Con­ca­te­na­re i dischi rigidi in un RAID comporta vantaggi e svantaggi diversi in base al livello RAID scelto, motivo per cui risulta im­pos­si­bi­le rias­su­mer­li in modo generico. Infatti, le proprietà del sistema dipendono prin­ci­pal­men­te dal livello RAID scelto. Questi standard in parte molto diversi tra loro de­fi­ni­sco­no il numero di dischi minimi necessari, il modo in cui vengono con­ca­te­na­ti e quale pro­ce­di­men­to uti­liz­za­re per l’ar­chi­via­zio­ne dei file.

De­fi­ni­zio­ne

Un RAID (Redundant Array of In­de­pen­dent Disks) è una con­ca­te­na­zio­ne di almeno due di­spo­si­ti­vi di ar­chi­via­zio­ne in un’unica grande unità logica. La funzione concreta dipende dalla con­fi­gu­ra­zio­ne dei dischi rigidi, definita in livelli.

In questo articolo spie­ghia­mo in che cosa si dif­fe­ren­zia­no i livelli RAID e quali effetti possono avere. Inoltre, con­fron­tia­mo tra loro i livelli RAID in termini di costo, sicurezza contro eventuali guasti e pre­sta­zio­ni.

Livelli RAID a confronto: le prin­ci­pa­li dif­fe­ren­ze

I livelli RAID, come RAID 5 o RAID 6, de­fi­ni­sco­no due diversi sistemi per con­ca­te­na­re i dischi rigidi in un’unica unità logica. Quando venne pre­sen­ta­ta per la prima volta la tecnica RAID nel 1988, il risparmio economico che era possibile ottenere con la con­ca­te­na­zio­ne degli hard disk rap­pre­sen­ta­va l’aspetto centrale. Oggi la riduzione dei costi gioca un ruolo del tutto marginale dei vantaggi offerti dai vari livelli.

Le ca­rat­te­ri­sti­che oggi decisive nel dif­fe­ren­zia­re i livelli RAID sono le seguenti:

  • Pro­te­zio­ne contro guasti
  • Velocità di lettura (output rate)
  • Velocità di scrittura (input rate)
  • Fruizione della capacità di ar­chi­via­zio­ne di­spo­ni­bi­le
  • Numero minimo di dischi rigidi necessari
N.B.

Spesso si crede er­ro­nea­men­te che i singoli livelli si co­strui­sca­no l’uno sull’altro. Tuttavia, esistono com­bi­na­zio­ni di due livelli dif­fe­ren­te, come, ad esempio, il RAID 10 che unisce due livelli base: il RAID 1 e il RAID 0.

Da cosa dipendono le diverse ca­rat­te­ri­sti­che dei livelli RAID?

L’obiettivo primario dei RAID è aumentare la sicurezza dei dati ar­chi­via­ti com­pen­san­do eventuali guasti ai dischi rigidi e impedendo la perdita dei dati. Per riuscirci, i singoli livelli RAID uti­liz­za­no diverse tecniche utili ad ar­chi­via­re i dati in modo ri­don­dan­te. Il pro­ce­di­men­to classico è il ri­spec­chia­men­to (mirroring) dei dati: tutte le in­for­ma­zio­ni vengono ar­chi­via­te in duplice versione all’interno del sistema. In al­ter­na­ti­va, i livelli RAID puntano alle in­for­ma­zio­ni di parità, che vengono ar­chi­via­te sui di­spo­si­ti­vi con­ca­te­na­ti assieme ai dati utente e che servono a permette il ri­pri­sti­no facile e veloce dei dati nel caso in cui un disco rigido si guasti.

N.B.

Un RAID non so­sti­tui­sce i

backup

: i sistemi di ar­chi­via­zio­ne RAID non servono all’ar­chi­via­zio­ne spa­zial­men­te e tem­po­ral­men­te separata dei dati.

Per aumentare le pre­sta­zio­ni, molti livelli RAID ricorrono al co­sid­det­to processo di striping (dall’inglese stripes, che significa “strisce”): i dati ar­chi­via­ti vengono suddivisi in strisce e ripartiti in uguale misura fra tutti i dischi rigidi con­ca­te­na­ti. Questo permette di ot­ti­miz­za­re la velocità di scrittura e di lettura. L’effettivo mi­glio­ra­men­to dipende dal processo di ri­don­dan­za adottato.

Se pa­ra­go­na­ti al singolo disco rigido, molti livelli RAID offrono una pro­te­zio­ne dai guasti più elevata e migliori pre­sta­zio­ni. Tuttavia, la regola generale in questo caso è: più la con­ca­te­na­zio­ne di hard disk è protetta contro guasti e mal­fun­zio­na­men­ti, minore è l’aumento delle pre­sta­zio­ni.

Anche la capacità di ar­chi­via­zio­ne massima di­spo­ni­bi­le dipende prin­ci­pal­men­te dal metodo uti­liz­za­to per generare la ri­don­dan­za. I livelli RAID che puntano sul ri­spec­chia­men­to dei dati devono ri­nun­cia­no ine­vi­ta­bil­men­te al 50 % del volume d’ar­chi­via­zio­ne di­spo­ni­bi­le. Nei sistemi RAID basati sulla parità la par­ti­zio­ne riservata ai dati utente aumenta con l’aumentare del numero dei dischi rigidi.

I livelli RAID più im­por­tan­ti a confronto in una tabella

Il rapporto tra pro­te­zio­ne dai guasti, per­for­man­ce, volume di ar­chi­via­zio­ne e il fattore dei costi varia si­gni­fi­ca­ti­va­men­te da livello RAID a livello RAID. Alcuni modelli come RAID 0 e RAID 1 puntano su un solo aspetto: mentre RAID 0 serve ad aumentare il tasso di tra­smis­sio­ne dati in fase di lettura e scrittura, un sistema RAID 1 punta talmente tanto sulla doppia ar­chi­via­zio­ne dei file che è possibile ottenere solamente un mi­glio­ra­men­to minimo della velocità di lettura (ammesso tra l’altro che si disponga del giusto con­trol­ler RAID).

Nella seguente tabella vi pre­sen­tia­mo tutti i livelli RAID più comuni allo scopo di il­lu­stra­re le loro pe­cu­lia­ri­tà, punti di forza e di debolezza in un confronto diretto.

RAID 0 RAID 1 RAID 5 RAID 6 RAID 10 (1+0)
Numero minimo di dischi rigidi 2 2 3 4 4
Processi adottati Striping Ri­spec­chia­men­to (Mirroring) Striping e parità Striping e parità doppia Striping dei dati ri­spec­chia­ti
Pro­te­zio­ne dai guasti Bassa Molto elevata, in grado di far fronte al crash di uno dei supporti Media; in grado di far fronte al crash di uno dei supporti Elevata; in grado di far fronte al crash di due dei supporti Molto elevata; in grado di far fronte al crash di uno dei supporti per ogni sotto-array
Capacità di ar­chi­via­zio­ne di­spo­ni­bi­le per i dati utente 100 % 50 % 67 % (aumenta con ogni supporto ag­giun­ti­vo) 50 % (aumenta con ogni supporto ag­giun­ti­vo) 50 %
Velocità di scrittura Molto elevata Bassa Media Bassa Media
Velocità di lettura Molto elevata Media Elevata Elevata Molto elevata
Fattore costi Basso Molto elevato Medio Elevato Molto elevato

Per quale impiego sono adatti i vari livelli RAID?

Le varie ca­rat­te­ri­sti­che dei livelli RAID pre­sen­ta­ti li rendono adatti a diversi scenari di impiego. In quanto unico livello senza ri­don­dan­za, il RAID 0 è as­so­lu­ta­men­te da escludere per l’ar­chi­via­zio­ne di danti sensibili. Un sistema di questo tipo rap­pre­sen­ta prin­ci­pal­men­te un’al­ter­na­ti­va alle SSD per ap­pli­ca­zio­ni non critiche come i software di montaggio video o ela­bo­ra­zio­ne immagini.

Come è spesso il caso per le con­ca­te­na­zio­ni RAID, i livelli RAID 1 e 10, par­ti­co­lar­men­te costosi, risultano poco adatti all’ar­chi­via­zio­ne di enormi quantità di dati. La pro­te­zio­ne che offrono contro i mal­fun­zio­na­men­ti permette tuttavia il loro impiego con dati sensibili. Entrambi questi modelli danno il meglio di sé laddove viene richiesto un elevato tasso di tra­smis­sio­ne dati. Scenari di impiego tipici sono i file server e web server per il RAID 1 e database server e ap­pli­ca­tion server per il RAID 10.

Anche i livelli RAID 5 e RAID 6 che uti­liz­za­no la parità sono par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­ti per l’ar­chi­via­zio­ne di file di di­men­sio­ni contenute, in quanto la velocità di scrittura risulta com­pa­ra­bil­men­te ridotta. I database server e i tran­sac­tion server rientrano tra i prin­ci­pa­li impieghi.

Quale soluzione di ar­chi­via­zio­ne al­ter­na­ti­va esiste?

I sistemi RAID sono stati per molti anni il non plus ultra per ar­chi­via­re dati al riparo da mal­fun­zio­na­men­ti godendo di pre­sta­zio­ni elevate. Col passare del tempo sono state però svi­lup­pa­te diverse tecniche al­ter­na­ti­ve di cui facciamo menzione qui di seguito.

Multi-Copy Mirroring (MCM)

Il multi-copy mirroring rap­pre­sen­ta una pratica al­ter­na­ti­va al RAID che crea diverse copie identiche dei dati, esat­ta­men­te come avviene con il ri­spec­chia­men­to dal livello RAID 1. Di­ver­sa­men­te da un sistema RAID, le copie sono con­ser­va­te da diversi host in rete e lo stato dei dati viene ve­ri­fi­ca­to in maniera continua grazie a un apposito metodo.

Se il mec­ca­ni­smo di ri­pri­sti­no si imbatte in dati dan­neg­gia­ti o non rag­giun­gi­bi­li, questi vengono im­me­dia­ta­men­te riparati grazie a una copia. Il numero delle copie viene stabilito dall’utente. Ogni copia occupa lo stesso spazio di ar­chi­via­zio­ne dell’originale, il che può rendere il MCM una soluzione costosa.

Erasure Codes (EC)

Gli Erasure Codes si basano su algoritmi che servono a sud­di­vi­de­re i dati in porzioni o blocchi, esat­ta­men­te come avviene con i processi di striping tipici dei livelli RAID 0 e 5. Le singole porzioni di dati possono poi essere suddivise co­mo­da­men­te tra più di­spo­si­ti­vi. Anche gli Erasure Codes di­spon­go­no di un mec­ca­ni­smo di verifica che assicura la leg­gi­bi­li­tà e l’ac­ces­si­bi­li­tà dei dati.

Lo spazio di ar­chi­via­zio­ne ag­giun­ti­vo di cui ha bisogno questa al­ter­na­ti­va al RAID si aggira attorno al 33 %, ren­den­do­la una delle soluzioni più eco­no­mi­ca­men­te con­ve­nien­ti per la messa in sicurezza dei file. Gli Erasure Codes risultano par­ti­co­lar­men­te adatti per grandi set di dati grazie alla ef­fi­cien­te sud­di­vi­sio­ne in blocchi.

Cloud Backup

In questo articolo abbiamo già bre­ve­men­te accennato al fatto che un sistema RAID non deve essere intenso in nessun caso come al­ter­na­ti­va a un backup, ma è vero anche il contrario. Un backup non può essere con­si­de­ra­to una soluzione so­sti­tu­ti­va a un RAID. I backup su cloud servono esclu­si­va­men­te ad ar­chi­via­re i dati in un luogo separato.

I backup non hanno nulla a che vedere con l’aumento della pro­te­zio­ne dai guasti o il mi­glio­ra­men­to della velocità di lettura e scrittura. Ma a chi non interessa ot­ti­miz­za­re le pre­sta­zio­ni del proprio hardware, il backup su cloud rap­pre­sen­ta la soluzione ideale per ar­chi­via­re i propri dati al sicuro.

N.B.

Il Cloud Backup di IONOS codifica e mette al sicuro i dati della vostra in­fra­strut­tu­ra IT, del vostro smart­pho­ne o del vostro PC all’interno del proprio data center.

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