L’at­ten­zio­ne e la po­po­la­ri­tà sono la valuta della nostra epoca, a maggior ragione se si parla di social network. Purtroppo, però, un contenuto di qualità non basta a garantire un aumento di follower. Il fine di molti utenti dei social media è quello di rag­giun­ge­re più persone possibile con Twitter, Instagram, Facebook ecc. Se anche voi volete pro­muo­ve­re in modo efficace i contenuti dei social media, l’hashtag è un mezzo potente per rag­giun­ge­re questo fine. Gli hashtag, infatti, danno al vostro post una sorta di etichetta, destano l’interesse e si in­di­riz­za­no a precisi gruppi. Eti­chet­ta­re i contenuti serve ad at­tri­bui­re ai post e ai tweet un gruppo tematico, in­te­gran­do­li inoltre nella ricerca per parole chiave dei social network.

Che cos’è un hashtag? Il si­gni­fi­ca­to del “can­cel­let­to”

Si­cu­ra­men­te uti­liz­zan­do i social media vi sarà già capitato di incappare in qualche hashtag. È stato Twitter, il servizio di micro blogging, a in­tro­dur­re questo modo per attirare l’at­ten­zio­ne sulle parole chiave. L’altro an­te­si­gna­no della ricerca per parole chiave accanto a Twitter è Instagram, il servizio di photo sharing che nel frattempo è stato ac­qui­sta­to da Facebook Inc.

Poiché su Twitter non è possibile superare il limite di 280 caratteri (ini­zial­men­te erano 140), gli hashtag rap­pre­sen­ta­no il modo migliore per im­pac­chet­ta­re te­ma­ti­ca­men­te i brevi tweet. Gli hashtag si sono affermati sempre più, sia perché con­sen­to­no di con­tras­se­gna­re i contenuti in modo semplice, sia perché gli utenti possono uti­liz­zar­li per suscitare una reazione emotiva.

Il concetto di “hashtag” riunisce le parole inglesi “hash” e “tag”. Mentre “tag” significa “parola chiave”, “hash” si riferisce al simbolo del can­cel­let­to (#). Grazie a questa eti­chet­ta­tu­ra si possono trovare in­for­ma­zio­ni, filtrarle, nonché ri­co­no­sce­re e seguire nuovi trend.

Che cos’altro bisogna sapere riguardo agli hashtag

Gli hashtag sono una colonna portante di quasi tutti i social media. No­no­stan­te i vari social si di­stin­gua­no per funzioni e finalità, hanno in comune l’utilizzo dei tag.

Gli hashtag, a dif­fe­ren­za di altri metodi di tagging, vengono in­cor­po­ra­ti di­ret­ta­men­te nel post. I termini in questione vengono con­tras­se­gna­ti con il can­cel­let­to e quindi taggati con questo metodo. Gli hashtag possono essere integrati di­ret­ta­men­te all’interno del post oppure alla fine. Spesso gli hashtag vengono per così dire lanciati da un utente e poi raccolti e uti­liz­za­ti da altri. La dif­fu­sio­ne virale degli hashtag porta ad uno scambio mondiale su diversi temi.

Tendenze e rilevanza dei temi

Se come utente cercate un par­ti­co­la­re hashtag in un social network, vi saranno mostrati tutti i post collegati con­te­nen­ti quella parola chiave. La maggior parte dei network mette a di­spo­si­zio­ne una lista degli hashtag più popolari del momento, per­met­ten­do a chiunque di avere un’idea di quali siano i temi più gettonati. Se ad esempio nell’ambito di una campagna pub­bli­ci­ta­ria volete essere associati ad un par­ti­co­la­re concetto, vi verranno proposti gli hashtag relativi. In questo modo l’aggiunta di hashtag rilevanti e adeguati al tema pre­sen­ta­to può portare ad un più vasto raggio d’azione per i vostri contenuti.

Come ottenere più follower

Me­dia­men­te vengono uti­liz­za­ti ogni giorno 125 milioni di hashtag dif­fe­ren­ti e si noti che gli hashtag non hanno nulla a che fare con diritti né privilegi: qualsiasi utente può creare e uti­liz­za­re gli hashtag che pre­fe­ri­sce. Il cervello del movimento degli hashtag del 2007, Chris Messina, tuttora si schiera contro la pos­si­bi­li­tà di bre­vet­ta­re gli hashtag, perché potrebbe com­pro­met­ter­ne la dif­fu­sio­ne. Di base gli hashtag possono con­si­ste­re solamente di lettere, numeri ed emoji: i segni di in­ter­pun­zio­ne (.,;!? ecc) e gli spazi non sono sup­por­ta­ti e usandoli si determina la fine dell’hashtag. Un hashtag #follow for follow verrebbe per esempio ca­te­go­riz­za­to secondo la parola chiave #follow. I simboli come $, % o & non sono sup­por­ta­ti in modo coerente da tutti i programmi client e vengono pertanto evitati. Un hashtag come #Romeo&Julia potrebbe essere in­ter­pre­ta­to a seconda del client come #Romeo, #Romeo& o #Romeo&Julia. Un’eccezione è co­sti­tui­ta dal trattino basso (_): se l’hashtag contiene più parole si hanno due pos­si­bi­li­tà: scriverle senza se­pa­ra­zio­ni oppure con­net­ter­le con il trattino basso. Non viene fatta di­stin­zio­ne tra le lettere maiuscole e minuscole, dato che gli hashtag non sono sensibili a questa di­stin­zio­ne. Per mi­glio­ra­re la leg­gi­bi­li­tà nel caso di hashtag con­te­nen­ti più parole, si è affermata l’usanza di iniziare ogni nuova parola con una lettera maiuscola. Ecco un esempio di due modi diversi di scrivere lo stesso hashtag: #fol­lo­w­for­fol­low #Fol­lo­w­For­Fol­low Se si effettua una ricerca si ottengono gli stessi risultati con entrambe le parole chiave. Gli hashtag scritti in inglese sono si­cu­ra­men­te quelli con una portata più vasta, non soltanto perché l’inglese è la lingua franca di Internet, ma anche perché non necessita di segni grafici (come ad esempio l’apostrofo), che appunto non sono sup­por­ta­ti negli hashtag. Inoltre, per cercare di ottenere più follower su Twitter o Instagram occorre tener presente i seguenti principi:

  • La scelta giusta: con­si­de­ra­te il vostro post dal punto di vista del target e cercate di scegliere parole chiave rilevanti per il tema. Prima di pub­bli­ca­re il post, ve­ri­fi­ca­te se ci siano già degli hashtag per­ti­nen­ti. Spesso con una breve ricerca si può trovare un gran numero di hashtag rilevanti per il tema. Na­tu­ral­men­te potete anche coniare nuovi hashtag.
  • Il giusto mix: si­cu­ra­men­te gli hashtag più popolari vi ga­ran­ti­sco­no un maggiore raggio di azione, ma questo non significa di per sé che otterrete l’at­ten­zio­ne che cercate. Dovete infatti tenere conto che gli hashtag del momento sono uti­liz­za­ti da un numero enorme di altri utenti e si corre perciò il rischio di rimanere sommersi nella massa dei post. Chi vuole di­stin­guer­si può optare per hashtag di nicchia o creare nuovi hashtag par­ti­co­lar­men­te azzeccati. La cosa migliore è cercare di uti­liz­za­re un buon mix di hashtag.
  • Il giusto numero: non abbiate paura di uti­liz­za­re più hashtag per un post, poiché ognuno aiuta ad allargare la dif­fu­sio­ne dei vostri contenuti. State però attenti alla rilevanza per il tema e cercate di evitare che il vostro contenuto si trasformi in una nebulosa di hashtag, perché lo scopo prin­ci­pa­le è quello di mettere in luce i vostri contenuti e non il set di parole chiave.

Ottenere di più con meno è il giusto motto, anche perché al­tri­men­ti potrebbe accadere che i vostri post vengano percepiti come spam dagli utenti. Il numero ideale di hashtag dipende anche dalla piat­ta­for­ma sulla quale pub­bli­ca­te i vostri contenuti: mentre gli utenti di Twitter a causa del numero limitato di caratteri devono ri­spar­mia­re anche sugli hashtag, su Instagram non è raro vedere una pioggia di hashtag.

  • Il posto giusto: nor­mal­men­te gli hashtag do­vreb­be­ro essere situati alla fine di un post per as­si­cu­ra­re la facilità di lettura. L’in­te­gra­zio­ne di un hashtag di­ret­ta­men­te nel post si consiglia soltanto nel caso in cui si voglia men­zio­na­re espli­ci­ta­men­te quel concetto all’interno della frase. Per quanto riguarda Instagram ci sono due scuole di pensiero circa la col­lo­ca­zio­ne: l’una li colloca di­ret­ta­men­te nella de­scri­zio­ne dell’immagine, l’altra nel primo commento sotto l’immagine.

L’idea sot­to­stan­te alla seconda variante è che la nuvola di parole chiave sia meno in primo piano, ri­sul­tan­do in un post più naturale. Svan­tag­gio: nel tempo che passa dalla pub­bli­ca­zio­ne dell’immagine all’eti­chet­ta­tu­ra, un’immagine con hashtag molto popolare può essere nel frattempo finita così in basso nel news feed che non ha nemmeno la pos­si­bi­li­tà di essere realmente con­si­de­ra­ta. App come Maggiori in­for­ma­zio­ni sul sito di Tag­sFor­Li­kes">Tag­sFor­Li­kes sono uno strumento utile per ordinare gli hashtag e poterli incollare in un altro momento at­tra­ver­so copy-paste sotto il vostro post.

Consiglio

Create contenuti in­te­res­san­ti e di qualità, perché anche gli hashtag migliori mancano l’obiettivo se i contenuti non ri­spet­ta­no questi criteri.

Top hashtag: quelli che non possono essere evitati

Non esistono hashtag che godono di una po­po­la­ri­tà uni­ver­sa­le (o il cui successo duri per sempre), Tuttavia una ricerca esau­rien­te può portare alla luce sviluppi pro­met­ten­ti. Per questo è im­por­tan­te vedere i numeri attuali degli hashtag più popolari del momento. Il sito top-hashtags.com offre una clas­si­fi­ca degli hashtag uti­liz­zan­do numeri ag­gior­na­ti quo­ti­dia­na­men­te.

La seguente lista degli attuali top hashtag può aiutarvi a con­se­gui­re i vostri obiettivi, anche se non dovete mai di­men­ti­ca­re che, come detto sopra, il vasto raggio d’azione di questi hashtag ha la sua con­tro­par­ti­ta nell’alta con­cor­ren­za.

Follower e like

#li­ke­for­li­ke; #followme; #follow; #follow4follow; #tag­sfor­li­kes; #fol­lo­w­for­fol­low

Concetti di tendenza

#tbt; #repost; #nofilter; #ootd

Sen­ti­men­ti e reazioni

#love; #beautiful; #happy; #cute; #fun; #smile

Fo­to­gra­fie

#pho­toof­the­day; #pi­cof­the­day; #selfie; #pho­to­gra­phy; #photo

Moda

#fashion; #style; #beauty

Fitness e sport

#fitness; #mo­ti­va­tion; #gym; #fit; #workout

Viaggi (Travel)

#travel; #holiday; #nature; #summer; #sun; #beach; #sunset

Persone

#me; #family; #friends; #girl; #boy

Cibo e bevande (Food)

#food; #foodporn; #healthy; #yummy

Specifici per Instagram

#instagood; #in­sta­dai­ly; #instalike

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