Il fil­trag­gio DNS, noto anche come blocco DNS, è una misura di sicurezza che impedisce l’accesso a domini dannosi. I ri­so­lu­to­ri DNS uti­liz­za­no liste di blocco con IP ri­co­no­sciu­ti come dannosi o dubbi per impedire le vi­sua­liz­za­zio­ni fin dall’inizio. Il vantaggio: le aziende, in par­ti­co­la­re, possono colmare le falle di sicurezza grazie a un rigoroso controllo degli accessi.

Cos’è il fil­trag­gio DNS?

Il fil­trag­gio DNS è una misura di sicurezza proattiva che blocca l’accesso a domini dannosi, frau­do­len­ti o pe­ri­co­lo­si. Per filtrare i siti ri­co­no­sciu­ti quali dannosi, il Domain Name System (DNS) viene uti­liz­za­to insieme alle liste di blocco DNS su un server DNS. Le liste di blocco fun­zio­na­no insieme al ri­so­lu­to­re DNS, che nega l’accesso ai siti elencati. Se gli utenti di una rete tentano di accedere a domini pe­ri­co­lo­si o proibiti, con­sa­pe­vol­men­te o in­con­sa­pe­vol­men­te, il filtro DNS rifiuterà qualsiasi richiesta. A patto però che l’indirizzo IP di de­sti­na­zio­ne sia nella lista di blocco e venga con­se­guen­te­men­te ri­co­no­sciu­to.

Cos’è una lista di blocco DNS?

La lista di blocco è il com­po­nen­te più im­por­tan­te di un filtro DNS. Le liste DNS, re­go­lar­men­te ag­gior­na­te dalla comunità della sicurezza in­for­ma­ti­ca o generate in modo in­di­pen­den­te, fungono infatti da base per il filtro. Esistono anche filtri DNS che ag­gior­na­no au­to­ma­ti­ca­men­te le loro liste tramite la scansione dei siti web. Se viene rilevato un codice dannoso durante l’accesso a un sito web, il dominio o l’IP cor­ri­spon­den­te viene aggiunto alla lista. In questo senso, i filtri DNS fun­zio­na­no come un firewall o una blacklist per la ri­so­lu­zio­ne dei nomi di dominio.

In una lista di blocco, oltre ad alcuni indirizzi IP noti per via dei malware, si trovano anche domini che pre­sen­ta­no contenuti dubbiosi o vietati. Questo include siti con contenuti illegali e per adulti o siti che violano i diritti d’autore. Le aziende che uti­liz­za­no una lista di blocco DNS evitano in modo proattivo i danni, limitando l’accesso dalla rete aziendale. L’opposto delle liste di blocchi sono le liste di permessi, note anche come allow list o whitelist. In questo caso, sono con­sen­ti­te solo le richieste ai domini già elencati.

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I vantaggi offerti dal fil­trag­gio DNS

Sebbene i filtri DNS ga­ran­ti­sca­no una maggiore sicurezza anche per i privati, la loro funzione di pro­te­zio­ne mostra i suoi vantaggi so­prat­tut­to per le reti aziendali. Il fil­trag­gio DNS può offrire i seguenti vantaggi:

Vantaggio 1: di­fen­der­si dai malware

Con un filtro DNS che blocca i domini pe­ri­co­lo­si già noti o ad­di­rit­tu­ra analizza le pagine prima che vengano vi­sua­liz­za­te, potete chiudere ef­fi­ca­ce­men­te le falle di sicurezza. Così im­pe­di­re­te alle minacce in­for­ma­ti­che di entrare nella rete aziendale. Anche solo una e-mail reale che però, “grazie” all’in­ge­gne­ria sociale, contiene un link dannoso, è suf­fi­cien­te per infettare un intero sistema se una persona della vostra azienda apre il link. Un filtro DNS è in grado di impedire che ciò avvenga, of­fren­do­vi una buona pro­te­zio­ne da ran­som­ware, spyware e scareware e da possibili attacchi in­for­ma­ti­ci.

Vantaggio 2: prevenire il phishing

Il phishing mira a ottenere in­for­ma­zio­ni sensibili come dati di login o di pagamento. Ciò avviene so­li­ta­men­te tramite siti web falsi, modellati sulla base di siti af­fi­da­bi­li. Le e-mail di phishing di solito con­ten­go­no un link che conduce a una pagina di login frau­do­len­ta. Quando i di­pen­den­ti di un’azienda ricevono un’e-mail di phishing e accedono al link, invece di ef­fet­tua­re un’effettiva re­gi­stra­zio­ne, for­ni­sco­no dei dati che in seguito verranno rubati. Sebbene i gestori dei siti di phishing creino re­go­lar­men­te nuovi domini in tempi brevi, un filtro DNS può comunque offrire una maggiore sicurezza. I siti di phishing noti non saranno ac­ces­si­bi­li, se fanno parte di questa lista.

Tuttavia, le liste di blocco non valgono tanto quanto il com­por­ta­men­to re­spon­sa­bi­le degli utenti. La com­pe­ten­za digitale comprende anche la capacità di ri­co­no­sce­re i tentativi di phishing o ri­co­no­sce­re i malware negli allegati sospetti.

Vantaggio 3: evitare il DNS spoofing

Par­ti­co­lar­men­te insidiosa è la ma­ni­po­la­zio­ne della ri­so­lu­zio­ne dei nomi DNS, co­no­sciu­ta anche come DNS spoofing. In questo caso, il dominio collegato a un dominio viene fal­si­fi­ca­to dagli ag­gres­so­ri. Se le persone accedono al dominio, vengono rein­di­riz­za­te al server sbagliato, anche se il browser vi­sua­liz­za il dominio corretto. Il DNS spoofing è spesso alla base del phishing e del pharming, uti­liz­za­to per carpire dati sensibili. I ri­so­lu­to­ri DNS pubblici af­fi­da­bi­li che offrono misure complete di pro­te­zio­ne dei dati e funzioni di sicurezza come il fil­trag­gio DNS possono aiutarvi a di­fen­der­vi dallo spoofing DNS.

Vantaggio 4: pro­teg­ge­re le reti aziendali

Chiunque utilizzi un ri­so­lu­to­re DNS con una lista di blocco può contare su un server DNS re­la­ti­va­men­te sicuro. Il fil­trag­gio DNS rap­pre­sen­ta quindi un elemento im­por­tan­te per la pro­te­zio­ne delle reti private o aziendali. Poiché il filtro DNS da solo non fornisce una pro­te­zio­ne a tutto tondo, questa misura di sicurezza è con­si­glia­ta come com­ple­men­to ad altre misure, quali l’utilizzo di password sicure, il backup dei dati, l’SSH e un accesso sicuro al cloud.

Come funziona il fil­trag­gio DNS?

Il fun­zio­na­men­to del fil­trag­gio DNS è tanto semplice quanto efficace: le richieste di dominio per i siti web passano at­tra­ver­so un ri­so­lu­to­re DNS, che trova l’IP associato tramite la ri­so­lu­zio­ne dei nomi DNS. Se il ri­so­lu­to­re DNS utilizza una lista di blocco, la richiesta viene in­nan­zi­tut­to con­fron­ta­ta con tale elenco. Se l’IP cercato è presente nell’elenco, il ri­so­lu­to­re DNS in­ter­rom­pe la ri­so­lu­zio­ne del nome.

Durante il fil­trag­gio, l’in­se­ri­men­to nella lista può essere ef­fet­tua­to sia per dominio che per IP. Se un dominio è presente nella lista, il ri­so­lu­to­re DNS impedisce già il tentativo di ri­so­lu­zio­ne del nome. Se l’in­se­ri­men­to avviene in base all’IP, il ri­so­lu­to­re DNS tenta in­nan­zi­tut­to di risolvere il nome del dominio. Se il dominio ap­par­tie­ne a un IP della lista, la richiesta viene in­ter­rot­ta.

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