Al contrario di quanto si possa pensare, la po­po­la­ri­tà della posta elet­tro­ni­ca, diffusa in tutto il mondo già negli anni 80, continua a crescere ancora oggi. La co­mu­ni­ca­zio­ne via e-mail non è di certo una novità; no­no­stan­te ciò accade spesso di im­bat­ter­si in e-mail mal scritte o dai toni scortesi, as­so­lu­ta­men­te inadatte a un contesto la­vo­ra­ti­vo. Tutti amano ricevere messaggi di posta elet­tro­ni­ca chiari e ben rea­liz­za­ti: per questo motivo può valere la pena imparare i fon­da­men­ti della e-mail ne­ti­quet­te, ovvero il bon ton della posta elet­tro­ni­ca.

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Formale o informale?

Qual è il registro corretto da uti­liz­za­re nella vostra e-mail? Bisogna pensare anzitutto al motivo per cui la state scrivendo e a quale tipo di rapporto avete con il de­sti­na­ta­rio. Un messaggio per un caro amico o un familiare utilizza ov­via­men­te toni più rilassati: in questi casi attenersi alle regole del “galateo di Internet” non è stret­ta­men­te ne­ces­sa­rio. Con queste persone infatti il grado di con­fi­den­za è so­li­ta­men­te molto elevato, non solo nella co­mu­ni­ca­zio­ne via e-mail ma anche nella vita di tutti i giorni. Spesso si vengono a creare modelli di co­mu­ni­ca­zio­ne, un lessico e persino modi di dire pie­na­men­te com­pren­si­bi­li solo all’interno del proprio gruppo di co­no­scen­ze.

Quello che è normale e per­fet­ta­men­te com­pren­si­bi­le in una con­ver­sa­zio­ne tra amici potrebbe risultare invece scortese o ina­de­gua­to quando si parla con uno sco­no­sciu­to. È quindi bene ricordare che la necessità di seguire la co­sid­det­ta e-mail ne­ti­quet­te si verifica solo nell’ambito delle co­mu­ni­ca­zio­ni formali o la­vo­ra­ti­ve. Il registro adeguato da tenere con amici e co­no­scen­ti, invece, lo conoscete voi meglio di chiunque altro.

Il galateo della posta elet­tro­ni­ca: a cosa fare at­ten­zio­ne quando si scrive un’e-mail di lavoro

Se de­si­de­ra­te che il de­sti­na­ta­rio prenda sul serio la vostra e-mail, la consideri cortese e ben scritta anziché ma­le­du­ca­ta o irritante, non dovrete fare altro che attenervi alle regole dell’e-mail ne­ti­quet­te. Le regole sono da una parte relative al contenuto e alla struttura del testo, valide per tutta la cor­ri­spon­den­za formale e di lavoro, sia elet­tro­ni­ca che tra­di­zio­na­le, dall’altra agli aspetti tecnico-formali rilevanti per l’invio della mail, stret­ta­men­te correlate alle ca­rat­te­ri­sti­che spe­ci­fi­che della posta elet­tro­ni­ca come mezzo di co­mu­ni­ca­zio­ne.

Regole di contenuto e struttura del testo

Per as­si­cu­rar­vi che la vostra mail venga ricevuta po­si­ti­va­men­te dal de­sti­na­ta­rio, vi sono un paio di regole da ri­spet­ta­re già nel processo di scrittura del messaggio.

Lunghezza del testo

È in­nan­zi­tut­to fon­da­men­ta­le che un’e-mail di lavoro contenga tutte le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie, nel minor spazio possibile. Molte persone ricevono infatti gior­nal­men­te un gran­dis­si­mo numero e-mail e la loro lettura richiede tempo. Un messaggio di posta elet­tro­ni­ca breve e conciso, privo di in­for­ma­zio­ni non ne­ces­sa­rie e che arriva di­ret­ta­men­te al punto richiede meno tempo per essere letto e compreso, e sarà si­cu­ra­men­te accolto fa­vo­re­vol­men­te dal vostro de­sti­na­ta­rio. È im­por­tan­te però che questa sin­te­ti­ci­tà non vada a inficiare la pre­ci­sio­ne e la cortesia del messaggio.

Cortesia

Ogni lettera comincia tra­di­zio­nal­men­te con una co­sid­det­ta “formula rituale”, e questo uso è rimasto anche nella co­mu­ni­ca­zio­ne digitale. I sistemi di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea (come WhatsApp e Facebook Messenger), gli SMS e le chat hanno mo­di­fi­ca­to e stanno ancora mo­di­fi­can­do gli standard nella co­mu­ni­ca­zio­ne scritta, che diventano via via sempre più simili a quelli della co­mu­ni­ca­zio­ne faccia a faccia. No­no­stan­te ciò, le e-mail formali seguono ancora oggi delle precise regole di etichetta, rimaste invariate nel tempo. Prima di tutto, hanno grande im­por­tan­za le formule di apertura e di chiusura.

Nella scelta di queste formule gioca un ruolo par­ti­co­lar­men­te im­por­tan­te la gerarchia e il livello di con­fi­den­za che si ha con l’in­ter­lo­cu­to­re. Per essere sicuri di non sbagliare, si possono uti­liz­za­re frasi classiche come “Gentile Sig./Sig.ra” e “Cordiali saluti…”. Formule più ami­che­vo­li come “Caro/a…” possono risultare ec­ces­si­va­men­te informali quando ci ri­vol­gia­mo una persona che ancora non co­no­scia­mo.

Gram­ma­ti­ca e or­to­gra­fia

Oggi uti­liz­zia­mo la posta elet­tro­ni­ca molto più spesso rispetto a qualche anno fa, e nelle cir­co­stan­ze più svariate. Ad esempio è una pratica comune a molti quella di scrivere e-mail in autobus o in treno. In queste si­tua­zio­ni è facile com­met­te­re errori di di­stra­zio­ne, ma questo non giu­sti­fi­ca errori di battitura, sin­tat­ti­ci o gram­ma­ti­ca­li. Dopotutto, rileggere e ve­ri­fi­ca­re la cor­ret­tez­za di quello che si è scritto esprime anche rispetto nei confronti del de­sti­na­ta­rio, per non fargli perdere tempo nel tentativo di decifrare un messaggio pieno di errori.

Ma non c’è nulla di cui pre­oc­cu­par­si, visto che og­gi­gior­no molte app di mail offrono una funzione di controllo or­to­gra­fi­co in­cor­po­ra­ta, di cui però è bene non fidarsi cie­ca­men­te: è sempre buona regola ri­con­trol­la­re il testo per­so­nal­men­te.

N.B.

La pun­teg­gia­tu­ra è im­por­tan­te anche nella co­mu­ni­ca­zio­ne via e-mail. Scrivere una serie di punti escla­ma­ti­vi uno dietro l’altro di certo non è di aiuto per nessuno. Se si desidera esprimere urgenza o enfasi, un solo punto escla­ma­ti­vo può bastare. Al­tri­men­ti si rischia di apparire invadenti e scortesi.

For­mat­ta­zio­ne

Ogni testo ha bisogno di una buona for­mat­ta­zio­ne, così da per­met­te­re al lettore di orien­tar­si fa­cil­men­te al suo interno. La prima cosa da non di­men­ti­ca­re è la sud­di­vi­sio­ne in paragrafi: questo risulta di grande aiuto per strut­tu­ra­re il contenuto in maniera corretta e collegare lo­gi­ca­men­te le varie parti del testo. Lo stesso vale per l’utilizzo del grassetto e del corsivo, fon­da­men­ta­li per porre enfasi su frasi e parole (a patto che non se ne faccia un uso eccessivo). Chi scrive un’e-mail deve anche fare at­ten­zio­ne al carattere scelto, al colore e alla di­men­sio­ne. Dopotutto l’obiettivo finale della for­mat­ta­zio­ne del testo è di renderne la lettura più semplice e piacevole.

Ab­bre­via­zio­ni

Quando si scrive un’e-mail, è buona regola cercare di limitare l’uso delle ab­bre­via­zio­ni allo stretto ne­ces­sa­rio, specie se non estre­ma­men­te comuni. Le ab­bre­via­zio­ni infatti hanno bisogno di essere decifrate. Questo risulta facile con quelle più comuni, come q.b. (quanto basta), c.v.d. (come volevasi di­mo­stra­re), etc. oppure ecc. (eccetera); ma esistono anche ab­bre­via­zio­ni spe­ci­fi­che o set­to­ria­li che non tutti sono in grado di capire, ad esempio quelle uti­liz­za­te in ambiti scien­ti­fi­ci e ac­ca­de­mi­ci. Inoltre se uti­liz­za­te troppe ab­bre­via­zio­ni il vostro in­ter­lo­cu­to­re potrebbe leggere in questo com­por­ta­men­to una mancanza di rispetto da parte vostra, che non volete neanche degnarvi di dedicare qualche secondo in più allo scrivere le parole per intero.

Toni

Al contrario di quanto accade nel parlato, nella cor­ri­spon­den­za scritta spesso è difficile capire bene quali sono i toni della con­ver­sa­zio­ne. Chi legge infatti non può affidarsi né alla mimica né all’in­fles­sio­ne per capire se la frase che ha appena letto voleva ad esempio essere intesa come una battuta. L’ironia risulta par­ti­co­lar­men­te difficile da cogliere, basandosi essa stessa sul dire il contrario di ciò che si pensa. Nelle con­ver­sa­zio­ni via chat si è ormai stabilito l’uso delle emoticon, che con­sen­to­no di espri­mer­si in maniera rapida e concisa e chiarire quando una frase è da in­ten­der­si in maniera ironica o scherzosa. Nei contesti la­vo­ra­ti­vi però è meglio evitare di uti­liz­zar­le, così come è meglio evitare giochi di parole, commenti sar­ca­sti­ci e battute ironiche. Preferite piuttosto un tono gentile ed ami­che­vo­le.

N.B

Prima di inviare la vostra e-mail: rileggete tutto per bene e con calma, e solo dopo cliccate su Invia

Le ca­rat­te­ri­sti­che dell’e-mail: indirizzo, oggetto & co.

Quando si scrive un’e-mail è possibile attenersi in gran parte alle regole della cor­ri­spon­den­za formale o di lavoro, anche se esistono de­ter­mi­na­te ca­rat­te­ri­sti­che proprie della co­mu­ni­ca­zio­ne via posta elet­tro­ni­ca a cui è bene fare at­ten­zio­ne. Tra queste troviamo l’indirizzo e-mail del de­sti­na­ta­rio, l’oggetto del messaggio, ma non solo.

Indirizzo e-mail

Il primo indirizzo e-mail personale è so­li­ta­men­te concepito per uso privato, e non la­vo­ra­ti­vo. E spesso la scelta del nome utente lo te­sti­mo­nia: nomi come “Orsetto”, “Stellina” o “Fi­glio­dei­fio­ri” sono tanto teneri e simpatici quanto poco adatti a un ambiente pro­fes­sio­na­le. Se non avete l’op­por­tu­ni­tà di uti­liz­za­re un indirizzo aziendale (ad esempio sul modello di info@no­mea­zien­da.it), allora dovrete almeno pre­mu­rar­vi di inserire il vostro nome completo all’interno del vostro indirizzo e-mail, per dare una maggior im­pres­sio­ne di serietà e pro­fes­sio­na­li­tà. L’opzione migliore rimane comunque quella di creare un proprio dominio per­so­na­liz­za­to. In questo modo potrete avere un indirizzo e-mail in cui la prima parte, prima della @, fa ri­fe­ri­men­to alla vostra persona, mentre la seconda alla vostra azienda o al vostro business.

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N.B.

I client di posta elet­tro­ni­ca per PC o smart­pho­ne con­sen­to­no di gestire più indirizzi con­tem­po­ra­nea­men­te. Chi li utilizza dovrebbe fare at­ten­zio­ne e ve­ri­fi­ca­re sempre che nel campo mittente compaia l’indirizzo corretto.

Oggetto

Alcune persone ricevono gior­nal­men­te per lavoro dozzine di e-mail. Per questo motivo, la scelta di un oggetto chiaro e espli­ca­ti­vo per l’e-mail può rivelarsi molto utile per il de­sti­na­ta­rio, che potrà così rior­di­na­re le idee e definire le priorità dei messaggi. Ma at­ten­zio­ne: questo non significa che questo sia il posto giusto per scrivere un intero riassunto del messaggio, oppure una de­scri­zio­ne troppo concisa del tipo “Una domanda”, “Un favore” o “Ap­pun­ta­men­to?”. Chiarite subito nel campo dell’oggetto di cosa tratterà il messaggio, in modo chiaro e sintetico.

Priorità

Alcuni client di posta elet­tro­ni­ca per­met­to­no di impostare dei livelli di priorità, che vengono uti­liz­za­ti da alcuni mittenti per segnalare l’im­por­tan­za del proprio messaggio. Il problema qui è che di norma ognuno ritiene che il suo messaggio sia im­por­tan­te (al­tri­men­ti non lo avrebbe scritto!). Ma in realtà chi decide l’effettiva im­por­tan­za del messaggio non è il mittente, ma il de­sti­na­ta­rio.

In ogni caso è bene ricordare che non tutte le ap­pli­ca­zio­ni sup­por­ta­no diversi livelli di priorità; per questo è possibile che il de­sti­na­ta­rio non la vi­sua­liz­zi (lo stesso discorso vale per le conferme di lettura). Per questi motivi è con­si­glia­bi­le evitare di uti­liz­za­re questa funzione se non stret­ta­men­te ne­ces­sa­ria: al de­sti­na­ta­rio potrebbe non fare piacere scoprire che un messaggio che era stato segnato da voi come prio­ri­ta­rio in realtà non era poi così im­por­tan­te.

Campo dell’indirizzo

L’header delle e-mail presenta tre diversi campi per gli indirizzi, ognuno con le proprie par­ti­co­la­ri­tà: A, Cc e Ccn.

  • A: questo campo contiene molto sem­pli­ce­men­te l’indirizzo del de­sti­na­ta­rio, o dei de­sti­na­ta­ri. In questo spazio può essere inserito l’indirizzo di ogni persona a cui è in­di­riz­za­to il messaggio. Anche quando si scrive a più di una persona, infatti, non è ne­ces­sa­rio uti­liz­za­re il campo Cc.

  • Cc: l’ab­bre­via­zio­ne “Cc” significa “copia co­no­scen­za”, anche co­no­sciu­ta in inglese con il termine “carbon copy”. Qui vengono inseriti gli indirizzi delle persone che si desidera mettere a co­no­scen­za del messaggio, ma che non ne sono i de­sti­na­ta­ri diretti. Questo significa anche che il de­sti­na­ta­rio non si aspetta una risposta da queste persone.

  • Ccn: si intende una “copia co­no­scen­za nascosta”. Le persone messe in Ccn ri­ce­ve­ran­no il messaggio, ma i loro indirizzi non saranno visibili né dai de­sti­na­ta­ri né dalle persone in CC. Anche in questo caso, so­li­ta­men­te l’autore del messaggio non si aspetta alcuna risposta. Il campo Ccn viene uti­liz­za­ta spesso con la finalità di pro­teg­ge­re i dati e la privacy dei propri in­ter­lo­cu­to­ri: ad esempio quando una e-mail è in­di­riz­za­ta a un grande numero di persone (come nel caso di una new­slet­ter). In questo modo gli indirizzi delle persone inserite in Ccn saranno visibili solo dal mittente.

Risposte

Il galateo dell’e-mail comprende anche regole di com­por­ta­men­to per quanto riguarda il ri­spon­de­re ai messaggi. La maggior parte dei programmi e dei servizi web mette a di­spo­si­zio­ne due pulsanti: “Rispondi” e “Rispondi a tutti” (a volte anche in inglese: “Reply” e “Reply all”). Cosa succede se vengono premuti? All’inizio del campo dell’oggetto viene aggiunta au­to­ma­ti­ca­men­te la dicitura “Re:”, per indicare che si tratta di un messaggio di risposta.

Inoltre il messaggio originale viene aggiunto al contenuto della mail sotto forma di citazione e l’indirizzo e-mail del mittente ori­gi­na­rio viene inserito nel campo del de­sti­na­ta­rio (o, se si clicca su “Rispondi a tutti”, gli indirizzi di tutti i de­sti­na­ta­ri dell’e-mail ori­gi­na­ria). Ci sono alcune cose a cui è ne­ces­sa­rio prestare par­ti­co­la­re at­ten­zio­ne quando si risponde ad un’e-mail:

  • Rispondi a tutti: prima di cliccare su “Rispondi a tutti”, ponetevi la seguente domanda: la mia risposta interessa ef­fet­ti­va­men­te tutti i de­sti­na­ta­ri? Ri­vol­gen­do­vi solo ai de­sti­na­ta­ri ef­fet­ti­va­men­te in­te­res­sa­ti al messaggio potreste ri­spar­mia­re del lavoro inutile a molte persone.

  • Re: “Re“ è l’ab­bre­via­zio­ne del termine latino “res”, ovvero “riguardo a”. Questa dicitura, inserita prima del campo dell’oggetto, ha la finalità di indicare al de­sti­na­ta­rio che il messaggio è una risposta al messaggio originale. Se il de­sti­na­ta­rio risponde per una seconda volta comparirà invece “Re: Re:” e così via per ogni risposta. Quando queste diciture iniziano a diventare troppe e a di­sto­glie­re l’at­ten­zio­ne dall’oggetto stesso, sentitevi liberi di can­cel­lar­le per fare un po’ d’ordine: un solo “Re:” di solito è suf­fi­cien­te ad indicare che si tratta di una risposta!

  • Livelli di citazione: la questione è analoga per quanto riguarda il testo citato ap­par­te­nen­te alla mail originale. In con­ver­sa­zio­ni par­ti­co­lar­men­te lunghe possono quindi venirsi a creare veri e propri “mostri di testo”, composti da testi citati l’uno sull’altro. Perciò anche in questo caso può essere una buona idea fare un po’ d’ordine di tanto in tanto, facendo però at­ten­zio­ne a non can­cel­la­re in­for­ma­zio­ni im­por­tan­ti, so­prat­tut­to se vi riferite di­ret­ta­men­te a esse nel vostro messaggio.

Una precisa tem­pi­sti­ca ideale per ri­spon­de­re non esiste, dal momento che di norma non abbiamo modo di sapere quando chi ci ha inviato il messaggio con­trol­le­rà di nuovo la sua casella e-mail. La grande frequenza con cui le e-mail vengono spedite por­te­reb­be a pensare che le risposte debbano ne­ces­sa­ria­men­te essere repentine. Ma quando il mittente ha bisogno di una risposta urgente e in tempi brevi, spesso una te­le­fo­na­ta è l’opzione migliore.

Sapete già che non sarete in grado di ri­spon­de­re entro le prossime 24 ore, ma la questione sembra essere im­por­tan­te? In questo caso conviene allora dare una risposta veloce, per fare sapere che avete in­ten­zio­ne di ri­spon­de­re in maniera det­ta­glia­ta, ma che per farlo avete bisogno di un po’ di tempo.

Un’ulteriore funzione dei servizi e-mail è la risposta au­to­ma­ti­ca a tutti i messaggi in entrata. Il testo di questo messaggio può essere creato da voi in pre­ce­den­za, ma alcuni programmi con­sen­to­no anche di scegliere tra formule pre­im­po­sta­te. Questa funzione risulta par­ti­co­lar­men­te utile, ad esempio, quando sapete che non vi sarà possibile ri­spon­de­re alle e-mail per un periodo di tempo pro­lun­ga­to. Proprio per questo motivo questa funzione è anche co­no­sciu­ta come “risposta au­to­ma­ti­ca fuori sede” o “out-of-office reply”.

Nel messaggio potete scrivere in­for­ma­zio­ni utili per chi vi ha scritto, come ad esempio la data quando tornerete in ufficio o a chi ri­vol­ger­si in caso di urgenze. È im­por­tan­te anche ri­cor­dar­si di di­sat­ti­va­re la funzione non appena si è ritornati operativi e si è pronti a ri­spon­de­re ai messaggi. Non uti­liz­za­te mai in nessun caso la funzione di risposta au­to­ma­ti­ca in so­sti­tu­zio­ne della conferma di lettura.

For­mat­ta­zio­ne HTML

La for­mat­ta­zio­ne all’interno del testo facilita la lettura, e l’utilizzo del lin­guag­gio HTML offre svariate pos­si­bi­li­tà: per esempio è possibile ar­ric­chi­re le proprie e-mail con immagini e altri contenuti mul­ti­me­dia­li. E proprio per questo motivo il codice HTML è spesso uti­liz­za­to nell’E-Mail Marketing. Inserire l’HTML all’interno delle e-mail può pero com­por­ta­re anche qualche problema:

  • Errori di vi­sua­liz­za­zio­ne: chi ha già espe­rien­za con la creazione di siti web in HTML sa bene che è im­por­tan­te ve­ri­fi­ca­re che questi fun­zio­ni­no ugual­men­te su diversi browser, così da essere sicuri che ogni utente sia in grado di vi­sua­liz­za­re la pagina in maniera corretta. Nelle e-mail questo problema è ancora più critico, poiché i messaggi di posta elet­tro­ni­ca vengono vi­sua­liz­za­ti nelle in­ter­fac­ce web più svariate con l’utilizzo di diversi browser e programmi, sia da computer che da di­spo­si­ti­vi mobili. Quando si tratta di un messaggio e-mail rea­liz­za­to in HTML è quindi piuttosto probabile che un certo numero di utenti lo vi­sua­liz­zi come nient’altro che un groviglio di caratteri. Optando per un formato di testo semplice si ha la garanzia che questo non accadrà.
     
  • Sicurezza: l’utilizzo dell’HTML nelle e-mail è una faccenda con­tro­ver­sa, anche perché il codice può essere im­ple­men­ta­to per dif­fon­de­re virus e worm. Per questo molti utenti pre­fe­ri­sco­no di­sat­ti­va­re gli elementi HTML nelle im­po­sta­zio­ni dei loro client (come Outlook o Thun­der­bird), così da vi­sua­liz­za­re solo gli elementi nel classico formato RTF (Rich Text Format). Questo comporta ov­via­men­te ulteriori errori di vi­sua­liz­za­zio­ne. Con una normale e-mail testuale avrete la sicurezza che quello che state inviando verrà vi­sua­liz­za­to dal de­sti­na­ta­rio nello stesso modo in cui lo vedete voi.

Firma

Molte persone non dedicano alla propria firma l’at­ten­zio­ne ne­ces­sa­ria oppure la scrivono in maniera errata. La creazione di una firma di posta elet­tro­ni­ca corretta e completa è estre­ma­men­te im­por­tan­te non solo per una corretta ne­ti­quet­te, ma anche per motivi giuridici. La firma del proprio messaggio dovrebbe fornire al de­sti­na­ta­rio le seguenti in­for­ma­zio­ni:

  • Nome completo
  • Ruolo all’interno dell’azienda
  • Indirizzo
  • Numero di telefono

Questi dati sono par­ti­co­lar­men­te im­por­tan­ti quando non c’è ancora stato alcun contatto al di là della co­mu­ni­ca­zio­ne via e-mail. In questo modo il de­sti­na­ta­rio può all’oc­cor­ren­za con­tat­tar­vi fa­cil­men­te anche per via te­le­fo­ni­ca o per posta tra­di­zio­na­le. Le e-mail pro­fes­sio­na­li devono contenere anche i seguenti dati:

  • Nome e forma giuridica dell’azienda
  • Recapito dell’azienda
  • La sede legale e il numero di iscri­zio­ne al registro delle imprese
  • Il nome dell’am­mi­ni­stra­to­re delegato, dei membri e del pre­si­den­te del consiglio di am­mi­ni­stra­zio­ne

La firma può inoltre contenere altre pos­si­bi­li­tà di contatto, come ad esempio i link a profili sui social media o al sito web dell’azienda. Anche la firma può essere ar­ric­chi­ta con una for­mat­ta­zio­ne HTML, ma bisogna fare at­ten­zio­ne, perché po­treb­be­ro sorgere gli stessi problemi che valgono per la stesura del testo. Chi decidesse comunque di uti­liz­zar­lo, può ar­ric­chi­re la propria firma ad esempio ag­giun­gen­do il logo dell’azienda. Per cer­ti­fi­ca­re che il messaggio non è stato mo­di­fi­ca­to in alcun modo e per at­te­star­ne la sua au­ten­ti­ci­tà, è possibile inoltre inserire una firma digitale alla propria e-mail. Infine è giusto ricordare che la vostra e-mail di lavoro non è il posto giusto per massime, aforismi o citazioni di qual­si­vo­glia tipo.

Allegato

Anche nella cor­ri­spon­den­za la­vo­ra­ti­va tra­di­zio­na­le si possono trovare spesso allegati, in aggiunta alla lettera vera e propria. Per le e-mail il fun­zio­na­men­to è analogo: il testo del vostro messaggio può essere ac­com­pa­gna­to da uno o più file. Anche in questo caso esistono delle regole di galateo dell’e-mail a cui sarebbe bene prestare at­ten­zio­ne:

  • Tenete sempre conto della di­men­sio­ne dei file: anche se il vostro client consente l’upload di grandi di­men­sio­ni, la casella di posta del vostro de­sti­na­ta­rio potrebbe non essere adatta a riceverli. Per questo motivo è buona regola evitare di spedire via e-mail file di di­men­sio­ni superiori ai 5 MB (salvo previo accordo con il de­sti­na­ta­rio stesso).

  • Fate at­ten­zio­ne al formato del file in allegato: solo perché lavorate gior­nal­men­te con un de­ter­mi­na­to formato non dovreste dare per scontato che il vostro de­sti­na­ta­rio sia in possesso del programma giusto per aprirlo. Per quanto riguarda i documenti di testo, sono pre­fe­ri­bi­li i file in formato PDF rispetto ai file Word. I primi infatti hanno il vantaggio di poter essere letti in­di­pen­den­te­men­te dalla piat­ta­for­ma uti­liz­za­ta, e di solito non con­sen­to­no di essere mo­di­fi­ca­ti. La vi­sua­liz­za­zio­ne di un documento Word invece dipende dalla versione del software uti­liz­za­to e dai font in­stal­la­ti, per questo è probabile che il de­sti­na­ta­rio lo veda di­ver­sa­men­te da come lo vedete voi.
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Gli errori più comuni: come evitarli

Queste regole però servono a poco se non vengono seguite coe­ren­te­men­te. Ecco il consiglio più im­por­tan­te di tutti: rileggere sempre l’e-mail prima di inviarla!

  • Gli indirizzi dei de­sti­na­ta­ri sono stati inseriti tutti e in maniera corretta?
  • State inviando l’e-mail dal giusto indirizzo?
  • Avete scritto bene i nomi dei vostri in­ter­lo­cu­to­ri?
  • Avete con­trol­la­to l’or­to­gra­fia, la pun­teg­gia­tu­ra e la gram­ma­ti­ca?
  • I file di cui si parla nel testo sono ef­fet­ti­va­men­te stati allegati?

Cosa fare però se no­no­stan­te questo controllo vi fosse comunque sfuggito qualcosa? Potete inviare subito una seconda e-mail per chiarire e scusarvi per l’errore; oppure potete ricorrere di­ret­ta­men­te a una te­le­fo­na­ta.

Consiglio

Premere per sbaglio il tasto invio è molto semplice, specie quando l’e-mail non è ancora finita. Un’ottima soluzione per evitare di inviare il messaggio pre­ma­tu­ra­men­te per errore è quella di inserire gli indirizzi nel campo dei de­sti­na­ta­ri solo una volta ultimato.

È proprio in­di­spen­sa­bi­le che sia un’e-mail?

A volte si pre­fe­ri­sce inviare una e-mail, anche quando sarebbe più ap­pro­pria­ta una breve te­le­fo­na­ta. Questo è par­ti­co­lar­men­te vero quando è ne­ces­sa­rio discutere di qualcosa, esa­mi­nan­do­ne i pro e i contro. In queste si­tua­zio­ni la co­mu­ni­ca­zio­ne per e-mail richiede spesso troppo tempo: quello che potrebbe essere chiarito in una te­le­fo­na­ta di cinque minuti richiede a volte uno scambio di e-mail che può durare giorni interi. Dovreste evitare di inviare un’e-mail, quando notate che il dialogo rischia di de­ge­ne­ra­re in un litigio. Scrivere una mail quando si è ancora pieni di rabbia è ge­ne­ral­men­te una cattiva idea. Anche in questi casi è sempre meglio ricorrere alla co­mu­ni­ca­zio­ne orale, per evitare di peg­gio­ra­re la si­tua­zio­ne. È quindi sempre meglio ricercare il dialogo di persona e as­si­cu­rar­si che non si ve­ri­fi­chi­no malintesi e che il vostro in­ter­lo­cu­to­re in­ter­pre­ti le vostre parole in maniera corretta. Chi invia un’e-mail deve anche tenere in conto che il suo contenuto rimarrà salvato per molto tempo. Una volta inviato il messaggio, non potete sapere che uso ne farà il de­sti­na­ta­rio, dove lo salverà o a chi lo inoltrerà. Per questo conviene pensarci due volte prima di inserire dati sensibili all’interno di un’e-mail. Anche quando siete convinti della buona fede del vostro in­ter­lo­cu­to­re, è sempre presente un rischio in termini di sicurezza: per scon­giu­ra­re qualsiasi tentativo di spio­nag­gio da parte di terzi, sarebbe bene cifrare i vostri messaggi at­tra­ver­so un pro­to­col­lo SSL o PGP.

Com’è fatta l’e-mail perfetta?

Per con­clu­de­re l’e-mail perfetta per un contesto la­vo­ra­ti­vo deve essere in­for­ma­ti­va e dal tono cortese. Per ottenere un tale risultato sarà quindi ne­ces­sa­rio investire del tempo nella creazione dell’e-mail. Lo sforzo sarà ripagato: un messaggio che si attiene alle giuste regole di etichetta infatti sarà si­cu­ra­men­te più ap­prez­za­to rispetto a un messaggio scritto ve­lo­ce­men­te e pieno di errori. Nel lungo periodo, inoltre, un uso sapiente del bon ton dell’e-mail può garantire uno sviluppo positivo dei rapporti la­vo­ra­ti­vi.  

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