Il comando Linux touch serve a mo­di­fi­ca­re ma­nual­men­te gli orari di modifica e di accesso, ma spesso viene uti­liz­za­to so­prat­tut­to per creare nuovi file. Le opzioni con­sen­to­no di spe­ci­fi­ca­re se si deve prendere in con­si­de­ra­zio­ne l’ora del sistema o una marca temporale per­so­na­liz­za­ta.

Cos’è il comando touch di Linux?

Il comando touch è usato su Linux per mo­di­fi­ca­re le marche di modifica e di accesso a singoli file o directory. Funziona in tutte le più comuni di­stri­bu­zio­ni Linux, come Debian o Ubuntu, ed è già pre­in­stal­la­to. Poiché crea au­to­ma­ti­ca­men­te un nuovo file se non esiste già, il comando viene spesso usato anche per creare nuovi file vuoti. Per la maggior parte degli utenti, questo scopo se­con­da­rio è pro­ba­bil­men­te molto più im­por­tan­te per il lavoro quo­ti­dia­no nella riga di comando.

Come funziona il comando touch?

L’uso prin­ci­pa­le di touch su Linux è quello di cambiare la marca temporale. Per farlo, si richiama il file cor­ri­spon­den­te con il comando e si inserisce l’ora de­si­de­ra­ta. Il sistema modifica quindi la marca temporale di con­se­guen­za. Se non viene inserita alcuna ora, il comando utilizza l’ora corrente del sistema. Se il file spe­ci­fi­ca­to non esiste, viene creato di­ret­ta­men­te, a meno che un’opzione non lo impedisca. Pertanto, il comando touch è pro­ba­bil­men­te il modo più semplice per creare nuovi file vuoti.

Qual è la sintassi del comando touch?

La sintassi del comando touch di Linux è la seguente:

$ touch [opzione] [file]
shell

Se il comando viene usato senza opzioni, cambia la marca temporale del file spe­ci­fi­ca­to con l’ora corrente del sistema o crea il file nuo­va­men­te. Se de­si­de­ra­te de­ter­mi­na­re l’ora au­to­no­ma­men­te, avete a di­spo­si­zio­ne diverse opzioni.

Quali sono le opzioni di touch su Linux?

Per il comando touch sono di­spo­ni­bi­li le seguenti opzioni:

  • -a: in questo modo si regola solo il tempo di accesso.
  • -c o –no-create: impedisce la creazione di un nuovo file.
  • -d o –date=STRING: utilizza la marca temporale spe­ci­fi­ca­ta invece dell’ora del sistema.
  • -m: in questo modo si regola solo il tempo di modifica.
  • -r o –reference=FILE: utilizza la marca temporale del file di ri­fe­ri­men­to spe­ci­fi­ca­to.
  • -t TIMESTAMP: con questa opzione uti­liz­za­te una marca temporale manuale, spe­ci­fi­ca­ta nel formato [YY]MMDDhhmm[.ss].

Esempi per il comando touch

Potete vedere come uti­liz­za­re touch su Linux in questi esempi pratici:

$ touch esempio.txt
shell

Questo comando fa sì che il file esistente esempio.txt venga fornito con la marca temporale corrente, oppure crea il file da capo.

$ touch -t 2301011536 esempio.txt
shell

Così cambiate la marca temporale del file esempio.txt in 01 gennaio 2023, 15:36.

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