La direttiva NIS2 è una direttiva dell’UE che rafforza la re­si­lien­za in­for­ma­ti­ca degli Stati membri e delle aziende europee at­tra­ver­so regole più rigide. Tra i prin­ci­pa­li contenuti vi sono l’im­ple­men­ta­zio­ne di misure di sicurezza per mi­glio­ra­re la pro­te­zio­ne IT, controlli di sicurezza e procedure di se­gna­la­zio­ne rapida in caso di incidenti in­for­ma­ti­ci.

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Che cos’è la direttiva NIS2?

La direttiva NIS2 dell’Unione Europea mira a mi­glio­ra­re la re­si­lien­za contro le minacce in­for­ma­ti­che nelle in­fra­strut­tu­re critiche e rilevanti degli Stati membri. NIS2 è l’acronimo di “Network and In­for­ma­tion Security 2” (in italiano: “sicurezza delle reti e delle in­for­ma­zio­ni”). Entrata in vigore il 16 gennaio 2023, ha so­sti­tui­to la pre­ce­den­te direttiva NIS1, che già aveva promosso un cam­bia­men­to nella cy­ber­si­cu­rez­za.

Per garantire la massima pro­te­zio­ne sia nel settore privato che in quello pubblico degli Stati membri dell’UE, la nuova direttiva NIS2 introduce regole più ampie e rigorose per un pubblico di de­sti­na­zio­ne più ampio. Il quadro normativo più severo mira a garantire una maggiore re­si­lien­za in­for­ma­ti­ca e una risposta più efficace contro le minacce in­for­ma­ti­che e le vul­ne­ra­bi­li­tà di sicurezza. La NIS2 intende inoltre garantire che le strutture critiche per l’ero­ga­zio­ne di beni o servizi es­sen­zia­li alla po­po­la­zio­ne siano protette da guasti e in­ter­ru­zio­ni anche in caso di emergenze.

L’obiettivo prin­ci­pa­le della NIS2 è preparare meglio le aziende a prevenire gli attacchi in­for­ma­ti­ci e a reagire in modo ef­fi­cien­te e rapido ai problemi IT. At­tra­ver­so una strategia di sicurezza più coerente negli Stati membri dell’UE si punta a creare il massimo livello possibile di sicurezza in­for­ma­ti­ca a livello nazionale e in­ter­na­zio­na­le nello spazio UE. Tutti gli Stati membri devono recepire la direttiva nel proprio or­di­na­men­to nazionale. Ciò riguarda sia le piccole e medie imprese che le grandi aziende che rientrano nelle nuove normative.

Che cosa cambia con la direttiva NIS2?

L’obbligo di attuare la legge di im­ple­men­ta­zio­ne della NIS2 introduce novità im­por­tan­ti in 18 settori diversi. Tra le altre cose, il numero dei settori clas­si­fi­ca­ti come critici raddoppia e il catalogo delle sanzioni per il mancato rispetto delle leggi viene ampliato. Inoltre, di questi casi dovrà ri­spon­der­ne chi gestisce l’azienda. In Italia, la Direttiva NIS2, recepita con il decreto le­gi­sla­ti­vo pub­bli­ca­to il 1° ottobre 2024, coin­vol­ge­rà circa 50.000 nuove imprese, secondo le stime dell’Agenzia per la Cy­ber­si­cu­rez­za Nazionale (ACN). Sono coinvolte tutte le aziende con un fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro o un numero di di­pen­den­ti superiore a 50.

Tutte le modifiche apportate dalla direttiva NIS2 in sintesi:

  • Espan­sio­ne dei settori critici: nella direttiva NIS2 aumentano i settori clas­si­fi­ca­ti come critici.
  • Pene più severe: la direttiva aumenta si­gni­fi­ca­ti­va­men­te le multe per le vio­la­zio­ni.
  • Re­spon­sa­bi­li­tà ma­na­ge­ria­le: le persone alla guida dell’azienda hanno ora la re­spon­sa­bi­li­tà diretta di garantire la con­for­mi­tà alle direttive sulla sicurezza in­for­ma­ti­ca.
  • Aree di ap­pli­ca­zio­ne più ampie: la direttiva NIS2 si applica alle aziende con più di 50 di­pen­den­ti o con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro, nonché ad alcune aziende in­di­pen­den­te­men­te dalle loro di­men­sio­ni.
  • Necessità di analisi dei rischi più ap­pro­fon­di­te: le aziende sono obbligate a ef­fet­tua­re analisi dei rischi complete.
  • Gestione ob­bli­ga­to­ria del rischio e della sicurezza: sono imposti severi requisiti di gestione dei rischi e misure di sicurezza, tra cui pe­ne­tra­tion test, firewall hardware, e strategie di backup ob­bli­ga­to­rie.
  • Gestione ob­bli­ga­to­ria delle crisi: in caso di incidenti di sicurezza, sono richieste strategie di gestione delle crisi, canali di co­mu­ni­ca­zio­ne e sistemi di se­gna­la­zio­ne rapidi ed efficaci.
  • Uso dei pro­to­col­li di sicurezza esistenti: le aziende possono fare ri­fe­ri­men­to agli standard di sicurezza esistenti nei settori re­go­la­men­ta­ti.
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Quali sono le aziende in­te­res­sa­te dalla direttiva NIS2?

La direttiva NIS2 clas­si­fi­ca le aziende nelle categorie “es­sen­zia­le” (essential) e “im­por­tan­te” (important), quest’ultima com­ple­ta­men­te nuova. Le aziende con più di 50 di­pen­den­ti o un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro sono di­ret­ta­men­te coinvolte. Inoltre, le aziende possono rientrare in questa direttiva in­di­pen­den­te­men­te dalle loro di­men­sio­ni nel caso in cui un guasto provochi rischi al sistema. La categoria “es­sen­zia­le” include aziende di undici settori, tra cui in par­ti­co­la­re le aziende KRITIS (in­fra­strut­tu­re critiche), che sono di cruciale im­por­tan­za per la società. La categoria “im­por­tan­te” si applica a sette settori rilevanti a livello sistemico.

Settori e aziende es­sen­zia­li

  • Energia
  • Fornitura d’acqua
  • Trasporti
  • Servizi bancari
  • In­fra­strut­tu­re del mercato fi­nan­zia­rio
  • Sanità
  • Spazio
  • Acque reflue
  • Am­mi­ni­stra­zio­ne pubblica
  • In­fra­strut­tu­re digitali
  • Gestione dei servizi ICT (B2B)

Settori e aziende im­por­tan­ti

  • Servizi postali e corrieri
  • Gestione dei rifiuti
  • Industria chimica
  • Fornitura ali­men­ta­re
  • Fornitori di servizi digitali
  • Industria (di tra­sfor­ma­zio­ne/ma­ni­fat­tu­rie­ra)
  • Ricerca (opzionale)

Quali obblighi si applicano alle aziende?

Nel contesto della NIS2, le aziende devono ri­spet­ta­re obblighi rigorosi e apportare modifiche si­gni­fi­ca­ti­ve. Questi includono:

Obblighi Misure
Gestione del rischio e con­ti­nui­tà operativa (§30, 31) Tra i requisiti ob­bli­ga­to­ri figurano la crit­to­gra­fia, l’au­ten­ti­ca­zio­ne a più fattori, l’igiene in­for­ma­ti­ca, l’as­se­gna­zio­ne dei ruoli e il controllo degli accessi, la gestione dei backup e il ri­pri­sti­no dei sistemi, la sicurezza della catena di ap­prov­vi­gio­na­men­to e le analisi dei rischi. I requisiti minimi variano a seconda delle di­men­sio­ni dell’azienda grazie alla regola del “size cap”.
Obblighi di se­gna­la­zio­ne e in­for­ma­zio­ne (§32, 35) Gli incidenti di sicurezza si­gni­fi­ca­ti­vi devono essere segnalati entro 24 ore all’ACN (Agenzia per la Cy­ber­si­cu­rez­za Nazionale) o al CSIRT (Computer Security Incident Response Team). Una prima va­lu­ta­zio­ne deve essere com­ple­ta­ta entro 72 ore e un rapporto finale deve essere pre­sen­ta­to entro un mese. In Italia, l’ACN sta­bi­li­sce le linee guida per queste se­gna­la­zio­ni.
Obblighi di re­gi­stra­zio­ne (§33, 34) Le strutture in­te­res­sa­te e i fornitori di servizi di re­gi­stra­zio­ne di nomi di dominio devono pre­sen­ta­re in­for­ma­zio­ni all’ACN entro tre mesi dall’entrata in vigore della NIS2. L’obbligo di re­gi­stra­zio­ne può essere assolto anche dall’ACN nel caso in cui le or­ga­niz­za­zio­ni non abbiano prov­ve­du­to au­to­no­ma­men­te.
Obblighi di ap­pro­va­zio­ne, sor­ve­glian­za e for­ma­zio­ne per il ma­na­ge­ment (§38) Non è più suf­fi­cien­te delegare le misure di sicurezza da parte della direzione. Il ma­na­ge­ment deve at­ti­va­men­te approvare le misure ne­ces­sa­rie ed è in parte obbligato a par­te­ci­pa­re a corsi di for­ma­zio­ne.
Misure di su­per­vi­sio­ne e ap­pli­ca­zio­ne (§61, 62) L’ACN agisce come autorità di vigilanza per garantire il rispetto delle misure richieste. Almeno tre anni dopo l’entrata in vigore della NIS2, l’autorità di vigilanza avrà la pos­si­bi­li­tà di ri­chie­de­re prove dell’adem­pi­men­to agli obblighi. In caso di urgenza possono essere imposte misure immediate.

Come fa­ci­li­ta­re l’im­ple­men­ta­zio­ne della NIS2?

Le seguenti misure possono fa­ci­li­ta­re il processo di re­ce­pi­men­to della direttiva NIS2 per la tua azienda:

  • Analisi dello stato attuale e degli obiettivi: verifica se la tua azienda è soggetta agli obblighi della NIS2 e valuta lo stato attuale e le po­ten­zia­li­tà di mi­glio­ra­men­to della re­si­lien­za in­for­ma­ti­ca nella tua azienda.
  • Im­ple­men­ta­zio­ne: devono essere in­tro­dot­ti concetti di analisi del rischio e sicurezza per tutti i sistemi in­for­ma­ti­ci.
  • Va­lu­ta­zio­ne: l’efficacia dei metodi di gestione del rischio adottati deve essere con­trol­la­ta re­go­lar­men­te.
  • Sviluppo: è ne­ces­sa­rio svi­lup­pa­re un piano per gestire gli incidenti di sicurezza.
  • Gestione dei backup e delle crisi: devono essere messe in atto misure di sicurezza per la pro­te­zio­ne dei dati e la gestione delle crisi.
  • Sistema di se­gna­la­zio­ne: è ne­ces­sa­rio istituire un sistema di se­gna­la­zio­ne efficace per gli incidenti di sicurezza.
  • For­ma­zio­ne: il personale deve essere formato re­go­lar­men­te.
  • Sicurezza della catena di ap­prov­vi­gio­na­men­to : la sicurezza nella catena di ap­prov­vi­gio­na­men­to deve essere garantita.

Quali sono le con­se­guen­ze di una mancata im­ple­men­ta­zio­ne della direttiva NIS2?

Le aziende che non attuano le misure pre­scrit­te devono aspet­tar­si sanzioni con­si­sten­ti (§65). Ai sensi del NIS2, le autorità di vigilanza di­spon­go­no di pieni poteri di su­per­vi­sio­ne, controllo e istru­zio­ne, compresa l’ap­pli­ca­zio­ne delle scadenze. Inoltre, la dirigenza aziendale si assume una re­spon­sa­bi­li­tà si­gni­fi­ca­ti­va­men­te maggiore per le misure di pro­te­zio­ne e sicurezza e può essere ritenuta per­so­nal­men­te re­spon­sa­bi­le in caso di vio­la­zio­ni o ne­gli­gen­ze (§38, §61).

Quando entrerà in vigore la direttiva NIS2?

La direttiva (UE) 2022/2555, nota come direttiva NIS2, è stata adottata dal Par­la­men­to e Consiglio europei in data 14 dicembre 2022. È entrata uf­fi­cial­men­te in vigore il 16 gennaio 2023, so­sti­tuen­do la direttiva NIS. L’obbligo di ricezione da parte di tutti gli Stati membri dell’UE è scaduto il 17 ottobre 2024. Nella direttiva vengono in­tro­dot­te ampie modifiche al Re­go­la­men­to eIDAS (UE) n. 910/2014 e alla direttiva EECC (UE) 2018/1972.

In Italia, il re­ce­pi­men­to della direttiva NIS2 coinvolge un’ampia platea di aziende e isti­tu­zio­ni che operano in settori con­si­de­ra­ti critici per la sicurezza nazionale e la fornitura di servizi es­sen­zia­li, come energia, trasporti e sanità. L’autorità com­pe­ten­te per la su­per­vi­sio­ne e l’at­tua­zio­ne delle misure di cy­ber­si­cu­rez­za è l’ACN (Agenzia per la Cy­ber­si­cu­rez­za Nazionale), istituita nel 2021 proprio per raf­for­za­re la sicurezza in­for­ma­ti­ca del Paese.

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