Dopo aver concluso lo sviluppo della vostra app, il prossimo passo da in­tra­pren­de­re è quello di testare l'app. Così facendo l'app viene ve­ri­fi­ca­ta sulla base del suo fun­zio­na­men­to, del­l'u­sa­bi­li­tà e della com­pa­ti­bi­li­tà con diversi di­spo­si­ti­vi e sistemi operativi. La maggior parte degli svi­lup­pa­to­ri, dopo aver creato l'app e stabilito il suo design, vogliono ri­la­scia­re l'ap­pli­ca­zio­ne il più ve­lo­ce­men­te possibile, ma prima di vendere il software nell'app store è ne­ces­sa­rio con­trol­la­re la capacità dell'app in diversi ambiti. I metodi classici sono ad esempio i test della per­for­man­ce, della com­pa­ti­bi­li­tà e dell’usabilità, racchiusi insieme ad altri pro­ce­di­men­ti nel termine "Testing di app mobili su di­spo­si­ti­vi" (anche chiamato "Mobile testing"). Per compiere questo passaggio ci si può affidare a strumenti per il testing delle app.

Perché è im­por­tan­te ef­fet­tua­re il mobile testing?

Un'app per avere successo non solo deve offrire dei contenuti con­vin­cen­ti e venir pub­bli­ciz­za­ta bene, ma deve so­prat­tut­to fun­zio­na­re senza problemi ed essere pro­get­ta­ta in maniera user-friendly. Perciò, in­di­pen­den­te­men­te si tratti di un'ap­pli­ca­zio­ne per i di­spo­sti­vi mobili o di una per il desktop, è ne­ces­sa­rio svolgere alcuni test es­sen­zia­li prima di ri­la­sciar­la.

Testando le app si aggiunge però ancora un altro fattore ag­gra­van­te: l'a­dat­ta­men­to ai diversi di­spo­si­ti­vi risulta nelle app native più di­spen­dio­so rispetto a quello degli altri software. Nei primi anni dello sviluppo delle app questo adat­ta­men­to avveniva in modo ancora più facile perché esi­ste­va­no solo pochi tipi di smart­pho­ne. Og­gi­gior­no la varietà è molto più vasta e ogni di­spo­si­ti­vo mobile presenta diverse funzioni. Ogni modello di smart­pho­ne o tablet è dotato di un hardware dif­fe­ren­te e per quanto riguarda i com­po­nen­ti integrati, sono so­prat­tut­to decisivi per il corretto fun­zio­na­men­to di un'ap­pli­ca­zio­ne aspetti quali il pro­ces­so­re (CPU), la memoria ad accesso casuale (RAM), oltre che le di­men­sio­ni e la ri­so­lu­zio­ne dello schermo.

Oltre al­l'hard­ware, anche il software di un di­spo­si­ti­vo mobile ricopre un ruolo im­por­tan­te. Qui vengono messi in primo piano i diversi sistemi operativi di una piat­ta­for­ma che de­ter­mi­na­no il fun­zio­na­men­to dell'app. In presenza di sistemi operativi datati, l'app può risultare ap­pe­san­ti­ta e non fun­zio­na­re come dovrebbe, visto il mancato ag­gior­na­men­to che non ne consente un uso ottimale.

Non è tuttavia da sot­to­va­lu­ta­re la dif­fu­sio­ne di vecchie versioni di Android e iOS: infatti, se si guarda alle diverse versioni di Android, si noterà che le vecchie versioni del sistema operativo di Google sono più uti­liz­za­te rispetto a quella attuale. Ciò dipende anche dal fatto che molti svi­lup­pa­to­ri su Android non ri­la­scia­no ag­gior­na­men­ti per la nuova versione o lo iniziano a fare solo in un secondo momento. Invece su iOS gli utenti ottengono molto più ve­lo­ce­men­te la nuova versione del sistema operativo sul proprio iPhone e iPad, mentre i di­spo­si­ti­vi molto vecchi non ricevono più ag­gior­na­men­ti da parte di Apple, anche se alcuni pre­sen­ta­no versioni più vecchie.

La varietà di hardware e software sui di­spo­si­ti­vi mobili viene indicata con il termine fram­men­ta­zio­ne che pone diverse sfide per la garanzia di qualità delle app. Proprio in questo punto entra in gioco il mobile testing, grazie al quale viene ve­ri­fi­ca­to se un'ap­pli­ca­zio­ne funziona basandosi su diversi requisiti e se fosse questo il caso, si controlla anche se si ri­scon­tra­no dif­fi­col­tà mentre è in uso. La ricerca e la ri­so­lu­zio­ne di possibili criticità dovrebbe garantire un'e­spe­rien­za d'uso ottimale per il maggior numero possibile di utenti. Infatti solo se un'app dimostra una buona per­for­man­ce e una buona usabilità sul maggior numero possibile di di­spo­si­ti­vi, si dif­fon­de­rà mag­gior­men­te e potrà contare su un raggio di azione più ampio.     

Come si testa un'app?

Ci sono test e test; in genere per la garanzia di qualità di un'app si uti­liz­za­no diversi approcci. Le questioni prin­ci­pa­li sulle quali in­ter­ro­gar­si sono quelle relative al modo di con­trol­la­re la qualità del­l'ap­pli­ca­zio­ne (test manuali o au­to­ma­ti­ci) e ri­guar­dan­ti la loro ese­cu­zio­ne (test condotti sul di­spo­si­ti­vo o tramite si­mu­la­to­ri/emulatori).

Test manuali vs. test au­to­ma­ti­ci

Test manuali dell'app (eseguiti dagli utenti) La tipica modalità uti­liz­za­ta dal mobile testing è quella di ef­fet­tua­re test manuali, cioè le persone ve­ri­fi­ca­no l'ap­pli­ca­zio­ne sui rispetti di­spo­si­ti­vi. Ma testare le ap­pli­ca­zio­ni può ri­chie­de­re tempo e risultare complesso (spe­cial­men­te per le app Android) e il team di svi­lup­pa­to­ri dif­fi­cil­men­te potrà per­met­ter­si di procedere in questo modo. Spesso viene perciò richiesto a delle persone di provare l'ap­pli­ca­zio­ne. In questo caso viene radunato un gruppo (nel migliore dei casi molto grande, in modo da essere il più possibile rap­pre­sen­ta­ti­vo), che usa l'app at­te­nen­do­si alle in­di­ca­zio­ni date per svolgere il test e che esprime infine una propria va­lu­ta­zio­ne. Queste persone reclutate per il test hanno il vantaggio di non conoscere affatto l'app, quindi non sanno come dovrebbe fun­zio­na­re, e for­ni­sco­no così un giudizio veritiero di un po­ten­zia­le utente. Oltre a questo tipico modo di procedere, nel mobile testing manuale è anche da prendere in con­si­de­ra­zio­ne il cro­wd­te­sting. I servizi di cro­wd­te­sting mettono a di­spo­si­zio­ne dei tester tra i quali scegliere, così potete se­le­zio­na­re delle persone che rientrano nel vostro target e che pro­ve­ran­no la vostra app sui loro di­spo­si­ti­vi. Il cro­wd­te­sting non avviene quindi in un ambiente di test, ma nel­l'ha­bi­tat naturale del­l'u­ten­te, cosa che rende i risultati più ve­ro­si­mi­li e quindi ne aumenta la loro efficacia. Per le app iOS (ma anche per watchOS e tvOS) con il Test­Flight Beta Testing si può inviare un invito per testare l'app fino ad un massimo di 2000 utenti e così or­ga­niz­ze­re­te i crowdtest au­to­no­ma­men­te. Anche Google offre agli svi­lup­pa­to­ri software diverse opzioni per ef­fet­tua­re test beta, pubblici o privati, di app Android. Test delle app au­to­ma­ti­ci (eseguiti con i tool per il mobile testing) Al contrario dei test manuali, i controlli au­to­ma­tiz­za­ti si uti­liz­za­no so­prat­tut­to per quegli ambiti in cui è ne­ces­sa­rio ve­ri­fi­ca­re processi specifici con­ti­nua­men­te per diverse con­di­zio­ni. Per i test delle app au­to­ma­ti­ci si ricorre a software specifici. Il maggiore vantaggio consiste nel tempo che si risparmia durante i test: quando si uti­liz­za­no programmi simili, infatti, in un batter d'occhio possono essere eseguiti dei test che ri­chie­de­reb­be­ro molto più tempo per un utente in carne ed ossa. È però da tenere presente che l'au­to­ma­tiz­za­zio­ne non è adatta per tutti i tipi di test.      

Di­spo­si­ti­vi mobili fisici vs. si­mu­la­to­ri/emulatori

Eseguire test su di­spo­si­ti­vi mobili fisici

Testare le app sui ri­spet­ti­vi di­spo­si­ti­vi mobili è la soluzione ideale per appurare la fun­zio­na­li­tà di un'app in com­bi­na­zio­ne con specifici hardware e software. Tuttavia, test simili ri­chie­do­no tempo e denaro, visto che per essere completi vanno eseguiti su molti smart­pho­ne e tablet e su ognuno di questi di­spo­si­ti­vi dovrebbe essere nuo­va­men­te ef­fet­tua­to il test. Perciò la soluzione migliore è quella di ri­vol­ger­si a uno tra i tanti servizi di mobile testing, dove avrete accesso ad una serie di di­spo­si­ti­vi mobili (chiamati spesso "Device lab" o "Test lab") con i quali potrete testare la vostra app.

Eseguire test con emulatori/si­mu­la­to­ri

Gli emulatori e i si­mu­la­to­ri sono dei programmi che imitano dei di­spo­si­ti­vi precisi sui quali si possono testare vir­tual­men­te le ap­pli­ca­zio­ni. I risultati ottenuti non sono però af­fi­da­bi­li al cento per cento, in quanto non tutte le in­te­ra­zio­ni utente possono essere simulate così come av­ver­reb­be­ro realmente. Inoltre alcuni tipi di test do­vreb­be­ro essere ef­fet­tua­ti su di­spo­si­ti­vi fisici perché alcuni si­mu­la­to­ri pre­sen­ta­no dei limiti in alcuni ambiti.

Questi di­spo­si­ti­vi virtuali non possono quindi so­sti­tui­re i test eseguiti su quelli fisici, ma si con­fi­gu­ra­no piuttosto come dei metodi com­ple­men­ta­ri, par­ti­co­lar­men­te adatti per test au­to­ma­ti­ci. Con il loro aiuto è possibile ve­ri­fi­ca­re ve­lo­ce­men­te il fun­zio­na­men­to di un'ap­pli­ca­zio­ne con diversi software e hardware. Molti emulatori e si­mu­la­to­ri sono di­spo­ni­bi­li gra­tui­ta­men­te e ad esempio Android Studio e Xcode di Apple com­pren­do­no già programmi simili. 

Diversi tipi di test

Oltre a diversi metodi, ci sono anche diversi aspetti che vanno testati di un'ap­pli­ca­zio­ne. I tipi di test delle app seguenti sono solo una selezione tra quelli ir­ri­nun­cia­bi­li per la verifica di un'app per i di­spo­si­ti­vi mobili. Inoltre ci sono anche test per la sicurezza, security testing, test per la lo­ca­liz­za­zio­ne e tanti altri.

Func­tio­nal testing/test per la fun­zio­na­li­tà

Grazie ai test per la fun­zio­na­li­tà con­trol­la­te se l'app funziona davvero come vorreste. Infine si verifica il corretto fun­zio­na­men­to di tutti i contenuti delle app: si controlla ogni funzione, ogni schermo e ogni pulsante. Il func­tio­nal testing ruota intorno alle seguenti domande:

  • Si può in­stal­la­re l'app senza problemi e di nuovo di­sin­stal­lar­la?
  • Tutti i contenuti dell’app fun­zio­na­no come previsto?
  • L'app continua a fun­zio­na­re senza causare problemi, anche dopo averla mi­ni­miz­za­ta?
  • Si ve­ri­fi­ca­no crash dell'app?
  • L'utente riceve un ap­pro­pria­to messaggio di errore, in caso si ve­ri­fi­chi­no errori?

Oltre all'app in sé, si dovrebbe con­trol­la­re il com­por­ta­men­to del­l'ap­pli­ca­zio­ne in de­ter­mi­na­ti contesti:

  • Si possono eseguire senza problemi ap­pli­ca­zio­ni e funzioni del di­spo­si­ti­vo, una volta che l'app è stata mi­ni­miz­za­ta?
  • L'app si minimizza au­to­ma­ti­ca­men­te, se riceve una chiamata?
  • Si ricevono SMS e altre notifiche mentre l'app è in uso?

Test del­l'u­sa­bi­li­tà

Con lo usability testing (test dell’usabilità) si verifica quanto l'app sia user-friendly. In questo caso un test au­to­ma­ti­co non è un'op­zio­ne, dato che solo gli utenti possono stabilire quanto un'ap­pli­ca­zio­ne risulti facile o meno da uti­liz­za­re. Anche l'uso di un emulatore o di un si­mu­la­to­re è poco utile per gli aspetti ve­ri­fi­ca­ti da un test del­l'u­sa­bi­li­tà perché solo su un di­spo­si­ti­vo mobile si può valutare il fun­zio­na­men­to di un'ap­pli­ca­zio­ne. Solo così diventa chiaro come funzioni il touch screen, come si possa scorrere una pagina o come si prema sui tasti e quali siano i tempi di reazione dell'app a questi comandi. Durante un test del­l'u­sa­bi­li­tà viene anche ve­ri­fi­ca­to se:

  • il fun­zio­na­men­to dell'app è auto espli­ca­ti­vo? Vengono messe a di­spo­si­zio­ne delle spie­ga­zio­ni per le funzioni più com­pli­ca­te?
  • I contenuti dell'app sono po­si­zio­na­ti in modo tale che l'utente giunga fa­cil­men­te alle funzioni più im­por­tan­ti?
  • I contenuti dell'app e il layout del­l'in­ter­fac­cia utente sono po­si­zio­na­ti seguendo la stessa logica che si riscontra in tutta l'app e risultano intuitivi?
  • I pulsanti sono po­si­zio­na­ti in maniera ottimale e sono delle giuste di­men­sio­ni? Pensate anche al fatto che ci sono utenti con dita più grandi.
  • I testi sono scritti in maniera efficace e sono for­mat­ta­ti in una maniera ben leggibile, quindi né troppo grande, né troppo piccola?

Il test del­l'u­sa­bi­li­tà è volto a far emergere problemi durante l'uso dell'app o di­men­ti­can­ze nella vi­sua­liz­za­zio­ne user-friendly del layout. Per far in modo che si ottengano i risultati più efficaci possibili, dovreste prestare at­ten­zio­ne al fatto che il test venga ef­fet­tua­to da un numero suf­fi­cien­te di utenti, usati come tester. Inoltre co­sti­tui­sce un vantaggio se gli utenti del test (o almeno la maggior parte) siano persone ap­par­te­nen­ti al vostro target, così da poter ot­ti­miz­za­re l'u­ti­liz­zo e la struttura del layout su misura per questo tipo di pubblico. Dai mi­glio­ra­men­ti che ne risultano si può offrire agli utenti la migliore espe­rien­za d'uso possibile.

Test della com­pa­ti­bi­li­tà

La com­pa­ti­bi­li­tà di un'app dovrebbe essere ve­ri­fi­ca­ta per quanto riguarda l'hardware e il software in uso sui di­spo­si­ti­vi mobili. Nel caso del­l'hard­ware si deve ad esempio testare la vi­sua­liz­za­zio­ne del­l'ap­pli­ca­zio­ne sui diversi display. Visto che ci sono diverse di­men­sio­ni e ri­so­lu­zio­ni di schermo, si può giungere ve­lo­ce­men­te ad errori di vi­sua­liz­za­zio­ne e di adat­ta­men­to, spe­cial­men­te nel caso in cui non siano stati creati più layout per diversi formati di schermi.

Oltre al formato del display, a seconda dei di­spo­si­ti­vi variano so­prat­tut­to la CPU e la RAM. Ricordate che i di­spo­si­ti­vi mobili più vecchi non sono una rarità. Se create la vostra app non solo per i modelli attuali di smart­pho­ne e tablet, ma vi as­si­cu­ra­te anche che l’app funzioni in maniera ac­cet­ta­bi­le su quelli più datati, aumentate così au­to­ma­ti­ca­men­te il suo raggio d'azione.

Per quanto riguarda il software dei di­spo­si­ti­vi, si verifica che il fun­zio­na­men­to dell’app avvenga senza problemi su diverse versioni del sistema operativo; un test simile è im­por­tan­te spe­cial­men­te nel caso di un'app Android perché per questa piat­ta­for­ma vengono diffuse e uti­liz­za­te molte più versioni rispetto al sistema iOS di Apple.

Tramite il test della com­pa­ti­bi­li­tà, si può con­trol­la­re a partire da quale tipo di hardware e software sono sorti i primi problemi che hanno inficiato il corretto fun­zio­na­men­to dell'app. Se si ri­chie­do­no ai com­po­nen­ti dei di­spo­si­ti­vi requisiti molto elevati, dovreste pensare ad una riduzione di alcuni requisiti di sistema, al­tri­men­ti il vostro target si ridurrà sen­si­bil­men­te.

Test della per­for­man­ce

Con questo test si verifica quante risorse del sistema utilizza l'app in caso di un uso pro­lun­ga­to. In questo caso l'ap­pli­ca­zio­ne funziona co­stan­te­men­te ancora in maniera fluida o si ve­ri­fi­ca­no degli errori? In più si controlla che la batteria non risulti troppo so­vrac­ca­ri­ca­ta o che il di­spo­si­ti­vo non si sur­ri­scal­di dopo un lungo periodo di utilizzo. Come nel test della com­pa­ti­bi­li­tà, vengono anche con­trol­la­te le pre­sta­zio­ni del­l'ap­pli­ca­zio­ne in de­ter­mi­na­te con­di­zio­ni, ad esempio se il fun­zio­na­men­to dell'app cambia nel momento in cui sul disco fisso c'è poca memoria di­spo­ni­bi­le o la batteria è quasi scarica. Il test della per­for­man­ce deve rivelare in che misura si­tua­zio­ni spe­ci­fi­che si ri­flet­ta­no ne­ga­ti­va­men­te sul com­por­ta­men­to dell'app.

Se uno o più com­po­nen­ti si trovano in una si­tua­zio­ne di so­vrac­ca­ri­co, si parla di un test del carico (in inglese load testing) o stress test. Un esempio è lo stress test del server, in cui il com­por­ta­men­to dell'app viene ve­ri­fi­ca­to sul server del­l'ap­pli­ca­zio­ne in caso di un elevato numero di vi­si­ta­to­ri. Su un'ap­pli­ca­zio­ne, dove le relative funzioni ne­ces­si­ta­no di una con­nes­sio­ne Internet, un test del carico della rete deve far emergere come una con­nes­sio­ne Internet debole si rifletta sulla fun­zio­na­li­tà dell'app. Gli stress test devono indicare il carico che precisi com­po­nen­ti riescono a sup­por­ta­re, prima che se ne riduca il fun­zio­na­men­to.

Tool per il mobile testing

I test citati sopra non devono essere tutti svolti ma­nual­men­te, poiché esistono diversi tool per il testing che al­leg­ge­ri­sco­no no­te­vol­men­te il lavoro da fare in molti ambiti. Gli strumenti per il mobile testing pre­sen­ta­ti di seguito sono par­ti­co­lar­men­te adatti per iOS e Android, visto che la nostra serie sullo sviluppo delle app native tratta nello specifico di queste due piat­ta­for­me.

Appium

Appium è un programma open source mul­ti­piat­ta­for­ma per l'au­to­ma­zio­ne dei test, di­spo­ni­bi­le gra­tui­ta­men­te. Con questo tool non solo si possono testare app native Android e iOS, ma sono sup­por­ta­te per entrambe le piat­ta­for­me anche au­to­ma­tiz­za­zio­ni dei test per app ibride e web app. Su Appium si utilizza la stessa in­ter­fac­cia di pro­gram­ma­zio­ne sia per iOS sia per Android, così da poter riusare il codice scritto fa­cil­men­te. I test creati qui possono essere eseguiti su di­spo­si­ti­vi fisici, emulatori e si­mu­la­to­ri. Appium è un software molto utile per condurre test au­to­ma­ti­ci, ma che pre­sup­po­ne un'a­de­gua­ta co­no­scen­za.

TestFairy

Sul sito di TestFairy potete caricare la vostra app e invitare persone a provarla. Così l’ap­pli­ca­zio­ne può essere scaricata e uti­liz­za­ta, e quindi potete or­ga­niz­za­re au­to­no­ma­men­te una sorta di cro­wd­te­sting. Il tool dispone di una funzione di rapporto degli errori e può creare un video che mostra come si utilizza l’app. Esiste una versione gratuita di TestFairy e una En­ter­pri­se a pagamento.

Uber­te­sters

Uber­te­sters è una piat­ta­for­ma che vi aiuta nel beta test della vostra app, così avete il controllo completo sui test e ricevete dei rapporti det­ta­glia­ti. Sulla piat­ta­for­ma potete lavorare insieme in team senza problemi, scovare fa­cil­men­te con diversi strumenti gli errori del programma, creare diverse versioni di test di un’app, ve­ri­fi­car­la ed eseguire crowdtest (ad esempio test per la fun­zio­na­li­tà e dell’usabilità). Uber­te­sters è offerto in diversi pacchetti con una grande varietà di funzioni, di cui la variante con meno features è gratuita.

Risolvere gli errori rilevati dell’app

Se un emulatore rileva degli errori, dovreste ve­ri­fi­car­li di nuovo con un di­spo­si­ti­vo fisico prima di ci­men­tar­vi nella ri­so­lu­zio­ne degli errori. Infatti non tutti i problemi che emergono dall’emu­la­zio­ne di un’app si ri­scon­tra­no quando la si utilizza realmente. Solo se si ve­ri­fi­ca­no dei problemi mentre si usa l’app sui di­spo­si­ti­vi mobili, è tempo di agire. Ma come si riconosce qual è il fattore sca­te­nan­te che fa emergere un errore in una funzione? Testando le app non è possibile risalire ad una diagnosi degli errori esatta. Alcuni tool per il mobile testing possono aiutare, ma ciò non toglie che spetta a voi ana­liz­za­re spesso i problemi e i mal­fun­zio­na­men­ti dell’app in maniera autonoma. So­li­ta­men­te sono causati da una pro­gram­ma­zio­ne errata o dal fatto che alcuni com­po­nen­ti del di­spo­si­ti­vo non sono com­ple­ta­men­te com­pa­ti­bi­li con l’ap­pli­ca­zio­ne.

Una volta in­di­vi­dua­to il motivo di un erroneo fun­zio­na­men­to dell’ap­pli­ca­zio­ne, dovete valutare in che misura è im­por­tan­te risolvere il problema e se è possibile farlo senza dan­neg­gia­re la fun­zio­na­li­tà dell’app in generale. Ov­via­men­te nella versione finale non do­vreb­be­ro più risultare errori generali perché tutte le feature fon­da­men­ta­li (come la na­vi­ga­zio­ne o la vi­sua­liz­za­zio­ne dei contenuti delle ap­pli­ca­zio­ni) devono essere fun­zio­nan­ti in qualsiasi momento.

Più difficile risulta la decisione a favore o contro la ri­so­lu­zio­ne degli errori se la causa non risiede in una pro­gram­ma­zio­ne errata dell’app, ma è ri­con­du­ci­bi­le ad un problema di un preciso software o hardware. Ciò riguarda il più delle volte sistemi operativi superati o com­po­nen­ti dei di­spo­si­ti­vi datati o poco per­for­man­ti che ral­len­ta­no o im­pe­di­sco­no l’ese­cu­zio­ne di una o più funzioni dell’app. Se fosse questo il caso, dovreste ana­liz­za­re ac­cu­ra­ta­men­te i risultati alla fine del mobile testing: quali elementi hardware o software po­treb­be­ro essere re­spon­sa­bi­li del fatto che la funzione non viene eseguita in modo regolare? Anche la logica “trial and error” potrebbe essere d’aiuto.    

Quanto devono essere elevati i requisiti hardware e software richiesti all’app?

Si­cu­ra­men­te il raggio d’azione della vostra app si allarga, se la pro­get­ta­te in modo tale che sia fun­zio­nan­te su molti vecchi di­spo­si­ti­vi. L’adat­ta­men­to di un’app al maggior numero possibile di di­spo­si­ti­vi mobili ha però i suoi limiti. Le ap­pli­ca­zio­ni dotate di funzioni che ne­ces­si­ta­no di un pro­ces­so­re più potente e/o di molta RAM, a volte non possono essere impostate in modo ottimale sui vecchi hardware. Un altro esempio: se un’ap­pli­ca­zio­ne richiede una con­nes­sio­ne Internet potente, non si dovrebbe adattare a tutti i costi anche per una con­nes­sio­ne Internet debole.

Alcune app hanno sem­pli­ce­men­te bisogno di precisi requisiti tecnici, per esempio alcune ri­chie­do­no delle di­men­sio­ni dello schermo spe­ci­fi­che per essere eseguite. Un altro esempio è l’app di YouTube, che funziona solo quando si può avere a di­spo­si­zio­ne un tasso di tra­smis­sio­ne dei dati suf­fi­cien­te­men­te veloce, ma risulta comunque una delle app più scaricate. Dovreste diminuire e adattare la varietà di funzioni per dif­fon­de­re mag­gior­men­te l’app, a patto però di non ridurre più del dovuto la fun­zio­na­li­tà dell’app.

Con­clu­sio­ne: il mobile testing è ir­run­cia­bi­le per as­si­cu­ra­re la qualità dell’app

Ef­fet­tua­re numerosi test per la vostra ap­pli­ca­zio­ne co­sti­tui­sce l’ultimo passo dello sviluppo delle app. Si­cu­ra­men­te ne deriva molto lavoro, di cui però verrete ri­com­pen­sa­ti sotto tutti i punti di vista: grazie al mobile testing vi as­si­cu­ra­te che il maggior numero di utenti possibile possa uti­liz­za­re in modo ottimale la vostra ap­pli­ca­zio­ne. Prestate at­ten­zio­ne quando eseguite i test a bi­lan­ciar­li bene, in modo che venga testato sia l’utilizzo sui di­spo­si­ti­vi fisici, sia quello sugli emulatori e/o sui si­mu­la­to­ri.

Se avete con­trol­la­to a fondo la vostra app e non avete ri­scon­tra­to errori gravi o mal­fun­zio­na­men­ti o se li avete già risolti, ce l’avete fatta: avete tra­sfor­ma­to la vostra idea in un’app e l’ap­pli­ca­zio­ne può ora essere infine ri­la­scia­ta nell’app store. Tuttavia, ci sono ancora alcuni compiti da compiere prima di poter con­clu­de­re de­fi­ni­ti­va­men­te la creazione della vostra app.

Da un lato dovreste ripetere alcuni dei test eseguiti di tanto in tanto perché un controllo continuo ga­ran­ti­sce che l’app anche in futuro funzioni senza problemi e così anche gli utenti possono con­ti­nua­re a be­ne­fi­cia­re di un’app senza errori. Da eseguire re­go­lar­men­te sono so­prat­tut­to i test della com­pa­ti­bi­li­tà e della per­for­man­ce.

Dall’altro, l’in­se­ri­men­to dell’ap­pli­ca­zio­ne negli app store di Apple e Google richiede anche un certo impegno. Prima dovete re­gi­strar­vi e loggarvi negli store, per poter vendere lì la vostra app. Di questo passaggio ne trattiamo più det­ta­glia­ta­men­te nella quinta parte della nostra serie dedicata alla re­gi­stra­zio­ne nell’App Store di Apple e alla re­gi­stra­zio­ne su Google Play Store. Inoltre, dopo aver ri­la­scia­to la vostra app, potete ot­ti­miz­za­re ancora il ranking dell’ap­pli­ca­zio­ne su Google Play Store e nell’App Store di Apple.    

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