Il deep learning è una forma avanzata di ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co (machine learning, ML) che utilizza reti neurali mul­ti­li­vel­lo, mentre il machine learning tra­di­zio­na­le si avvale spesso di algoritmi più semplici, come alberi de­ci­sio­na­li o modelli lineari. La struttura più complessa delle reti neurali nel deep learning permette di ri­co­no­sce­re schemi più intricati all’interno di grandi volumi di dati.

Immagine: Grafico: deep learning vs machine learning
Machine learning vs deep learning: entrambi ap­par­ten­go­no all’in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le. Il deep learning può in­ten­der­si come una forma di ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co.

Sia l’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co che il deep learning fanno parte dell’ in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le. In de­fi­ni­ti­va, entrambi i metodi per­met­to­no ai computer di prendere decisioni in­tel­li­gen­ti. Tuttavia, il deep learning è un sot­toin­sie­me dell’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co, poiché si basa su tecniche di ap­pren­di­men­to non su­per­vi­sio­na­to.

In entrambi i casi, l’in­tel­li­gen­za si limita a specifici casi d’uso. Si parla di in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le debole in contrasto con l’in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le forte, che sarebbe in grado di prendere decisioni in­tel­li­gen­ti su un ampio spettro di ambiti e si­tua­zio­ni, proprio come un essere umano.

Deep learning e machine learning: quali sono le dif­fe­ren­ze?

Sto­ri­ca­men­te, l’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co è la tec­no­lo­gia più vecchia e semplice. Si basa su un algoritmo capace di adattare il sistema in risposta al feedback umano. Un requisito fon­da­men­ta­le per il suo utilizzo è la di­spo­ni­bi­li­tà di dati strut­tu­ra­ti. Il sistema viene ini­zial­men­te ali­men­ta­to con dati strut­tu­ra­ti e ca­te­go­riz­za­ti, per­met­ten­do­gli di ap­pren­de­re come or­ga­niz­za­re e ana­liz­za­re nuovi dati dello stesso tipo in maniera autonoma. In base alla ca­te­go­riz­za­zio­ne ricevuta, il sistema esegue attività pre­de­fi­ni­te. Ad esempio, ana­liz­zan­do una foto, può de­ter­mi­na­re se l’immagine raffigura un gatto o un cane e, a seconda del risultato, organizza au­to­ma­ti­ca­men­te i file spo­stan­do­li nella cartella ap­pro­pria­ta.

Dopo la fase iniziale di utilizzo, l’algoritmo viene ot­ti­miz­za­to grazie al feedback umano. Qui il sistema viene istruito riguardo agli errori di or­ga­niz­za­zio­ne e alle ca­te­go­riz­za­zio­ni corrette.

Nel deep learning non sono necessari dati strut­tu­ra­ti. Il sistema utilizza reti neurali mul­ti­stra­to che integrano diversi algoritmi, simulando in modo sem­pli­fi­ca­to il fun­zio­na­men­to del cervello umano. Così, il sistema riesce a gestire anche dati non strut­tu­ra­ti, ri­sul­tan­do par­ti­co­lar­men­te adatto per compiti complessi in cui non è possibile ca­te­go­riz­za­re im­me­dia­ta­men­te tutti gli aspetti degli oggetti.

Con questo metodo, il sistema definisce au­to­no­ma­men­te i propri criteri di va­lu­ta­zio­ne. Ogni strato analizza l’input in base a una ca­rat­te­ri­sti­ca specifica, uti­liz­zan­do queste in­for­ma­zio­ni per de­ter­mi­na­re come ca­te­go­riz­zar­lo.

Im­por­tan­te: nel deep learning il sistema sta­bi­li­sce au­to­no­ma­men­te i criteri per valutare i dati, senza bisogno di ca­te­go­riz­za­zio­ni pre­de­fi­ni­te. Non è ne­ces­sa­rio che uno svi­lup­pa­to­re o una svi­lup­pa­tri­ce addestri il sistema, poiché questo si adatta au­to­no­ma­men­te ai nuovi input, mo­di­fi­can­do le ca­te­go­riz­za­zio­ni esistenti o creando nuove categorie.

A dif­fe­ren­za dell’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co, che può fun­zio­na­re con una quantità di dati più limitata, il deep learning richiede una base di dati molto più ampia per poter operare. Per ottenere risultati af­fi­da­bi­li, il sistema necessita di una base dati superiore ai 100 milioni di dati.

Inoltre, la tec­no­lo­gia su cui si basa è più complessa da svi­lup­pa­re rispetto al machine learning. Richiede maggiore potenza di calcolo e risorse IT avanzate, ren­den­do­la net­ta­men­te più costosa.

AI Model Hub
La tua piat­ta­for­ma IA mul­ti­mo­da­le e sicura
  • Con­for­mi­tà al GDPR e hosting sicuro in Europa
  • Potenti modelli basati sul­l'in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le
  • Assenza di vendor lock-in grazie all'open source

Dif­fe­ren­ze fra il deep learning e l’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co

Ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co Deep learning
Formato dei dati Dati strut­tu­ra­ti Dati non strut­tu­ra­ti
Base di dati Base dati contenuta > 1 milione di punti dati
Ad­de­stra­men­to Ne­ces­sa­rio il feedback umano Sistema auto-ap­pren­den­te
Algoritmo Algoritmo mo­di­fi­ca­bi­le Rete neurale composta da algoritmi
Campo di ap­pli­ca­zio­ne Attività di routine semplici Compiti complessi

Diversi ambiti di impiego

L’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co può essere con­si­de­ra­to una tec­no­lo­gia che ha preceduto il deep learning. In effetti, tutti i compiti af­fron­ta­bi­li con il machine learning possono essere gestiti anche dal deep learning. Per questo motivo, non sarebbe stret­ta­men­te ne­ces­sa­rio mettere a confronto queste due tec­no­lo­gie.

Tuttavia, poiché il deep learning richiede molte più risorse, questo approccio può risultare inef­fi­cien­te in alcuni casi. Di con­se­guen­za, le due tec­no­lo­gie vengono chia­ra­men­te dif­fe­ren­zia­te e ciò che il machine learning può gestire viene affidato a questa tec­no­lo­gia.

Per le aziende, l’adozione di entrambe le tec­no­lo­gie offre un enorme vantaggio com­pe­ti­ti­vo, poiché né l’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co né il deep learning sono ancora con­si­de­ra­ti standard aziendali con­so­li­da­ti.

Ambi di impiego: deep learning e ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co

Nell’ambito dell’online marketing, le aziende impiegano spesso strumenti di analisi per il marketing basati sull’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co. Ana­liz­zan­do i dati esistenti, queste tec­no­lo­gie sono in grado di fornire pre­vi­sio­ni af­fi­da­bi­li su quali tipi di contenuti generano con­ver­sio­ni, quali contenuti attirano mag­gior­men­te l’interesse dei clienti e quali canali di marketing vengono prin­ci­pal­men­te con­si­de­ra­ti per l’acquisto.

Anche i chatbot per l’as­si­sten­za clienti possono basarsi sul machine learning. Suc­ces­si­va­men­te, si con­cen­tra­no sulle parole chiave presenti nelle ricerche dei clienti e possono guidarli in modo mirato verso le in­for­ma­zio­ni de­si­de­ra­te, uti­liz­zan­do domande spe­ci­fi­che o opzioni se­le­zio­na­bi­li. Tuttavia, i chatbot basati sul deep learning sono in grado di com­pren­de­re il lin­guag­gio naturale, senza essere vincolati a parole chiave spe­ci­fi­che per in­ter­pre­ta­re le richieste. Questo approccio consente un dialogo più fluido e naturale, offrendo soluzioni de­ci­sa­men­te più precise e per­so­na­liz­za­te.

Gli as­si­sten­ti vocali digitali come Siri, Alexa e Google si basano prin­ci­pal­men­te sulla sintesi vocale e il deep learning. Anche in contesto aziendale stanno emergendo i primi as­si­sten­ti vocali. Qui gli utenti possono, ad esempio, fare richieste in lin­guag­gio naturale per eseguire ordini, inviare e-mail, generare report o ef­fet­tua­re ricerche. I sistemi pre­ce­den­ti, basati sul machine learning, non erano in grado di com­pren­de­re le sfumature del lin­guag­gio, ren­den­do­li meno adatti.

Mentre nell’ambito della business in­tel­li­gen­ce l’ap­pren­di­men­to au­to­ma­ti­co può essere uti­liz­za­to per vi­sua­liz­za­re im­por­tan­ti dati aziendali e rendere com­pren­si­bi­li le pre­vi­sio­ni per chi prende le decisioni, con il deep learning nell’ambito dell’IA ge­ne­ra­ti­va è possibile creare grafici e immagini per­so­na­liz­za­te a partire da semplici prompt. Nell’ambito della creazione di contenuti sono utili approcci come i modelli lin­gui­sti­ci di grandi di­men­sio­ni o l’ela­bo­ra­zio­ne del lin­guag­gio naturale (NLP), basati su algoritmi di deep learning.

I software IA di IONOS
Scopri la potenza del­l'in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le
  • Siti web in tempo record
  • Soluzioni IA per il tuo business
  • Risparmio di tempo e risultati ec­cel­len­ti
Vai al menu prin­ci­pa­le