Non importa se per la creazione di new­slet­ter o per la pub­bli­ci­tà online, i marketer cercano con­ti­nua­men­te di mi­glio­ra­re le strategie messe in atto, di renderle più user friendly e di sfruttare al meglio le pos­si­bi­li­tà offerte dall’online marketing. L’obiettivo è quello di aumentare le con­ver­sio­ni e quindi il fatturato dell’azienda. Che si tratti di ot­ti­miz­za­re un intero sito web, singole funzioni o landing page, l’A/B Testing ha di­mo­stra­to di essere un buon metodo per rag­giun­ge­re, passo dopo passo, una con­fi­gu­ra­zio­ne ottimale.

Il principio base dell’A/B Testing

L’A/B Testing (detto anche A/B test o split testing) è un metodo che serve per con­fron­ta­re diverse versioni di un sito web, di singoli elementi o di fun­zio­na­li­tà. Di regola, si testa la versione originale con una leg­ger­men­te mo­di­fi­ca­ta e, se possibile, mi­glio­ra­ta.

Per questo si divide il target, ovvero i vi­si­ta­to­ri del sito web o gli utenti ai quali viene mostrato l’annuncio, in un gruppo A e uno B, ai quali verranno mostrate le due diverse varianti dell’oggetto del test (versioni A e B) e si mi­su­re­ran­no e con­fron­te­ran­no le loro reazioni. Le reazioni de­si­de­ra­te vengono definite a priori oppure si de­ter­mi­na­no dall’oggetto testato. In un annuncio pub­bli­ci­ta­rio le reazioni valutate po­treb­be­ro essere il clic o la con­ver­sio­ne, in una landing page il download o l’iscri­zio­ne alla new­slet­ter.

Per quale motivo ef­fet­tua­re un A/B Testing?

L’A/B Testing viene impiegato in molte diverse di­sci­pli­ne dell’online marketing. Scegliere se testare tutto il sito, un singolo elemento, una parola o i colori della pagina è una decisione che viene presa in base alle singole necessità. A dif­fe­ren­za dei test mul­ti­va­ria­bi­li, l’A/B Testing verifica solo una tesi, quindi una variabile. Ad esempio, con l’aiuto di un confronto tra diverse versioni si possono testare e ot­ti­miz­za­re i seguenti elementi:

  • Il design
  • Le modifiche ad elementi e funzioni
  • Le landing page
  • Gli elementi del sito web come i pulsanti CTA (call to action)
  • Le in­ser­zio­ni AdWords
  • Le new­slet­ter

Per questo si possono prendere in esame molti scenari di ap­pli­ca­zio­ne per­so­na­liz­za­ti. Ecco tre esempi:

  • Un ne­go­zian­te online registra molti abbandoni nel processo di acquisto, quando i prodotti sono già nel carrello. Per questo cerca di evi­den­zia­re in modo più chiaro i passaggi che portano dal carrello all’effettivo acquisto e testa le versioni mo­di­fi­ca­te rispetto a quella originale.
  • Un servizio web vorrebbe inserire annunci mirati per pro­muo­ve­re uno dei prodotti offerti. Si testano quindi due diverse versioni di un annuncio, in ognuna delle quali viene usata una parola chiave diversa.
  • Un blogger, le cui entrate eco­no­mi­che si basano prin­ci­pal­men­te sugli annunci pub­bli­ci­ta­ri presenti sul suo sito, vorrebbe aumentare il numero dei suoi vi­si­ta­to­ri. Per riuscirci, testa in alcuni articoli titoli o immagini diverse. 

A/B Testing passo per passo

Senza una fase di pia­ni­fi­ca­zio­ne stra­te­gi­ca ap­pro­fon­di­ta non bi­so­gne­reb­be iniziare un A/B Testing. Molti marketer tendono a seguire alcuni principi base:

1. In­di­vi­dua­re i problemi

Si può pia­ni­fi­ca­re un’ot­ti­miz­za­zio­ne solo quando c’è qualcosa da mi­glio­ra­re. Il primo passo è quindi sempre l’in­di­vi­dua­zio­ne di un problema, ad esempio la bassa per­cen­tua­le di clic di un pulsante. Dopo aver ri­co­no­sciu­to il problema, il più delle volte si sta­bi­li­sce l’obiettivo, in questo caso aumentare i clic sul pulsante in questione.

2. Ricerca e raccolta di idee

Prima di formulare delle ipotesi spe­ci­fi­che su un elemento, ci si dovrebbe informare e fare ricerche ap­pro­fon­di­te sulla questione. È facile sostenere che un pulsante blu funzioni meglio di uno rosso, ma questa tesi, senza prove empiriche, non ha fon­da­men­to. Ad esempio, con­sul­ta­re gli studi che ana­liz­za­no l’effetto della scelta del colore sul com­por­ta­men­to dell’utente, è spesso un’ottima idea, oltre che possibile fonte di ispi­ra­zio­ne su come e quali elementi mo­di­fi­ca­re. 

3. De­fi­ni­zio­ne dell’ipotesi

Sulla base dei risultati della ricerca si formula una tesi che, ad esempio, potrebbe essere: un pulsante CTA giallo comporta una per­cen­tua­le di clic maggiore. Oppure si modifica la posizione di una voce del menu per ve­ri­fi­ca­re l’ipotesi secondo cui nella nuova versione questo elemento verrà trovato più fa­cil­men­te che in quella pre­ce­den­te.

4. Fase di spe­ri­men­ta­zio­ne

Si creano due varianti della pagina da testare, ad esempio la variante A con un pulsante CTA blu e la variante B con un nuovo pulsante CTA giallo. A questo punto inizia il test, nel quale le due versioni vengono messe a confronto in con­tem­po­ra­nea at­tra­ver­so due URL diverse, oppure una dopo l’altra. Con un software per A/B Testing le due dif­fe­ren­ti varianti vengono mostrate agli utenti in modo casuale.

5. Analisi e con­clu­sio­ni

Se il test è stato condotto per un in­ter­val­lo di tempo suf­fi­cien­te­men­te lungo e su un campione di utenti ab­ba­stan­za grande, è possibile procedere con l’in­ter­pre­ta­zio­ne dei dati. Ri­pren­den­do l’esempio descritto sopra, se la nuova versione con il pulsante CTA giallo mostra un clic rate migliore, verrà so­sti­tui­ta alla pre­ce­den­te.

Questo pro­ce­di­men­to si può ripetere quando si vuole: ad esempio a questo punto si potrebbe testare se la posizione del pulsante CTA sulla pagina ha un ulteriore influsso sul clic rate. Ma, l’A/B test non serve solo per mettere a confronto dettagli: ogni utente formula au­to­no­ma­men­te l’ipotesi e cosa vorrebbe testare.

Vantaggi e svantaggi di un A/B Testing

L’A/B Testing ha molti vantaggi per un marketer. In­nan­zi­tut­to permette un confronto sog­get­ti­vo, in­di­pen­den­te dalla propria pro­spet­ti­va e che si concentra sulle azioni del gruppo target. Grazie ai numerosi tool (in parte anche a pagamento), si può eseguire A/B Test che offrano risultati chiari e va­lu­ta­bi­li di­ret­ta­men­te alla fine del test, anche senza co­no­scen­ze tecniche pre­li­mi­na­ri.

Un A/B Testing ha senso solo se si mettono a confronto tra loro singoli elementi. Se si cambiano più aspetti con­tem­po­ra­nea­men­te, il risultato finale risulterà non chiaro. Inoltre, c’è sempre il rischio di chiedere troppo all’utente o di con­fon­der­lo, ef­fet­tuan­do delle modifiche e poi can­cel­lan­do­le. Per questo ha senso che i test siano eseguiti prin­ci­pal­men­te sui nuovi clienti. Infine, ci si chiede quale sia il si­gni­fi­ca­to sta­ti­sti­co di questi valori. In siti web piccoli con poco traffico, il processo per arrivare a valori che siano davvero si­gni­fi­ca­ti­vi è lento e complesso.

Vantaggi e svantaggi a confronto

Vantaggi Svantaggi
• Confronto sog­get­ti­vo • Sempre solo un’ipotesi per test
• Riflette l’interesse del target • Rischio di con­fon­de­re gli utenti
• Facile da rea­liz­za­re grazie ad appositi tool • Difficile at­tri­bui­re ai dati di piccoli siti web un si­gni­fi­ca­to sta­ti­sti­co
• Permette un’analisi chiara  
• Consente di im­ple­men­ta­re im­me­dia­ta­men­te i mi­glio­ra­men­ti  

Tool per l’A/B Testing

Sul mercato ci sono numerosi tool con funzioni più o meno avanzate, che per­met­to­no di rea­liz­za­re un A/B test. Una soluzione gratuita è il “Content Ex­pe­ri­ment”, che si può usare su Google Analytics. Le funzioni offerte da Google sono però limitate rispetto a programmi come Op­ti­mi­ze­ly che, previo pagamento di un ab­bo­na­men­to mensile, offre un tool per l’A/B Testing re­la­ti­va­men­te semplice e adatto a piccole e medie imprese. Lo strumento Kameleoon propone un prodotto simile, che si installa in maniera molto semplice e intuitiva. Inoltre, si può creare un account gratuito uti­liz­za­bi­le fino ad un massimo di 2500 vi­si­ta­to­ri per mese e che quindi rap­pre­sen­ta un’ottima soluzione per i prin­ci­pian­ti e per i piccoli siti web. Una soluzione più costosa e con funzioni avanzate come le heatmap e le sitemap, è Visual Website Optimizer. Per le grandi aziende ci sono opzioni più complete e allo stesso tempo più care, come HP Optimost e SiteSpect.

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