Le pre­sta­zio­ni e l’af­fi­da­bi­li­tà della rete dipendono in gran parte dal tra­sfe­ri­men­to im­pec­ca­bi­le dei dati tramite il pro­to­col­lo TCP/IP. È possibile scoprire se il tra­sfe­ri­men­to dei dati avviene senza problemi sia all’interno che all’esterno della rete aziendale uti­liz­zan­do uno strumento ab­ba­stan­za semplice. Pathping è uno dei più utili strumenti di dia­gno­sti­ca di rete in cir­co­la­zio­ne, secondo solo alla più nota utility a riga di comando ipconfig. Gli am­mi­ni­stra­to­ri di sistema e gli utenti privati so­li­ta­men­te ap­prez­za­no la fles­si­bi­li­tà e l’ef­fi­cien­za di questo comando CMD, spe­cial­men­te quando si tratta di ambienti di rete complessi.

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Cos’è pathping?

Pathping è uno strumento dia­gno­sti­co facile da usare che si basa sui suoi pre­de­ces­so­ri tracert e ping ed è descritto come una loro evo­lu­zio­ne con capacità ancora più ampie. Questa utility a riga di comando è di­spo­ni­bi­le per gli utenti a partire da Windows 2000 e può essere usata per ottenere in­for­ma­zio­ni sul traffico di dati e per con­trol­la­re la di­spo­ni­bi­li­tà di specifici host in una rete. Le analisi di pathping sono spesso un passo im­por­tan­te per avviare azioni concrete volte all’ot­ti­miz­za­zio­ne della rete e alla ri­so­lu­zio­ne dei problemi. Per l’analisi della rete, l’utility a riga di comando utilizza l’Internet Control Message Protocol (ICMP).

Come funziona pathping e per cosa viene uti­liz­za­to?

Il termine “latenza di rete” è spesso usato quando si parla di traffico dati online. Si riferisce alla quantità di tempo che un pacchetto di dati impiega per viaggiare dal mittente al de­sti­na­ta­rio. Un ritardo più lungo è par­ti­co­lar­men­te critico quando si tratta di ap­pli­ca­zio­ni affamate di dati.

Una con­nes­sio­ne lenta può, ad esempio, avere un impatto si­gni­fi­ca­ti­vo sull’espe­rien­za di un utente in un gioco online o portare a dei glitch nelle immagini e dei dropout durante lo streaming di video. Anche le vi­deo­con­fe­ren­ze e le chiamate VoIP sono for­te­men­te in­fluen­za­te da un’alta latenza di rete. Allo stesso modo, se il traffico dati è troppo lento può in­fluen­za­re ne­ga­ti­va­men­te il processo di recupero di un sito web. Ad esempio, quando si usano i negozi online, l’espe­rien­za di acquisto può essere osta­co­la­ta dai tempi di attesa. Un altro po­ten­zia­le problema di rete è la perdita di pacchetti di dati. Questo può avere un impatto notevole sull’ef­fi­cien­za e la velocità con cui le in­for­ma­zio­ni vengono scambiate sulle reti locali, nazionali e in­ter­na­zio­na­li. Pathping può aiutare anche in questo.

Pathping è ottimo per rilevare problemi di rete come problemi di cablaggio, perdita di pacchetti di dati e degrado della velocità. Durante l’analisi della rete, questo strumento dia­gno­sti­co invia un numero specifico di pacchetti di prova alle singole stazioni in­ter­me­die (chiamate hop) in un periodo di tempo definito. Ogni hop sul percorso ef­fet­tua­to verso il de­sti­na­ta­rio (ad esempio un sito web) riceve un totale di 100 pacchetti ICMP echo. La stazione in­ter­me­dia in­di­riz­za­ta (ad esempio un router) re­sti­tui­sce quindi i pacchetti di dati tramite il pro­to­col­lo Internet.

Dopo aver valutato questi ping, pathping genera delle sta­ti­sti­che che mostrano le stazioni in­ter­me­die e il percorso seguito da un pacchetto di dati. Vengono anche re­gi­stra­ti i tempi di andata e ritorno (RTT) per un pacchetto di dati dalla fonte alla de­sti­na­zio­ne. La perdita di dati, i problemi operativi e i problemi di tra­sfe­ri­men­to sono così ra­pi­da­men­te iden­ti­fi­ca­ti. Questo permette di lo­ca­liz­za­re router e computer so­vrac­ca­ri­chi o mal­fun­zio­nan­ti che osta­co­la­no e ral­len­ta­no il traffico di dati.

Fatto

Gli hop, termine inglese per salto, sono le fermate in­ter­me­die o le stazioni che un pacchetto di dati at­tra­ver­sa in una rete o su Internet quando viaggia dalla fonte alla de­sti­na­zio­ne. Quando un pacchetto di dati raggiunge la sezione suc­ces­si­va del percorso, salta let­te­ral­men­te un passo avanti. I router di solito ge­sti­sco­no queste im­por­tan­ti in­ter­fac­ce nelle reti locali e su Internet. Il termine “hop” è quindi spesso usato come sinonimo di router e gateway nella rete. I pacchetti di dati sono inviati tra di loro fino a rag­giun­ge­re il de­sti­na­ta­rio. Il numero di hop è re­gi­stra­to nell’in­te­sta­zio­ne di un pacchetto di dati. Se il numero supera un valore critico (cioè l’hop count), il pacchetto di dati viene scartato.

Come viene usato pathping?

L’utility a riga di comando pathping può essere usata tramite il prompt di comandi di Windows (cmd.exe.). È possibile accedere al terminale at­tra­ver­so la finestra di dialogo “Esegui”:

  1. Usate la scor­cia­to­ia da tastiera “tasto Windows + R”.
  2. Inserite “cmd” nel campo di input della finestra di dialogo “Esegui”.
  3. Fate clic su OK.

Come tutte le utilità a riga di comando, pathping è usato con una sintassi basata sul testo. Quando si scrive la sintassi del comando, è ne­ces­sa­rio uti­liz­za­re il seguente modello:

pathping [/n] [/h <maximumhops>] [/g <hostlist>] [/p <Period>] [/q <numqueries>] [/w <timeout>] [/i <IPaddress>] [/4 <IPv4>] [/6 <IPv6>][<targetname>]

Poiché pathping esegue anche calcoli e talvolta traccia percorsi più complessi con numerose stazioni in­ter­me­die, l’analisi della rete per vi­sua­liz­za­re i risultati finali può ri­chie­de­re più tempo. Le opzioni elencate nella sintassi sono quindi usate prin­ci­pal­men­te per gestire il comando in modo più preciso. Ad esempio, pathping eseguirà alcune routine di routing basate su im­po­sta­zio­ni pre­de­fi­ni­te se l’utente non ne specifica nessuna. Se queste im­po­sta­zio­ni pre­de­fi­ni­te vengono ridotte, ad esempio tramite time-out più brevi, le analisi dei percorsi di rete più complessi, in par­ti­co­la­re, possono essere ac­ce­le­ra­te. Ciò richiede l’uso della seguente sintassi nel codice:

pathping /w 600

Invece di usare il tempo di attesa pre­de­fi­ni­to di 3.000 mil­li­se­con­di, questo codice accorcia il tempo per ogni stazione in­ter­me­dia a 600 ms. È anche possibile limitare il numero di hop che pathping deve includere nell’analisi. Per far ciò, basterà inserire un numero dopo l’opzione “/h”. Se si includono tre hop, il codice sarà simile a questo:

pathping /h 3

Limitare l’analisi ai primi hop può essere utile se si è già trovato il problema nella propria in­fra­strut­tu­ra locale e si vuole solo con­trol­la­re una con­fi­gu­ra­zio­ne del router rivista e il tra­sfe­ri­men­to alla stazione suc­ces­si­va (ad esempio al provider Internet).

Nella prima parte dell’analisi, il comando pathping funziona es­sen­zial­men­te allo stesso modo del suo pre­de­ces­so­re tracert ed elenca le singole stazioni in­ter­me­die numerate con­se­cu­ti­va­men­te. Per im­po­sta­zio­ne pre­de­fi­ni­ta, vengono vi­sua­liz­za­ti prima i nomi degli host e poi i loro cor­ri­spon­den­ti indirizzi IP (ad esempio il router “fritz.box” con l’indirizzo IP 192.168.178.1). Per l’esempio “fritz.box”, i primi hop del percorso risultano nel seguente modo:

0  myPC.fritz.box [192.168.178.20]
1  fritz.box [192.168.178.1]
2  loopback1.0003.acln.06.ham.de.net.telefonica.de [192.168.178.1]
3  bundle-ether10.0001.dbrx.06.ham.de.net.telefonica.de [62.53.2.96]

Pathping genera poi una tabella di sta­ti­sti­che nel terminale a riga di comando con­te­nen­te in­for­ma­zio­ni più det­ta­glia­te (ad esempio riguardo alla perdita di dati e ai ritardi di tempo). La ge­ne­ra­zio­ne della pa­no­ra­mi­ca di solito richiede un tempo di attesa specifico.

Nell’esempio di una stazione in­ter­me­dia con l’indirizzo IP 212.227.120.13, una riga dell’analisi pathping potrebbe apparire come segue (abbiamo preparato le sta­ti­sti­che pathping in modo un po’ diverso per offrire maggiore chiarezza e com­pren­si­bi­li­tà):

È possibile ricavare varie in­for­ma­zio­ni da questi dati. L’esempio di hop (indirizzo IP: 212.227.120.13) ha impiegato un tempo in­so­li­ta­men­te lungo per una risposta ping (300 ms). La va­lu­ta­zio­ne “10/100 = 10%” mostra che il 10% dei pacchetti di dati inviati di­ret­ta­men­te a questo hop sono stati persi. Il valore “8/100 = 8%” mostra che otto pacchetti, passati at­tra­ver­so l’hop, sono stati scartati. La riga sotto questa in­for­ma­zio­ne indica che sul percorso verso l’hop suc­ces­si­vo (indirizzo IP: 62.53.11.131), il 13% dei pacchetti dati sono stati scartati.

La perdita di pacchetti e i ritardi possono indicare che la CPU o la memoria locale del buffer dei pacchetti per il router cor­ri­spon­den­te era so­vrac­ca­ri­ca al momento della richiesta. Anche i problemi prin­ci­pa­li del router po­treb­be­ro avere un effetto negativo. In questo caso, il router dovrebbe essere con­fi­gu­ra­to meglio o so­sti­tui­to se presenta un difetto tecnico.

N.B.

Un possibile fal­li­men­to di pathping può essere dovuto al fatto che il pro­to­col­lo ICMP è bloccato da un server, router o firewall.

Pa­no­ra­mi­ca delle opzioni pathping

Oltre agli esempi pre­ce­den­te­men­te men­zio­na­ti, ci sono altri parametri che possono essere aggiunti a pathping per la dia­gno­sti­ca di rete. Nella seguente tabella, troverete le opzioni più im­por­tan­ti con le cor­ri­spet­ti­ve spie­ga­zio­ni.

OPZIONE DE­SCRI­ZIO­NE
/n Nessuna ri­so­lu­zio­ne del nome hostL’utilizzo dell’opzione “/n” fa sì che la vi­sua­liz­za­zio­ne utilizzi solo indirizzi IP numerici invece di nomi host DNS. Mentre i nomi host com­ple­ta­men­te scritti possono essere più pratici per gli utenti, essi rendono anche più com­pli­ca­ta l’analisi tecnica eseguita durante la dia­gno­sti­ca di pathping e possono causare dei tempi operativi più lunghi.
/h <ma­xi­mu­m­hops> Numero di hop possibili in un per­cor­so­Dà il numero massimo di stazioni in­ter­me­die incluse nel percorso verso la de­sti­na­zio­ne. Il valore pre­de­fi­ni­to è 30 hop, che di solito si riferisce al numero di router usati come stazioni in­ter­me­die.
/g <hostlist> Uti­liz­za­re l’opzione “Loose Source Route” (basata sull’elenco degli host) Specifica che la richiesta ICMP echo dovrebbe usare l’opzione “Loose Source Route”. Questa istru­zio­ne è nell’in­te­sta­zio­ne IP. Loose Source Routing è un’opzione IP che può essere usata per la tra­du­zio­ne degli indirizzi. L’elenco degli host specifica poi le stazioni in­ter­me­die esatte per le quali questa opzione dovrebbe essere applicata.
/p <period> Definire il tempo di attesa tra i pin­g­Que­sto parametro definisce il tempo di attesa tra i ping o i pacchetti ICMP che vengono inviati a ogni stazione in­ter­me­dia (il tempo di attesa pre­de­fi­ni­to tra i singoli pacchetti è di 250 mil­li­se­con­di).
/q <num­que­ries> Spe­ci­fi­ca­re il numero di messaggi di richiesta echo (richieste ICMP echo)Il numero di richieste ICMP echo che vengono inviate a ogni stazione in­ter­me­dia sul percorso (il valore pre­de­fi­ni­to è 100 richieste).
/w <timeout> Tempo di attesa per la ri­spo­sta­De­fi­ni­sce il tempo di attesa (in mil­li­se­con­di) per la risposta alle richieste ICMP echo. Il valore pre­de­fi­ni­to è impostato a 3.000 mil­li­se­con­di (= 3 secondi). Sup­po­nia­mo che un host non possa essere raggiunto. Definendo un tempo di attesa più breve (ad esempio 600 ms) prima del prossimo tentativo, questo può ac­ce­le­ra­re la dia­gno­sti­ca di pathping.
<IPaddress> Usa l’indirizzo sorgente spe­ci­fi­ca­to Ci sono più versioni possibili: indirizzo IP, Fully-Qualified Host Name (FQHN) o nome NetBIOS.
/4 <IPv4> Pathping dovrebbe usare solo IPv4
/6 <IPv6> Pathping dovrebbe usare solo IPv6
<tar­get­na­me> De­sti­na­zio­ne dell’analisi di routing La de­sti­na­zio­ne può essere spe­ci­fi­ca­ta come un indirizzo IP o un nome host.
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