Con il comando Linux “chown” è possibile assegnare nuovi pro­prie­ta­ri e gruppi a file o cartelle. Il comando può essere per­so­na­liz­za­to con diverse opzioni.

Che cos‘è il comando chown di Linux?

Nor­mal­men­te, la persona che crea un file o una cartella rimane anche il pro­prie­ta­rio di questo file. Tuttavia, se questo deve essere cambiato o se si vuole cambiare il gruppo di un file o di una cartella, Linux offre lo strumento giusto con “chown”. Il comando chown deve il suo nome alle parole inglesi “CHange OWNer”, cioè “Cambia pro­prie­ta­rio”.

Con la maggior parte delle di­stri­bu­zio­ni Linux, come Debian o Ubuntu, il comando è standard.

Come funziona il comando chown?

Per impostare un nuovo pro­prie­ta­rio per un file o una cartella, il nuovo pro­prie­ta­rio viene spe­ci­fi­ca­to all’interno del comando. A questo scopo sono ammessi il nome della persona o il suo numero di iden­ti­fi­ca­zio­ne. Le in­for­ma­zio­ni per­ti­nen­ti a cui accede il comando chown sono me­mo­riz­za­te in /etc/passwd e /etc/group. L’ap­par­te­nen­za al gruppo può essere mo­di­fi­ca­ta anche suc­ces­si­va­men­te.

Qual è la sintassi di chown?

Il comando chown ha sempre la stessa sintassi di base. Si presenta come segue:

$ chown [Opzioni] [Proprietario] [:[Gruppo]] File
bash

Tuttavia, ci sono alcuni modi al­ter­na­ti­vi in cui il nome del nuovo pro­prie­ta­rio e del gruppo possono essere combinati. Il comando chown consente queste com­bi­na­zio­ni:

  • nome_pro­prie­ta­rio:nome_gruppo: questo sta­bi­li­sce il pro­prie­ta­rio o la pro­prie­ta­ria e il gruppo allo stesso tempo.
  • :nome_gruppo: viene mo­di­fi­ca­ta solo l’ap­par­te­nen­za al gruppo, mentre il pro­prie­ta­rio rimane invariato.
  • nome_pro­prie­ta­rio: solo il pro­prie­ta­rio viene stabilito ex novo.
  • nome_pro­prie­ta­rio:: il pro­prie­ta­rio è stato de­ter­mi­na­to di recente; il gruppo pre­de­fi­ni­to dell’utente at­tual­men­te connesso funge da gruppo.

Quali opzioni ha il comando chown di Linux?

Esistono varie opzioni con cui è possibile spe­ci­fi­ca­re ul­te­rior­men­te il comando. Queste sono le più im­por­tan­ti:

  • -c o –changes: questa opzione fa sì che vengano vi­sua­liz­za­ti solo i file il cui pro­prie­ta­rio è stato ef­fet­ti­va­men­te mo­di­fi­ca­to.
  • -f o –force: se uti­liz­za­te questa opzione, i messaggi di errore sui tentativi di modifica falliti vengono soppressi.
  • -R o –recursive: con questa opzione si assicura che anche tutte le sot­to­car­tel­le e le directory vengano mo­di­fi­ca­te quando viene eseguito il comando chown.
  • -v o –verbose: con questa opzione, potete vi­sua­liz­za­re esat­ta­men­te ciò che chown di Linux sta facendo al momento.

Esempi di chown di Linux

Per dare un’im­pres­sio­ne ancora migliore di come viene uti­liz­za­to esat­ta­men­te il comando chown di Linux, con­clu­de­re­mo mo­stran­do­vi alcuni esempi.

$ chown Mario file-esempio.txt
bash

Con questo comando chown di Linux, l’utente Mario diventa il nuovo pro­prie­ta­rio del file file-esempio.txt.

$ chown $USER file-esempio.txt
bash

In questo modo l’utente corrente diventa pro­prie­ta­rio del file file-esempio.txt.

$ chown -cR Mario:File /media/documenti
bash

L’utente Mario diventa pro­prie­ta­rio della directory /media/documenti e di tutte le sot­to­di­rec­to­ry associate. Inoltre, queste directory e le relative sot­to­car­tel­le vengono tra­sfe­ri­te al gruppo “File”.

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