Come creare termini e condizioni generali conformi alla legge
I termini e le condizioni generali (CG) mirano a semplificare l’elaborazione dei contratti e a proteggere legalmente tutte le parti coinvolte, standardizzando i processi, i diritti e i doveri per gli acquisti. Ma che cosa sono i termini e le condizioni generali e perché sono così importanti? E quali errori dovresti evitare?
Riassunto
- Le condizioni generali sono clausole contrattuali standard predisposte dal venditore e valide per tutti gli acquisti.
- Sono efficaci solo se l’acquirente le conosce o può conoscerle e le accetta prima della conclusione del contratto.
- Le clausole vessatorie richiedono una specifica approvazione per iscritto da parte del cliente.
- Modelli e generatori sono una buona base, ma le condizioni vanno adattate al proprio negozio online.
- Errori frequenti: clausole vessatorie non approvate, foro diverso da quello del consumatore e un’informativa sul recesso poco chiara.
Che cosa sono i termini e le condizioni generali?
I termini e le condizioni generali, abbreviati in CG, sono termini contrattuali standard che una delle parti contraenti, di solito il venditore, legalmente designato come “predisponente”, sottopone all’altra parte, di solito l’acquirente. Una caratteristica importante dei termini e delle condizioni è che il contratto è introdotto unilateralmente dal venditore. Non viene quindi stipulato in modo personalizzato, ma di solito si applica a tutti gli acquisti che avvengono presso una determinata società. Se il venditore modifica i termini e le condizioni, deve informare le parti contraenti. Solo se le modifiche vengono accettate, entra in vigore il nuovo contratto.
Quando le condizioni generali sono giuridicamente valide?
Per rendere i termini e le condizioni generali legalmente vincolanti, il venditore o la venditrice deve informare espressamente tutte le parti contraenti dei termini e delle condizioni, che devono essere accettate. Di solito, ciò avviene tramite la necessaria conferma dei termini.
Inoltre, il venditore o la venditrice deve anche rendere attivamente consapevole la clientela di questi termini prima che firmi il contratto. Laddove ciò risultasse difficile, per esempio in centri commerciali, al cinema o in un parcheggio, è sufficiente che i termini e le condizioni siano ben visibili. In tali casi, l’acquisto di un bene o l’uso di un edificio valgono come conferma dei termini e delle condizioni.
Dato che il contratto viene redatto unilateralmente, il Codice civile (artt. 1341 e 1342) e il Codice del Consumo pongono al venditore dei limiti a tutela dell’altra parte contraente. La violazione di queste disposizioni potrebbe avere conseguenze legali per il venditore. Poiché queste disposizioni talvolta variano a seconda del settore, si consiglia di consultare un avvocato.
Perché i termini e le condizioni generali sono così importanti per un negozio online?
Chi è abituato a stipulare più contratti ogni giorno, per esempio sotto forma di vendite, è protetto dal diritto civile e da quello commerciale. Inoltre, con i termini e le condizioni generali i venditori e le venditrici possono impostare i propri termini contrattuali senza doverli negoziare con i clienti.
Clausole chiare sono importanti per assicurarsi che il proprio negozio online sia conforme alla legge. In questo modo è chiaro fin dall’inizio chi ha determinati diritti e doveri. Soprattutto quando, come nel settore dell’e-commerce, le parti contraenti non si incontrano di persona, le condizioni generali (CG) sono importanti come base legale del contratto.
✓ Il grande vantaggio: per ogni acquisto e per tutte le controparti contrattuali valgono le stesse condizioni.
✗ Lo svantaggio: gli acquirenti devono accettare le condizioni generali prima della stipula del contratto per poter effettuare l’acquisto.
Redazione dei termini e delle condizioni generali: a cosa bisogna prestare attenzione?
Le condizioni contrattuali e di consegna che si accettano prima dell’acquisto sono stabilite appunto dal venditore. Ciò però non significa che quest’ultimo possa scrivere quello che voglia, perché ci sono delle linee guida riguardo a quali punti debbano essere presenti nei termini e nelle condizioni generali, tra cui figurano, ad esempio, indicazioni su chi sia responsabile per danni o chi è nell’onere della prova (anche per il danno dopo il ricevimento della merce).
Nei contratti tra imprese è possibile indicare anche il foro competente in caso di azioni legali. Inoltre, il venditore o la venditrice deve soddisfare i requisiti di intelligibilità, il che significa che i termini e le condizioni generali devono essere formulati in modo da poter essere compresi anche da chi non ha dimestichezza con il campo giuridico.
Nei termini e nelle condizioni generali bisogna menzionare:
- Informazioni sul venditore
- Campo di applicazione
- Oggetto del contratto
- Scadenze
- Requisiti formali
- Limitazione di responsabilità
- Condizioni di pagamento
- Consegna
- Garanzia
- Riserva di proprietà
- Informazioni sulle possibilità di archiviazione del contratto
- Nel caso di clientela internazionale: informazioni sulle lingue disponibili
I termini e le condizioni generali sono pienamente verificabili nel processo giudiziario. Ciò significa che si applica una disciplina di legge quando un tribunale valuta una clausola nelle condizioni generali di contratto come inefficace. In questo modo viene garantito che i termini e le condizioni servano non soltanto al venditore, ma anche a proteggere l’acquirente.
Modelli e generatori di condizioni generali di contratto
In linea di principio, è sconsigliabile far redigere automaticamente per intero le condizioni generali online o copiarle dalla concorrenza. In particolare, i generatori gratuiti di condizioni generali spesso producono testi con disposizioni formulate in modo troppo vago e che non coprono tutti i dettagli importanti per il negozio online in questione.
I modelli e gli strumenti aggiornati di condizioni generali di contratto a pagamento, con modelli specifici per settore, possono però fornire spunti e punti di riferimento decisivi, costituendo così una buona base. Tieni però sempre presente che le rispettive condizioni generali di contratto non sono adatte per ogni singola azienda di un settore, né sono necessariamente giuridicamente valide.
Gli errori più frequenti nella redazione dei termini e delle condizioni generali
- Clausole vessatorie senza specifica approvazione: le clausole particolarmente onerose per il cliente, ad esempio limitazioni di responsabilità, facoltà di recesso unilaterale o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria, sono efficaci solo se specificamente approvate per iscritto (art. 1341 c.c.). Nei contratti con i consumatori, le clausole che creano un significativo squilibrio a danno del consumatore sono comunque nulle.
- Ignorare la prevalenza degli accordi individuali: le clausole aggiunte o concordate individualmente prevalgono su quelle delle condizioni generali, se incompatibili con esse (art. 1342 c.c.). Una clausola che pretende di escludere qualsiasi accordo individuale non ha quindi l’effetto sperato.
- Mancanza di riferimenti alla lingua del contratto: l’acquirente deve essere avvisato o avvisata in merito alle lingue disponibili per la stipula del contratto di acquisto.
- Accordi di giurisdizione con i consumatori e le consumatrici: nei contratti con i consumatori e le consumatrici è competente il foro del luogo di residenza o di domicilio del consumatore. Le clausole che stabiliscono un foro diverso sono di regola vessatorie e quindi nulle; accordi di questo tipo sono rilevanti soprattutto nei contratti tra imprese.
- Parole introduttive prima dell’informativa sul diritto di recesso: l’informativa sul diritto di recesso, che è una componente comune dei termini e delle condizioni generali, non dovrebbe essere integrata con un’introduzione. Il rischio di incorrere in problemi legali per formulazioni troppo vaghe è molto alto.
- Informativa sul recesso poco chiara: un’informativa sul diritto di recesso senza una struttura chiara e senza intestazioni (“Diritto di recesso”, “Effetti del recesso” ecc.) rischia di essere considerata incompleta. Se il consumatore non viene informato correttamente, il periodo di recesso si prolunga fino a dodici mesi.
Ti preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

