Se hai a di­spo­si­zio­ne un supporto avviabile con un’immagine ISO del sistema operativo open source, puoi procedere im­me­dia­ta­men­te con l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server. L’as­si­sten­te di in­stal­la­zio­ne ti guiderà nel processo. In questo articolo abbiamo raccolto per te le in­for­ma­zio­ni più im­por­tan­ti e i prin­ci­pa­li passaggi della con­fi­gu­ra­zio­ne.

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In­stal­la­re e con­fi­gu­ra­re Ubuntu Server: guida

L’edizione server della nota di­stri­bu­zio­ne Linux Ubuntu offre una con­fi­gu­ra­zio­ne mi­ni­ma­li­sta per diversi tipi di server, come server e-mail e piat­ta­for­me di web hosting o file server. “Ubuntu Server Edition” è di­spo­ni­bi­le anche senza in­ter­fac­cia grafica e proprio per questo motivo spicca per il consumo di risorse minimo:

  • CPU almeno da 1 GHz (con­si­glia­to: dual-core da 2 GHz o superiore);
  • almeno 1 GB di RAM (con­si­glia­to: 3 GB di RAM o più);
  • almeno 5 GB di spazio su disco fisso (con­si­glia­to: 25 GB o di più).

Di seguito elen­chia­mo tutte le in­for­ma­zio­ni es­sen­zia­li relative all’in­stal­la­zio­ne e alla con­fi­gu­ra­zio­ne di Ubuntu Server. Il nostro tutorial si basa sulla versione 22.04.

Primo passaggio: creazione di un supporto di avvio per Ubuntu Server

La prima cosa da fare per avviare l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server Edition è creare un supporto di avvio. A questo scopo puoi usare sia un CD/DVD sia una classica chiavetta USB con almeno 4 gigabyte di memoria di­spo­ni­bi­li. Inoltre, avrai bisogno del file immagine dell’ap­pli­ca­zio­ne Ubuntu Server, che puoi scaricare dal sito web ufficiale di Ubuntu.

Immagine: Screenshot del sito web ufficiale di Ubuntu
Seleziona l’opzione “Manual in­stal­la­tion” (in­stal­la­zio­ne manuale) per scaricare il supporto di in­stal­la­zio­ne e procedere all’in­stal­la­zio­ne manuale di Ubuntu Server. Fonte: https://ubuntu.com/download/server

Dopo aver scaricato il file, copia il file ISO sul supporto se­le­zio­na­to.

Consiglio

Non sai come creare un supporto avviabile sul tuo sistema operativo? Sul suo sito web ufficiale, Canonical fornisce istru­zio­ni det­ta­glia­te (in lingua inglese) per la creazione di una chiavetta avviabile per Ubuntu Server su Windows, su macOS e su Linux.

Secondo passaggio: avviare l’in­stal­la­zio­ne

Subito dopo aver creato il supporto di avvio, potrai procedere all’in­stal­la­zio­ne e con­fi­gu­ra­zio­ne del server Ubuntu. A questo scopo collega il tuo server con il supporto di avvio e accendi il di­spo­si­ti­vo. Se utilizzi un di­spo­si­ti­vo di ar­chi­via­zio­ne come un CD o un DVD, in­se­ri­sci­lo nell’apposito lettore e riavvia il server. Subito dopo aver letto il file immagine, il server aprirà la finestra del boo­tloa­der GNU GRUB. Seleziona la voce “Try or install Ubuntu” (prova o installa Ubuntu) e conferma con Invio per avviare l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server.

Immagine: Finestra del bootloader GNU GRUB
Finestra del boo­tloa­der GNU GRUB.

Terzo passaggio: se­le­zio­na­re la lingua di sistema e il layout di tastiera

Dopo una breve pre­con­fi­gu­ra­zio­ne si avvia l’as­si­sten­te di in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server. I comandi possono essere gestiti fa­cil­men­te con la tastiera: i tasti di­re­zio­na­li con­sen­to­no di spostarsi da un’opzione all’altra, mentre per con­fer­ma­re la selezione basta premere il tasto Invio. Durante il primo passaggio dell’in­stal­la­zio­ne seleziona la lingua di sistema, che sarà la stessa della lingua di in­stal­la­zio­ne.

Immagine: Installazione di Ubuntu Server: selezione lingua
In­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server: selezione lingua.

Dopo aver se­le­zio­na­to la lingua generale di sistema, si prosegue con la con­fi­gu­ra­zio­ne del layout di tastiera: seleziona ma­nual­men­te la lingua della tastiera fra quelle di­spo­ni­bi­li nella lista e usa l’opzione per il ri­co­no­sci­men­to della tastiera per con­sen­ti­re all’as­si­sten­te di rilevarne il layout.

Immagine: Configurare Ubuntu Server: impostazione del layout di tastiera
Con­fi­gu­ra­re Ubuntu Server: im­po­sta­zio­ne del layout di tastiera.

Quarto passaggio: se­le­zio­na­re la versione di Ubuntu Server

Nel passaggio suc­ces­si­vo potrai definire le im­po­sta­zio­ni di base per l’in­stal­la­zio­ne. L’in­stal­la­zio­ne standard “Ubuntu Server” contiene un pacchetto base di software che mette a di­spo­si­zio­ne tutti gli strumenti necessari per un’espe­rien­za utente gradevole e una buona ope­ra­ti­vi­tà di Ubuntu Server. Se­le­zio­nan­do l’opzione “Ubuntu Server (minimized)”, durante l’in­stal­la­zio­ne verranno esclusi tutta una serie di strumenti utente. Ti con­si­glia­mo di se­le­zio­na­re questa variante (perfetta se si desidera un consumo di risorse minimo) solo se pia­ni­fi­chi poche in­te­ra­zio­ni con il server.

Per se­le­zio­na­re una delle due opzioni, inserisci la crocetta nella relativa riga mediante Invio.

Immagine: Installare Ubuntu Server: selezionare il tipo di installazione
In­stal­la­re Ubuntu Server: se­le­zio­na­re il tipo di in­stal­la­zio­ne.

Quinto passaggio: im­po­sta­zio­ni di rete e del server proxy

Ora è il momento di con­fi­gu­ra­re la con­nes­sio­ne di rete e il server proxy.

Se il tuo Ubuntu Server è collegato a una rete con servizio DHCP attivo, l’adat­ta­to­re di rete corretto dovrebbe risultare pre­con­fi­gu­ra­to in au­to­ma­ti­co. Se non puoi o non desideri creare una con­nes­sio­ne durante questo passaggio, prosegui se­le­zio­nan­do l’opzione per con­ti­nua­re senza rete.

Se in futuro il tuo Ubuntu Server si con­net­te­rà a internet mediante un server proxy, nella finestra di dialogo suc­ces­si­va inserirai l’indirizzo HTTP del proxy.

Immagine: Installazione di Ubuntu Server: configurare il proxy
In­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server: con­fi­gu­ra­re il proxy.

Sesto passaggio: con­fi­gu­ra­re il mirror dell’archivio di Ubuntu

I numerosi pacchetti software compresi in questa di­stri­bu­zio­ne Ubuntu vengono ag­gior­na­ti re­go­lar­men­te e inseriti nell’archivio pubblico “archive.ubuntu.com/ubuntu”. Per evitare di dipendere esclu­si­va­men­te da questo archivio, esistono altre copie dell’archivio di Ubuntu chiamate mirror, che servono a garantire la di­spo­ni­bi­li­tà del sito ma anche a bi­lan­cia­re il carico del traffico. Se non vorresti dipendere dall’archivio standard, inserisci l’indirizzo del mirror.

Immagine: Configurare il mirror dell’archivio di Ubuntu
Con­fi­gu­ra­re il mirror dell’archivio di Ubuntu.

Settimo passaggio: gestire lo spazio su disco

Disco rigido con una capacità elevata o più par­ti­zio­ni? A questa domanda potrai ri­spon­de­re nella finestra di dialogo suc­ces­si­va relativa alla con­fi­gu­ra­zio­ne del disco rigido guidata. Nor­mal­men­te l’opzione pre­de­fi­ni­ta, ovvero l’uso dell’intero disco rigido per l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server, è la scelta più indicata.

Nella finestra suc­ces­si­va l’as­si­sten­te presenta un riepilogo del file system. Non stupirti se troverai diverse par­ti­zio­ni pur non avendo scelto questa opzione: Ubuntu riserva au­to­ma­ti­ca­men­te piccole par­ti­zio­ni del disco rigido per file system im­por­tan­ti e per il boo­tloa­der.

Immagine: Impostazione della capacità di memoria durante la configurazione di Ubuntu Server
Im­po­sta­zio­ne della capacità di memoria durante la con­fi­gu­ra­zio­ne di Ubuntu Server.

Subito dopo aver impostato la capacità di memoria, comparirà la notifica che i dati attuali verranno eliminati dal relativo di­spo­si­ti­vo di ar­chi­via­zio­ne. Per pro­se­gui­re l’in­stal­la­zio­ne, devi ac­con­sen­ti­re alla can­cel­la­zio­ne.

Ottavo passaggio: con­fi­gu­ra­zio­ne del profilo

Crea un account utente per accedere a Ubuntu Server spe­ci­fi­can­do il tuo nome, il nome utente de­si­de­ra­to e la password. In aggiunta puoi definire il nome del server, che in un secondo momento verrà usato per co­mu­ni­ca­re con altri computer.

Immagine: Configurare Ubuntu Server: configurazione del profilo
Con­fi­gu­ra­re Ubuntu Server: con­fi­gu­ra­zio­ne del profilo.

Nono passaggio: con­fi­gu­ra­zio­ne del pro­to­col­lo SSH

SSH è una tec­no­lo­gia im­por­tan­te che consente l’accesso remoto al server. Pertanto, durante l’in­stal­la­zio­ne del tuo server Ubuntu potrai in­stal­la­re di­ret­ta­men­te il pacchetto OpenSSH attivando la relativa casella di controllo. Se disponi già delle chiavi SSH valide da GitHub o Launchpad, puoi im­por­tar­le.

Immagine: Ubuntu Server: configurazione del protocollo SSH
Ubuntu Server: con­fi­gu­ra­zio­ne del pro­to­col­lo SSH.
Consiglio

Puoi con­fi­gu­ra­re SSH su Ubuntu anche in un secondo momento, se hai saltato questa opzione durante l’in­stal­la­zio­ne.

Decimo passaggio: con­clu­de­re l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server

Dopo aver attivato il modulo SSH, l’in­stal­la­zio­ne del server si avvia in au­to­ma­ti­co. Se va a buon fine, suc­ces­si­va­men­te verrà vi­sua­liz­za­to il messaggio “In­stal­la­zio­ne completa”.

Immagine: Ubuntu Server: messaggio di avvenuta installazione
Ubuntu Server: messaggio di avvenuta in­stal­la­zio­ne.

Rimuovi il supporto di avvio e seleziona la voce “Riavvia ora” per com­ple­ta­re l’in­stal­la­zio­ne.

Consiglio

Configura un server FTP su Ubuntu per caricare co­mo­da­men­te e in modo sicuro i file sul tuo spazio web.

Vai al menu prin­ci­pa­le