Il Domain Name System, ab­bre­via­to in DNS, è un sistema di­stri­bui­to a livello globale per la tra­du­zio­ne dei domini Internet in indirizzi IP. Il DNS re­sti­tui­sce un indirizzo IP per un nome di dominio e funziona quindi come “rubrica” di Internet. Con­cet­tual­men­te, l’indirizzo IP cor­ri­spon­de a un indirizzo postale a cui si possono inviare pacchetti. Di seguito alcuni esempi di query DNS:

Nome di dominio in­ter­ro­ga­to Indirizzo IP ottenuto in risposta
‘example.com’ ‘93.184.216.34’
‘ionos.it’ ‘217.160.86.80’

Data l’im­por­tan­za del DNS, le in­for­ma­zio­ni DNS vengono di­stri­bui­te in modo ri­don­dan­te su diversi sistemi. In questo modo le in­for­ma­zio­ni rimangono ac­ces­si­bi­li anche in caso di mal­fun­zio­na­men­ti di singoli com­po­nen­ti del DNS. Inoltre, la vicinanza geo­gra­fi­ca di un server è de­ter­mi­nan­te per la velocità delle risposte. In un sistema ri­don­dan­te si distingue tra un’origine e, se ne­ces­sa­rio, più copie. In pratica, una tale im­po­sta­zio­ne richiede un mec­ca­ni­smo per regolare le copie ri­don­dan­ti quando l’origine cambia.

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Cos’è il DNS se­con­da­rio?

Un mec­ca­ni­smo di base per la di­stri­bu­zio­ne di in­for­ma­zio­ni DNS per una zona DNS su più server è stato definito in una spe­ci­fi­ca­zio­ne della Internet En­gi­nee­ring Task Force (IETF), pub­bli­ca­ta nel 1996. Qui viene definito come un server DNS primario, chiamato “master”, notifica a un gruppo di server DNS secondari, chiamati “slave”, un cam­bia­men­to della zona DNS. Ai server DNS secondari viene richiesto di ef­fet­tua­re una richiesta al server DNS primario per ottenere le modifiche.

Citazione

“Questo documento descrive l’opcode NOTIFY per il DNS, con il quale un server primario informa un gruppo di server secondari che i dati del server primario sono stati mo­di­fi­ca­ti e chiede ai server secondari di in­ter­ro­ga­re i nuovi dati.“ – Internet En­gi­nee­ring Task Force“ (IETF), Fonte: https://www.ietf.org/rfc/rfc1996.txt, Tra­du­zio­ne: IONOS

(Originale: “This memo describes the NOTIFY opcode for DNS, by which a master server advises a set of slave servers that the master’s data has been changed and that a query should be initiated to discover the new data.“)

N.B.

I termini “master” e “slave” in in­for­ma­ti­ca sono caduti in disuso per via degli av­ve­ni­men­ti storici e sono stati gra­dual­men­te so­sti­tui­ti con termini equi­va­len­ti.

Per de­fi­ni­zio­ne, esiste un solo server DNS primario per una zona DNS. Questo server contiene le in­for­ma­zio­ni di origine DNS per la zona e serve come punto di accesso per l’am­mi­ni­stra­to­re della stessa. Se si devono apportare modifiche a una zona DNS, queste vengono ef­fet­tua­te sul server DNS primario. Invece, diversi server DNS secondari di­stri­bui­ti in tutto il mondo vengono uti­liz­za­ti per il mirroring delle relative in­for­ma­zio­ni. Spesso per l’hosting del DNS se­con­da­rio viene uti­liz­za­to un provider DNS separato.

È da notare che i termini “primario” e “se­con­da­rio” hanno un si­gni­fi­ca­to diverso quando associati ai server DNS, che varia in base al contesto. Forse sapete già che potete cambiare i server DNS uti­liz­za­ti nelle im­po­sta­zio­ni di sistema della vostra con­nes­sio­ne di rete. Anche questi sono spesso definiti come “primario” e “se­con­da­rio”, causando di fatto una so­vrap­po­si­zio­ne di termini. In ri­fe­ri­men­to alla zona DNS, entrambi i server da voi spe­ci­fi­ca­ti possono essere server DNS secondari. Inoltre, è possibile con­fi­gu­ra­re più di due server DNS, secondo le proprie esigenze.

Qual è la dif­fe­ren­za tra DNS se­con­da­rio e primario?

In primo luogo, è ne­ces­sa­rio chiarire che sia i server DNS primari che quelli secondari sono “name server au­to­re­vo­li” per la ri­spet­ti­va zona. Ciò significa che le in­for­ma­zio­ni me­mo­riz­za­te per la zona DNS sono ne­ces­sa­ria­men­te af­fi­da­bi­li. I name server au­to­re­vo­li sono quindi in con­trap­po­si­zio­ne ai name server che salvano nella cache solo le in­for­ma­zio­ni DNS pro­ve­nien­ti da query DNS già eseguite.

La dif­fe­ren­za tra server DNS primario e se­con­da­rio è prin­ci­pal­men­te di natura am­mi­ni­stra­ti­va. Il server DNS primario contiene le in­for­ma­zio­ni DNS di una zona DNS nel co­sid­det­to file di zona. Eventuali modifiche al file di zona vengono ef­fet­tua­te di­ret­ta­men­te dall’am­mi­ni­stra­to­re di zona. Al contrario, il file di zona di un server DNS se­con­da­rio non può essere mo­di­fi­ca­to di­ret­ta­men­te; eventuali modifiche a questo file sono de­ter­mi­na­te dal DNS primario.

Se il file di zona viene mo­di­fi­ca­to, i server DNS secondari vengono informati della modifica e ri­chie­do­no i dati mo­di­fi­ca­ti. Il tra­sfe­ri­men­to di in­for­ma­zio­ni DNS tra server DNS è noto come tra­sfe­ri­men­to di zona. Nel tra­sfe­ri­men­to di zona, un server DNS se­con­da­rio è la de­sti­na­zio­ne, mentre il server DNS primario funge da origine. Ricordate che lo stesso server fisico può essere allo stesso tempo il server DNS primario per una zona DNS e un server DNS se­con­da­rio per un’altra zona.

Come funziona il DNS se­con­da­rio?

La ca­rat­te­ri­sti­ca prin­ci­pa­le del DNS se­con­da­rio è che il file di zona viene tra­sfe­ri­to da una fonte esterna ai server. Per il tra­sfe­ri­men­to di zona vengono uti­liz­za­ti vari mec­ca­ni­smi. Fon­da­men­ta­le per la re­go­la­men­ta­zio­ne del tra­sfe­ri­men­to di zona è il record DNS,  “Start of Authority” (SOA), che comprende diversi campi:

  • Il campo ‘MNAME’ contiene l’indirizzo IP del server DNS primario.
  • Il record SOA contiene anche una serie di campi che de­fi­ni­sco­no gli in­ter­val­li in cui i server DNS secondari in­ter­ro­ga­no au­to­ma­ti­ca­men­te il primario per le modifiche.

Di seguito ri­por­tia­mo tre con­fi­gu­ra­zio­ni DNS di uso frequente.

Primario/Se­con­da­rio

In un certo senso, questa è la con­fi­gu­ra­zio­ne “classica” per di­stri­bui­re le in­for­ma­zio­ni DNS di una zona a diversi server DNS au­to­re­vo­li. A essere uti­liz­za­to è un server DNS primario, spe­ci­fi­ca­to nel campo MNAME del record SOA. I server DNS secondari con­trol­la­no a in­ter­val­li regolari se si è ve­ri­fi­ca­ta una modifica delle in­for­ma­zio­ni DNS per la loro zona e, se ne­ces­sa­rio, avviano un tra­sfe­ri­men­to dei dati mo­di­fi­ca­ti. Inoltre, il server primario può no­ti­fi­ca­re le modifiche ai server DNS secondari mediante la relativa istru­zio­ne.

Primario nascosto

L’approccio noto come “Primario nascosto” è una variante in­te­res­san­te della classica con­fi­gu­ra­zio­ne primario/se­con­da­rio, in cui il server primario funziona in back­ground. Il server spe­ci­fi­ca­to nel campo MNAME della voce SOA non è il server primario effettivo. I server DNS secondari non possono quindi in­ter­ro­ga­re da soli le modifiche alla zona DNS, ma la richiesta esplicita deve partire dal primario nascosto per mezzo di una notifica.

So­li­ta­men­te si configura un computer nella rete locale come server DNS in modo da uti­liz­zar­lo come primario nascosto. Da ciò ne con­se­guo­no due vantaggi immediati:

  • Le modifiche al file di zona si possono ef­fet­tua­re co­mo­da­men­te a livello locale.
  • Tutto il traffico DNS in entrata è gestito dai server DNS secondari.

Per adottare questa con­fi­gu­ra­zio­ne, è utile pro­teg­ge­re la co­mu­ni­ca­zio­ne tra i server DNS secondari e il primario nascosto con la tec­no­lo­gia di crit­to­gra­fia DNSSEC.

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Primario/Primario

Questa con­fi­gu­ra­zio­ne è uno sviluppo recente. Utilizza diversi server DNS au­to­re­vo­li per una zona DNS, tutti con­te­nen­ti i dati di origine. Non avviene alcun tra­sfe­ri­men­to di zona tra di loro e quindi non c’è un DNS se­con­da­rio nel vero senso della parola. Ogni modifica della zona DNS richiede un al­li­nea­men­to coor­di­na­to dei server DNS primari. A questo scopo vengono uti­liz­za­ti sistemi pro­prie­ta­ri. Im­ma­gi­na­te, ad esempio, un sistema esterno con GUI e API che viene uti­liz­za­to per mo­di­fi­ca­re le in­for­ma­zio­ni DNS e di­stri­bui­re le modifiche.

Perché usare il DNS se­con­da­rio?

L’utilizzo del DNS se­con­da­rio presenta molti vantaggi. Per com­pren­der­li meglio, im­ma­gi­nia­mo che ci sia un solo server DNS per una zona DNS. Una con­fi­gu­ra­zio­ne di questo tipo avrebbe anche i seguenti effetti negativi:

  • Gli utenti più lontani dal server DNS primario su­bi­reb­be­ro un ritardo nelle risposte rispetto agli utenti più vicini.

In questo caso, il DNS se­con­da­rio assicura de­ter­mi­na­te pre­sta­zio­ni nella risposta alle richieste DNS.

  • Un guasto del server DNS primario si­gni­fi­che­reb­be che le in­for­ma­zio­ni au­to­re­vo­li per la zona DNS non sarebbero più di­spo­ni­bi­li all’im­prov­vi­so.

In questo caso, il DNS se­con­da­rio ga­ran­ti­sce la ri­don­dan­za e l’elevata di­spo­ni­bi­li­tà delle in­for­ma­zio­ni DNS.

  • L’elevato numero di query DNS in entrata so­vrac­ca­ri­che­reb­be il server DNS primario una volta raggiunta una certa soglia.

In questo caso, il DNS se­con­da­rio di­stri­bui­sce il carico e ga­ran­ti­sce quindi un’elevata di­spo­ni­bi­li­tà delle in­for­ma­zio­ni DNS.

Risulta quindi chiaro che una con­fi­gu­ra­zio­ne senza DNS se­con­da­rio sarebbe estre­ma­men­te soggetta a guasti tecnici e attacchi in­for­ma­ti­ci.

I vantaggi pre­sen­ta­ti in merito all’utilizzo del DNS se­con­da­rio sono di natura tecnica. A questi si aggiunge una mo­ti­va­zio­ne di carattere am­mi­ni­stra­ti­vo che si verifica quando un’or­ga­niz­za­zio­ne vuole migrare verso un nuovo fornitore di DNS. In questo caso, l’im­po­sta­zio­ne esistente per la gestione della zona DNS può ancora essere uti­liz­za­ta, ad esempio in una con­fi­gu­ra­zio­ne primaria nascosta. Il nuovo provider DNS funge da DNS se­con­da­rio per ri­spon­de­re alle richieste DNS in entrata.

Come si può stabilire se si tratta di un DNS primario o se­con­da­rio?

La di­stin­zio­ne tra DNS primario e se­con­da­rio è prin­ci­pal­men­te am­mi­ni­stra­ti­va. Un os­ser­va­to­re esterno non può stabilire in modo certo se un server DNS au­to­re­vo­le è un server primario o se­con­da­rio. Inoltre, lo stesso server può essere DNS primario per una zona e DNS se­con­da­rio per un’altra. Anche il campo MNAME del record SOA non dà nessun sug­ge­ri­men­to, poiché l’attuale server DNS primario può essere gestito come primario nascosto.

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