Ottimizzazione di Google Ads: come perfezionare la vostra campagna
Grazie a Google Ads (fino al 2018: Google AdWords), pubblicare annunci pubblicitari nei risultati di ricerca del principale motore di ricerca è in linea di massima un’operazione semplice. Molto più difficile è gestire campagne che rispondano alle aspettative e che siano redditizie: solo se ottimizzate la vostra campagna Google Ads avrete buone probabilità di successo con la SEA. In questo, la regolarità è particolarmente importante. A seconda del modello di business, è necessario impiegare al meglio il budget a disposizione e gestire le campagne sulla base di metriche rilevanti come tasso di conversione, costo per clic (CPC), costo per conversione o ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS). Oggi molte decisioni relative alle offerte vengono prese dalle strategie di offerta automatiche di Google: per questo è ancora più importante che impostiate correttamente le condizioni di base e che esaminiate i risultati con occhio critico.
Riassunto
- Scegliete la strategia di offerta in base all’obiettivo della campagna: Smart Bidding richiede un monitoraggio delle conversioni affidabile.
- Definite consapevolmente le impostazioni della campagna, come reti, opzioni di località, asset e funzionalità di IA.
- Curate regolarmente il vostro set di parole chiave con il report Termini di ricerca e con le parole chiave escluse.
- Migliorate i testi degli annunci e le pagine di destinazione, in modo che annuncio e pagina di destinazione corrispondano alla query di ricerca.
- Utilizzate il punteggio di qualità come strumento di diagnostica: indica se la percentuale di clic prevista, la pertinenza dell’annuncio o l’esperienza sulla pagina di destinazione presentano punti deboli.
Ma come vanno interpretati esattamente questi dati? E quali altre leve, oltre al budget, avete a disposizione per ottimizzare Google Ads?
Raggiungere l’obiettivo della campagna con la strategia di offerta giusta
Il successo di una campagna Google Ads dipende in larga misura dalla strategia di offerta scelta. Prima di decidere quale strategia adottare, dovete definire quale obiettivo intendete perseguire con la vostra campagna. In linea generale sono ipotizzabili i seguenti quattro scenari, per ciascuno dei quali Google Ads offre strategie di offerta adatte:
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Massimizzazione dei clic: la campagna mira a generare traffico verso il vostro progetto web, mentre le eventuali conversioni hanno solo un ruolo secondario. La strategia adatta si chiama “Massimizza i clic”: Google cerca di ottenere il maggior numero possibile di clic con il vostro budget. Facoltativamente potete impostare un limite di offerta CPC massima.
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Massimizzazione delle conversioni: i vostri annunci devono spingere gli utenti a compiere un’azione, ad esempio un acquisto nel negozio online o una richiesta di contatto. Sono adatte le strategie “Massimizza le conversioni” e, non appena disponete di dati sufficienti, “CPA target” (costo per acquisizione), con cui stabilite quanto può costare in media una conversione.
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Massimizzazione del fatturato o del profitto: anche in questo scenario si tratta di conversioni. Tuttavia non tutte le conversioni hanno lo stesso peso: contano soprattutto quelle da cui ci si aspetta un valore particolarmente elevato. Con “Massimizza il valore di conversione” o “ROAS target” Google orienta le offerte in base al valore di conversione trasmesso, ad esempio il valore del carrello.
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Aumento della visibilità e della notorietà del marchio: un obiettivo meno frequente, ma comunque possibile, di una campagna Google Ads è l’aumento della notorietà del marchio. Sulla rete di ricerca è adatta la strategia “Quota impressioni target”, con cui i vostri annunci, ad esempio, dovrebbero comparire il più spesso possibile nella parte superiore della pagina. Nelle campagne Display e Video esistono inoltre offerte basate sul “CPM visibile” (costo per mille impressioni visibili), con cui pagate per le impressioni visibili del vostro annuncio.
Gli approcci qui elencati mostrano che non è possibile adottare una strategia di offerta valida per tutti. Allo stesso modo non esiste un metodo di valutazione unico sulla cui base ottimizzare tutte le campagne Google Ads. Se l’obiettivo è l’ottimizzazione dei clic, si mette in relazione l’andamento dei clic con l’importo pagato (costo per clic, CPC); nel caso della massimizzazione delle conversioni, l’elemento centrale sono le conversioni e il costo per conversione. Se volete massimizzare il vostro fatturato, la metrica decisiva è il ROAS.
Le strategie basate sulle conversioni fanno parte del cosiddetto Smart Bidding: Google adegua automaticamente le offerte per ogni singola asta, tra l’altro in base a dispositivo, località, ora del giorno e query di ricerca. Perché funzioni, avete bisogno di un monitoraggio delle conversioni affidabile e di una quantità sufficiente di dati sulle conversioni. Nello Spazio economico europeo ciò include anche una corretta gestione del consenso tramite la modalità di consenso di Google (Consent Mode), affinché Google possa effettivamente utilizzare i dati dei vostri utenti. Per le nuove campagne con pochi dati o se volete mantenere il pieno controllo, sulla rete di ricerca potete continuare a utilizzare le offerte con CPC manuale. La forma ibrida “CPC ottimizzato” (eCPC) è stata invece dismessa da Google nel 2025.
Ottimizzare Google Ads con le giuste impostazioni della campagna
Già durante la creazione di una campagna Google Ads sono disponibili numerose impostazioni che influiscono notevolmente sul risultato dei vostri annunci. Per prima cosa scegliete un obiettivo della campagna (ad esempio vendite, lead o traffico verso il sito web) e poi il tipo di campagna, ad esempio Rete di ricerca, Performance Max, Display, Video, Demand Gen o Shopping. Se volete pubblicare i classici annunci di testo nei risultati di ricerca, scegliete una campagna sulla rete di ricerca. Prestate attenzione alle impostazioni di rete: nelle campagne sulla rete di ricerca l’estensione alla Rete Display di Google è spesso preimpostata. Poiché la pubblicità display funziona secondo un principio completamente diverso, di norma è consigliabile disattivare questa opzione e gestire gli annunci display in una campagna separata. Decidete consapevolmente anche se i vostri annunci debbano essere pubblicati presso i partner di ricerca. Altre decisioni da prendere già all’inizio della campagna sono:
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Impostazioni dei dispositivi: per impostazione predefinita, tutti gli annunci vengono pubblicati su tutti i dispositivi supportati. Con le offerte CPC manuali potete utilizzare gli aggiustamenti delle offerte per stabilire, ad esempio, se fare offerte più alte o più basse sugli smartphone. Con Smart Bidding Google tiene conto automaticamente del dispositivo: in questo caso un tipo di dispositivo può essere escluso completamente solo con un aggiustamento del −100%.
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Impostazioni di località e lingua: affinché i vostri annunci vengano pubblicati solo nei risultati di ricerca degli utenti pertinenti, le indicazioni sulla lingua e sull’area di destinazione sono fondamentali. Analizzate ad esempio in anticipo se una pubblicazione a livello regionale per CAP, città o raggio sia più sensata rispetto a una pubblicazione a livello nazionale. Nelle opzioni di località dovreste inoltre verificare se volete raggiungere le persone che si trovano nella vostra area di destinazione o anche quelle che sono semplicemente interessate a quest’area: per le attività locali la prima variante è di solito la scelta migliore.
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Asset (in precedenza estensioni annuncio): se è utile per il vostro progetto web, dovreste arricchire i vostri annunci con informazioni aggiuntive. Google Ads offre ad esempio asset sitelink, callout, snippet strutturati, di chiamata, di posizione, di prezzo e immagine. Gli asset rendono il vostro annuncio più grande e visibile e hanno un effetto positivo sul ranking dell’annuncio.
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Pianificazione degli annunci: per gestire in modo ottimale il vostro budget giornaliero, la pianificazione degli annunci è un potente alleato. Definendo con precisione in quali giorni e in quali orari i vostri annunci devono essere pubblicati, vi assicurate di raggiungere il vostro pubblico di destinazione nel momento più promettente, ad esempio solo negli orari in cui il vostro servizio clienti è raggiungibile telefonicamente.
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Funzionalità di IA: Google arricchisce sempre di più le campagne sulla rete di ricerca con funzionalità automatizzate come AI Max per le campagne sulla rete di ricerca. In questo caso i vostri annunci vengono pubblicati anche per query di ricerca che vanno oltre le vostre parole chiave, e i testi degli annunci e gli URL finali vengono in parte adattati automaticamente. Questo può portare una copertura aggiuntiva, ma a scapito del controllo. Verificate quindi quali di queste opzioni sono attive nella vostra campagna e controllate regolarmente i risultati.
Una ricerca che non finisce mai: ottimizzare il set di parole chiave
Con lo Strumento di pianificazione delle parole chiave, Google Ads dispone di uno degli strumenti più importanti per la ricerca di parole chiave. Con la creazione di un set di parole chiave adatto durante la creazione degli annunci ponete le basi affinché i vostri annunci vengano pubblicati nel contesto giusto. Per quanto la ricerca iniziale possa essere stata faticosa e dettagliata, rappresenta comunque solo il primo passo: senza un’analisi e un miglioramento regolari delle parole chiave utilizzate, rinunciate a uno degli strumenti più decisivi per ottimizzare Google Ads. Confrontate quindi a intervalli regolari i dati delle parole chiave utilizzate (costi, impressioni, percentuale di clic, conversioni, costo per conversione ecc.) ed eliminate i termini di ricerca con un rendimento scarso. Il punteggio di qualità vi serve in questo caso come indicazione dei punti deboli, non come metrica di rendimento.
Anche le opzioni di corrispondenza delle parole chiave richiedono una cura regolare. Oggi Google Ads distingue tre tipi di corrispondenza: “Corrispondenza esatta” (Exact Match), “Corrispondenza a frase” (Phrase Match) e “Corrispondenza generica” (Broad Match). La precedente opzione “Modificatore di corrispondenza generica” (Modified Broad Match) non esiste più dal 2021 ed è confluita nella corrispondenza a frase. All’inizio di una campagna e con un budget molto limitato dovreste puntare soprattutto sulle parole chiave a corrispondenza esatta e a frase, per pubblicare i vostri annunci solo per query di ricerca pertinenti. Le parole chiave a corrispondenza generica sono interessanti se volete ottenere una copertura maggiore: esprimono il loro potenziale soprattutto in combinazione con Smart Bidding. In ogni caso analizzate regolarmente il report Termini di ricerca e sfruttate sistematicamente la possibilità di inserire le query di ricerca non pertinenti come parole chiave escluse, a livello di campagna o di account.
Migliorare la qualità degli annunci pubblicitari
Per quanto possano essere importanti una strategia di offerta ottimale e parole chiave di qualità, in linea di principio favoriscono solo il posizionamento dei vostri annunci. A generare clic o conversioni sono in definitiva soprattutto il testo e la struttura dei vostri messaggi pubblicitari, ai quali dovreste quindi dedicare almeno altrettanta attenzione. Oggi lo standard sulla rete di ricerca sono gli annunci adattabili della rete di ricerca: inserite fino a 15 titoli e fino a 4 descrizioni, da cui Google compone automaticamente la combinazione più adatta di volta in volta. Dal 2022 non è più possibile creare nuovi annunci di testo espansi classici. I compiti principali sono:
- l’inserimento della parola chiave principale, di solito in più titoli e inoltre almeno una volta nelle descrizioni e, facoltativamente, nel percorso dell’URL dell’annuncio;
- la formulazione di titoli il più possibile diversi tra loro, in modo che Google possa testare molte combinazioni sensate: la valutazione dell’“Efficacia dell’annuncio” vi fornisce indicazioni in merito;
- la formulazione di un messaggio efficace, che ad esempio risponda a una domanda o risolva un problema;
- il posizionamento ottimale degli inviti all’azione (Call to Action), se presenti;
- la cura grafica e testuale di asset adatti come sitelink, snippet, recensioni ecc.;
- il collegamento a una landing page pertinente, che mantenga la promessa dell’annuncio: l’esperienza sulla pagina di destinazione confluisce nel punteggio di qualità insieme alla percentuale di clic prevista e alla pertinenza dell’annuncio.
Verificate regolarmente che i vostri annunci siano aggiornati, soprattutto se seguite i consigli su Google Ads presentati qui e, ad esempio, apportate modifiche al set di parole chiave. Anche i consigli automatici e il punteggio di ottimizzazione del vostro account Google Ads possono fornire spunti, ma non applicateli senza verificarli, perché non tutti i consigli sono adatti ai vostri obiettivi e al vostro budget. Nella creazione dei vostri annunci prestate inoltre sempre attenzione a rispettare le norme di Google Ads.
Capire e migliorare il punteggio di qualità (Quality Score)
Il punteggio di qualità (in inglese Quality Score) è uno strumento di diagnostica di Google Ads che mostra come si posiziona la qualità dei vostri annunci rispetto a quella di altri inserzionisti. Google lo indica per ogni parola chiave su una scala da 1 a 10. Più alto è il valore, più l’annuncio e la pagina di destinazione sono pertinenti per le persone che cercano quella parola chiave.
Le tre componenti del punteggio di qualità
| Componente | Che cosa valuta |
|---|---|
| Percentuale di clic prevista | La probabilità che gli utenti facciano clic sul vostro annuncio quando lo vedono |
| Pertinenza dell’annuncio | Quanto il vostro annuncio corrisponde all’intento alla base della query di ricerca |
| Esperienza sulla pagina di destinazione | Quanto la vostra pagina di destinazione è pertinente e utile per le persone che fanno clic sull’annuncio |
Ogni componente riceve lo stato “Sopra la media”, “Nella media” o “Sotto la media”. Il confronto avviene con gli annunci di altri inserzionisti pubblicati negli ultimi 90 giorni esattamente per la stessa query di ricerca. Se al posto di un numero Google mostra solo un trattino (“–”), le ricerche che corrispondono esattamente alla vostra parola chiave sono troppo poche per calcolare un valore.
Che cosa indica il punteggio di qualità e che cosa no
Un aspetto importante per l’ottimizzazione: il punteggio di qualità in sé non viene utilizzato nell’asta dell’annuncio. È uno strumento di diagnostica e non una metrica di rendimento da ottimizzare in modo isolato. Nell’asta Google valuta nuovamente la qualità dell’annuncio e della pagina di destinazione a ogni ricerca. Questa qualità determina il ranking dell’annuncio insieme ad altri fattori, tra cui la vostra offerta, il contesto della ricerca, l’impatto previsto dei vostri asset e le soglie minime per il ranking dell’annuncio. Il punteggio di qualità, invece, non tiene conto di dispositivo, località, ora del giorno e asset. Un valore basso è quindi soprattutto un’indicazione di dove i vostri annunci o le vostre pagine di destinazione presentano punti deboli.
Il punteggio di qualità si trova a livello di parola chiave: nel vostro account Google Ads aprite la pagina “Parole chiave”, fate clic sull’icona delle colonne e aggiungete, nella sezione “Punteggio di qualità”, le colonne per il valore e per le tre componenti. Con le colonne contrassegnate da “(cron.)” potete inoltre vedere come si sono evoluti i valori nel tempo.
Come migliorare il punteggio di qualità
Intervenite sulle componenti che Google classifica come “Nella media” o “Sotto la media”:
- Percentuale di clic prevista: scrivete testi degli annunci che rispondano all’intento alla base della parola chiave. Mettete in evidenza un vantaggio concreto, come la spedizione gratuita, e testate diversi inviti all’azione adatti alla landing page.
- Pertinenza dell’annuncio: adattate il testo dell’annuncio ai termini di ricerca del vostro pubblico di destinazione. Raggruppate le parole chiave per temi, ad esempio per prodotti o servizi, e suddividete i gruppi di annunci con parole chiave molto diverse in gruppi più piccoli e mirati.
- Esperienza sulla pagina di destinazione: fate in modo che gli utenti trovino sulla pagina di destinazione esattamente ciò che l’annuncio promette e che messaggio e invito all’azione siano coerenti. La pagina dovrebbe caricarsi rapidamente e funzionare bene sui dispositivi mobili. Il tasso di conversione è un buon indicatore in questo senso, ma non influisce direttamente sullo stato. Spunti utili vi vengono dall’ottimizzazione delle conversioni.
- Trattino invece di un valore: verificate con lo Strumento di pianificazione delle parole chiave se esistono parole chiave correlate con un volume di ricerca maggiore, oppure utilizzate tipi di corrispondenza più ampi, in modo che la parola chiave partecipi a un numero maggiore di aste.
Domande frequenti sul punteggio di qualità
Il punteggio di qualità (Quality Score) è uno strumento di diagnostica con un valore da 1 a 10 che Google Ads mostra per ogni parola chiave. Si basa sulla percentuale di clic prevista, sulla pertinenza dell’annuncio e sull’esperienza sulla pagina di destinazione rispetto ad altri inserzionisti.
No. Il punteggio di qualità è uno strumento di diagnostica e non viene utilizzato nell’asta. Google, però, valuta nuovamente la qualità dell’annuncio e della pagina di destinazione in ogni asta: insieme all’offerta e ad altri fattori, questa qualità determina il ranking dell’annuncio.
Un trattino (“–”) significa che le ricerche che corrispondono esattamente alla vostra parola chiave sono troppo poche. In questo caso Google non può calcolare un valore.
Verificate quale delle tre componenti è classificata come “Sotto la media” o “Nella media”. Migliorate poi in modo mirato il testo dell’annuncio, la struttura dei vostri gruppi di annunci o la landing page.

