La quinta parte di questa serie che spiega come creare un’app nativa, vi illustra come rendere di­spo­ni­bi­le un’app Android o iOS in un app store. Tuttavia, il pro­ce­di­men­to per caricare un’app su Google Play Store risulta molto diverso da quello previsto sull’app store di Apple e per questo abbiamo deciso di dividere le tematiche in due parti distinte. In questo articolo scoprite come caricare un’app su Google Play e a cosa dovete prestare at­ten­zio­ne in questa fase. La parte seguente 5.2 si occuperà, invece, della re­gi­stra­zio­ne di un’ap­pli­ca­zio­ne sull’App Store di Apple.

Ma prima di inserire la vostra app sul Play Store o sull’App Store di Apple, dovreste già aver testato l’ap­pli­ca­zio­ne in cerca di errori e problemi di vi­sua­liz­za­zio­ne (si cimenta con questa tematica il pre­ce­den­te articolo sul testing delle app della serie sullo sviluppo di una propria app). Dopo aver dato l’ultimo ritocco all’ap­pli­ca­zio­ne, arriva il momento di ri­la­sciar­la. Nei paragrafi seguenti scoprite passo passo come rendere di­spo­ni­bi­le un’app Android nel Play Store e cosa dovete tenere in con­si­de­ra­zio­ne durante la pre­pa­ra­zio­ne, la re­gi­stra­zio­ne e la con­fi­gu­ra­zio­ne delle im­po­sta­zio­ni.

Pub­bli­ca­re un’app Android: quali sono i passaggi ob­bli­ga­to­ri?

Per poter ri­la­scia­re la propria app su Google Play, dovete re­gi­strar­vi su diversi servizi: oltre ad un account Google, ne­ces­si­ta­te di un accesso a pagamento per la piat­ta­for­ma Google Play Developer Console (at­ten­zio­ne: il pagamento in questo caso è possibile solo con la carta di credito). Di seguito vi spie­ghia­mo come creare gli account in­di­spen­sa­bi­li e come caricare quindi la vostra app Android. Per prima cosa è comunque utile for­mat­ta­re l’app e pre­pa­rar­la così per la re­gi­stra­zio­ne sul Play Store.

Generare un file APK firmato per l’app

Un’app deve essere di­spo­ni­bi­le nel formato APK (ab­bre­via­zio­ne di “Android Package”), per poterla in­stal­la­re su un di­spo­si­ti­vo con il sistema operativo Android. Il file APK comprende tutti i com­po­nen­ti di un’ap­pli­ca­zio­ne in forma compressa e deve includere ob­bli­ga­to­ria­men­te anche una firma digitale che certifica chi sia il pro­prie­ta­rio di un’app, in­di­spen­sa­bi­le su Android. Da notare che non dovete creare una nuova firma per tutte le app create, ma anche per altre ap­pli­ca­zio­ni Android potete uti­liz­zar­ne una già creata. Ci sono diverse pos­si­bi­li­tà per firmare un’app Android, ma il modo re­la­ti­va­men­te più facile, è quello di uti­liz­za­re Android Studio. Di seguito viene descritto passo passo come con­ver­ti­re la propria app nel formato APK com­pren­si­vo di firma.

  • Aprite la vostra app su Android Studio e cliccate sulla tab “Build” alla voce del menu “Generate Signed APK”.
  • Nella nuova finestra stabilite ora il keystore path (cioè il luogo dove salvare la chiave dell’app, ovvero la firma). Se avete già stabilito un luogo di me­mo­riz­za­zio­ne in pre­ce­den­za per altre app Android, potete sem­pli­ce­men­te riu­ti­liz­zar­le. Se, invece, non avete mai creato un keystore path o volete generarne un altro per questa app, scegliete un nuovo luogo di ar­chi­via­zio­ne com­pren­si­vo di password (ricordate di annotarvi questo keystore path, nel caso in cui vogliate riusarlo anche per app future). Infine inserite alla voce “Alias” il nome della chiave e la password. In più dovete ancora impostare la validità della firma (si consiglia di sce­glier­ne una che valga almeno per 25 anni) e inserire almeno un altro dato nel cer­ti­fi­ca­to (ad esempio il vostro nome e cognome o il nome dell’azienda).
  • Dopo che avete stabilito un nuovo luogo di ar­chi­via­zio­ne per la firma o avete optato per uno già esistente e avete inserito le ri­spet­ti­ve password, pro­se­gui­te con il passaggio suc­ces­si­vo, cliccando su “Next”. Qui inserite la cartella di de­sti­na­zio­ne per il file APK firmato e spe­ci­fi­ca­te se si tratta di una versione test dell’app (“debug”) o di un’app pronta (“release”). Una volta scelta la versione di release tramite l’opzione “Build type”, dovete inserire nel campo sot­to­stan­te se volete ri­la­scia­re un’app gratuita o a pagamento. Qualora vogliate offrire sia una versione gratuita sia una a pagamento, potete scegliere entrambe (cliccando sul tasto CTRL su Windows e Linux, mentre su Mac si ricorre al tasto comando). Dopo che avete terminato la con­fi­gu­ra­zio­ne, con­fer­ma­te cliccando su “Finish”. Ora il file APK firmato verrà generato nella cartella scelta da voi ed è pronto per essere usato nel Play Store.

Re­gi­strar­si su Google

Prima di poter caricare nel Play Store di Google la vostra app, avete bisogno di re­gi­stra­re più account su Google.

  • Es­sen­zia­le per tutti i passaggi suc­ces­si­vi è un account Google generale. Se non ne avete ancora uno o non volete uti­liz­za­re il vostro account privato già esistente per la gestione dell’app, create come prima cosa un nuovo account tramite la pagina di re­gi­stra­zio­ne di Google.
  • Una volta loggati con questo account Google, andate su Google Play Developer Console e re­gi­stra­te­vi lì: è as­so­lu­ta­men­te ne­ces­sa­rio creare un account su questa piat­ta­for­ma per caricare le app sul Play Store. Per iscri­ver­vi come Google Play Developer, la prima volta dovete pagare una somma di circa 25 dollari con carta di credito. Dopo aver concluso il pagamento, dovete infine inserire le in­for­ma­zio­ni richieste e così la vostra personale Developer Console è pronta. Il “nome dello svi­lup­pa­to­re” su Google Play Store coincide con il pro­prie­ta­rio dell’app, ma potete ancora cambiarlo.
  • Se caricate un’app Android a pagamento o se volete gua­da­gna­re in un’altra maniera con l’ap­pli­ca­zio­ne (ad esempio tramite acquisti in-app, ab­bo­na­men­ti, ecc.), avete bisogno di un account per i com­mer­cian­ti su Google centro pagamenti, che può essere creato al­tret­tan­to ve­lo­ce­men­te. Andate così nella sezione di Google Play Developer Console nella sezione “Account com­mer­cian­te”, cliccate su “Configura l’account com­mer­cian­te” e così verrete rein­di­riz­za­ti nella pagina per creare un profilo pagamenti, dove inserire tutti i dati relativi alla vostra attività (come ragione sociale dell’azienda, sede, ecc.).

Guida per caricare un’app su Google Play

Dopo che vi siete re­gi­stra­ti su tutti i servizi Google richiesti, potete caricare la vostra app su Google Play Store. Tuttavia, dopo averla caricata, l’app non risulterà di­ret­ta­men­te di­spo­ni­bi­le su Google Play Store, perché ogni app inserita viene con­trol­la­ta da Google prima della pub­bli­ca­zio­ne. Il tempo richiesto per questa ope­ra­zio­ne varia da caso a caso, ma in genere l’app caricata è di­spo­ni­bi­le nell’app store nel giro di qualche ora.

L’upload della vostra app avviene tramite Google Play Developer Console. Dopo aver ef­fet­tua­to il login sulla piat­ta­for­ma, cliccate sul menu alla voce “Tutte le ap­pli­ca­zio­ni” e poi su “Aggiungi nuova ap­pli­ca­zio­ne”. A questo punto inserite la lingua pre­de­fi­ni­ta e il nome dell’app (potete mo­di­fi­ca­re entrambe le in­for­ma­zio­ni suc­ces­si­va­men­te). Il processo prosegue con la scheda dello store, la com­pi­la­zio­ne di un que­stio­na­rio per la clas­si­fi­ca­zio­ne dei contenuti e la con­fi­gu­ra­zio­ne di prezzi e la sua di­stri­bu­zio­ne. Affinché tutto vada a buon fine, non va di­men­ti­ca­to di dedicarsi alla gestione delle versioni, dove sarà ne­ces­sa­rio ag­giun­ge­re gli APK.

Consiglio

Durante la com­pi­la­zio­ne delle singole voci del menu è possibile salvare in ogni momento il proprio lavoro, cliccando sul pulsante “Salva bozza”. Inoltre potete farvi mostrare, cliccando sul link “Perché non posso pub­bli­ca­re?”, quali in­for­ma­zio­ni sono ancora ne­ces­sa­rie per riuscire a caricare la vostra app su Google.

Gestisci le versioni

In questo menu è possibile caricare gli APK firmati per la vostra app. Avete a di­spo­si­zio­ne diverse opzioni:

  • Se la vostra ap­pli­ca­zio­ne si trova ancora in fase di test, potete impostare una versione alpha o beta dell’app. Qui potete scegliere se ef­fet­tua­re un test aperto o chiuso. Se optate per un test chiuso, potete stabilire chi siano le persone che dovranno testare la vostra app, inviando un’e-mail (i tester dovranno avere un account Google o uno su Google Apps). Invece, un test aperto si rivolge in genere a più utenti, visto che in questo caso la vostra ap­pli­ca­zio­ne può essere testata da un qualsiasi utente di Google Play Store e grazie ad un feedback ricevete la sua va­lu­ta­zio­ne in privato (per entrambi i tipi di test non sono previste va­lu­ta­zio­ni pubbliche dell’app).
  • Se la vostra app è stata già testata e volete passare alla pub­bli­ca­zio­ne dell’app Android, potete scegliere di­ret­ta­men­te la versione di pro­du­zio­ne e quindi cliccare su “Conferma im­ple­men­ta­zio­ne”.

Dopo aver creato una versione, trovate tutte le in­for­ma­zio­ni relative all’app, tra cui il nome della versione, i dettagli di im­ple­men­ta­zio­ne, i dettagli APK, la cro­no­lo­gia delle versioni, ecc. La vostra app è quindi ora nella Developer Console, ma non è ancora di­spo­ni­bi­le su Google Play Store. Infatti ci vorranno alcune ore prima che l’app venga pub­bli­ca­ta. Affinché la pub­bli­ca­zio­ne vada a buon fine, ci sono però altri passaggi da compiere.

Scheda dello store

Una parte im­por­tan­te del processo di pub­bli­ca­zio­ne dell’app è la scheda dello store, dove inserite tutte le in­for­ma­zio­ni che gli utenti vi­sua­liz­ze­ran­no dopo sulla pagina dell’app nel Google Play Store.

  • Nella sezione “Dettagli prodotto” potete mo­di­fi­ca­re la lingua e il titolo dell’app. Inoltre dovete inserire una breve de­scri­zio­ne, che presenta l’app, e una de­scri­zio­ne completa, più esaustiva; entrambi i testi compaiono dopo la pub­bli­ca­zio­ne sulla pagina dei dettagli dell’app nel Play Store. 
  • Ogni voce all’interno del Play Store richiede inoltre un certo numero di “risorse grafiche”. Perciò dovete fornire almeno due screen­shot che ser­vi­ran­no a spiegare nel migliore dei modi il fun­zio­na­men­to della vostra app nel Play Store. Le immagini devono essere in un formato preciso: bisogna prestare at­ten­zio­ne alle di­men­sio­ni minime (320 pixel) e alle di­men­sio­ni massime (3840 pixel); inoltre possono essere caricati solo file JPEG o PNG a 24 bit e il rapporto di pagina dello screen­shot non deve superare il doppio della lunghezza delle di­men­sio­ni minime (quindi non più di 2:1). Oltre agli screen­shot, sono anche ob­bli­ga­to­ri un’icona ad alta ri­so­lu­zio­ne (in formato PNG a 32 bit di di­men­sio­ni 512 x 512 pixel) e un’immagine in primo piano (in formato PNG a 24 bit con di­men­sio­ni 1024 x 500 pixel). Rimane invece libera la scelta di inserire un’immagine, un video pro­mo­zio­na­le o un banner per Android TV.
  • La sezione suc­ces­si­va riguarda le “Lingue e tra­du­zio­ni”, dove si possono ag­giun­ge­re altre lingue e tra­du­zio­ni. In caso non si optasse per nessuna tra­du­zio­ne, si può dare la pos­si­bi­li­tà agli utenti di tradurre l’app au­to­ma­ti­ca­men­te con Google Tra­dut­to­re. Inoltre è possibile anche inserire immagini e video lo­ca­liz­za­ti, che verranno mostrati agli utenti nel caso in cui le pre­fe­ren­ze della lingua cor­ri­spon­da­no alla lingua aggiunta da voi.
  • Dopo l’upload delle immagini, alla voce “clas­si­fi­ca­zio­ne” viene spe­ci­fi­ca­to meglio il contenuto dell’app. Nel campo “tipo di app” stabilite se la vostra app Android sia un gioco o un altro tipo di ap­pli­ca­zio­ne. Infine, nella sezione categoria indicate il tema dell’ap­pli­ca­zio­ne. A questo proposito va compilata la clas­si­fi­ca­zio­ne dei contenuti, dove dovete indicare se un’app, ad esempio, è soggetta a re­stri­zio­ni in base all’età. Potete scegliere tra quattro diversi livelli: per tutti, maturità bassa, maturità media e maturità alta. Optando per la voce “per tutti” indicate i contenuti dell’app come adatti a tutti gli utenti. Se, però, nella vostra app vengono trattate tematiche meno adatte a un pubblico giovane, dovrete clas­si­fi­ca­re la vostra app di con­se­guen­za. Ottenete ulteriori in­for­ma­zio­ni sulla clas­si­fi­ca­zio­ne di base dei contenuti dell’app sulla pagina di supporto di Google Play Developer Console. In passato per clas­si­fi­ca­re i contenuti dell’app ci si limitava solo a questi quattro livelli, mentre ora Google ha in­tro­dot­to anche una nuova clas­si­fi­ca­zio­ne del contenuto, dove le im­po­sta­zio­ni ne­ces­sa­rie sono molto più esau­rien­ti e la va­lu­ta­zio­ne dell’app avviene tramite la com­pi­la­zio­ne di un que­stio­na­rio. Grazie a questo que­stio­na­rio viene data molta im­por­tan­za alla clas­si­fi­ca­zio­ne dei contenuti dell’app e si trovano così delle voci apposite a sinistra nella pa­no­ra­mi­ca generale della Developer Console. Potete ci­men­tar­vi con il que­stio­na­rio in un secondo momento, per prima cosa è im­por­tan­te solo clas­si­fi­ca­re i contenuti della vostra ap­pli­ca­zio­ne in uno dei quattro livelli, uti­liz­zan­do il menu a tendina.
  • A seguire è ne­ces­sa­rio inserire un indirizzo e-mail alla voce “In­for­ma­zio­ni di contatto”, mentre le in­for­ma­zio­ni sul sito e il numero di telefono sono opzionali.
  • Con la sezione “Norme sulla privacy” si conclude la con­fi­gu­ra­zio­ne della Scheda dello store. L’in­se­ri­men­to di norme sulla privacy è in­di­spen­sa­bi­le, se l’app richiede l’accesso a dati sensibili dell’utente e del di­spo­si­ti­vo. Ogni app deve però contenere in­di­ca­zio­ni sull’ar­chi­via­zio­ne e il trat­ta­men­to dei dati personali, in­di­pen­den­te­men­te dal tipo e dalla quantità di dati raccolti. Create le norme sulla privacy di un’app su un sito e dopo inserite l’URL nel campo apposito. Se non avete alcun sito su cui poter creare una pagina con le norme sulla privacy, ci sono molte valide al­ter­na­ti­ve. Ad esempio si può rea­liz­za­re una pagina simile tramite servizi gratuiti come Google Docs o Google Sites.Il testo da inserire per un’ap­pli­ca­zio­ne si avvicina grosso modo all’in­for­ma­ti­va sulla privacy di un sito, anche se servono alcuni adat­ta­men­ti specifici per le app (ad esempio dovreste informare sui permessi necessari per accedere all’app e sulla durata di con­ser­va­zio­ne dei dati raccolti). Trovate altre in­for­ma­zio­ni relative alla privacy sulla pagina di Google per gli svi­lup­pa­to­ri.

Ora avete finito la con­fi­gu­ra­zio­ne nella Scheda dello store e potete salvare la bozza, cliccando sul pulsante in alto sulla pagina. Nel prossimo passaggio ci si occuperà della clas­si­fi­ca­zio­ne dei contenuti dell’app.

Clas­si­fi­ca­zio­ne dei contenuti per app e giochi

In questa sezione viene stabilito grazie al que­stio­na­rio già citato, se le app sono adatte agli utenti di tutte le età o meno, o se certi contenuti devono essere bloccati o filtrati per spe­ci­fi­che aree geo­gra­fi­che. Prima di co­min­cia­re con la va­lu­ta­zio­ne dei contenuti delle app, inserite nuo­va­men­te un indirizzo e-mail per essere even­tual­men­te ri­con­tat­ta­ti per chia­ri­men­ti.

  • Per prima cosa scegliete la categoria, come avete già fatto nella Scheda dello store e co­min­cia­te poi a compilare il que­stio­na­rio. Non siate fret­to­lo­si e pren­de­te­vi tutto il tempo di cui avete bisogno; fate at­ten­zio­ne che le in­for­ma­zio­ni fornite cor­ri­spon­da­no davvero a realtà. In caso di in­for­ma­zio­ni erronee sui contenuti dell’app, Google può bloccare o persino eliminare l’ap­pli­ca­zio­ne dal Play Store.
  • Una volta che avete risposto a tutte le domande, terminate il que­stio­na­rio, cliccando su “Applica clas­si­fi­ca­zio­ne alla mia app”. Dopo potete vedere il limite di età impostato e inoltre, in base alle vostre risposte, viene co­mu­ni­ca­to il limite di età della vostra app in diversi paesi.
  • Se non avete nulla da ob­biet­ta­re alla clas­si­fi­ca­zio­ne della vostra app, con­fer­ma­te la clas­si­fi­ca­zio­ne e chiudete questa sezione.

Prezzi e di­stri­bu­zio­ne dell’app

Google ha bisogno anche di in­for­ma­zio­ni ri­guar­dan­ti la politica dei prezzi della vostra app.

  • Se volete pub­bli­ca­re un’app Android gratuita, gestirete questa parte molto ve­lo­ce­men­te: in questo caso basterà indicare che la vostra app dovrà essere di­stri­bui­ta senza alcun costo per gli utenti. Oltre a ciò inserite i paesi in cui sarà possibile scaricare la vostra app. Dopo che avete spuntato la casella per “le linee guida per la vi­sua­liz­za­zio­ne” e con­fer­ma­to il rispetto delle leggi di espor­ta­zio­ne degli Stati Uniti (Google è un’azienda sta­tu­ni­ten­se perciò è presente questa voce), salvate di nuovo la vostra bozza e avete terminato la con­fi­gu­ra­zio­ne della vostra app. Se avete scelto di rendere di­spo­ni­bi­le la vostra app gra­tui­ta­men­te, non è più possibile suc­ces­si­va­men­te offrirla a pagamento. Sarà quindi ne­ces­sa­rio inserire l’app nuo­va­men­te, come se si trattasse di un nuovo progetto.
  • Se, invece, volete pub­bli­ca­re un’app a pagamento nel Play Store, saranno ne­ces­sa­rie ancora alcune in­for­ma­zio­ni. Oltre al prezzo standard per il download dell’app, dovete ad esempio stabilire se il prezzo negli altri paesi sarà au­to­ma­ti­ca­men­te con­ver­ti­to e verrà quindi mostrato l’importo cor­ri­spon­den­te nella valuta straniera o se volete, invece, im­po­star­ne ma­nual­men­te un altro per i singoli paesi. A tal proposito, Google si prende per ogni tran­sa­zio­ne una com­mis­sio­ne del 30 % dell’importo netto. È però opinione diffusa che un prezzo fisso per l’acquisto di un’app Android rap­pre­sen­ti un grosso ostacolo per molti utenti. So­prat­tut­to nel caso di app nuove e ancora sco­no­sciu­te conviene lasciare l’op­por­tu­ni­tà agli utenti di farsi un quadro generale dell’ap­pli­ca­zio­ne, prima che debbano pagare per uti­liz­zar­la. Perciò le freemium app si pre­sen­ta­no come una buona al­ter­na­ti­va alle classiche app a pagamento: qui l’ap­pli­ca­zio­ne di base è gratuita e le altre funzioni sono di­spo­ni­bi­li solo dopo aver pagato l’importo richiesto.

Dopo aver deciso se offrire la vostra app a pagamento o gra­tui­ta­men­te, salvate di nuovo la bozza. Se non avete di­men­ti­ca­to di inserire alcuna in­for­ma­zio­ne in nessuna parte della procedura (in questo caso sarà presente un segno di spunta verde vicino ai punti del menu nella barra laterale a sinistra), potete pub­bli­ca­re l’app, cliccando su “Conferma im­ple­men­ta­zio­ne”.

Im­po­sta­zio­ni opzionali e upload dell’app

Prima di con­fer­ma­re la pub­bli­ca­zio­ne della vostra app, ci sono però anche altre im­po­sta­zio­ni che potete con­fi­gu­ra­re. Ad esempio si possono pre­di­spor­re gli acquisti in-app, citati sopra, sempre nella Google Play Developer Console. Oltre che rendere di­spo­ni­bi­li i prodotti in-app potete anche stabilire di impostare pub­bli­ci­tà sull’app o decidere che venga ef­fet­tua­ta una tra­du­zio­ne au­to­ma­ti­ca della de­scri­zio­ne dell’app nel Play Store e anche dei contenuti dell’ap­pli­ca­zio­ne. Queste ed altre im­po­sta­zio­ni si possono con­fi­gu­ra­re alle voci del menu “Prodotti in-app” e “Servizi e API”. Comunque, rispetto a quelle indicate prima, queste voci non sono ob­bli­ga­to­rie per per­met­te­re la pub­bli­ca­zio­ne della vostra app.

Non appena tutte le in­for­ma­zio­ni sono complete e la con­fi­gu­ra­zio­ne è terminata, potete ora caricare la vostra app nel Play Store.

Dopo la pub­bli­ca­zio­ne dell’app

Come scritto prima, dopo la conferma della procedura di pub­bli­ca­zio­ne dell’app, ci vorranno ancora alcune ore prima che l’app venga pub­bli­ca­ta nell’app store. Ma fi­nal­men­te ce l’avete fatta: la vostra app si trova sul Google Play Store e può essere scaricata da tutti gli utenti Android. Tuttavia, il vostro compito non è de­fi­ni­ti­va­men­te concluso, perché, anche dopo questa fase, è sempre ne­ces­sa­rio tenere sotto controllo l’app, cor­reg­ger­la, mi­glio­rar­la e ri­la­scia­re gli ag­gior­na­men­ti ap­pro­pria­ti.

Infatti dovrete con­ti­nua­re a gestire l’app e ac­cor­ger­vi di eventuali errori perché, visto il gran numero di di­spo­si­ti­vi Android, è in­ve­ro­si­mi­le che non sorgano problemi in futuro. Anche per questo la Developer Console di Google arriva in vostro soccorso: è così possibile alla voce del menu “Arresti anomali e ANR” (ANR è l’acronimo di “Ap­pli­ca­tion Not Re­spon­ding”, in italiano l’ap­pli­ca­zio­ne non risponde) vi­sua­liz­za­re i rapporti di errore, che gli utenti hanno co­mu­ni­ca­to alla Developer Console tramite una finestra di dialogo integrata nell’app. Tuttavia, i crash della vostra app vi vengono co­mu­ni­ca­ti solo se gli utenti con­fer­ma­no il relativo report di errori.

Se avete risolto i bug segnalati nell’app, dovreste pensare a pub­bli­ca­re una versione ag­gior­na­ta della vostra ap­pli­ca­zio­ne, caricando una nuova versione di un’app già pub­bli­ca­ta, sempre nella Developer Console. Ri­cor­da­te­vi inoltre di con­tras­se­gna­re la versione cor­ret­ta­men­te (ad esempio alla versione 1.0 segue a rigor di logica la versione 1.0.1).

Oltre al mi­glio­ra­men­to delle funzioni delle app e dei contenuti, ci si dovrebbe anche occupare dell’ot­ti­miz­za­zio­ne dell’app nel Google Play Store. Esistono diversi modi per mi­glio­ra­re il ranking di un’ap­pli­ca­zio­ne nell’app store e di questo aspetto ci oc­cu­pe­re­mo nelle ultime due parti della nostra serie di articoli sulla creazione delle app native. Il primo articolo si dedica all’ot­ti­miz­za­zio­ne del ranking dell’app nel Google Play Store, mentre l’altro dà dei consigli su come ot­ti­miz­za­re l’app per l’App Store di Apple. Perciò i mi­glio­ra­men­ti del po­si­zio­na­men­to sugli app store non sono da sot­to­va­lu­ta­re, infatti più un’ap­pli­ca­zio­ne occupa una posizione pro­mi­nen­te nell’app store, maggiore sarà ov­via­men­te l’at­ten­zio­ne che ne seguirà e di con­se­guen­za il numero di po­ten­zia­li utenti aumenterà.

Vai al menu prin­ci­pa­le