La con­tai­ne­riz­za­zio­ne con Docker è oggi uno standard, ma non sempre la soluzione migliore. Gli strumenti come Podman o BuildKit offrono valide al­ter­na­ti­ve con vantaggi in aree come la sicurezza, CI/CD o le pre­sta­zio­ni. In questo articolo ti pre­sen­tia­mo le migliori al­ter­na­ti­ve pro­fes­sio­na­li a Docker, con­fron­tia­mo le ca­rat­te­ri­sti­che prin­ci­pa­li e ti spie­ghia­mo a chi si addice meglio ciascuna soluzione.

Tabella di confronto: pa­no­ra­mi­ca delle al­ter­na­ti­ve a Docker

Ca­rat­te­ri­sti­ca Docker Podman BuildKit Kaniko LXC/LXD runC
Vir­tua­liz­za­zio­ne A livello di sistema operativo A livello di sistema operativo – (Strumento di build) – (Strumento di build) A livello di sistema operativo A livello di sistema operativo
Container di app ~
Container per l’intero sistema
Com­pa­ti­bi­le con Docker - ~ ~
Senza root ~ ~
Adatto per CI/CD ~
Pronto per Ku­ber­ne­tes ~ ~
Formato container Container Docker Container Docker Doc­ker­fi­le Layered FS LXC OCI
Licenza Apache 2.0 Apache 2.0 Apache 2.0 Apache 2.0 LGPLv2.1+ / Apache 2.0 Apache 2.0
Piat­ta­for­me Linux, Windows, macOS, AWS, Azure Linux, Windows Linux, Windows Linux, Ku­ber­ne­tes Linux Linux
Consiglio

Puoi ap­pro­fon­di­re Docker nel nostro tutorial su Docker.

Perché cercare al­ter­na­ti­ve a Docker?

Docker è uno strumento potente, ma non è sempre la scelta migliore in ogni si­tua­zio­ne. I cam­bia­men­ti nella licenza come la com­mer­cia­liz­za­zio­ne di Docker Desktop in­fluen­za­no di­ret­ta­men­te molte aziende. Allo stesso tempo, sorgono questioni di sicurezza, poiché Docker richiede spesso permessi di root e lavora con un demone centrale, au­men­tan­do i punti vul­ne­ra­bi­li agli attacchi.

Inoltre, Ku­ber­ne­tes, lo strumento di or­che­stra­zio­ne leader del settore, non utilizza più Docker come runtime pre­de­fi­ni­to. Al suo posto vengono usati runtime come con­tai­nerd o CRI-O. In molti casi d’uso, da sistemi critici per la sicurezza a processi CI/CD au­to­ma­tiz­za­ti, altri strumenti spe­cia­liz­za­ti possono quindi essere la soluzione migliore.

Podman: Docker senza demone

Podman è at­tual­men­te l’al­ter­na­ti­va più co­no­sciu­ta a Docker. Par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­te: Podman funziona senza un demone centrale, per­met­ten­do­ti di avviare di­ret­ta­men­te i processi dei container, se lo desideri, anche com­ple­ta­men­te senza permessi di root. In questo modo viene garantita una sicurezza de­ci­sa­men­te maggiore, so­prat­tut­to negli ambienti pro­dut­ti­vi.

Immagine: Sito di Podman
Screen­shot del sito di Podman.

Un altro vantaggio è l’alta com­pa­ti­bi­li­tà: chi ha già lavorato con Docker fa­mi­lia­riz­ze­rà ve­lo­ce­men­te con Podman, poiché la struttura dei comandi è quasi identica. Anche l’in­te­gra­zio­ne con systemd e Ku­ber­ne­tes funziona senza problemi.

Un aspetto negativo è che le in­ter­fac­ce grafiche o gli strumenti GUI per Podman non sono ancora così avanzati come quelle di Docker Desktop. Inoltre, può esserci la necessità di adattarsi nei progetti multi-container più complessi quando si cambia da Docker Compose.

In sintesi: Podman è adatto per svi­lup­pa­to­ri, svi­lup­pa­tri­ci, am­mi­ni­stra­tri­ci e am­mi­ni­stra­to­ri che cercano un’al­ter­na­ti­va sicura, basata su CLI e com­pa­ti­bi­le con Docker, perfetta per con­fi­gu­ra­zio­ni Linux pro­dut­ti­ve.

BuildKit: il moderno builder di Docker

BuildKit è stato svi­lup­pa­to dal team di svi­lup­pa­to­ri di Docker come sostituto moderno del comando classico “docker build”. Si distingue per una velocità maggiore, un caching in­tel­li­gen­te e la pos­si­bi­li­tà di gestire i Build-Secrets, un chiaro vantaggio nelle pipeline CI/CD complesse.

Anche le build parallele sono possibili, il che rende BuildKit par­ti­co­lar­men­te ef­fi­cien­te. Può essere attivato sia all’interno di Docker che uti­liz­za­to au­to­no­ma­men­te. In com­bi­na­zio­ne con Docker o Podman, fornisce un notevole in­cre­men­to delle pre­sta­zio­ni durante il processo di creazione delle immagini. Lo svan­tag­gio: BuildKit non è un sostituto completo di Docker, ma si concentra esclu­si­va­men­te sul processo di build. Chiunque desideri gestire o di­stri­bui­re container ha bisogno di uno strumento com­ple­men­ta­re.

In sintesi: BuildKit è rivolto ai team DevOps, agli svi­lup­pa­to­ri e alle svi­lup­pa­tri­ci che danno im­por­tan­za a build veloci e sicure, so­prat­tut­to in ambienti au­to­ma­tiz­za­ti.

Kaniko: build di container senza Docker

Kaniko è uno strumento di Google, svi­lup­pa­to ap­po­si­ta­men­te per la co­stru­zio­ne di container in ambienti Ku­ber­ne­tes, senza bisogno di Docker o permessi di root. Funziona com­ple­ta­men­te all’interno di un pod e può creare immagini di­ret­ta­men­te nel cloud, ad esempio in GitHub Actions o Google Cloud Build.

Per questo motivo Kaniko è la scelta ideale per processi CI/CD au­to­ma­tiz­za­ti, in cui non si desidera in­stal­la­re un ambiente di runtime ag­giun­ti­vo. Un chiaro vantaggio in termini di sicurezza: poiché Kaniko funziona senza privilegi di root, è uti­liz­za­bi­le fa­cil­men­te in ambienti di cluster condivisi. Tuttavia, non è uno strumento uni­ver­sa­le. Non è adatto allo sviluppo locale o al lavoro in­te­rat­ti­vo sulla riga di comando, poiché qui mancano fun­zio­na­li­tà consuete come l’accesso alla shell o la gestione fles­si­bi­le dei container.

In sintesi: Kaniko è perfetto per i team che lavorano in modo cloud native e vogliono au­to­ma­tiz­za­re in sicurezza i processi di build con­tai­ne­riz­za­ti, spe­cial­men­te nell’ambiente Ku­ber­ne­tes.

LXC / LXD: con­tai­ne­riz­za­zio­ne a livello di sistema

LXC (Linux Con­tai­ners) è una tec­no­lo­gia di basso livello per la vir­tua­liz­za­zio­ne dei sistemi operativi su Linux, esistente da oltre un decennio. Permette di avviare e gestire sistemi Linux completi all’interno di con­te­ni­to­ri, noti come con­te­ni­to­ri di sistema.

![Sito di LXC](https://www.ionos.it/di­gi­tal­gui­de/fileadmin/Di­gi­tal­Gui­de/Screen­sho­ts/li­nux­con­tai­ners-org.png“Screen­shot del sito di LXC.“)

LXD è stato svi­lup­pa­to da Canonical nel 2015 come livello am­mi­ni­stra­ti­vo user-friendly sopra LXC. Aggiunge fun­zio­na­li­tà come una propria CLI, un’API REST, la gestione delle immagini e gli snapshot, fa­ci­li­tan­do so­prat­tut­to l’uso quo­ti­dia­no nelle in­fra­strut­tu­re pro­fes­sio­na­li.

LXC e LXD: perché l’al­ter­na­ti­va a Docker è stata di nuovo riunita in una sola

LXD è stato re­sti­tui­to nel 2023 da Canonical alla community LXC e da allora viene svi­lup­pa­to insieme a LXC sotto l’egida del Linux Con­tai­ners Project. L’obiettivo dell’unione è una gestione più tra­spa­ren­te sostenuta dalla community e un’in­te­gra­zio­ne più stretta tra i due com­po­nen­ti. LXC rimane la base tecnica, mentre LXD continua a fungere da in­ter­fac­cia utente intuitiva.

La se­pa­ra­zio­ne fun­zio­na­le resta comunque intatta:

  • LXC rimane la tec­no­lo­gia di base
  • LXD rimane l’in­ter­fac­cia di gestione user-friendly

In­qua­dra­men­to tecnico

Rispetto a Docker, LXC e LXD sono de­ci­sa­men­te più vicini alle classiche macchine virtuali. Offrono ambienti di sistema completi con sistema di init, gestione degli utenti, gestione dei pacchetti, ecc., quindi ben oltre i tipici container per app di Docker o Podman. Tuttavia, poiché ri­nun­cia­no a un hy­per­vi­sor, rimangono leggeri e per­for­man­ti.

Li­mi­ta­zio­ni

Il rovescio della medaglia: LXC/LXD non sono ot­ti­miz­za­ti per i mi­cro­ser­vi­zi, le im­ple­men­ta­zio­ni cloud native o per i moderni processi CI/CD. La gestione è più complessa e l’in­te­gra­zio­ne in eco­si­ste­mi di container come Ku­ber­ne­tes è quasi ine­si­sten­te.

In sintesi: LXC e LXD sono ottimi per am­mi­ni­stra­to­ri, am­mi­ni­stra­tri­ci, fornitori di hosting o team che de­si­de­ra­no gestire sistemi Linux completi in iso­la­men­to, ad esempio come al­ter­na­ti­va a VM leggere. Grazie alla fusione nel Linux Con­tai­ners Project, gli utenti trarranno vantaggio da un futuro più stabile e gestito dalla community per entrambe le tec­no­lo­gie.

runC: il runtime per container per pro­fes­sio­ni­sti

runC è l’im­ple­men­ta­zio­ne di ri­fe­ri­men­to della specifica OCI (Open Container Ini­tia­ti­ve) ed è uti­liz­za­ta da molti strumenti in back­ground, come Docker, Podman o con­tai­nerd. Chi desidera con­trol­la­re i container del livello più basso non può fare a meno di runC.

Il suo grande vantaggio è la leg­ge­rez­za: runC offre solo il ne­ces­sa­rio per avviare i container, ri­sul­tan­do estre­ma­men­te fles­si­bi­le. È par­ti­co­lar­men­te adatto per soluzioni di container per­so­na­liz­za­te o ambienti orientati alla sicurezza. Tuttavia, si rivolge mag­gior­men­te a utenti esperti. Non c’è una comoda CLI per la gestione dei container o per i processi di build. Chi lavora con runC lo fa prin­ci­pal­men­te nel contesto di toolchain proprie o per in­te­gra­zio­ni di sistema profonde.

In sintesi: runC si adatta bene ad ap­pli­ca­zio­ni speciali, ricerca, sicurezza o ambienti container di basso livello, meno per lo sviluppo quo­ti­dia­no.

Ku­ber­ne­tes: non un’al­ter­na­ti­va a Docker, ma un livello superiore

Spesso si frain­ten­de, ma Ku­ber­ne­tes non so­sti­tui­sce Docker e si basa su runtime di container. Mentre in passato veniva uti­liz­za­to Docker come ambiente di ese­cu­zio­ne, a partire dalla versione 1.20 Ku­ber­ne­tes utilizza invece runtime stan­dar­diz­za­ti come con­tai­nerd o CRI-O.

Immagine: Sito di Kubernetes
Screen­shot del sito di Ku­ber­ne­tes.

Questi strumenti si occupano dell’avvio e della gestione dei container, ma non di­spon­go­no di un’in­ter­fac­cia a riga di comando o di una funzione di build propria come Docker. Ku­ber­ne­tes, quindi, non è un’al­ter­na­ti­va a Docker, ma uno strumento di or­che­stra­zio­ne, ovvero un livello di controllo sopra i container veri e propri.

Per l’uso quo­ti­dia­no ciò si traduce nel fatto che chi lavora con Ku­ber­ne­tes dovrebbe com­pren­de­re che Docker non è più la base tecnica, anche se molte immagini con­ti­nua­no a essere di­spo­ni­bi­li nel formato Docker.

Server dedicati
Per­for­man­ce e in­no­va­zio­ne
  • Pro­ces­so­ri al­l'a­van­guar­dia di ultima ge­ne­ra­zio­ne
  • Hardware dedicato ad alte pre­sta­zio­ni
  • Data center cer­ti­fi­ca­ti ISO

Con­clu­sio­ne: quale al­ter­na­ti­va a Docker fa per te?

La scelta della giusta al­ter­na­ti­va a Docker dipende for­te­men­te dall’obiettivo: se cerchi la massima sicurezza, Podman è quello che fa per te. Per build per­for­man­ti, BuildKit è perfetto, mentre Kaniko è la prima scelta nel cloud. Chi vuole isolare interi sistemi si troverà bene con LXC/LXD. Per un controllo assoluto a livello di runtime, runC rimane una soluzione snella per i pro­fes­sio­ni­sti. In ogni caso, vale la pena guardare oltre Docker… il mondo dei container è più vario che mai.

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