I web designer, gli svi­lup­pa­to­ri di software e tutti coloro che stanno studiando per diventare tali, si im­bat­te­ran­no prima o poi nell’espres­sio­ne “in­ter­fac­cia grafica”. Anche le relative ab­bre­via­zio­ni come UI, TUI (Text User Interface) e GUI (Graphical User Interface) sono spesso motivo di per­ples­si­tà. Eppure proprio l’ultima è al giorno d’oggi di fon­da­men­ta­le im­por­tan­za per una buona user ex­pe­rien­ce, che sia su un sito web o uti­liz­zan­do un software. Molti non addetti ai lavori si chiedono cosa sia esat­ta­men­te l’in­ter­fac­cia grafica. E per quale motivo l’in­ter­fac­cia grafica è così im­por­tan­te per il successo di un sito web? La nostra guida contiene le in­for­ma­zio­ni es­sen­zia­li per pro­get­ta­re un buon design dell’in­ter­fac­cia utente e offre de­lu­ci­da­zio­ni su cosa si­gni­fi­chi nella pratica il termine “UI”.

Cos’è una “UI”?

Una “User Interface” o bre­ve­men­te UI, in italiano: “in­ter­fac­cia utente”, denomina quella piat­ta­for­ma at­tra­ver­so la quale l’utente in­te­ra­gi­sce con le macchine. Si tratta infatti dell’in­ter­fac­cia che vi permette di uti­liz­za­re un computer, ef­fet­tua­re un ordine su un negozio online oppure di uti­liz­za­re un’app sul vostro smart­pho­ne. L’in­ter­fac­cia utente comprende tutti gli strumenti di una su­per­fi­cie che l’utente vede e tramite i quali effettua azioni, che sia dalle semplici righe di comando basate su testo alle strutture com­pli­ca­te delle in­ter­fac­ce grafiche. Al contempo l’UI fa anche sì che la macchina invii un feedback all’utente di modo che quest’ultimo possa avere la conferma che la sua azione sia stata ef­fet­tua­ta con successo.

L’in­ter­fac­cia utente è stret­ta­men­te legata all’usabilità degli strumenti di un software o di un sito web. Da tempo ormai non si tratta più esclu­si­va­men­te di rea­liz­za­re un’in­ter­fac­cia che sia pret­ta­men­te fun­zio­na­le: ora anche gli aspetti estetici sono sempre più im­por­tan­ti. E al­tret­tan­to fon­da­men­ta­le è la UI per as­si­cu­ra­re una buona user ex­pe­rien­ce, ossia l’intera espe­rien­za che un utente raccoglie visitando un sito web o uti­liz­zan­do un software. L’obiettivo di ogni web designer è quindi quello di gettare le fon­da­men­ta per una buona user ex­pe­rien­ce rea­liz­zan­do una UI intuitiva. Di norma ciò funziona al meglio tramite un’in­ter­fac­cia grafica, ma anche altre tipologie in­no­va­ti­ve di UI lavorano per al­leg­ge­ri­re sempre più l’in­te­ra­zio­ne con i computer e gli altri di­spo­si­ti­vi.

Quali tipologie di UI esistono?

Da quando è stato inventato il computer sono stati svi­lup­pa­ti metodi sempre più evoluti per per­met­te­re l’in­te­ra­zio­ne tra essere umano e macchina. Infatti ad oggi esistono diversi tipi di in­ter­fac­cia utente. Al principio di questa evo­lu­zio­ne c’erano i semplici Command Line In­ter­fa­ces (CLI), ma numerose in­no­va­zio­ni tecniche hanno in seguito portato a un’usabilità più immediata e diretta, per cui da tempo si è co­min­cia­to ad usare anche le Natural User In­ter­fa­ces (NUI). Esiste persino l’utilizzo di di­spo­si­ti­vi per la mi­su­ra­zio­ne delle attività celebrali (o meglio: EEG, ovvero “elet­troen­ce­fa­lo­gram­ma”), che sono sempre più oggetto di ricerche. A seguire in­tro­dur­re­mo le UI che spiccano, rias­su­men­do­ne le pe­cu­lia­ri­tà prin­ci­pa­li.

Command Line In­ter­fa­ces (CLI)

Ini­zial­men­te le in­ter­fac­ce utente erano vuote e spoglie. Sul primo computer, infatti, com­pa­ri­va­no esclu­si­va­men­te una riga di comando e un prompt sullo schermo nero, i quali in­di­ca­va­no la posizione o la richiesta d’in­se­ri­men­to. Si trattava del primo sistema operativo com­mer­cia­le della Microsoft Cor­po­ra­tion, l’MS-DOS. Digitando un comando si co­mu­ni­ca­va con il computer grazie a una Command Line Interface: questa in­ter­fac­cia mostrava il risultato dopo l’avvenuta ela­bo­ra­zio­ne della richiesta, na­tu­ral­men­te sempre sotto forma di testo.

Questa forma di in­ter­fac­cia utente è ormai con­si­de­ra­ta obsoleta, ma viene ancora uti­liz­za­ta ad esempio nei sistemi operativi cmd.exe di Windows, no­no­stan­te la sintassi si orienti ancora in larga misura all’antenato di DOS. L’utilizzo del computer tramite CLI avviene esclu­si­va­men­te per mezzo di una tastiera, per cui non si usa il mouse.

Text User Interface (TUI)

Più pratici nell’utilizzo sono le Text User Interface. Anche qui l’in­te­ra­zio­ne con il computer passa solamente at­tra­ver­so la tastiera. La TUI evidenzia il passaggio da pura Command Line Interface a in­ter­fac­cia utente grafica: il termine si è infatti affermato suc­ces­si­va­men­te, dopo lo sviluppo delle in­ter­fac­ce grafiche, così da di­stin­gue­re le Text User Interface dalle CLI e da quelle grafiche. Il termine è quindi un retronimo.

La dif­fe­ren­za rispetto alle CLI consiste nel fatto che l’in­ter­fac­cia utilizza lo schermo in maniera piatta e non orientata alle righe. Tuttavia, come già sug­ge­ri­sce il nome, l’in­ter­fac­cia viene uti­liz­za­ta in modalità testuale. I pro­gram­ma­to­ri hanno a di­spo­si­zio­ne 256 caratteri dedicati a questo. Le TUI vengono uti­liz­za­te ancora oggi, ad esempio per quanto riguarda i boo­tloa­der e i programmi di setup del BIOS.

Graphical User In­ter­fa­ces (GUI)

Og­gi­gior­no le in­ter­fac­ce grafiche sono lo standard. Il software è uti­liz­za­bi­le at­tra­ver­so elementi di comando e simboli, ispirati nella forma a oggetti del mondo reale. Gli utenti so­li­ta­men­te uti­liz­za­no il mouse e la tastiera come strumenti di controllo, ma sempre più spesso si servono anche di sensori per touch screen in grado di reagire al contatto. Assieme all’in­ter­fac­cia grafica fanno il loro ingresso nel mondo digitale anche le icone, proprio come le singole finestre e il cestino. Con il mouse, ovvero toccando il touch screen, gli elementi de­si­de­ra­ti vengono se­le­zio­na­ti e aperti con un semplice click.

Il design grafico si orienta al tra­di­zio­na­le ambiente da ufficio analogico. La con­se­guen­za è che tutti gli elementi sono fa­cil­men­te iden­ti­fi­ca­bi­li per cui le ope­ra­zio­ni si eseguono in maniera più intuitiva rispetto alla lista dei comandi delle Command Line Interface. Persino gli utenti inesperti riescono im­me­dia­ta­men­te a capire le funzioni delle icone: né il cestino per i file da eliminare, tantomeno il simbolo della busta delle lettere per indicare il programma di posta elet­tro­ni­ca ne­ces­si­ta­no di spie­ga­zio­ni ag­giun­ti­ve per essere compresi. Nel frattempo questa forma di sim­bo­li­smo è diventata lo standard per le UI proprio come le stesse GUI. Infatti non esiste un programma di grafica le cui icone degli strumenti non rimandino a oggetti del mondo reale: per cui fra le altre cose si ritrovano il pennello, la penna o la gomma da can­cel­la­re.

Voice User Interface (VUI)

No­no­stan­te le in­ter­fac­ce grafiche vengano uti­liz­za­te pra­ti­ca­men­te in ogni ambito, l’evo­lu­zio­ne delle UI con le GUI è ancora lontana dal trovare una fine: con la Voice User Interface l’in­te­ra­zio­ne con le macchine è possibile anche tramite il controllo vocale. Nel frattempo ormai qualsiasi sistema operativo attuale offre un’in­ter­fac­cia utente di questo tipo: Apple ha Siri, Microsoft attrezza le versioni attuali di Windows con Cortana e, premesso che sia presente il giusto hardware, anche la ricerca di Google funziona per mezzo di in­se­ri­men­ti vocali. Siccome le ap­pli­ca­zio­ni possono essere aperte con un richiamo vocale e il testo viene digitato au­to­ma­ti­ca­men­te dettando le parole, gli utenti riescono a lavorare in maniera più efficace. Un ulteriore vantaggio: il controllo vocale assicura sempre più una maggiore ac­ces­si­bi­li­tà.

Natural User Interface (NUI)

La co­mu­ni­ca­zio­ne con la macchina procede in maniera par­ti­co­lar­men­te intuitiva at­tra­ver­so una Natural User Interface. La NUI può essere con­si­de­ra­ta un passo suc­ces­si­vo nell’evo­lu­zio­ne dell’in­ter­fac­cia grafica e della Voice User Interface: l’in­ter­fac­cia di comando in­te­rat­ti­va reagisce sia ai gesti sia ai movimenti e al lin­guag­gio. In più ha la capacità di ri­co­no­sce­re i volti e gli oggetti. I diversi sensori, le camere e i microfoni per­met­to­no la co­mu­ni­ca­zio­ne con la macchina nei modi più dif­fe­ren­ti. Non solo molti smart­pho­ne e tablet attuali sfruttano sempre più le tec­no­lo­gie NUI, ma anche la console Wii della Nintendo ha deciso di mettere a frutto in maniera giocosa il ri­co­no­sci­men­to dei gesti, dei volti e quello vocale.

Una pre­sen­ta­zio­ne di un progetto di Microsoft ha attirato l’at­ten­zio­ne nel 2011: è stata svi­lup­pa­ta una tec­no­lo­gia con il nome di OmniTouch che proietta la funzione touch screen su qualsiasi su­per­fi­cie im­ma­gi­na­bi­le. OmniTouch si basa sul sistema di motion control Kinect di Microsoft, il quale è stato in­tro­dot­to sul mercato per la console Xbox 360 in risposta al con­cor­ren­te Nintendo Wii. Oltre a ciò entrano in azione anche un pro­iet­to­re laser e una vi­deo­ca­me­ra speciale. Questa speciale forma di Natural User Interface viene svi­lup­pa­ta anche per l’utilizzo su di­spo­si­ti­vo mobile e in questo caso l’hardware si porta sulla spalla.

Altre tipologie di UI

Oltre a queste forme di UI di uso quo­ti­dia­no, esistono anche alcune tipologie e in­no­va­zio­ni per così dire esotiche, che non hanno ancora raggiunto il mercato di massa: come ad esempio la Tangible User Interface, anch’essa ab­bre­via­ta in TUI, la Per­cep­tual User Interface (PUI) e la Brain Computer Interface (BCI).

  • Le Tangible User Interface (TUI) sono in­ter­fac­ce utente oggetto, quindi tangibili. Ciò significa che l’in­te­ra­zio­ne con la macchina avviene tramite oggetti fisici: che siano dadi, palline o altri oggetti ma­ni­po­la­bi­li dalle persone (ad esempio rigirati o schiac­cia­ti), grazie ai quali vengono eseguiti i mec­ca­ni­smi oppure vengono richieste le in­for­ma­zio­ni digitali. Le Tangible User Interface vengono spesso uti­liz­za­te nei musei e alle fiere.
  • Lo sviluppo di Per­cep­tual User Interface (PUI) si trova ancora a uno stadio em­brio­na­le, ma la ricerca prosegue. Si tratta di un’in­ter­fac­cia utente con­trol­la­ta dalla per­ce­zio­ne, ovvero una con­nes­sio­ne tra VUI, GUI e un ri­co­no­sci­men­to elet­tro­ni­co dei gesti.
  • Anche la Brain Computer Interface (BCI) non è più fan­ta­scien­za: con l’aiuto di elettrodi i flussi celebrali vengono misurati e tradotti in comandi dagli algoritmi. I ri­cer­ca­to­ri hanno potuto già celebrare i primi successi: negli Stati Uniti una paziente pa­ra­liz­za­ta è riuscita a manovrare un braccio robotico con il pensiero. Come tale le BCI prima o poi po­treb­be­ro ri­vo­lu­zio­na­re l’utilizzo senza barriere dei computer o di altre macchine.

Cosa con­trad­di­stin­gue delle valide User Interface?

Ogni web designer o svi­lup­pa­to­re di software dovrebbe af­fron­ta­re ap­pro­fon­di­ta­men­te il tema delle UI: perché se intendete con­vin­ce­re gli utenti con la vostra app o i vi­si­ta­to­ri del vostro sito web o ancora avere successo con il vostro negozio online, dovete chiedervi come strut­tu­ra­re l’utilizzo del vostro prodotto nella maniera più intuitiva e semplice possibile. Per questo motivo è in­nan­zi­tut­to in­di­spen­sa­bi­le in­di­vi­dua­re con pre­ci­sio­ne il proprio target. Il design delle UI dovrebbe essere per­so­na­liz­za­to in base al target. Di norma per prima cosa dovete con­cen­trar­vi sull’in­ter­fac­cia grafica; la fun­zio­na­li­tà, la praticità d’uso e l’estetica sono criteri decisivi per una buona user ex­pe­rien­ce. Pro­get­tan­do la vostra in­ter­fac­cia grafica, non dovete mai perdere d’occhio il fattore dell’usabilità: se un’app è difficile da uti­liz­za­re, nemmeno un design ac­cat­ti­van­te basterà a con­vin­ce­re l’utente con la vostra offerta. Per ot­ti­miz­za­re il sito web o l’app nor­mal­men­te è in­di­spen­sa­bi­le ef­fet­tua­re test det­ta­glia­ti. Gli studi con gli utenti possono fornire risultati al­tret­tan­to utili come le mi­su­ra­zio­ni tecniche grazie all’analisi per mezzo di una heatmap. Così facendo viene vi­sua­liz­za­ta l’usabilità: il com­por­ta­men­to dell’utente viene ri­co­strui­to per mezzo del trac­cia­men­to dei click, dello scrolling, del movimento del mouse o degli occhi e suc­ces­si­va­men­te reso con gra­da­zio­ni cro­ma­ti­che. Solo nel secondo passaggio si arriva all’estetica. Qui regna il motto: “less is more”. Il design deve sup­por­ta­re la fun­zio­na­li­tà dell’in­ter­fac­cia grafica. Di con­se­guen­za la struttura deve quindi essere chiara e ben or­ga­niz­za­ta. Ciò non significa che i designer non si possano sbiz­zar­ri­re: l’im­por­tan­te è conoscere le abitudini d’utilizzo del target, senza limitare la fun­zio­na­li­tà con il design.

Perché le UI intuitive sono così es­sen­zia­li per il web design e lo sviluppo dei software?

Ma per quale motivo le UI intuitive sono con­si­de­ra­te così im­por­tan­ti? Proviamo a chiarirlo ser­ven­do­ci di un esempio: il simbolo di una farfalla può essere bello e con una certa pro­ba­bi­li­tà piacerà anche a un target o a un altro. Ma se viene uti­liz­za­to come icona del tasto “Salva”, l’im­me­dia­tez­za del programma dovrà pagare le con­se­guen­ze del design, visto che pra­ti­ca­men­te nessuno associa una farfalla al processo di me­mo­riz­za­zio­ne. Invece la scelta di un dischetto come icona verrà im­me­dia­ta­men­te compresa: perché anche se il mezzo di per sé raf­fi­gu­ra­to è ormai obsoleto, verrà comunque sempre usato come simbolo per il processo di me­mo­riz­za­zio­ne.

Gli utenti si aspettano di vedere questo simbolo e lo cercano quasi istin­ti­va­men­te, come succede anche per altre icone standard. Di con­se­guen­za per pia­ni­fi­ca­re una buona user ex­pe­rien­ce e un’in­ter­fac­cia grafica com­pren­si­bi­le in maniera intuitiva, an­dreb­be­ro tenute in con­si­de­ra­zio­ne le con­ven­zio­ni sim­bo­li­che in uso.

L’esempio riportato dimostra che da web designer o da svi­lup­pa­to­re di software bisogna sempre trovare l’equi­li­brio tra estetica e fun­zio­na­li­tà per avere successo con un prodotto. L’ot­ti­miz­za­zio­ne della UI è fon­da­men­ta­le per garantire sempre all’utente la migliore espe­rien­za possibile. Infine, a seconda dell’orien­ta­men­to del sito web o del software, ciò porta a più con­ver­sio­ni, rac­co­man­da­zio­ni e a una com­mer­cia­liz­za­zio­ne del prodotto virale, quindi sup­por­ta­ta dal cliente.

Oltre alla GUI vale la pena anche di integrare ulteriori in­ter­fac­ce utente: se ad esempio è possibile uti­liz­za­re il controllo vocale con un’app o se un notebook funziona anche con il touch screen, il risultato sarà una maggiore ac­ces­si­bi­li­tà e porterà a una migliore user ex­pe­rien­ce. In questo modo gli utenti hanno una varietà di pos­si­bi­li­tà più ampia di uti­liz­za­re il prodotto. Ciò fa sì che ci sia più fles­si­bi­li­tà e che il raggio d’azione dell’app e del prodotto aumenti.

Quale ruolo gioca l’in­ter­fac­cia grafica nell’ambito della SEO?

Una valida in­ter­fac­cia grafica ha un effetto positivo anche sull’ot­ti­miz­za­zio­ne per i motori di ricerca (SEO). Se gli utenti riu­sci­ran­no ad orien­tar­si senza problemi, navigando sul vostro sito web, allora si tro­ve­ran­no bene e pas­se­ran­no vo­len­tie­ri il tempo a esplo­rar­lo: un fattore es­sen­zia­le, visto che i motori di ricerca nel frattempo ri­co­no­sco­no anche grazie al tempo di per­ma­nen­za quanto è rilevante una pagina web per la ri­spet­ti­va richiesta di ricerca inserita. Per questo motivo quando state pro­get­tan­do le GUI del vostro sito web, dovreste sempre tentare di mettervi nei panni del vi­si­ta­to­re che sta vedendo il vostro progetto per la prima volta. Se l’utente non si trova a suo agio alla prima visita, allora ab­ban­do­ne­rà subito la pagina e si metterà alla ricerca di un’al­ter­na­ti­va migliore che sia più facile da navigare. Quindi il concetto chiave valido qui, come già nello sviluppo di software, è la na­vi­ga­zio­ne intuitiva. Inserire link interni utili, ad esempio, può essere d’aiuto per arrivare a una buona na­vi­ga­zio­ne: in questo modo, infatti, i vi­si­ta­to­ri possono muoversi da una pagina all’altra del vostro sito web. Inoltre questi link vengono seguiti dai crawler dei motori di ricerca. I percorsi do­vreb­be­ro perciò essere sempre chiari e non troppo lunghi. Un prov­ve­di­men­to sensato è ad esempio la co­sid­det­ta brea­d­crumb na­vi­ga­tion, la quale rende la UI de­ci­sa­men­te più user-friendly, poiché grazie ad essa il vi­si­ta­to­re ha la pos­si­bi­li­tà di tenere sempre sotto controllo dove si trova con­cre­ta­men­te sulla pagina e sa even­tual­men­te in quale punto tornare indietro.   A questo scopo il percorso ef­fet­tua­to sul sito web viene indicato in aggiunta alle barre di menu po­si­zio­na­te in alto o di lato. In un negozio online di ab­bi­glia­men­to potrebbe ad esempio apparire quanto segue: Homepage – Moda Donna – Pantaloni – Jeans. Di norma una simile na­vi­ga­zio­ne brea­d­crumb si trova nella parte centrale sopra il content, come ad esempio nella nostra Digital Guide. Ulteriori in­for­ma­zio­ni riguardo ai link interni dalla pro­spet­ti­va della SEO e per una buona struttura del sito web potete trovarle in questo articolo della nostra guida.

User Interface: i migliori esempi dal mondo del web design

Siccome esistono svariate tipologie di in­ter­fac­ce utente, non è possibile elencare degli esempi per ognuna di queste. I seguenti esempi presi dal web design con­ten­go­no però le linee guida di base per una UI intuitiva e ne mostrano il loro uso concreto.

Evernote

Evernote è un programma per creare appunti. Le note scritte sono fa­cil­men­te sin­cro­niz­za­bi­li così che l’utente sia in grado di attingere alle proprie idee annotate a partire da qualsiasi di­spo­si­ti­vo. L’in­ter­fac­cia grafica della pagina iniziale condensa feature molto eleganti, campi d’ap­pli­ca­zio­ne e vantaggi, rendendo l’utilizzo dell’app un gioco da ragazzi.

Il modulo d’iscri­zio­ne è pro­get­ta­to in maniera sobria ed es­sen­zia­le. Vengono richiesti solamente un indirizzo di posta elet­tro­ni­ca e una password, dopodiché si può già iniziare. Una struttura del genere è de­ci­sa­men­te più user-friendly di un modulo di iscri­zio­ne chi­lo­me­tri­co. Ancora più comodo è la pos­si­bi­li­tà di re­gi­strar­si con un account di Google senza che sia ne­ces­sa­rio creare un profilo apposito.  Un’altra ca­rat­te­ri­sti­ca im­por­tan­te, im­me­dia­ta­men­te visibile all’utente, è l’accesso a partire da qualsiasi di­spo­si­ti­vo e in ogni momento.

Evernote è di­spo­ni­bi­le come app nativa per quasi ogni piat­ta­for­ma. L’in­ter­fac­cia grafica dell’ap­pli­ca­zio­ne web è re­spon­si­ve per cui si adatta per­fet­ta­men­te a qualsiasi di­men­sio­ne dello schermo. Anche questa scelta per il design della UI assicura una migliore user ex­pe­rien­ce, poiché l’ap­pli­ca­zio­ne può essere uti­liz­za­ta in ogni momento e da qualsiasi di­spo­si­ti­vo.

Google

Google lo conoscono tutti: uno dei tanti motivi della sua po­po­la­ri­tà è che la sua in­ter­fac­cia utente è allo stesso tempo semplice e fun­zio­na­le ma anche vi­si­va­men­te ac­cat­ti­van­te. Una barra di ricerca e due pulsanti bastano già per una delle tec­no­lo­gie più ri­vo­lu­zio­na­rie della storia dei computer che ha optato per uno sfondo estre­ma­men­te ridotto e tra­di­zio­nal­men­te bianco. Sono stati esclusi design frivoli ed esercizi di stile superflui, come anche i menu in­ca­stra­ti l’uno nell’altro. No­no­stan­te ciò l’azienda prova che non le manca il senso dell’umorismo con i suoi doodle creativi applicati alla scritta “Google”, al­leg­ge­ren­do il design in occasioni speciali, ov­via­men­te senza mai com­pro­met­te­re l’usabilità.

Le icone delle app per YouTube, News, Maps e così via sono a comparsa e facili da trovare con un semplice click. Inoltre sono di immediata com­pren­sio­ne, logiche ed evi­den­zia­no la loro funzione prin­ci­pa­le con l’immagine simbolo che le rap­pre­sen­ta. In più con l’im­ple­men­ta­zio­ne di un’in­ter­fac­cia VUI il motore di ricerca diventa un modello da imitare: in questo modo, infatti, Google è in grado di com­pren­de­re le ricerche vocali, anche tramite l’app per di­spo­si­ti­vi mobili. Una volta che sarà calibrato sulla propria voce, la ricerca funziona anche con gli in­se­ri­men­ti vocali e si attiva pro­nun­cian­do “OK Google”.

Dropbox Guide

Le istru­zio­ni per l’uso sono noiose, com­pli­ca­te e, a volte, più di­so­rien­tan­ti che utili: almeno questi sono i luoghi comuni a riguardo. Esiste però un modo per rea­liz­za­re delle istru­zio­ni efficaci e lo dimostra l’in­ter­fac­cia grafica della guida di Dropbox, che nel 2015 è stata persino premiata dal pubblico (People’s Voice) con il Webby Award nella categoria “Best User Interface”. Il motivo per cui la guida sia stata così acclamata dal pubblico risulta già palese sulla homepage: le istru­zio­ni digitali sono strut­tu­ra­te in modo chiaro e in­for­ma­ti­vo.

A pre­scin­de­re che si scelga il percorso generico o quello specifico per gli am­mi­ni­stra­to­ri, ad ogni utente vengono pre­sen­ta­ti i settori tematici adeguati e le im­po­sta­zio­ni di supporto. Anche la na­vi­ga­zio­ne è chiara: più ci si addentra all’interno delle pagine, passando da una categoria ai temi specifici, più la pagina scorre verso destra. Grazie all’aiuto delle frecce è possibile procedere e re­tro­ce­de­re, così da ap­pro­fon­di­re un tema o saltarlo e passare alla scheda suc­ces­si­va o a quella pre­ce­den­te. Per ogni evenienza l’indice rimane sempre a portata di click. Grazie alla rea­liz­za­zio­ne grafica in toni pastello e alla pratica na­vi­ga­zio­ne, l’in­ter­fac­cia grafica riesce a con­ci­lia­re estetica a usabilità.

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