Una delle ca­rat­te­ri­sti­che più im­por­tan­ti di Fogli Google è la pos­si­bi­li­tà di importare contenuti di­ret­ta­men­te dai siti web: la funzione importXML() di Fogli Google legge, infatti, i contenuti strut­tu­ra­ti di un sito web e li tra­sfe­ri­sce nel foglio di lavoro Google de­si­de­ra­to.

Fatto

I due programmi di fogli di calcolo Fogli Google ed Excel hanno molti aspetti in comune, ma dif­fe­ri­sco­no in alcuni punti es­sen­zia­li, come evidenzia il nostro confronto tra Excel e Fogli Google.

La funzione di im­por­ta­zio­ne “XML to Google Sheets” è par­ti­co­lar­men­te utile quando si desidera creare tabelle da dati forniti online. In questo articolo im­pa­re­re­te come uti­liz­za­re e sfruttare al meglio questa utile opzione.

Fogli Google: breve spie­ga­zio­ne della funzione importXML()

La funzione importXML() legge dati strut­tu­ra­ti di progetti web e li inserisce nelle celle di un foglio di lavoro di Fogli Google.

Procedete nel modo seguente per eseguire la funzione nel software Google:

=importXML(URL, XPath)

importXML() di Fogli Google ha solo due parametri:

  • URL: l’indirizzo web da cui si desidera estrarre i dati. Il modo più semplice per farlo è copiarlo di­ret­ta­men­te dalla barra degli indirizzi del browser.
  • XPath: in­di­ca­zio­ne della posizione specifica in cui sono po­si­zio­na­ti i dati che si desidera importare.
Consiglio

In­for­ma­zio­ni det­ta­glia­te su XPath sono di­spo­ni­bi­li nel nostro tutorial su XPath.

Se spe­ci­fi­ca­te i parametri di­ret­ta­men­te nella funzione, è ne­ces­sa­rio rac­chiu­der­li tra vir­go­let­te. Per evitare di doverli inserire tra vir­go­let­te, è possibile scrivere i due parametri in due celle di una tabella e farvi quindi ri­fe­ri­men­to nella funzione della formula. In questo modo non è ne­ces­sa­rio inserire le vir­go­let­te.

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Casi d’utilizzo di importXML di Fogli Google

importXML() è molto versatile. Di par­ti­co­la­re interesse sono le seguenti quattro possibili ap­pli­ca­zio­ni:

  • Creazione di liste di link
  • Analisi di dati strut­tu­ra­ti di siti web
  • Estra­zio­ne di contenuto testuale
  • Im­por­ta­zio­ne di tabelle HTML

Nelle sezioni seguenti vi spie­ghe­re­mo come uti­liz­za­re importXML in Fogli Google in base a questi quattro scenari d’utilizzo.

Consiglio

I fogli di lavoro di Google fanno parte della Google Workspace (ex G Suite) messa a di­spo­si­zio­ne da IONOS, incluso un dominio gratuito!

A volte si può avere la necessità di creare una lista ordinata di indirizzi web in­te­res­san­ti, che deve includere, tra l’altro, l’URL, il nome del sito web e una breve de­scri­zio­ne. Un buon punto di partenza per questo scenario d’uso è il sito Nodesign, ovvero una raccolta di link che presenta strumenti grafici per svi­lup­pa­to­ri che hanno poca o nessuna di­me­sti­chez­za con il design. I link vengono vi­sua­liz­za­ti in caselle con­te­nen­ti ciascuna un’immagine, un titolo e una breve de­scri­zio­ne. At­tual­men­te la raccolta contiene più di 140 voci.

Immagine: Screenshot della raccolta di link di nodesign.dev
Screen­shot della raccolta di link di nodesign.dev

A partire da questa raccolta, vogliamo creare una lista di link nei fogli di lavoro di Google con la funzione importXML(). Per farlo, pro­ce­dia­mo così:

  1. De­ter­mi­na­re i contenuti nel codice sorgente del sito web

In questo caso, abbiamo bisogno dell’URL, del testo di an­co­rag­gio (cioè il testo attivo del link) e di una breve de­scri­zio­ne. Vi­sua­liz­zia­mo quindi il codice sorgente di­ret­ta­men­te nel browser (tasto F12 o tasto destro del mouse e “Ispeziona”) e se­le­zio­nia­mo la prima scheda. Qui troviamo, sotto il tag <h5> le in­for­ma­zio­ni de­si­de­ra­te: l’URL (1), il testo di an­co­rag­gio al link (2) e una breve de­scri­zio­ne (3).

Immagine: Screenshot del codice sorgente di nodesign.dev
Screen­shot del codice sorgente di nodesign.dev
  1. Definire XPath

Nel secondo passaggio vengono definite le in­for­ma­zio­ni sul percorso (XPath) per le tre in­for­ma­zio­ni di cui abbiamo bisogno:

URL: l’URL è un attributo del tag <a> che è po­si­zio­na­to sotto il tag <h5>. L’XPath è quindi il seguente:

//h5/a/@href

Testo di an­co­rag­gio: il testo di an­co­rag­gio è il contenuto del tag <a> che abbiamo già definito sopra: //h5/a. Ri­pren­dia­mo l’XPath di sopra togliendo l’attributo @href.

De­scri­zio­ne breve: l’XPath è, in questo caso, un po’ più com­pli­ca­to perché non si trova allo stesso livello ge­rar­chi­co del tag <a>. Se pren­des­si­mo sem­pli­ce­men­te il paragrafo <p> come XPath, i testi non cor­ri­spon­de­reb­be­ro più all’URL. Pertanto, dobbiamo definire come paragrafo che contiene la de­scri­zio­ne breve l’elemento che si trova allo stesso livello ge­rar­chi­co dopo il tag <h5>:

//h5/following-sibling::p
  1. Applicare la funzione nel foglio di lavoro di Google

Ora scriviamo un’istru­zio­ne importXML() in una colonna per ciascuna delle tre voci. Dobbiamo inserirle solo sulla prima riga; il programma carica au­to­ma­ti­ca­men­te le righe rimanenti. Anche la formula stessa viene so­vra­scrit­ta con il contenuto.

Per non perdere la visione d’insieme, inseriamo una riga vuota in alto e im­met­tia­mo nuo­va­men­te la funzione come ri­fe­ri­men­to. Questa volta ag­giun­gia­mo però un apostrofo all’inizio, in modo che la formula non venga eseguita, ma trattata come testo semplice.

Immagine: Fogli Google: risultato della richiesta importXML
Fogli Google: risultato della richiesta importXML

È possibile mo­di­fi­ca­re questa tabella nel modo consueto. Le singole celle con­ten­go­no i dati effettivi e non la formula.

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Analisi di dati strut­tu­ra­ti di siti web

La lista di link appena generata può ora essere ana­liz­za­ta in diversi modi, se ne­ces­sa­rio. Ad esempio, potremmo ag­giun­ge­re il meta title, la meta de­scrip­tion, la lingua e la codifica per ogni URL in­di­vi­dua­to, che sono in­for­ma­zio­ni rilevanti ai fini SEO.

Immagine: Istantanea del foglio di calcolo Google di esempio con i dati strutturati della pagina web
Istan­ta­nea del foglio di calcolo Google di esempio con i dati strut­tu­ra­ti della pagina web

A tale scopo, scriviamo le in­for­ma­zio­ni XPath nella riga superiore e inseriamo la funzione nella seconda riga (seconda colonna nell’esempio):

=importXML($A2,B$1)

La formula prende l’URL dalla prima colonna e l’XPath dalla riga superiore. Per espandere la formula verso il basso e verso destra, im­po­stia­mo la prima colonna e la prima riga come ri­fe­ri­men­to assoluto (con il simbolo $).

N.B.

Le voci #NV indicano che le in­for­ma­zio­ni ricercate non sono state trovate nella pagina web.

Per scol­le­ga­re la tabella dai siti linkati, possiamo evi­den­ziar­la, copiarla e inserirla in un nuovo foglio di calcolo uti­liz­zan­do la com­bi­na­zio­ne di tasti [Shift] + [Ctrl] + [V].

Estra­zio­ne di contenuto testuale

Grazie ai progressi compiuti nel ri­co­no­sci­men­to testuale at­tra­ver­so l’in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le, nota anche come Natural Language Pro­ces­sing, cresce la necessità di estrarre maggiori quantità di testo per fini di analisi dei siti web.

Un buon esempio sono i quo­ti­dia­ni, gli ag­gre­ga­to­ri di notizie e le pagine di rassegna stampa, che for­ni­sco­no in­for­ma­zio­ni preziose per l’analisi delle tendenze.

Per la nostra di­mo­stra­zio­ne ap­pli­ca­ti­va, scegliamo la rassegna stampa newstral.com. Il nostro scopo è sem­pli­ce­men­te quello di estrarre un elenco di tutti i co­mu­ni­ca­ti stampa (titoli). Per fare questo, pro­ce­dia­mo come segue:

  1. De­ter­mi­na­re i contenuti nel codice sorgente del sito web

Vi­sua­liz­zia­mo il codice sorgente (tasto funzione F12 o tasto destro “Ispeziona”), se­le­zio­nia­mo un titolo e guardiamo come è strut­tu­ra­to. In questo caso, la struttura è molto semplice: il titolo è il testo di an­co­rag­gio del link (linea inferiore):

Immagine: Screenshot del codice sorgente di newstral.com
Screen­shot del codice sorgente di newstral.com
  1. Definire XPath

Per estrarre solo i titoli e non tutti gli altri link sulla homepage, dobbiamo tuttavia definire l’XPath in modo più preciso: vogliamo trovare solo i tag <a> della classe “headline”, vale a dire solo quelli che si trovano all’interno della sezione della classe “headlines-container”.

//div[@class="headlines-container"]/ul/li/span/a[@class="headline"]
  1. Applicare la funzione nel foglio di lavoro di Google

Inseriamo l’URL e l’XPath in un foglio di lavoro Google vuoto nella prima colonna a sinistra. Da lì possiamo “re­cu­pe­rar­li” co­mo­da­men­te per scrivere la funzione:

(Cella B1) =importXML(A1,A2)
(Cella B2) =importXML(A1,A3)

Il risultato è una lista di titoli. Il vantaggio è che possiamo ag­gior­na­re questa lista in qualsiasi momento con F5 in modo che vi­sua­liz­zi sempre il contenuto più recente.

Immagine: Risultato della query importXML di newstral.com nel foglio di lavoro di Google
Risultato della query importXML di newstral.com nel foglio di lavoro di Google
Consiglio

Volete imparare altri trucchi per Fogli Google? Scoprite qui come creare menu a tendina in Fogli Google.

Im­por­ta­zio­ne di tabelle HTML

Per tra­sfe­ri­re una tabella da un sito web a Fogli Google basta una singola formula. Per esempio, prendiamo una tabella sui modelli di Samsung Galaxy da un articolo di Wikipedia: per importare questa tabella, abbiamo bisogno soltanto del tag <table> nell’XPath. Tuttavia, dobbiamo capire quanti tag <table> appaiono davanti alla tabella di nostro interesse. La tabella che vogliamo importare è la terza della pagina web. La formula si presenta quindi così:

=importXML(“https://en.wikipedia.org/wiki/Samsung_Galaxy”, “//table[3]/tbody/*”)
Immagine: Fogli Google: risultato di una query per tabelle
Fogli Google: risultato di una query per tabelle

Ecco qua! Con una singola formula nella cella B1, abbiamo importato cor­ret­ta­men­te nel foglio di calcolo l’intera tabella con tutte le righe e le colonne.

Come vedete, la funzione di im­por­ta­zio­ne “XML to Google Sheets” è estre­ma­men­te versatile e consente di ri­spar­mia­re molto tempo e lavoro.

N.B.

Molte piat­ta­for­me di social media e grandi ri­ven­di­to­ri online come Amazon vietano il web scraping. Ri­cor­da­te­vi quindi di leggere i termini di utilizzo prima di testare le vostre nuove com­pe­ten­ze di web scraping su queste piat­ta­for­me.

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