (pro­ba­bil­men­te uno pseu­do­ni­mo) dietro al quale molti so­spet­ta­no si celi l’esperto di computer Craig Steven Wright.

Questo limite era troppo ristretto per molti svi­lup­pa­to­ri della community Bitcoin, che hanno perciò deciso di svi­lup­pa­re un’al­ter­na­ti­va a Bitcoin. Es­sen­zial­men­te il problema con i block di di­men­sio­ni ridotte è che per­met­to­no soltanto un basso tasso di tran­sa­zio­ni: un limite di 1 MB consente circa sette tran­sa­zio­ni al secondo. Agli esordi di Bitcoin questo limite poteva tran­quil­la­men­te bastare, anzi, era dif­fi­cil­men­te raggiunto.

Ma con il successo delle crip­to­va­lu­te il sistema giunge re­go­lar­men­te al limite, portando a propria volta a impasse durante le quali le tran­sa­zio­ni possono durare anche diverse ore. Per questo motivo una parte della community ha deciso di formare un prodotto con­cor­ren­zia­le che con­sen­tis­se un limite molto più alto.

No­no­stan­te il chiaro mi­glio­ra­men­to apportato, ci sono so­prat­tut­to due motivi per cui non tutti hanno optato per questa soluzione, portando all’esistenza di due diverse valute: in­nan­zi­tut­to il fatto che Nakamoto con questa li­mi­ta­zio­ne intendeva garantire la sicurezza dei Bitcoin: dovendo ogni block avere una di­men­sio­ne di un solo megabyte, il sistema impediva enormi spam block che i miner avrebbero potuto inserire nella bloc­k­chain. In secondo luogo, questa li­mi­ta­zio­ne ha anche i propri vantaggi: i miner, che as­si­cu­ra­no che le tran­sa­zio­ni vadano a buon fine, prendono com­mis­sio­ni dagli utenti che vogliono dare priorità alle proprie tran­sa­zio­ni. La di­mi­nu­zio­ne delle strettoie si­gni­fi­che­reb­be quindi anche un minor guadagno.

La fork non ha dan­neg­gia­to né Bitcoin né Bitcoin Cash. Mentre il corso di Bitcoin cresce sempre più, anche Bitcoin Cash (in commercio con l’ab­bre­via­zio­ne BCH) con un balzo si situa at­tual­men­te in terza posizione per quanto riguarda la ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato, dietro Bitcoin ed Ethereum.

Per non perdere in futuro il proprio fiore all’occhiello, cioè la velocità delle tran­sa­zio­ni, sono già pia­ni­fi­ca­ti due update per Bitcoin Cash, per innalzare ul­te­rior­men­te la massima grandezza dei block.

Il fine sarebbe quello di rag­giun­ge­re prima o poi la velocità di Visa o PayPal. Il progetto ora è ancora in fasce e risente di problemi come ad esempio l’in­fla­zio­ne im­prov­vi­sa, poiché il mining è ir­re­go­la­re e causa picchi anomali.

Vantaggi Svantaggi
Alta velocità per le tran­sa­zio­ni Grandi di­ver­gen­ze all’interno della community (anche a causa della con­tro­ver­sa fork)
Alta ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato  
N.B.

Oltre a Bitcoin Cash c’è stata un’ulteriore hard fork con Bitcoin Gold, che cerca di impedire il mining at­tra­ver­so degli ASIC

IOTA

IOTA è l’al­ter­na­ti­va a Bitcoin svi­lup­pa­ta spe­ci­fi­ca­men­te per l’Internet of Things (IoT). Si tratta di una valuta anonima e digitale, ma al posto che sulla bloc­k­chain si basa su un sistema ma­te­ma­ti­co chiamato Tangle. L’idea dietro IOTA è di evitare i costi di tran­sa­zio­ne delle crip­to­va­lu­te così come risultano dal principio bloc­k­chain. Bitcoin e le al­ter­na­ti­ve similari si basano sull’idea del mining: per avviare una tran­sa­zio­ne è ne­ces­sa­rio avere un’adeguata potenza di calcolo all’interno del network peer-to-peer. Per questo motivo i miner pro­fes­sio­ni­sti devono sostenere talvolta alti costi di corrente che rendono necessari incentivi sotto forma di com­mis­sio­ni.

Tangle risolve questo problema: la tec­no­lo­gia si basa su un Directed Acylclic Graph (DAG). La grande dif­fe­ren­za risiede nel fatto che ogni tran­sa­zio­ne richiede la va­li­da­zio­ne di due tran­sa­zio­ni esterne. Il che significa anche che il sistema non necessita di mining: ogni utente che desidera ef­fet­tua­re una tran­sa­zio­ne è obbligato a con­va­li­dar­ne altre. Inoltre ciò significa che la velocità di tran­sa­zio­ne con più utenti (o più tran­sa­zio­ni) aumenta anziché diminuire. Il dibattito sulle di­men­sio­ni che tanto ha occupato l’ambiente Bitcoin, portando anche alla nascita di Bitcoin Cash, perde con IOTA di si­gni­fi­ca­to, perché di base gli utenti possono ef­fet­tua­re una quantità infinita di tran­sa­zio­ni al secondo.

Ciò è par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­te so­prat­tut­to se si tiene conto dell’idea dietro a IOTA, che è quella di essere una crip­to­va­lu­ta e un network per l’Internet of Things. Quando non soltanto ogni utente di Internet, ma anche ogni supporto elet­tro­ni­co fa parte della rete e conduce tran­sa­zio­ni, è es­sen­zia­le una sca­la­bi­li­tà il­li­mi­ta­ta. Questo potrebbe spiegare perché anche grandi aziende come Bosch o Microsoft investono in IOTA e nello sviluppo del progetto. Il fatto che grandi aziende di questo calibro abbiano preso parte a questo progetto ha poi a propria volta portato IOTA a una posizione di grande rilievo nel crip­to­mer­ca­to.

I critici di IOTA rim­pro­ve­ra­no a questo sistema che la completa mancanza di costi di tran­sa­zio­ne poggi su un pre­sup­po­sto tanto idea­li­sti­co quanto ir­rea­li­sti­co: la convalida delle tran­sa­zio­ni, dopo tutto, richiede ancora potenza di calcolo, a seconda del proprio volume di tran­sa­zio­ni. Ciò può creare problemi so­prat­tut­to per i di­spo­si­ti­vi mobili e quindi ora si specula sul fatto che po­treb­be­ro sorgere dei fornitori che si facciano carico a pagamento della va­li­da­zio­ne.

Un’altra critica riguarda la sicurezza: per iniziare un attacco nella bloc­k­chain, il tra­sgres­so­re deve mettere a di­spo­si­zio­ne più della metà della potenza di calcolo dell’intera rete, invece siccome con IOTA un bonifico non deve essere con­fer­ma­to da tutti i par­te­ci­pan­ti, ma da un numero re­la­ti­va­men­te basso, crescono anche le pro­ba­bi­li­tà che si ve­ri­fi­chi­no attacchi e che vadano a buon fine.

Vantaggi Svantaggi
Scalabile li­be­ra­men­te No­no­stan­te i due anni di sviluppo non si è ancora nemmeno av­vi­ci­na­to al fine pre­fis­sa­to, in par­ti­co­la­re riguardo all’IoT
Si accosta all’Internet of Things Il concetto è ancora discusso
Funziona in com­bi­na­zio­ne con diversi linguaggi di pro­gram­ma­zio­ne  
Alta ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato  

Ripple

Ripple, come Ethereum, non è sem­pli­ce­men­te una crip­to­va­lu­ta. Infatti con Ripple si tratta più di una piat­ta­for­ma per lo scambio di denaro, in­di­pen­den­te­men­te che si tratti di crip­to­va­lu­te o di valute tra­di­zio­na­li. Per questo motivo a volte ci si riferisce a Ripple come alla bloc­k­chain delle banche. Questa è anche una delle maggiori dif­fe­ren­ze tra Ripple e le altre al­ter­na­ti­ve a Bitcoin: mentre gli altri sistemi per­se­guo­no l’idea di rendere le banche e gli istituti fi­nan­zia­ri obsoleti, Ripple vuole inserire gli in­ter­me­dia­ri fi­nan­zia­ri nel network, con­sen­ten­do alle banche di ef­fet­tua­re bonifici anche in­ter­na­zio­na­li in pochi secondi.

La rete di Ripple, e questa è un’altra dif­fe­ren­za rispetto agli altri sistemi, non è or­ga­niz­za­ta in modo de­cen­tra­to: il pilastro prin­ci­pa­le del sistema sono database ac­ces­si­bi­li al pubblico, dove viene re­gi­stra­ta ogni singola tran­sa­zio­ne. Il registro si poggia su più server di­stri­bui­ti in tutto il mondo ed è con­fron­ta­to co­stan­te­men­te con un algoritmo di con­for­mi­tà. Di fatto con Ripple si tratta più di titoli di credito che di somme di denaro. I co­sid­det­ti gateway, nor­mal­men­te le banche, scambiano le ob­bli­ga­zio­ni nella normale valuta Fiat.

Il network di Ripple offre anche una propria crip­to­va­lu­ta: XRP, chiamata anche Ripples. Il prezzo di un Ripple è molto più basso comparato alle altre al­ter­na­ti­ve a Bitcoin e ha un valore minore di mezzo dollaro. Ciò accade so­prat­tut­to perché rispetto alle altre altcoin (e anche rispetto a Bitcoin) Ripple ha in cir­co­la­zio­ne la maggior parte delle monete digitali. Ori­gi­na­ria­men­te gli svi­lup­pa­to­ri hanno generato 100 miliardi di XRP e secondo il pro­to­col­lo questo numero non dovrebbe cambiare. Tuttavia non tutte le Ripples sono in cir­co­la­zio­ne. Gli spe­cu­la­to­ri trattano XRP esat­ta­men­te come le altre crip­to­va­lu­te, ma all’interno del network Ripple questa al­ter­na­ti­va a Bitcoin ha due compiti.

In primo luogo la valuta è l’unica in commercio all’interno del network che non richiede alcuna fiducia. Per com­pren­de­re questo concetto bisogna fare un passo indietro ai principi fon­da­men­ta­li: at­tra­ver­so Ripple si scambiano ob­bli­ga­zio­ni (in par­ti­co­la­re IOU) tra i gateway. Se un utente vuole inviare un importo di denaro ad un’altra persona, lo versa su un gateway, che però non invia a propria volta l’importo, bensì istruisce il relativo gateway dell’utente de­sti­na­ta­rio di pagare la somma cor­ri­spon­den­te. In questo modo un gateway si indebita con un altro.

Per questo motivo, occorre che ci sia fiducia tra le parti coinvolte. In mancanza di questa fiducia, si possono in­ter­por­re ulteriori gateway che si fidano l’uno dell’altro. Questa chain of trust (catena di fiducia) aumenta però i costi della tran­sa­zio­ne, perciò è possibile in casi del genere passare a XRP, con­ver­ti­re la quantità effettiva e quindi tra­sfe­ri­re di­ret­ta­men­te l’importo nel giro di pochi secondi.

L’altro vantaggio di Ripple riguarda la sicurezza: le tran­sa­zio­ni che non sono condotte dalle parti in XRP sono a pagamento. At­tual­men­te una tran­sa­zio­ne costa i co­sid­det­ti 10 drop, ossia 0,00001 XRP, che cor­ri­spon­de a una frazione minuscola di dollaro. La par­ti­co­la­ri­tà di questa forma di pagamento è che nessuno la può ri­ven­di­ca­re per sé. I Ripple di questi pagamenti vengono sem­pli­ce­men­te distrutti. Poiché gli svi­lup­pa­to­ri non immettono alcuna nuova moneta nel network, il valore degli XRP cresce col passare del tempo e pro­ba­bil­men­te anche i costi di tran­sa­zio­ne subiranno questa con­se­guen­za. Il senso di questi costi è la pro­te­zio­ne dallo spam, cioè di pro­teg­ge­re dal network flooding.

Dato che in teoria è possibile che i criminali so­vrac­ca­ri­chi­no il network con tran­sa­zio­ni fasulle, il motivo dei costi di tran­sa­zio­ne è proprio quello di rendere tali attacchi an­ti­e­co­no­mi­ci. Per questo motivo è anche ne­ces­sa­rio che ogni conto presso Ripple abbia sempre almeno una riserva di 20 XRP nel wallet, con i quali ogni utente ga­ran­ti­sce di poter pagare i costi di tran­sa­zio­ne.

Ripple ha suscitato molto scalpore nel mondo fi­nan­zia­rio, prin­ci­pal­men­te a causa del proprio focus sulle banche, e qualche istituto fi­nan­zia­rio ha già stipulato delle part­ner­ship o almeno ha mostrato pub­bli­ca­men­te interesse. Tuttavia ad oggi Ripple è realmente uti­liz­za­to solo da pochi fornitori. Il sistema è stato criticato per via della ri­par­ti­zio­ne dei Ripple: dei 100 miliardi di XRP iniziali lo svi­lup­pa­to­re ha tenuto il 20 % per sé con­se­gnan­do la parte rimanente all’azienda Ripple (pre­ce­den­te­men­te Ripple Labs). L’azienda, orientata al successo, sviluppa il pro­to­col­lo e di­stri­bui­sce i Ripple ricevuti alla rete.

I de­trat­to­ri di Ripple criticano l’azienda per il fatto che di questi 80 miliardi di XRP soltanto 55 sono di­stri­bui­ti nel network. I restanti 25 miliardi ver­reb­be­ro mantenuti dall’azienda allo scopo di fi­nan­ziar­si. Se il valore degli XRP dovesse salire, salirebbe così anche il valore dell’azienda. La community è inoltre in­fa­sti­di­ta dal fatto che ad oggi è stata assegnata ai par­te­ci­pan­ti soltanto una parte dei promessi 55 miliardi. Per placare queste critiche, un algoritmo si occuperà della di­stri­bu­zio­ne promessa.

Vantaggi Svantaggi
Alta ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato Diretta da un’azienda orientata al successo
Tran­sa­zio­ni veloci in tutto il mondo  
Costi di tran­sa­zio­ne esigui  
Il sistema è aperto a tutte le valute  

Litecoin

Litecoin è stata svi­lup­pa­ta come al­ter­na­ti­va veloce a Bitcoin. Da un punto di vista tecnico questa altcoin, esistente dal 2011, è pra­ti­ca­men­te identica all’originale Bitcoin. Ci sono però due dif­fe­ren­ze che con­sen­to­no di com­pren­de­re perché Litecon sia una delle crip­to­va­lu­te di maggior successo. La prima consiste nel fatto che la rea­liz­za­zio­ne dei block procede molto più ve­lo­ce­men­te che con i Bitcoin. Al posto dei dieci minuti dell’originale, Litecoin genera un nuovo block in due minuti e mezzo. Questo comporta una conferma più veloce della tran­sa­zio­ne da parte del sistema, riducendo anche le com­mis­sio­ni dei miner.

Anche la seconda dif­fe­ren­za riguarda i miner: la prima crip­to­va­lu­ta Bitcoin imposta la crit­to­gra­fia sulla funzione hash SHA-256. Litecoin invece utilizza Scrypt. Questa tecnica di crit­to­gra­fia necessita di molte più capacità di ar­chi­via­zio­ne e pertanto non è fa­cil­men­te ac­ces­si­bi­le at­tra­ver­so gli ASIC. Lo scopo dietro a questa soluzione era che il mining potesse essere or­ga­niz­za­to in modo de­cen­tra­to e non, come in Bitcoin, preso in carico da quei pochi che potevano investire in im­pe­gna­ti­ve soluzioni hardware. Al contrario, qualsiasi utente dovrebbe poter ef­fet­tua­re mining con un normale PC. Questo piano è andato in fumo, poiché nel frattempo sono stati svi­lup­pa­ti ASIC che sono in grado di gestire ef­fi­ca­ce­men­te Scrypt.

Fatto

Un ASIC è una con­nes­sio­ne che il pro­dut­to­re genera per un fine specifico. Si tratta di Chips che non hanno, come per esempio nei PC, degli usi il più possibile estesi, ma che svolgono compiti molto limitati e specifici e lavorano in modo molto più ef­fi­cien­te in questo ambito. Perciò sono così amati nel mining: i calcoli crit­to­gra­fi­ci possono essere eseguiti in modo molto più veloce e proficuo che con i PC in commercio. Tuttavia questi Chip hanno un costo molto elevato

Per questo i miner sono però re­mu­ne­ra­ti anche con più Litecoins: in­di­pen­den­te­men­te dalle com­mis­sio­ni per la tran­sa­zio­ne, che in linea di principio ogni miner può decidere au­to­no­ma­men­te, at­tual­men­te si ottengono 25 Litecoin per block. Questa quantità dovrebbe di­mez­zar­si ogni quattro anni. Alla fine tutto ciò porta, come nelle altre crip­to­va­lu­te, a una cifra finale alla quale il sistema intero si avvicina sempre più. Nel corso del mining sono previsti in tutto 84 milioni di Litecoin, esat­ta­men­te il quadruplo dei Bitcoin (con 21 milioni di monete).

Vantaggi Svantaggi
Alta velocità per le tran­sa­zio­ni No­no­stan­te la valuta esista da molto, non ha ancora destato un grande interesse
Alta ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato  

Dash

Un’ulteriore al­ter­na­ti­va a Bitcoin è Dash (che deriva da un’unione delle parole “digital” e “cash”). Si basa anch’essa su un network peer-to-peer, ma a dif­fe­ren­za di Bitcoin svolge alcune nuove funzioni. Il network è or­ga­niz­za­to in modo diverso: il two-tier network si basa non soltanto sui miner, ma anche sui ma­ster­no­de. Questi punti nodali, or­ga­niz­za­ti anch’essi in modo de­cen­tra­to, si fanno carico della direzione della rete e dei bonifici veloci e privati, chiamati In­stan­tSend e Pri­va­te­Send. Quando è ne­ces­sa­rio un tra­sfe­ri­men­to immediato di valori, bisogna in­nan­zi­tut­to capire perché ciò non avviene istan­ta­nea­men­te con Bitcoin e le sue al­ter­na­ti­ve.

Il tra­sfe­ri­men­to di per sé non è il fattore de­ter­mi­nan­te per il tempo ne­ces­sa­rio. Ciò che richiede maggior tempo sono le conferme che si tratti di un tra­sfe­ri­men­to valido e non di un co­sid­det­to double-spending. Per ve­lo­ciz­za­re queste convalide, Dash utilizza i ma­ster­no­de, per i quali l’utente che vuole uti­liz­za­re In­stan­tSend deve pagare una com­mis­sio­ne. Anche Pri­va­te­Send funziona sul secondo livello del network. In realtà si sot­to­li­nea sempre che le crip­to­va­lu­te do­vreb­be­ro essere una forma anonima di pagamento, anche se di fatto questa è sempre una mezza verità.

Fatto

Con double-spending si indica un processo nel quale il denaro che è già stato speso viene tra­sfe­ri­to di nuovo. I sistemi tra­di­zio­na­li riescono a eludere questo problema, in generale tipico dei metodi di pagamento elet­tro­ni­ci, cioè dove non viene scambiato un oggetto fisico, ve­ri­fi­can­do le tran­sa­zio­ni da una locazione centrale. La maggior parte delle crip­to­va­lu­te organizza questa verifica in modo de­cen­tra­to at­tra­ver­so la bloc­k­chain.

Il principio della bloc­k­chain è che la strada percorsa da una moneta digitale è re­gi­stra­ta nei block di questa catena. In questo modo chiunque può ri­co­strui­re le vie percorse dal pagamento. Con Dash sono i ma­ster­no­de a occuparsi del fatto che le monete vengano scambiate fra loro secondo un principio di casualità, in­ter­rom­pen­do le catene. Al di là di queste ca­rat­te­ri­sti­che, il sistema dei ma­ster­no­de è re­spon­sa­bi­le per lo sviluppo dell’intera rete. Per garantire con­ti­nui­tà allo sviluppo di Dash c’è un conto inerente al sistema per i fi­nan­zia­men­ti chiamato Treasury. Se nella creazione di un block con Bitcoin e le sue al­ter­na­ti­ve sono i miner a ricavare profitto, con Dash sono coinvolti nel profitto miner (45 %), ma­ster­no­de (45 %) e Treasury (10 %).

In questo modo i costi per gli sviluppi ulteriori sono sostenuti dall’intera community. Nel caso di altre crip­to­va­lu­te, invece, gli svi­lup­pa­to­ri hanno dovuto ricorrere a fonti di fi­nan­zia­men­to esterne, il che comporta il rischio che chi prende le decisioni possa venir corrotto. I ma­ster­no­de decidono anche cosa fare con le monete ri­spar­mia­te. Per poter dare fiducia ai ma­ster­no­de, i pro­prie­ta­ri di questo server devono possedere almeno 1000 Dash. In questo modo la community vuole garantire che coloro che prendono le decisioni per­se­gua­no sempre la migliore soluzione per Dash, dato che sarebbero i primi a ri­sen­tir­ne se il sistema dovesse col­las­sa­re. Chiunque abbia i requisiti necessari può diventare parte della rete Dash e istituire un ma­ster­no­de.

Vantaggi Svantaggi
Or­ga­niz­za­to in modo de­cen­tra­to Scarsa ca­pi­ta­liz­za­zio­ne di mercato
In­stan­tSpend  
Pri­va­tSpend  

Monero

Monero, (“moneta” in esperanto) pone l’at­ten­zio­ne prin­ci­pal­men­te sull’anonimato dell’utente. Per questo motivo Monero si basa su un pro­to­col­lo com­ple­ta­men­te dif­fe­ren­te rispetto a Bitcoin e alle crip­to­va­lu­te che vi si basano: Monero, così come Litecoin con Scrypt, cerca di impedire il mining at­tra­ver­so l’algoritmo di grandi di­men­sio­ni Cryp­to­Night, che avviene con gli ASIC. Invece si dovrebbe poter lavorare al mining con normali PC. Ciò ha tuttavia uno svan­tag­gio: esistono anche script per siti che per il mining uti­liz­za­no i di­spo­si­ti­vi degli utenti che navigano in rete con PC, smart­pho­ne o tablet. In questo modo l’utente mette a di­spo­si­zio­ne una potenza di calcolo senza che venga richiesto espli­ci­ta­men­te il suo consenso. Questo metodo viene uti­liz­za­to da alcuni webmaster al posto delle pub­bli­ci­tà per fi­nan­zia­re il proprio sito.

Di solito viene generato un nuovo block ogni 2 minuti, a cui cor­ri­spon­de un continuo ade­gua­men­to della co­sid­det­ta mining dif­fi­cul­ty: perché il mining non avvenga troppo ve­lo­ce­men­te, il sistema aumenta con­ti­nua­men­te la dif­fi­col­tà per il calcolo dei block. Se nella rete non è presente una suf­fi­cien­te potenza di calcolo, il livello di dif­fi­col­tà può di nuovo scendere. Con una mining dif­fi­cul­ty in ascesa continua, anche il compenso sale. Bitcoin invece varia il compenso in modo pro­gres­si­vo, di­mez­zan­do­lo ogni quattro anni. Non è pia­ni­fi­ca­to, come per Bitcoin e altre al­ter­na­ti­ve, che prima o poi si possa rag­giun­ge­re il massimo numero possibile di monete Monero. A partire da circa 18,4 milioni di monete inizia la tail emission: in questi casi il network emette 0,3 Monero al minuto as­si­cu­ran­do anche in futuro un incentivo per il mining.

Inoltre in questo modo si possono com­pen­sa­re le monete distrutte: di fatto i Bitcoin e le altre crip­to­va­lu­te possono diventare inu­ti­liz­za­bi­li a causa di password perse o di­men­ti­ca­te, nonché per errori dovuti ad hardware che, in assenza di backup, portano alla perdita delle monete.

L’altra grande dif­fe­ren­za tra Monero e Bitcoin è il grande valore che le altcoin at­tri­bui­sco­no all’anonimato. Per ottenere il massimo dell’anonimato, Monero ha costruito tre mec­ca­ni­smi nella bloc­k­chain:

  1. Ring Si­gna­tu­res: Nel caso di un tra­sfe­ri­men­to non firma soltanto il relativo mittente, ma un gruppo intero, rendendo in seguito difficile stabilire chi sia veramente dietro a una tran­sa­zio­ne.
  2. Ring Con­fi­den­tial Tran­sac­tions: Con l’aiuto di RingCT si può impedire che terzi possano vedere il valore di una tran­sa­zio­ne. Si può soltanto stabilire che si tratti di una corretta tran­sa­zio­ne.
  3. Stealth Addresses: Per fare in modo che anche il de­sti­na­ta­rio di una tran­sa­zio­ne non sia visibile, Monero utilizza la co­sid­det­ta Stealth Addresses. Al posto di uti­liz­za­re un vero e proprio indirizzo di un utente la tran­sa­zio­ne viene ef­fet­tua­ta a un indirizzo tem­po­ra­neo che vale per una sola volta. Con l’aiuto di un co­sid­det­to View Key, il wallet ricerca nel sistema nuove tran­sa­zio­ni dirette all’utente de­si­de­ra­to.

La pro­te­zio­ne della privacy offerta da Monero ha però un prezzo. Le in­for­ma­zio­ni ag­giun­ti­ve all’interno della bloc­k­chain implicano una quantità di dati davvero grande, il che può creare problemi con il download, spe­cial­men­te se si utilizza Monero su un di­spo­si­ti­vo mobile. Per garantire l’anonimato non è inoltre possibile caricare soltanto una parte della bloc­k­chain, cosa invece già possibile con Bitcoin.

Vantaggi Svantaggi
Anonimato Alta quantità di dati
Migliore sud­di­vi­sio­ne del mining Abuso attaverso il web mining

Le al­ter­na­ti­ve a Bitcoin più im­por­tan­ti a confronto

I creatori e svi­lup­pa­to­ri di altcoin al­ter­na­ti­ve cercano di prender parte al successo di Bitcoin e ciascun sistema ha funzioni e mec­ca­ni­smi diversi al fine di as­si­cu­rar­si una propria fetta di mercato.

Crip­to­va­lu­ta Ab­bre­via­zio­ne Anno di creazione Algoritmo Numero massimo di monete Mining De­cen­tra­to Par­ti­co­la­ri­tà
Ethereum ETH 2013 Ethash ca. 100 milioni La bloc­k­chain è di­spo­ni­bi­le non soltanto come valuta
Bitcoin Cash BCH 2017 SHA-256 21 milioni Velocità di tran­sa­zio­ne più alta rispetto all’originale
IOTA MIOTA 2016 Tangle ca. 2,78 miliardi Ot­ti­miz­za­to per l’Internet of Things
Ripple XRP 2012 RPCA 100 miliardi Rete di tran­sa­zio­ni per il settore bancario
Litecoin LTC 2011 scrypt 84 milioni Migliore di­stri­bu­zio­ne per il mining
Dash DASH 2014 X11 18,9 milioni Two-Tier network / or­ga­niz­za­zio­ne de­cen­tra­ta
Monero XMR 2014 Cryp­to­Night Alto grado di anonimato

Un’altcoin per ogni esigenza

Accanto a queste grandi al­ter­na­ti­ve di successo, si affollano nei mercati anche crip­to­va­lu­te plasmate da ideali etici o da concetti sem­pli­ce­men­te bizzarri.

  • Ein­ste­nium: La Ein­stei­nium Foun­da­tion utilizza le bloc­k­chain per investire in for­ma­zio­ne. Vengono sostenuti progetti di ricerca at­tra­ver­so donazioni e cro­w­d­fun­ding.
     
  • Mannabase: Manna cerca di ottenere un reddito di base in­con­di­zio­na­to at­tra­ver­so la bloc­k­chain. Inoltre l’or­ga­niz­za­zio­ne senza scopo di lucro che si cela dietro questa altcoin con questa valuta vorrebbe con­tra­sta­re la cor­ru­zio­ne e il divario di ricchezza globale oltre a trovare una soluzione alla di­soc­cu­pa­zio­ne dovuta all’au­to­ma­tiz­za­zio­ne.
     
  • TrumpCoin: Una crip­to­va­lu­ta che dovrebbe tornare utile al qua­ran­ta­cin­que­si­mo Pre­si­den­te degli Stati Uniti. La moneta digitale all’inizio ha avuto un breve balzo, ma ha iniziato a tendere allo zero poco dopo.
     
  • PutinCoin: Se il Pre­si­den­te degli Stati Uniti ne ha una, na­tu­ral­men­te anche il Pre­si­den­te della Fe­de­ra­zio­ne Russa non poteva ri­nun­cia­re alla propria crip­to­va­lu­ta, che mostra perlomeno dei risultati leg­ger­men­te migliori.
     
  • PotCoin: Di tanto in tanto ci sono anche valute Internet che trovano ap­pli­ca­zio­ne soltanto in un ambito molto limitato. Con PotCoin gli utenti comprano soltanto marijuana.
     
  • PepeCash: Un’al­ter­na­ti­va a Bitcoin che si basa su un meme, una valuta che merita la stessa con­si­de­ra­zio­ne delle im­ma­gi­net­te ritratte.

Con­clu­sio­ne: le al­ter­na­ti­ve di Bitcoin ot­ter­ran­no davvero successo?

Al momento né i Bitcoin né le numerose al­ter­na­ti­ve sono riuscite a sta­bi­lir­si come valute adatte alla quo­ti­dia­ni­tà. Questo però non è per forza un cattivo segno, so­prat­tut­to se si considera che molte crip­to­va­lu­te non sono nate a questo scopo. Il loro valore attuale come quello dell’originale risulta in­nan­zi­tut­to da ardite spe­cu­la­zio­ni: alcuni in­ve­sti­to­ri hanno potuto ricavare grandi guadagni con Bitcoin. Tuttavia la paura degli in­ve­sti­to­ri è che si tratti soltanto di una bolla che può esplodere in qualsiasi momento.

Ma anche senza con­si­de­ra­re l’impulso pret­ta­men­te fi­nan­zia­rio, le tecniche e i metodi uti­liz­za­ti dalle diverse crip­to­va­lu­te sono molto in­te­res­san­ti per futuri sviluppi: la bloc­k­chain si può già ora uti­liz­za­re per i più diversi ambiti di ap­pli­ca­zio­ne e l’idea degli Smart Contract troverà in futuro si­cu­ra­men­te ulteriori campi di utilizzo. Almeno per quanto riguarda una pro­spet­ti­va puramente tecnica gli sviluppi di Bitcoin e delle sue al­ter­na­ti­ve rivestono un’im­por­tan­za molto rilevante.

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