La ne­gli­gen­za nella tutela del proprio marchio può costare cara. Sono infatti numerosi gli studi legali spe­cia­liz­za­ti proprio nello scovare e nello sma­sche­ra­re le con­traf­fa­zio­ni di marchi in rete. Prima di ricevere una lettera di diffida per l’utilizzo improprio di un marchio re­gi­stra­to, ci si dovrebbe informare esat­ta­men­te sulla legge che di­sci­pli­na questo settore. Al­tret­tan­to im­por­tan­te è per le aziende tutelare il proprio marchio e pro­teg­ger­si così da imitatori e da altri in­con­ve­nien­ti. Vi chiariamo quali sono i concetti più im­por­tan­ti e vi spie­ghia­mo quando e perché vale la pena re­gi­stra­re un marchio, anche nel caso di una giovane azienda online.

Che cos’è un marchio?

Per de­fi­ni­zio­ne un marchio è un segno che permette di di­stin­gue­re i prodotti o i servizi di un’impresa. Nella pratica, il ri­co­no­sci­men­to di un marchio si deve prin­ci­pal­men­te al suo nome e ai simboli e alle immagini che lo com­pon­go­no. Il marchio può tuttavia essere ca­rat­te­riz­za­to non solo da immagini, ma anche, per esempio, da oggetti tri­di­men­sio­na­li e suoni.

In Italia, fonti di diritto che regolano la tutela dei marchi si trovano nel Codice Civile (nello specifico dall’articolo 2569 al 2574) e negli articoli dal 7 al 28 del Codice della proprietà in­du­stria­le (D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 e suc­ces­si­ve modifiche). Secondo le in­di­ca­zio­ni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), tutti i simboli che aiutano a dif­fe­ren­zia­re prodotti o servizi di un’azienda da un’altra, rientrano sotto la tutela del marchio. Si può vedere il marchio come una vetrina o un biglietto da visita di un’azienda, che per­met­to­no di associare prodotti o servizi ad un pro­dut­to­re o fornitore comune. Quindi il concetto di marchio ottempera a molte funzioni:

  • Aiuta a di­stin­gue­re i prodotti e i servizi di un’azienda da quelli di altre
  • Indica chia­ra­men­te la pro­ve­nien­za
  • Sug­ge­ri­sce fiducia
  • Riflette un’immagine
  • Rap­pre­sen­ta l’unicità
  • Viene spesso legato a qualità e garanzia

Per le aziende il marchio è spesso indicato, quando si parla di marketing, anche come “brand”, ovvero uno degli strumenti più im­por­tan­ti per po­si­zio­nar­si nel mercato e spiccare sulla con­cor­ren­za con i propri prodotti.

Come avviene la pro­te­zio­ne del marchio?

Chi vuole pro­teg­ge­re il proprio marchio, si deve rivolgere all’autorità com­pe­ten­te. In Italia la re­gi­stra­zio­ne viene fatta presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico. Ma chi vuole tutelare un marchio, deve poi im­pe­gnar­si ad usarlo: se un marchio re­gi­stra­to non viene uti­liz­za­to per cinque anni con­se­cu­ti­vi, infatti, può essere pre­sen­ta­ta una richiesta di can­cel­la­zio­ne. Un marchio non deve essere ne­ces­sa­ria­men­te re­gi­stra­to per poter essere tutelato: parliamo in questo caso dei marchi di fatto che, grazie alla notorietà raggiunta in un de­ter­mi­na­to settore, vengono ri­co­no­sciu­ti come leciti e possono godere così della tutela del marchio. La notorietà sussiste quando un marchio richiama in maniera unica ed ine­qui­vo­ca­bi­le un’azienda; un ruolo im­por­tan­te viene giocato anche dal livello di ap­pli­ca­zio­ne del marchio entro il suo raggio di po­po­la­ri­tà. Detto in maniera semplice: se un gran numero di persone riconduce in maniera esplicita un simbolo ad un’azienda, questo viene ri­co­no­sciu­to come marchio e tutelato di con­se­guen­za. I termini generici del lin­guag­gio comune non si possono re­gi­stra­re, a meno che il marchio dell’azienda abbia raggiunto nell’utilizzo comune un livello di ap­pli­ca­zio­ne superiore al 50% (fenomeno del secondary meaning). Se parole generiche come Internet, avvocato o auto fossero tutelate dal diritto al marchio, sarebbe teo­ri­ca­men­te ne­ces­sa­rio pagare una licenza al pro­prie­ta­rio per il loro utilizzo.  Inoltre, anche i marchi no­to­ria­men­te co­no­sciu­ti, rinomati sia all’estero che in Italia, godono della tutela del marchio. Le marche famose a livello mondiale, come ad esempio la Ferrero o la Ferrari, sono com­ple­ta­men­te tutelate, anche senza una re­gi­stra­zio­ne formale.

Cosa si ottiene dalla tutela del marchio?

Dopo aver re­gi­stra­to uf­fi­cial­men­te il marchio presso l’UIBM, il pro­prie­ta­rio ha tutti i diritti per usarlo. Chi con­trav­vie­ne alle leggi che regolano la di­sci­pli­na del marchio, ovvero chi usa in maniera illecita un simbolo per altri servizi o prodotti, deve pagarne le con­se­guen­ze: il titolare del marchio può infatti prendere dei prov­ve­di­men­ti, che spesso con­si­sto­no in una richiesta di ri­sar­ci­men­to danni. Sono con­sen­ti­ti sia l’acquisto che la vendita di un marchio, oltre alla pos­si­bi­li­tà di con­ce­der­ne l’uso a terzi (licenze di marchio).

Tutela del titolo

Oltre alla re­gi­stra­zio­ne dei marchi, è possibile tutelare anche altri elementi:

  • Nomi di aziende come nomi com­mer­cia­li
  • Nomi di libri, software o magazine online
  • Nomi di or­ga­niz­za­zio­ni

Questi elementi si possono tutelare sotto forma di titoli. Spesso la re­gi­stra­zio­ne del nome dell’azienda come nome com­mer­cia­le è fonte di con­fu­sio­ne: una delle ragioni è che la de­no­mi­na­zio­ne com­mer­cia­le si applica nor­mal­men­te anche per prodotti e packaging, di con­se­guen­za negli scambi com­mer­cia­li può non essere chiaro se si tratti del nome dell’azienda o del prodotto.

Il processo di re­gi­stra­zio­ne

Per re­gi­stra­re un marchio con successo, bisogna attenersi alle direttive dell’UIBM, l’ente presso cui avviene la re­gi­stra­zio­ne ufficiale. Potete scoprire di più leggendo il nostro articolo dedicato al tema, dove vi spie­ghia­mo le ca­rat­te­ri­sti­che che deve avere un marchio per essere re­gi­stra­to, chi può avanzare una richiesta, come com­por­tar­vi nel caso ne­ces­si­tia­te di as­si­sten­za legale e quali sono i costi.

Vale la pena re­gi­stra­re un marchio se si gestisce un business online?

Se avete iniziato un’attività, dovete occuparvi di molte formalità sin dall’inizio. Tra queste, la re­gi­stra­zio­ne di un marchio, pur com­por­tan­do dei costi, non dovrebbe essere tra­scu­ra­ta: grazie ad essa, infatti, siete tutelati in caso di utilizzo improprio del vostro marchio, e scon­giu­ra­te possibili richieste di ri­sar­ci­men­to che po­treb­be­ro costarvi caro. Scegliere e re­gi­stra­re il proprio marchio significa inoltre porre le basi per il vostro futuro successo.

Pro­teg­ge­re il proprio dominio dalla re­gi­stra­zio­ne di un marchio da parte di un altro soggetto

Se si è il pro­prie­ta­rio di un dominio ma non si è re­gi­stra­to il marchio cor­ri­spon­den­te, può accadere che un soggetto terzo registri un marchio identico o simile al nome di dominio, mettendo di fatto in di­scus­sio­ne la liceità dell’indirizzo web. Se la re­gi­stra­zio­ne del dominio è suc­ces­si­va a quella del marchio, il titolare del marchio ha buone pos­si­bi­li­tà di ottenere anche il nome del dominio. Per farlo può ri­vol­ger­si ad un giudice, in­stau­ran­do una causa ordinaria, oppure ad un ente con­dut­to­re (uno dei servizi in­ca­ri­ca­ti da Registro.it a risolvere questo tipo di conflitti). Questa seconda soluzione è più economica e rapida, ma per poterla applicare bisogna sod­di­sfa­re alcuni requisiti specifici.

Insomma: tutelare un marchio re­gi­stran­do­lo e bloccare un nome di dominio adatto, ri­spar­mia­no alla vostra azienda mol­tis­si­mi disagi.

Tutela della de­no­mi­na­zio­ne dei prodotti come parte della corporate identity

Non siete vincolati a re­gi­stra­re un marchio per ogni singolo prodotto o servizio, ma dovete provare che nella de­no­mi­na­zio­ne di un vostro prodotto non dan­neg­gia­te il diritto al marchio di terzi, abusando della de­no­mi­na­zio­ne com­mer­cia­le o tra­scu­ran­do altri diritti. La ricerca dei marchi già esistenti dovrebbe sempre essere pre­ven­ti­va­ta, anche quando non pia­ni­fi­ca­te di re­gi­stra­re uf­fi­cial­men­te un marchio.

La de­no­mi­na­zio­ne (ad esempio il nome di un prodotto) da sola non offre alcuna sicurezza, fino a che non sussiste una re­gi­stra­zio­ne presso l’UIBM, perché il semplice uso non ga­ran­ti­sce di solito alcuna pro­te­zio­ne legale. Se una terza parte ri­chie­des­se suc­ces­si­va­men­te la re­gi­stra­zio­ne di un marchio, potrebbe in­ter­dir­vi l’uso di quella de­no­mi­na­zio­ne. Solo quando il prodotto ha raggiunto una certa notorietà nel mercato, sussiste una tutela (come nel caso della tutela dei marchi). La soluzione sicura è sempre quella di re­gi­stra­re un marchio, se i nomi dei prodotti sono rilevanti per la corporate identity, ovvero per l’immagine che la propria azienda ha presso i propri clienti e che la distingue dalla con­cor­ren­za.

Bloccare gli ap­pro­fit­ta­to­ri

Se si ha una buona idea im­pren­di­to­ria­le, il successo non tarderà ad arrivare. E con esso anche i primi ap­pro­fit­ta­to­ri. Una volta creata una clientela fissa e raggiunta una certa notorietà nel proprio settore, infatti, sarà im­pos­si­bi­le non ri­sve­glia­re l’at­ten­zio­ne della con­cor­ren­za. Con nomi identici o simili, la con­cor­ren­za potrebbe proporre i vostri stessi prodotti o servizi per ap­pro­fit­ta­re del vostro buon nome e della re­pu­ta­zio­ne che vi siete costruiti. Di fronte a questa pos­si­bi­li­tà, siete impotenti solo se non avete già protetto il vostro marchio fin dalla sua creazione. Se la so­mi­glian­za è evidente, potete com­bat­ter­la sulla base del diritto al marchio. Anche le start-up e le piccole aziende do­vreb­be­ro pro­teg­ge­re il loro marchio per tempo e prevenire così qualunque tentativo di ap­pro­fit­ta­re il­le­ci­ta­men­te del successo dell’azienda.

Con­clu­sio­ni

Il nome del marchio è la base per creare un valore aggiunto: se il cliente conosce già un singolo prodotto o un’intera linea, potrebbe provare, spinto dalla fiducia nel marchio, anche un nuovo prodotto. I marchi sono portatori di un’immagine e sug­ge­ri­sco­no qualità, oltre a garantire ai clienti un punto di contatto con l’azienda.

Per pro­teg­ge­re questo valore è però ne­ces­sa­rio re­gi­stra­re il proprio nome in maniera ufficiale presso l’UIBM. Con una re­gi­stra­zio­ne ufficiale, si può ve­ri­fi­ca­re a priori di non ledere i diritti del marchio di una terza parte e, allo stesso tempo, as­si­cu­rar­si che il proprio marchio venga tutelato da usi impropri. Anche le giovani imprese online non do­vreb­be­ro aspettare molto prima di re­gi­stra­re un marchio. Nel caso in cui il business fallisca, è possibile vendere o cedere i propri diritti ad un’altra azienda.

Vi preghiamo di osservare la nota legale relativa a questo articolo.

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