In un app store (come quello di Apple o su Google Play Store) il ranking di un’app con­tri­bui­sce a de­ter­mi­na­re il successo dell’ap­pli­ca­zio­ne. Infatti per le ap­pli­ca­zio­ni che finiscono tra le prime posizioni si rileva spesso un maggior numero di download rispetto a quelle che si trovano tra le ultime posizioni dei risultati di ricerca. Perciò, sia per le app iOS che per quelle Android, non si dovrebbe tra­scu­ra­re il ranking negli app store. La buona notizia è che si può influire sul ranking. Su questo tema si concentra la sesta e ultima parte della nostra serie, che si occupa dello sviluppo e della com­mer­cia­liz­za­zio­ne delle app. Negli articoli pre­ce­den­ti della nostra serie sulla creazione di una propria app si è trattato di come pro­get­ta­re un’app cor­ret­ta­men­te, del suo design e con quale software è possibile svi­lup­pa­re e testare l’ap­pli­ca­zio­ne. Nelle parti 5.1 e 5.2 si sono ap­pro­fon­di­te ri­spet­ti­va­men­te la pub­bli­ca­zio­ne di un’app Android nel Google Play Store e di come fare l’upload di un’ap­pli­ca­zio­ne iOS nell’App Store di Apple. Quest’ultima parte segna ora la fine della serie e spiega come si può aumentare la vi­si­bi­li­tà delle ap­pli­ca­zio­ni negli app store ufficiali di Google e Apple, ri­cor­ren­do all’ASO (l’ab­bre­via­zio­ne di “App Store Op­ti­mi­za­tion“, cioè ot­ti­miz­za­zio­ne per l’app store). Anche questa volta sono state scritte due parti: un articolo sull’ot­ti­miz­za­zio­ne del ranking delle ap­pli­ca­zio­ni Android (6.1) e uno sulle ap­pli­ca­zio­ni iOS (6.2). Nel paragrafo suc­ces­si­vo ci occupiamo per prima cosa dell’ASO e delle sta­ti­sti­che correlate.

Che cos’è l’App Store Op­ti­mi­za­tion (ASO)?

Gli utenti trovano la maggior parte delle nuove ap­pli­ca­zio­ni tramite la funzione di ricerca negli app store. Proprio basandosi su questo punto entra in gioco l’App Store Op­ti­mi­za­tion: ASO ha come obiettivo quello di po­si­zio­na­re un’app nativa più in alto possibile tra i risultati di ricerca di un app store, in modo da ottenere anche un aumento del numero di download. Ma come si arriva alla con­clu­sio­ne che un miglior ranking con­tri­bui­sca al maggiore successo di un’ap­pli­ca­zio­ne? Per prima cosa si può stabilire a questo riguardo che il ranking di un’app si rifletta senz’altro sulla per­ce­zio­ne dell’app. Infatti spesso i vi­si­ta­to­ri di uno shop presumono che le ap­pli­ca­zio­ni elencate per prime tra i risultati dell’app store siano anche i migliori programmi in cir­co­la­zio­ne che offrono una funzione specifica. So­prat­tut­to nel caso in cui gli utenti aprano l’app store di Google ve­lo­ce­men­te e, anche senza avere già in mente un servizio specifico, cerchino un’ap­pli­ca­zio­ne con delle funzioni precise, un buon ranking di un’app Android può fare la dif­fe­ren­za e venir ri­com­pen­sa­to: le ap­pli­ca­zio­ni che si trovano tra i primi risultati nell’app store, vengono spesso scaricate di più rispetto a quelle elencate più in basso. Diverse misure possono spingere un’app tra i primi risultati dell’app store. I metodi ASO messi a di­spo­si­zio­ne sono in una certa misura equi­pa­ra­bi­li con le strategie dell’ot­ti­miz­za­zio­ne per i motori di ricerca (chiamata anche “Search Engine Op­ti­mi­za­tion” o ab­bre­via­ta in “SEO”) e così anche nell’App Store Op­ti­mi­za­tion ci sono due settori, nell’ambito dei quali si possono prendere delle misure per mi­glio­ra­re il proprio ranking.

  • Onsite (simile a on-page nell’ot­ti­miz­za­zio­ne per i motori di ricerca): rientrano nell’ot­ti­miz­za­zio­ne per l’app store onsite tutti quei metodi che vengono eseguiti di­ret­ta­men­te sulla pagina dell’app store dell’ap­pli­ca­zio­ne. Ciò comprende sia l’as­se­gna­zio­ne del nome dell’app, la de­scri­zio­ne dei contenuti dell’ap­pli­ca­zio­ne, oltre che la vi­sua­liz­za­zio­ne dei contenuti tramite l’icona dell’app e gli screen­shot, che hanno effetto sul po­si­zio­na­men­to nell’app store. I fattori onsite si possono tutti mo­di­fi­ca­re at­ti­va­men­te.
  • Offsite (com­pa­ra­bi­le con off-page nell’ot­ti­miz­za­zio­ne per i motori di ricerca): nell’ambito offsite rientrano tutti i fattori che hanno un influsso sul ranking che non si possono mo­di­fi­ca­re au­to­no­ma­men­te sulla pagina dei dettagli di un’ap­pli­ca­zio­ne dell’app store o gestire di­ret­ta­men­te. Fanno parte di questo settore valori come il numero di download, le va­lu­ta­zio­ni dell’app o la va­lu­ta­zio­ne dell’app da parte degli utenti. Al contrario dell’ambito onsite, non si possono com­ple­ta­men­te gestire i com­po­nen­ti offsite, ma solo in­fluen­za­re. Ciò avviene in­di­ret­ta­men­te tramite la sud­di­vi­sio­ne in settori specifici, come la qualità, l’usabilità, la fun­zio­na­li­tà o la pro­mo­zio­ne dell’app. Questi fattori sono perciò de­ter­mi­nan­ti per stabilire la frequenza con cui un’app viene scaricata o se gli utenti la valutino po­si­ti­va­men­te o ne­ga­ti­va­men­te.

L’influsso dei fattori onsite e offsite sul ranking di un’app non si può però misurare esat­ta­men­te; né Google né Apple (i loro app store rap­pre­sen­ta­no le piat­ta­for­me più im­por­tan­ti per le ap­pli­ca­zio­ni) hanno ri­la­scia­to notizie ufficiali sui criteri di ranking. Tuttavia, nel frattempo si sono dedicati al tema molti online marketer ed esperti che sono così riusciti a ricavare alcuni mec­ca­ni­smi di fun­zio­na­men­to dello schema di ranking degli app store. In genere si è d’accordo nel giudicare che gli aspetti seguenti abbiano una certa influenza sul po­si­zio­na­men­to delle app (sia in ri­fe­ri­men­to al ranking delle app Android che di quelle iOS):

  • Criteri onsite per il ranking delle app:
    • Utilizzo di keyword (parole chiave per la de­scri­zio­ne dei contenuti dell’app) nel nome dell’ap­pli­ca­zio­ne e sulla pagina dei dettagli dell’ap­pli­ca­zio­ne nell’app store
    • Utilizzo di un’icona dell’app
    • Upload di screen­shot per il­lu­stra­re i contenuti dell’app
    • Upload di un video per chiarire i contenuti dell’app
    • Utilizzo e va­lu­ta­zio­ne delle sta­ti­sti­che di utilizzo in-app
  • Criteri offsite per il ranking dell’app:
    • Numero dei download
    • Numero delle in­stal­la­zio­ni
    • Numero delle di­sin­stal­la­zio­ni
    • Numero delle va­lu­ta­zio­ni
    • La media delle va­lu­ta­zio­ni totali dell‘app
    • Evo­lu­zio­ne dei numeri del download dell‘app
    • Evo­lu­zio­ne delle va­lu­ta­zio­ni dell‘app
Consiglio

Ov­via­men­te le cifre offsite possono venire in­fluen­za­te at­ti­va­men­te fino a un certo punto (ad esempio scrivendo da soli le va­lu­ta­zio­ni o facendole scrivere da qualcuno). Tuttavia, l’utilizzo di misure simili negli app store risulta disonesto, perciò si scon­si­glia di usarle. Si indicano pratiche simili con il nome di Black Hat ASO (ri­fa­cen­do­si al termine Black Hat SEO usato nell’online marketing). Infatti chi viene beccato da Google o da Apple a ricorrere a metodi di Black Hat ASO, deve fare i conti con le con­se­guen­ze, che si con­ver­to­no nella rimozione dell’app dall’app store o nel blocco dell’account dello svi­lup­pa­to­re.

Ri­le­va­men­to e influsso delle cifre ASO

Nel rilevare le cifre elencate sopra, non si riceverà grande aiuto da parte dell’app store di ri­fe­ri­men­to. Infatti al di fuori delle cifre di download dell’app e delle va­lu­ta­zio­ni utente dell’ap­pli­ca­zio­ne nell’app store, non ci sono molte in­for­ma­zio­ni sull’andamento dell’app. Né l’App Store di Apple, né quello di Google offrono una visione d’insieme relativa alle sta­ti­sti­che sui click e sulle vi­sua­liz­za­zio­ni di una pagina dei dettagli dell’app

Nel ri­le­va­men­to delle cifre possono però aiutare tool ASO ag­giun­ti­vi offerti da servizi esterni. Sen­sor­To­wer o AppRadar offrono dei tool a pagamento per l’ot­ti­miz­za­zio­ne per l’app store, ma esistono anche tool ASO gratuiti (ad esempio il programma di analisi per l’app di App Annie), che però non possono competere con la con­cor­ren­za a pagamento con le loro opzioni statiche di ri­le­va­men­to e con le loro features. Ma anche questi tool non hanno accesso ai dati e ai valori reali degli app store.

I programmi di ausilio ASO si servono di valori raccolti ester­na­men­te per indicare ad esempio il volume di ricerca di diverse keyword. Perciò le in­for­ma­zio­ni devono sempre venir prese con le molle, anche se comunque un tool ASO rap­pre­sen­ta un utile aiuto per il mi­glio­ra­men­to del ranking dell’app. Infatti con i tool citati si possono com­pren­de­re meglio alcuni dei valori offsite citati sopra. Dipende però dalle ri­spet­ti­ve piat­ta­for­me quanto i valori positivi o negativi dei fattori elencati sopra si ri­flet­ta­no sul po­si­zio­na­men­to in un app store. Così le diverse ricerche e analisi hanno fatto emergere che i fattori onsite e offsite nel Google Play Store hanno un peso diverso rispetto al ruolo che ricoprono nell’App Store di Apple.

Mi­glio­ra­re il ranking della propria app nel Play Store

Google non ha mai con­fer­ma­to uf­fi­cial­men­te i criteri esatti per il ranking nel Play Store. L’ASO per Google Play ha quindi con­di­zio­ni generali simili a quelle dell’ot­ti­miz­za­zio­ne per i motori di ricerca di Google: infatti anche per quanto riguarda il fun­zio­na­men­to dei risultati di ricerca per il motore di ricerca di Google ci sono po­chis­si­mi co­mu­ni­ca­ti ufficiali dell’azienda della Silicon Valley. Molte in­for­ma­zio­ni sul ranking sono state fornite da persone esterne, che hanno ana­liz­za­to au­to­no­ma­men­te l’algoritmo del motore di ricerca.

In maniera analoga funziona l’ASO nel Google Play Store. Anche se non si può di­mo­stra­re al cento per cento, la maggior parte degli esperti con­cor­da­no su come i fattori onsite e offsite si ri­flet­ta­no sul ranking di un’app Android su Google Play. Di seguito vi pre­sen­tia­mo i com­po­nen­ti più im­por­tan­ti per mi­glio­ra­re il ranking nel Google Play Store.

Keyword

Le keyword, anche nell’ASO, sono molto im­por­tan­ti come nell’ambito SEO. Tuttavia, a dif­fe­ren­za dell’ot­ti­miz­za­zio­ne per i motori di ricerca, nel Play Store avete solo un’unica pagina per inserire le keyword, cioè la pagina dei dettagli della vostra app su Google Play. Là si può impostare un’ot­ti­miz­za­zio­ne delle keyword nei seguenti campi:

  • Keyword nel nome dell’app: se le keyword sono inserite nel titolo dell’app, avete per certo un maggiore influsso sul ranking del Play Store. Nel caso in cui offriate un gioco, potete fare ri­fe­ri­men­to al tipo o al tema del gioco con una parola chiave (ad esempio “puzzle” o “calcio”). Potete anche inserire più keyword nel nome dell’app, ma dovete anche prestare at­ten­zio­ne al fatto che il titolo non diventi troppo lungo (sono con­si­glia­ti un massimo di 20- 25 caratteri), perché è facile che venga tagliato proprio sui di­spo­si­ti­vi mobili con uno schermo più piccolo. Per la gestione del brand (l’in­tro­du­zio­ne del marchio) di ogni ap­pli­ca­zio­ne è anche im­por­tan­te trovare un nome unico, che spesso risulta sensato inserire nel titolo dell’app; è però prin­ci­pal­men­te con­si­glia­to solo nel caso di marche e prodotti più co­no­sciu­ti. Il nome delle ap­pli­ca­zio­ni, che sono state poco o per niente pub­bli­ciz­za­te tramite strategie pub­bli­ci­ta­rie e di marketing, non dice niente alla maggior parte dei vi­si­ta­to­ri dell’app store. In altre parole dipende dal contesto, se sia più ap­pro­pria­to dare un nome all’app in base al contenuto e quindi alla sua funzione o inserire, invece, il nome del marchio vero e proprio. Tuttavia, c’è si­cu­ra­men­te anche la pos­si­bi­li­tà di collegare entrambi nel nome dell’ap­pli­ca­zio­ne. In un caso simile si procede spesso secondo lo schema seguente: Nome proprio dell’app – Slogan/in­for­ma­zio­ni sull’app (con keyword rilevanti)
  • Keyword nella de­scri­zio­ne dell’app: il posto dove è presente un maggiore spazio per inserire le keyword si trova nei campi testuali per la vi­sua­liz­za­zio­ne dei contenuti dell’ap­pli­ca­zio­ne. Nel Play Store sono messi a di­spo­si­zio­ne due campi di questo tipo, in entrambi si dovrebbe in­tra­pren­de­re l’ot­ti­miz­za­zio­ne delle keyword, inserendo nel testo le parole chiave ap­pro­pria­te per l’app. Nella breve de­scri­zio­ne che compare per prima dovreste fare at­ten­zio­ne che gli utenti possano leggere le in­for­ma­zio­ni più im­por­tan­ti all’inizio del testo e non debbano quindi scorrere fino alla pagina dell’app. In questo modo si ricevono di­ret­ta­men­te ad un primo sguardo nella pagina dei dettagli tutte le in­for­ma­zio­ni es­sen­zia­li. Più in basso nella pagina dell’app si trova poi il campo dedicato alla de­scri­zio­ne completa. As­si­cu­ra­te­vi per entrambi i testi di tenere sempre presente la pa­no­ra­mi­ca delle norme per gli svi­lup­pa­to­ri di Google.

Per ve­ri­fi­ca­re se la keyword scelta da voi sia ricercata, potete uti­liz­za­re sem­pli­ce­men­te la funzione di Auto Suggest di Google Play. Se inserite la keyword nella ricerca app del Play Store una lettera per volta, ricevete sempre diverse proposte per la ricerca delle parole. I termini mostrati qui sono quelli più ricercati e assumono il ruolo di in­di­ca­to­ri, in quanto segnalano se un termine o una sequenza di diverse parole disponga di un elevato volume di ricerca. Ma anche molti tool ASO hanno diverse funzioni che vi possono aiutare nella ricerca delle keyword per le app.

Vi­sua­liz­za­zio­ne, pre­sen­ta­zio­ne e clas­si­fi­ca­zio­ne dell’app

Senza immagini efficaci dell’in­ter­fac­cia utente dell’app e altre il­lu­stra­zio­ni adatte, la vostra pagina sul Play Store apparirà scarna. Visto che la pagina dei dettagli dell’app deve ri­vol­ger­si agli utenti e in­cu­rio­sir­li, una pre­sen­ta­zio­ne ben leggibile è molto im­por­tan­te. Perciò si do­vreb­be­ro integrare sulla pagina alcune immagini dell’app e, se possibile, un breve video. Fate anche at­ten­zio­ne ad assegnare la vostra ap­pli­ca­zio­ne su Google Play alla giusta categoria. Anche se non si può dire esat­ta­men­te quanto una buona pre­sen­ta­zio­ne e una clas­si­fi­ca­zio­ne sensata si ri­flet­ta­no po­si­ti­va­men­te sul ranking di un’app nel Play Store, la pre­sen­ta­zio­ne della vostra app apparirà si­cu­ra­men­te più pro­fes­sio­na­le e attraente. Ciò dovrebbe in ultima analisi in­vo­glia­re anche i vi­si­ta­to­ri dell’app store a scaricare la vostra ap­pli­ca­zio­ne.

  • Immagini, video e icona dell’app: il principio è semplice e si basa sul fatto che più offrite elementi visivi di qualità, più la vostra pagina dell’app verrà presa sul serio dai vi­si­ta­to­ri dello store. Su Google Play con­ti­nua­te ad essere obbligati, in fase di ca­ri­ca­men­to della vostra app, ad inserire alcune immagini nell’app store per chiarire il fun­zio­na­men­to dell’app (almeno 4 screen­shot, un’immagine di pre­sen­ta­zio­ne e un’icona dell’app). Ma anche immagini in-app ag­giun­ti­ve (con cui dovreste il­lu­stra­re le funzioni prin­ci­pa­li dell’app) o immagini in­for­ma­ti­ve, aiutano i vi­si­ta­to­ri a farsi un’idea precisa della vostra ap­pli­ca­zio­ne. All’icona dell’app è assegnato un ruolo speciale, poiché non viene solo mostrata tra i risultati di ricerca del Play Store, ma compare anche dopo l’in­stal­la­zio­ne dell’app sui di­spo­si­ti­vi degli utenti come pulsante di avvio. Perciò il simbolo dell’app dovrebbe essere ri­co­no­sci­bi­le anche su una schermata piccola ed essere ben visibile. Inoltre bisogna fare at­ten­zio­ne che la pre­sen­ta­zio­ne del logo dell’app si orienti al design dell’app in generale, so­prat­tut­to per quando riguarda i colori e la forma.
  • Scegliere la giusta categoria: durante l’in­se­ri­men­to della vostra app su Google Play Store, dovete indicare una categoria in cui verrà elencata la vostra ap­pli­ca­zio­ne. Oltre al tipo di app in generale (qui avete solo la scelta tra “app” e “giochi”), potete scegliere tra i molti termini della voce “categoria”, quello che meglio descrive la tematica della vostra ap­pli­ca­zio­ne. Se assegnate l’app ad una categoria non per­ti­nen­te, sembrerà strano agli utenti e li potrebbe far spa­ven­ta­re. Inoltre un gioco che è clas­si­fi­ca­to come qualcos’altro, non verrà trovato da quegli utenti che cercano un nuovo gioco nella categoria giochi. Così vi deprivate in partenza di in­nu­me­re­vo­li po­ten­zia­li utenti.

Generare backlink alla pagina dei dettagli dell‘app store

Il col­le­ga­men­to esterno pro­ve­nien­te da una pagina ricopre sull’app store di Google un ruolo im­por­tan­te, simile a quello che ha nel ranking per il motore di ricerca di Google. Al contrario dell’App Store di Apple, sul Play Store, Google at­tri­bui­sce ai backlink molto più valore per quanto riguarda il ranking. Tuttavia, non c’è da stupirsi, dato che uno dei campi prin­ci­pa­li di Google consiste nell’in­di­ciz­za­zio­ne di siti. Infatti anche qui viene uti­liz­za­to il numero e la qualità dei link in entrata di un sito come fattore di ranking per l’in­di­ciz­za­zio­ne del sito coinvolto: quindi il numero di link in entrata influenza in modo decisivo il ranking nei risultati di ricerca.

I backlink ad una pagina dell’app si generano più o meno da soli nel caso di app popolari: un’ap­pli­ca­zio­ne affermata verrà ben presto linkata da siti, blog, forum, ecc., per informare il lettore del suo valore aggiunto. Se una pagina dei dettagli di un’app nel Play Store riceve molti backlink, ciò verrà valutato da Google come indice di po­po­la­ri­tà dell’app. In altre parole aumenta anche il ranking dell’app su Google Play; anche se questo fattore di ranking non è facile da in­fluen­za­re at­ti­va­men­te (a meno che non si ricorra a metodi di Black Hat ASO). Il modo migliore per riuscire a generare at­ti­va­men­te link verso la propria pagina dell’app, è quello di co­min­cia­re ini­zia­ti­ve partner con siti, che in­se­ri­ran­no un link all’app nel Play Store.

Con­qui­sta­re un ranking migliore per la vostra app Android con una buona ot­ti­miz­za­zio­ne per gli app store

Le misure ASO in­tro­dot­te qui sopra sono utili per tutte le app su Google Play Store, infatti il ranking della vostra app Android può solo trarre vantaggio dall’ot­ti­miz­za­zio­ne della pagina dei dettagli dell’app. Perciò un buon po­si­zio­na­men­to nel Play Store fa in modo che un’app venga trovata più ve­lo­ce­men­te e venga percepita come molto rilevante e quindi ambita. Ciò fa aumentare di solito anche il numero di download dell’ap­pli­ca­zio­ne Android.

Per rag­giun­ge­re questo obiettivo ve­lo­ce­men­te, dovreste ci­men­tar­vi con l’ot­ti­miz­za­zio­ne onsite, quindi dedicarvi a tutti quei mi­glio­ra­men­ti che vengono in­tra­pre­si di­ret­ta­men­te sulla pagina dei Google Play Store della vostra ap­pli­ca­zio­ne. So­prat­tut­to l’uso stra­te­gi­co di keyword ap­pro­pria­te e la pre­sen­ta­zio­ne della vostra app con screen­shot e un’icona chiara ap­por­te­ran­no dei benefici alla posizione della vostra ap­pli­ca­zio­ne. Grazie a misure onsite si può anche mi­glio­ra­re il ranking dell’app nel Play Store in modo com­ple­ta­men­te in­di­pen­den­te dai contenuti dell’ap­pli­ca­zio­ne.

Al contrario i fattori offsite (aspetti sui quali non avete un influsso diretto) sono collegati molto di più con i contenuti e la fun­zio­na­li­tà della vostra app, ma anche il marketing gioca qui un ruolo im­por­tan­te. Tra questi rientrano le cifre come va­lu­ta­zio­ni positive o negative, il numero di download, in­stal­la­zio­ni, di­sin­stal­la­zio­ni e va­lu­ta­zio­ni. Una pro­mo­zio­ne di successo porta quindi al fatto che la vostra ap­pli­ca­zio­ne diventi co­no­sciu­ta e si registri un maggior numero di download. La qualità dell’ap­pli­ca­zio­ne decide infine se gli utenti sono sod­di­sfat­ti del prodotto.

Se un’app non riesce a sod­di­sfa­re gli utenti, viene pro­ba­bil­men­te valutata ne­ga­ti­va­men­te e/o rimossa dal di­spo­si­ti­vo: alcune di queste cifre negative com­por­ta­no quindi che un’ap­pli­ca­zio­ne venga elencata nelle ultime posizioni nel ranking di Google Play. Perciò una buona pro­mo­zio­ne dell’ap­pli­ca­zio­ne al di fuori del Play Store e un’alta qualità dell’app in­flui­sco­no molto sull’ot­te­ni­men­to di un buon po­si­zio­na­men­to nel Play Store.

Con­clu­sio­ne: l’ASO è im­por­tan­te per il marketing dell’app, ma non è tutto

Sia i fattori onsite che offsite sono de­ter­mi­nan­ti per il ranking della vostra ap­pli­ca­zio­ne tra i risultati di ricerca e non do­vreb­be­ro perciò essere tra­scu­ra­ti. Ma per pro­muo­ve­re la vostra app Android non dovete fare esclu­si­va­men­te af­fi­da­men­to sull’ot­ti­miz­za­zio­ne dell’app Android sull’app store. Si­cu­ra­men­te l’ASO è un mezzo con­fer­ma­to per far con­qui­sta­re all’app un raggio d’azione maggiore, ma un’app Android dovrebbe anche venir promossa al di fuori di Google Play Store. Cosa deve venire uti­liz­za­to per questo scopo, ad esempio pub­bli­ci­tà, campagne di marketing, coo­pe­ra­zio­ni con partner o altre strategie, deve essere deciso ogni volta a seconda dei casi.

Infine la com­bi­na­zio­ne di diversi fattori determina il successo di un’ap­pli­ca­zio­ne. Qui rientrano sia la qualità, i contenuti, l’usabilità e la stabilità dell’app che le misure di marketing, con le quali si promuove l’app. Ciò vale allo stesso modo per le app Android e quelle iOS. Tuttavia, l’ASO nell’App Store di Apple si dif­fe­ren­zia proprio dalla gestione del Google Play Store in alcune sezioni. A cosa dovete prestare at­ten­zio­ne nell’App Store per le app iOS, lo scoprite nella parte 6.2 sull’ot­ti­miz­za­zio­ne del ranking nell’App Store di Apple, che conclude la serie sullo sviluppo e la pro­mo­zio­ne delle proprie app native.

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